23/01/2012

MAURO LIKAR UNO STUDIO SUL KAHAL EBRAICO

 

MAURO LIKAR

 

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KAHAL


«A New York il Kahal possiede le proprie preture, decreta le leggi, pronuncia ufficialmente e le fa eseguire, e gli ebrei preferiscono la loro giustizia a quella dello Stato. (...) La Keillha newyorchese è la maggiore e più potente organizzazione ebraica di tutto il mondo. A New York il centro vitale e potenziale del Giudaismo moderno. New York rappresenta per l’ebreo moderno ciò che per il cattolico rappresenta Roma. L’attuale Nuova York è una risposta viva, latente, alla domanda: è possibile che un gruppo di persone numericamente inferiore possa dettar legge a tutta una popolazione? Tutto a New York risponde affermativamente»

Henry Ford "L'ebreo internazionale" 


Pochi autori hanno trattato l'argomento del Kahal, e tutti rimandano all’opera fondamentale di un ebreo convertito, Jacob Brafmann. Ne esistono sia  la traduzione manoscritta, in lingua francese, che l’originale in russo, presso il British Museum; una versione in polacco ed una in tedesco. Jacob Brafmann, un russo di origine ebrea, convertitosi al Cristianesimo a trentaquattro anni, fu nominato professore di ebraico presso il Seminario teologico governativo di Minsk. Nel 1870 pubblicò in lingua russa, a Vilnius, la sua opera: Il Libro del Kahal.

Gli ebrei acquistarono quasi tutte le copie e le distrussero. Tuttavia qualche esemplare si salvò e vi fu anche una traduzione francese dell’opera che apparve nel 1873, con il intito: Livre du Kahal. Matériaux pour étudier le Judaisme en Russie et son Influence sur les populations parmi lesquelles il existe.

L’Encyclopaedia Judaica scrive al riguardo:

«Brafmann attaccò l’organizzazione ebraica (Kahal) in vari periodici russi, descrivendola come uno Stato nello Stato ed affermò che faceva parte di una cospirazione internazionale ebraica. Nel 1869, Brafmann pubblicò il Libro del Kahal, una traduzione in russo delle minute della Kehillah di Minsk. Sebbene Brafmann fosse stato accusato di falso, in realtà il suo libro era una traduzione abbastanza accurata di documenti, ed è servito a molti studiosi come fonte storica per la conoscenza della vita interna dell’Ebraismo russo nel XIX secolo».


Il Libro del Kahal non è perciò un falso veridico come i Protocolli dei Savi di Sion, bensì “una fonte storica”, e  secondo il parere dell’autorevole Enciclopedia Giudaica! E come tale va studiato. Esiste poi un’altra opera che è quasi la riproduzione del libro di Brafmann: lo studio di Kalixt de Wolski, De la Russie juive. Anche quest’opera ha conosciuto la stessa sorte di quella del Brafmann.  Infine il Vial, ispirandosi al libro di de Wolski, ha scritto nel 1889 un’interessante opera che si intitola: Le Juif sectaire ou la Tolérance talmudique, che costituisce un eccellente riassunto della questione. 


 

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IL TRIBUNALE EBRAICO

Ogni popolo, religione o società ha le sue leggi ed i suoi tribunali. Il popolo ebraico non fa eccezione; nel Vecchio Testamento era governato dal Sinedrio. Dopo la distruzione di Gerusalemme e la diaspora, privo com’era di un’organizzazione statuale, ha mantenuto, in forma segreta, dei tribunali eredi dell’Sinedrio. Lo affermano nelle loro opere autori quali  Monsignor Jouin, Léon de Poncins, Hugo Wast (pseudonimo di G. Martinez Zuviria) ed Henry Ford. L’esistenza del Kahal è stata confermata anche da autori ebrei: Simon Schwarzfuchs e Israel Shahk.

MONSIGNOR JOUIN

Nella prestigiosa Revue Internationale des Societés Secrètes, si può leggere un  articolo sul Kahal, che apre vasti orizzonti e spinge ad andare alle fonti. In tale articolo si apprende che per gli ebrei il Talmùd è la legge, ma per quanto riguarda la sua applicazione, occorre che esista un potere esecutivo e giudiziario, e questo appartiene ad un gruppo ristretto di magistrati. Il collegio sovrano di tali giudici è il Kahal, che significa: assemblea, riunione, comunità. Il Kahal è perciò l’assemblea dei rappresentanti d’Israele.

