21/06/2010

MAURO LIKAR IL NAZISMO OCCULTO

 

MAURO LIKAR

 

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IL NAZISMO OCCULTO

 

“Gli Unici che resteranno per sempre, gli immortali del mondo fisico, destinati ciclicamente a riapparire, saranno coloro che, durante la loro esistenza, hanno rispettato e onorato la Shakti Terribile, trasmutando le energie della sua natura divina nelle loro proprie apparenze umane. Lo scambio avviene con lo sguardo, che, pieno di energie erotiche, offre reciproca forza, e illuminazione. Così, nella luce, ci si unisce: Immortali”


SS Annenherbe

 

Il Paganesimo classico distingue fra la religiosità popolare, accessibile a tutta la popolazione, e il Culto Misterico, riservato ai soli iniziati, e in grado di rivelare loro le verità metafisiche sulla natura e sulle finalità ultime dell'essere. La natura di una Gnosi elitaria, attingibile solo tramite una trasmissione diretta, da individuo ad individuo, fa parte del patrimonio tradizionale ariano, basato sul rapporto intervirile, e sulla relazione osmotica e fisio animica che ne consegue.

La volgarizzazione, e la diffusione su vasta scala di Nozioni e Segreti, operativi o rituali, che originariamente erano prerogativa esclusiva di una data cerchia iniziatica, con l'intento di eliminarne l'influsso spirituale, è stata attuata da quelle forze, antiariane, che da secoli mirano alla decadenza e alla sparizione di questa “Formula” di civiltà e di spiritualità.

Il loro intento dissolvente e degradante, si rivela tuttavia inefficace in profondità, in quanto la volgarizzazione, di una prassi o di un simbolo, non n’elimina affatto il potere, e l'efficacia. È possibile bloccarne momentaneamente l'azione trasmutante, ponendolo in uno stato di latenza esternamente impercettibile; ma quel sistema simbolico può essere sempre re-vivificato da un giusto atteggiamento mentale e rituale.

Quando la trasmissione diretta sia resa esteriormente impossibile, essa avviene, comunque, per traslazione interna: ereditaria e genetica, qualora si focalizzi, su prassi e simbolo, la propria attenzione e il proprio psichismo.Le Gnosi perdute, non lo sono mai definitivamente, e possono sempre essere ritrovate, da chi attivi in sé delle analogie individuali simboliche, che, ricche di senso implicito, lo collegano immediatamente con l'Aura e l'ambiente psichico che costituiscono il vero nucleo fluidico, ed eterico, di quelle Conoscenza dimenticate, o resesi latenti.


I Simboli e le antiche ritualità ariane, seguitano ad esistere sul piano astrale, incuranti delle vicende storiche e del variare dei culti, delle Religioni o dei Paradigmi formali, che possono veicolarne od escluderne l'espressione spazio temporale. I Riti e i simboli della propria razza e del proprio lignaggio, genetico e spirituale, se posti in atto e dinamizzati, richiamano direttamente, e senza indugi, l'influsso spirituale che attua la connessione dei “Figli” con i “Padri”; ovvero dell'operatore della stirpe ariana, con la Corrente Magica e Spirituale che gli Corrisponde.


Atti di richiamo, rimembranza, e celebrazione degli eventi cosmici e metastorici, relativi al proprio lignaggio ancestrale, aprono i canali di connessione sottile con esso, inserendolo nel nostro stesso tessuto vivente. Questa rimembranza ancestrale, costituisce una vera e propria re-vivificazione della stirpe in noi stessi, e costituisce la “ Sola Iniziazione diretta”, che fa di noi gli Eredi reali della nostra Tradizione Iperborea.