Tale istituzione risale ai tempi di Mosè. Malgrado la Dispersione (130 d. C.) il Kahal non perse mai né influenza né autorità, tuttavia non funzionò più alla luce del giorno ma restò confinato all’ombra dei ghetti e delle sinagoghe. Oggi come ieri, il Kahal è il regolatore della vita ebraica.

«Esso rappresenta il governo di una nazione senza territorio [almeno fino al 1948], ma nondimeno risulta essere reale ed attivo. È uno Stato che si sovrappone, e spesso si oppone, agli Stati nei quali vivono gli ebrei».

Suo fine è mantenere intatto e isolato il popolo ebraico disperso nel mondo, affinché da un lato non sia discriminato e dall’altro non perda la sua identità con l’assimilazione; fino al giorno in cui il popolo d’Israele avrà il dominio assoluto sul mondo intero. Come scriveva nel 1925 l’Albrecht, tale giorno secondo i cabalisti dovrebbe iniziare con il 1966!.


LÉON DE PONCINS E IL KAHAL

Il celebre autore francese scrive:

«Non vi è dubbio che gli ebrei abbiano un’organizzazione disciplinatissima; è quasi impossibile a un non ebreo di penetrarne i dettagli segreti, ma le sue manifestazioni esteriori mostrano un’autorità ed un potere occulto innegabile». 


HUGO WAST E IL KAHAL

Gustavo Martinez Zuviria, Direttore della Biblioteca Nazionale dell’Argentina, nonché Ministro della Giustizia e della Pubblica Istruzione, ha scritto nel 1954 un libro sul Kahal, in  cui. In scrive:

«Pochi problemi sono difficili da risolvere, come quello del governo interno del popolo ebraico. Non vi è mistero tenuto più tenacemente segreto. Il governo del popolo ebraico è una vera società segreta, e come in tutte le società segrete vi sono iniziati che non giungono mai ai ranghi inferiori. Così nel Giudaismo vi sono dei circoncisi in totale buona fede che ignorano la costituzione ed anche l’esistenza stessa del Kahal, vale a dire dell’autorità che governa nell’ombra il popolo ebreaico».

Essere ebreo non significa tanto professare la religione giudaica post-templare o postbiblica, ma soprattutto far parte del popolo ebraico; l’ebreo appartiene perciò ad una nazione diversa da quella da cui è accolto e nella quale vive e prospera. Il Kahal è un “Tribunale misterioso, una sorta di Massoneria” . I Tribunali regionali sono chiamati Kehillah. Il Kahal è il Tribunale supremo che sovraintende a tutte le Kehillah. Il gran Kahal, secondo il nostro autore, risiederebbe a New York “vero Vaticano ebraico”. Il Kahal è l’espressione concreta del Talmùd, vale a dire: il tribunale che giudica se le pratiche talmudiche vengono o meno osservate. È il “magistero vivente” della Sinagoga post-biblica poiché applica la dottrina talmudica ai casi concreti. Assieme al Kahal, che comanda e giudica, e subordinato a lui, vi è il Bet-Din, vero tribunale segreto: esso avoca a sé ogni causa e detiene il potere esecutivo, conformemente al Talmùd; cioè esegue le sentenze emesse dal Kahal.

Quindi il Talmùd è il potere legislativo, il Kahal è il potere giudiziario, e il Bet-din quello esecutivo. I tre poteri agiscono nel seno della Sinagoga post-templare che si serve di questi due Tribunali per governare il popolo ebreaico, sparso sulla terra o raccolto nello Stato d’Israele a partire dal 1948.


 

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NATURA ED ORGANIZZAZIONE DEL KAHAL


Il mistero circonda gli atti pratici del Kahal: essi debbono restare segreti, e guai a chi osa rivelarli: si condanna all’anatema e spesso anche alla morte. Jacob Brafmann ebbe questa audacia, ma perse la vita. Secondo Hugo Wast, il segreto del Kahal sarebbe questo: per conquistare il mondo non è necessaria la spada, ma basta un libro: il Talmùd! . Mediante lo spirito talmudico il Giudaismo si propone di sopraffare il Cristianesimo, unico vero bastione che si oppone al dominio universale d’Israele. I sentimenti principali che animano lo spirito talmudico sarebbero quattro:

1°)Un’ambizione smisurata di dominare il mondo.

2°) Un’avidità insaziabile di possedere tutte le ricchezze dei non ebrei.

3°) Il rancore contro il non ebreo, e specialmente contro il cristiano. 4°) L’odio a Gesù Cristo.

Ora, per soddisfare queste quattro passioni, occorre appropriarsi della ricchezza del mondo, mediante la quale si potrà tutto. Così mediante l’oro la Sinagoga s’impadronirà di ogni cosa, e renderà i non ebrei suoi schiavi.  Questo sarebbe il suo piano segreto, che arriverà alla sua parziale realizzazione col Regno dell’Anticristo. Ma per poter giungere a tanto è necessario corrompere i cristiani, fomentando in essi l’amore per i piaceri, il lusso e un diffuso edonismo. Siccome l’unico padrone dell’oro che permette di avere piaceri, lusso e onor del mondo sarà  il Giudaismo, i non- ebrei una volta corrotti potranno avere i piaceri a condizione di chiedere l’oro all’ebreo che solo lo possiede!

«La forza degli ebrei consiste nel saper nascondere le proprie intenzioni. Il popolo ebraico vive ancora solo perché ha saputo mantenere un segreto durante venti secoli di persecuzioni».

Tale segreto è lo spirito talmudico di odio a Cristo e ai cristiani e di brama di dominio mondiale. La fede talmudica non è nell’aldilà, ma nel dominio su questo mondo; il suo “paradiso” difatti è la terra.


 

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Il Kahal Attuale

Sono rarissime le notizie sul Gran Kahal odierno: le più recenti risalgono al 1954, con Hugo Wast ed al 1996 con Israel Shahak il quale spiega che avendo gli Ebrei in Occidente acquisita nel 1780 l’eguaglianza giuridica, ed essendosi man mano emancipati, il potere giudiziario che la Comunità ebraica deteneva è andato via via diminuendo, soprattutto in Occidente; mentre in Oriente l’emancipazione è stata assai debole ed il Kahal ha mantenuta la sua forza originaria. Tuttavia in Occidente vi sono state sacche di resistenza all’assimilazione, e con il movimento sionista e la fondazione del B’nai B’rith (1843), la corrente anti-assimilazionista (e filo-Kahalista) ha ripreso il sopravvento. Perciò il Kahal ha mantenuto il potere anche dopo l’emancipazione degli ebrei e lo ha riacquistato completamente a partire dall’ascesa del Sionismo, e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con il mito dell’“Olocausto”.

Sempre Shahak scrive:

«A partire dal Basso Impero, le Comunità giudaiche possedevano dei poteri giuridici considerevoli sui loro membri, ed anche un potere coercitivo: la flagellazione, il carcere, la scomunica, sono tutte pene che potevano essere inflitte, legalmente, dai tribunali rabbinici; compresa la pena di morte».

«Molti ebrei oggi, hanno nostalgia del mondo ebraico precedente l’assimilazione, come si trattasse d'un paradiso perduto. Una parte importante del movimento sionista ha sempre voluto ristabilirlo, ed ha vinto».

Lo Stato d’Israele ed il Sionismo sembrano segnare il ritorno del potere assoluto del Kahal.

Nel 1986 Simon Schwarzfuchs ha scritto un interessante libro, per la collezione “Presenza e memoria ebraica” riguardo al Kahal nell’Europa medioevale. In esso sostiene che la Comunità ebraica del Medio Evo, chiamata Kahal, appare in Europa nel X secolo. «Essa è la continuazione della Comunità ebraica dell’antichità». Le origini della Comunità ebraica in Europa sono molto antiche; ve ne era una a Roma anteriore al Cristianesimo. «Durante molti secoli, fino all’inizio del V secolo, i gruppi ebraici d’Europa rimasero in contatto con il Patriarca della Terra santa e continuarono a versargli un tributo». Il Kahal regolava e dirigeva ogni cosa.


Il Kahal rappresenta la fonte della coesione che gli ebrei sono riusciti a mantenere per duemila anni, sebbene dispersi nel mondo, senza tempio né sacrificio. Ai grandi mali che ha dovuto affrontare nel corso delle sua storia, il popolo ebraico ha saputo opporre un grande rimedio: il Kahal. I giudei, dispersi nel mondo intero, si sono costituiti come uno Stato in ogni Stato che li ha ospitati. Anche K. de Wolski è del parere che per mantenere la loro unità e coesione e non perdere la propria identità, i giudei obbediscono ad una sorta di governo occulto, sia giudiziario, il Kahal, che esecutivo, il Bet- Din.

Si può parlare, dice l’autore, di una sorta di corporazione che rappresenta tutto Israele e che, pur essendo dispersa materialmente, è unita spiritualmente, sia quanto ai fini che quanto ai mezzi. La Chiesa cattolica è il principale nemico del Kahal, il quale si sforza pertanto di diminuirne l’influenza mettendo nelle intelligenze dei cristiani le idee di libero pensiero, di scetticismo, di scisma, e provocando così le dispute religiose, feconde di divisioni. Nel loro programma bisogna innanzi tutto cominciare a screditare i sacerdoti, provocando sospetti sulla loro devozione, sulla loro condotta privata, sulla loro moralità, e poi bisogna guadagnare la stima dei giovani, infiltrando le scuole con idee anticristiane.


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La Moreine

La Moreine è la gerarchia delle cariche presso gli ebrei. Essa comincia subito dopo la distruzione del Regno d’Israele, ed ha per fine la preservazione e la conservazione della nazionalità perduta, fino al giorno in cui il Messia restituirà al popolo d’Israele la sua gloria ed il suo paese. Ciò non è avvenuto nel 1948, in quanto l’entità sionista è stata ricostituita da mano d’uomo e non dal Messia. Durante il lungo pellegrinaggio del popolo ebraico dispersosi ovunque nel mondo, la Moreine è restata sempre la stessa, ma si è sviluppata ed ha acquistato una grande potenza, costituendosi poco a poco in società segreta, per poter affrontare le difficoltà dell’esilio, ed arrivando così quasi intatta fino ai nostri giorni.

I membri del Kahal o la Moreine

Il Kahal comprende due categorie di membri: i dignitari da una parte e i subalterni dall’altra: Kahal docente e discente.

1°) I dignitari costituiscono il Gran Consiglio, e godono di un’autorità sovrana sopra la Comunità ebraica.

2°) I subalterni sono i segretari e gli scribi. Tra di essi è scelto il Persecutore segreto, che è l’esecutore delle sentenze del Kahal. Pare che egli s’impegni con giuramento a non risparmiare nessuno. Vi sono poi i fattori, che sono una sorta di informatori e di factotum.

“L’EBREO SETTARIO” NELLA SUA CONDOTTA PRATICA

Il Vial, nel suo prezioso libro, asserisce che il governo segreto degli ebrei si chiama Kahal ed è universale e assoluto. «Riunisce nelle sue mani il potere legislativo e quello esecutivo: il Bet-Din, ramo del Kahal, ha, propriamente parlando, il potere esecutivo . Ha diritto di vita e di morte ed ha, ai suoi ordini una magistratura in grado di imporli, una polizia per sorvegliarne l’esecuzione, un budget per alimentare la sua polizia ed i suoi funzionari, ed una tassa per alimentare il suo budget. Le decisioni del Kahal non sono suscettibili di nessun controllo e non hanno bisogno di approvazione da parte di nessuno. Esso, vecchio ricordo dell’onnipotente Sinedrio, ha sempre funzionato, fin dalla dispersione d’Israele nel mondo, nella misura in cui glielo permetteva la cosiddetta “intolleranza medievale”». Il suo codice è il Talmùd, che è veramente la Costituzione fondamentale del popolo ebraico, di cui riassume la suprema aspirazione: la conquista del mondo intero. Ma questa Costituzione deve essere, nella pratica, interpretata dal Kahal per mezzo delle sue leggi.

Brafmann, nel suo Libro del Kahal riporta più di mille prescrizioni del Kahal, che rappresentano così il diritto d’Israele, il suo codice di giurisprudenza.


 

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GLI AGENTI DEL KAHAL

Brafmann stesso nella sua opera ci dice che gli agenti del Kahal sono impiegati dagli ebrei, non solo nel commercio, ma in tutti i settori degli affari. Il fine principale di ogni agente è di prender nota, scrupolosamente, attraverso quali mezzi è arrivato a corrompere l’impiegato di polizia, in favore di un suo correligionario. Tutte queste notizie raccolte con cura, devono essere depositate presso il Kahal, che viene così in possesso dei mezzi d’azione sull’impiegato corrotto, qualora volesse intentare qualche azione contro l’Ebraismo, o prendere una decisione che non gli sia favorevole.

IL KASHER

La legge sulla cucina Kasher è di capitale importanza per mantenere separata la vita degli ebrei dal resto del mondo. Essa pertanto deve essere mantenuta intatta; tale compito appartiene al Kahal, interprete fedele del Talmùd.

LE CONFRATERNITE EBRAICHE

Ricorrendo ad un esempio si può dire che le confraternite sono le arterie della Società ebraica, mentre il Kahal ne è il cuore. Quale è il filo misterioso che incatena e lega tra loro tutti gli ebrei sparsi sulla faccia della terra, come una invisibile e potentissima corporazione? Le confraternite! Ciascuna di esse ha il suo capo e molto spesso la sua casa di preghiera (succursale della sinagoga principale); ogni confraternita è un Kahal secondario. La maggior parte dei membri appartiene all’élite tradizionale della Società ebraica, che forma così quasi una legione di combattenti che circondano e difendono lo stendardo del Talmùd, al servizio del Kahal.

LA CORTE DELLA SINAGOGA

Essa consiste in una superficie di terreno, situata nel quartiere abitato da ebrei, in cui devono trovarsi:

1°) Il Bet-Haknest (la sinagoga principale). 2°) Il Bet-Gamidrasch (la casa di preghiera e la scuola). 3°) Il Bet-Hamerhatz (i bagni a vapore). 4°) Il Bet-Hakahal (la camera del Kahal). 5°) Il Bet-Din (tribunale esecutivo). 6°) Lo Hek-Dech (rifugio per i poveri).

Di tutti questi luoghi quello che c’interessa di più è la camera del Kahal, di cui abbiamo già parlato, e il Bet-Din: un Consiglio analogo all’antico Sinedrio, che si perpetua fino ai nostri giorni sotto la tutela del Kahal e che forma la sua sezione di giustizia esecutiva.

« La camera del Kahal regola la vita pubblica e privata dei suoi correligionari dispoticamente e quasi senz’alcun controllo, non ammettendo ricorso a nessun’altra autorità. Essa si estende alla vita religiosa, interiore e privata degli ebrei. Ma quando si tratta di pronunciare un giudizio in un processo tra due ebrei, o tra un ebreo e il Kahal, è il Bet-Din (il santo tribunale) che giudica. Il Bet-Din, benché chiamato il santo, è tuttavia sotto la protezione del Kahal, e forma soltanto la sezione giudiziaria di questa autorità suprema, alla quale ogni ebreo deve essere sottomesso ciecamente».


LA SEDE DEL KAHAL SECONDO HENRY FORD

In un articolo del Dearborn Independent, scritto negli anni Venti, si legge che:

«Il Kahal sta stabilendo i suoi tribunali nella città di New York. Gli ebrei si appellano al Kahal perché preferiscono la giustizia ebraica a quella dei Paesi che li ospitano».

Henry Ford nel 1920 ha scritto:

«L’organizzazione giudaica più importante vive negli Stati Uniti d’America. Esistono in America delle logge ebraiche, ma è necessario sapere che dentro e dietro ad esse esse funziona un centro dominante, con la sua amministrazione ed il proprio governo. Le sue disposizioni hanno forza legale. Due di queste organizzazioni, entrambe interessanti tanto per la loro segretezza che per la loro potenza, sono la Keillha novaiorchese ed il Comitato giudeo-americano. La Keillha rappresenta il più forte fattore politico della vita ufficiale di New York. La parola Keillha è identica alla parola Kahal e significa qualche cosa come comunità o riunione o amministrazione. Il Kahal rappresenta la forma genuinamente ebrea di governo ed amministrazione del popolo eletto.

Ciò significa che dopo la loro dispersione per il mondo, gli ebrei hanno creato dappertutto il loro proprio governo. A New York il Kahal possiede le proprie preture, decreta le leggi, pronuncia ufficialmente sentenze e le fa eseguire, e gli ebrei preferiscono la loro giustizia a quella dello Stato. La Keillha novaiorchese è la maggiore e più potente organizzazione ebraica di tutto il mondo. A New York, si trova il centro vitale e potenziale del Giudaismo moderno. New York rappresenta per l’ebreo moderno ciò che per il cattolico rappresenta Roma. L’attuale Nuova York è una risposta viva, latente, alla domanda: è possibile che un gruppo di persone numericamente inferiore possa dettar legge a tutta una popolazione? Tutto a New York risponde affermativamente ».

Tuttavia dopo il 1948, con la costituzione della Stato d’Israele, è doveroso porsi la domanda se la sede centrale del Gran Kahal non sia stata trasferita a Gerusalemme.

«Dopo tutto ciò che è stato detto sulla vita intima e segreta degli ebrei, - scrive de Wolski - è facile spiegarsi le persecuzioni che, in ogni paese e in tutte le epoche, sono state dirette contro questo popolo incorreggibile, orgoglioso e fanatico». La concessione dei diritti civili accordati al popolo ebraico, con la speranza di assimilarlo, è stata, come confessava Napoleone I, “un’illusione”; infatti questo popolo ha rifiutato ostinatamente il diritto comune, ed ha voluto continuare a vivere isolato, per non perdere la sua identità, aiutato in ciò dal Kahal!

La causa di tale tenace ostinazione è insita nel Giudaismo stesso, vale a dire in tutte quelle istituzioni prescritte dal Talmùd e protette dal Kahal e dal Bet-Din.  I Paesi cristiani che danno ospitalità a questo popolo saranno sempre considerati da esso come “un lago aperto dove ogni ebreo può pescare liberamente” (come dice il Talmùd), vale a dire: sfruttare e spogliare il cristiano. Infatti lo spirito del Kahal è uno spirito esclusivo, geloso e fanatico.

Il Kahal è preoccupato di mantenere lo spirito talmudico e nello stesso tempo protegge gli interessi temporali del popolo d’Israele: esso è l’anima e la coscienza di questo mondo a parte, e predomina anche sul rabbinato. La forza d’Israele risiede nel Kahal ed è per suo tramite essa esso ha soggiogato ormai il mondo intero, agendo dapprima nel segreto, ed operando oggi anche alla chiara luce del sole. 


MAURO LIKAR

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20/01/2012

MAURO LIKAR JOEL STEIN & HOLLYWOOD HOLLYWOOD

 

MAURO LIKAR

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JOEL STEIN & HOLLYWOOD HOLLYWOOD


Mi sembra che questo scritto di  Joel Stein possa dare a molti Goyim non conformi che amano il cinema e le sue storie, un ottimo  spunto di riflessione, pertanto........


Sì, noi ebrei comandiamo Hollywood (e pure i Media, Wall Street ed il governo)!


 
Joel Stein

QUANTO È EBRAICA HOLLYWOOD?

Un sondaggio scopre che un numero maggiore di americani sono in disaccordo con l’affermazione che “Gli ebrei comandano Hollywood”. Ma ecco un ebreo che non lo è.

Di Joel Stein, 19.12.2008

Non sono mai stato così deluso da un sondaggio in vita mia. Solo il 22% di americani ora pensano che “le industrie del cinema e della televisione sono pressoché controllate dagli ebrei”, rispetto a circa il 50% che lo pensava nel 1964. La Anti-Defamation League, che ha pubblicato i risultati del sondaggio il mese scorso, vede in questi numeri una vittoria contro gli stereotipi. In realtà, essi mostrano solo quanto stupida l’America sia diventata. Gli ebrei comandano Hollywood, totalmente.

Quanto profondamente ebraica è Hollywood? Quando i capi degli studio hanno messo un’inserzione a tutta pagina sul Los Angeles Times poche settimane fa per chiedere che la Screen Actors Guild [Sindacato degli attori dello schermo] accetti il contratto, la lettera aperta era firmata da: il Presidente di News Corp. Peter Chernin (ebreo), il Presidente di ParamountPictures Brad Grey (ebreo), il Presidente di Walt Disney Co. Robert Iger (ebreo), il Presidente di Sony Pictures Michael Lynton (sorpresa: ebreo olandese), il Presidente di Warner Bros. Barry Meyer (ebreo), il Presidente di CBS Corp. Leslie Moonves (così ebreo che il suo prozio fu il primo Primo Ministro d’Israele), il Presidente di MGM Harry Sloan (ebreo) e il Presidente di NBC Universal Jeff Zucker (mega ebreo). Se avessero firmato anche i fratelli Weinstein, questo gruppo non solo avrebbe il potere di far cessare la produzione di tutti i film ma di formare un minyan[2] con in mano una quantità sufficiente di acqua delle Fiji per adempiere unmikvah[3].

La persona con cui se la prendevano in quell’inserzione era il Presidente diSAG Alan Rosenberg (tirate a indovinare). La rovente confutazione di quell’inserzione è stata scritta dal super-agente dello spettacolo Ari Emanuel (ebreo con genitori israeliani) sull’Huffington Post, che è di proprietà di Arianna Huffington (non ebrea, e non ha mai lavorato aHollywood).

Gli ebrei sono così dominanti, che ho dovuto setacciare gli operatori del settore per trovare sei gentili nelle alte cariche delle company dello spettacolo. Quando ho chiesto loro di parlare del loro incredibile avanzamento, cinque hanno rifiutato di parlarmi, a quanto pare per paura di insultare gli ebrei. Il sesto, il Presidente di AMC Charlie Collier, si è rivelato essere un ebreo.

In quanto ebreo orgoglioso, voglio che l’America conosca i nostri traguardi. Sì, noi controlliamo Hollywood. Senza di noi, vi ritrovereste a dover scegliere in tv tutto il giorno tra “The 700 club” e “Davey and Goliath” [Davide e Golia].

Così mi sono impegnato a convincere di nuovo l’America che gli ebrei comandano Hollywood lanciando una campagna di pubbliche relazioni, perché è quello che facciamo meglio. Sto pensando a diversi slogan, tra cui: “Hollywood: più ebraica che mai!”; “Hollywood: dal popolo che ti ha portato la Bibbia”; e “Hollywood: se vi piacciono la tv e i film allora, dopo tutto, vi piacciono gli ebrei”.

Ho chiamato il presidente della ADL Abe Foxman, che era a Santiago, in Cile, dove, mi ha detto con mia sorpresa, non stava dando la caccia ai nazisti. Egli ha liquidato tutta la mia tesi dicendo che il numero delle persone che pensano che gli ebrei comandano Hollywood è ancora troppo alto. Il sondaggio dell’ADL, ha fatto notare, ha mostrato che il 59% degli americani pensa che i manager di Hollywood “non condividono i valori religiosi e morali della maggior parte degli americani”, e che il 43% pensa che l’industria dello spettacolo sia impegnata in una campagna organizzata “per indebolire l’influenza dei valori religiosi di questo paese”.

Questa è una sinistra calunnia, ha detto Foxman. “Significa che pensano che gli ebrei si incontrano da Canter’s Deli di venerdì mattina per decidere cosa è meglio per gli ebrei”. L’argomento di Foxman mi ha fatto riflettere: devo mangiare da Canter più spesso.

“Questa è una frase molto pericolosa: ‘gli ebrei controllano Hollywood’. Ciò che è vero è che a Hollywood vi sono molti ebrei”, ha detto. Invece di “controllano”, Foxman preferirebbe che la gente dicesse che molti manager della industria “per caso sono ebrei”, poiché “tutti gli otto studi cinematografici  più importanti sono diretti da uomini che per caso sono ebrei”.

Ma Foxman ha detto di essere orgoglioso dei traguardi degli ebrei americani. “Penso che gli ebrei siano rappresentati in modo sproporzionato nell’industria creativa. Sono sproporzionati come avvocati e anche, probabilmente, nella medicina”, ha detto. Egli sostiene che questo non significa che gli ebrei facciano film pro ebrei più di quanto essi facciano degli ambulatori pro ebrei. Sebbene altri paesi, ho notato, non siano così favorevoli alla circoncisione.

Apprezzo le preoccupazioni di Foxman. E forse la mia vita passata in un bozzolo filo semita come quello di New Jersey-New York/Bay Area-L. A. mi ha fatto rimanere ingenuo. Ma non mi importa se gli americani pensano che noi comandiamo i media delle news, Hollywood, Wall Street o il governo. Mi importa che continuiamo a comandarli.


MAURO LIKAR

12:31 Scritto da: likar | Link permanente | Segnala | OKNOtizie |  Facebook