Questo tipo d'azione, è stato messo in atto, di contro all'ebraismo cosmopolita, e ai suoi elementi di internazionalismo devastanti, che mirano all'annientamento psichico e spirituale del Paradigma Ariano, dal Movimento Magico Hitleriano, che ha saputo assumere e rielaborare, in sé, gli insegnamenti propri alla tradizione Ariosofica germanica, inserendoli nella propria formulazione Neo-Ariana; incentrata sull' “Uomo Sole”, o Individuo divinizzato; capace di riportarsi al livello energetico, mentale, psichico, e spirituale del proprio Archetipo razziale eterno: capace cioè di Essere e di vivere, individualmente, all'altezza del proprio Genio sovra individuale. Così, le prassi iniziatiche dei vari Ordini esoterici pre-hitleriani, Germanen Orden, Armannen, Thule Gesellschaft, Ordine dei Templari O.T.O., dei Nuovi Templari,O.N.T, e del Vril, sono state raffinate, purificate e immesse nelle pratiche esoteriche delle Waffen SS.

 

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LA PESTE GIUDEO CRISTIANA

 

 

La Modificazione Cristiana della Religione Essenica Ebraica, ha le sue origini in una preesistente ed assai più avanzata dottrina spirituale Indiana: il Buddhismo. Importato in India durante gli anni del dominio Arya Indo-Europeo, il Buddhismo fa parte del gruppo delle religioni pagane tradizionali. Non ha un Dio, ma è panteistico, ed ha un approccio gnostico e non dogmatico. Assai più articolato della sua imitazione Cristiana, il Buddhismo non è una religione, ma una prassi esistenziale e spirituale, di cui il cristianesimo essenico ha plagiato idee e processo etico, deformandoli nelle proprie immaginazioni sentimentali: di trascendenza esclusiva.


Da questa interpretazione essenico-ebraica del Buddhismo, di per sé già assai riduttiva, e priva dell'ideale di libertà tipico dell'arianesimo, sostituito con l'astrattismo morale tipico dell'intelletto semita, l'ebreo Paolo di Tarso ha tratto il suo “ Corpus di dottrine burocratico religiose”; a supporto di un potere sociale centrale: ecclesiastico imperiale, capace di controllare economicamente e mentalmente le masse e gli individui, indirizzando questi soggetti, tramite l'obbedienza ed il conformismo coatto, nella corruzione spirituale di una società antitradizionale, antiaristocratica, ed apertamente materialista; ovvero essenzialmente giudaico-cristiano- mercantile.


Intorno al I secolo d. C., con la predicazione di Paolo di Tarso in Asia Minore e in Europa, l'equilibrio religioso del mondo ellenistico viene sconvolto. Il Cristianesimo, nato come una delle tante correnti dell'Ebraismo rabbinico, viene ora presentato come religione universale, in grado di guidare alla salvezza ogni uomo, a prescindere dalla sua origine razziale, etnica, e genetica; dalla sua classe sociale, e dalla sua posizione nella gerarchia delle individualità umane.


Diffondendosi come un virus devastante, nell'ambiente greco-romano, il messaggio cristiano vuole a distruggere ogni “ Ordine Tradizionale”, e viene perciò antidotato da una soteriologia ellenica, che tenta di inglobarlo nei parametri del proprio “Gnosticismo ”. Le varie sette gnostiche, come i Marcioniti, i Valentiniani, i Carpocraziani, pur professando dottrine molto diverse fra loro, e a noi note solo indirettamente, per il tramite dei loro detrattori cristiani, tendono tutte a leggere il ruolo di Gesù come analogo a quello degli Eoni Salvifici, o Avatara della tradizione indo-europea, assimilandolo ad un Arya-Budda, ad un Saoshyant zoroastriano, ad un Tirtankara jaina, al Dioniso Zagreo dei greci, o ad un Apollonio di Tiana; e, solo da ultimo, e incidentalmente, lo riferiscono al Meshah ebraico.


Secondo gli gnostici, l'anima umana, per natura luminosa e spirituale, incarcerata nella manifestazione corporea, tende ad identificarsi con il soma, e, a dimenticare le proprie origini e il proprio rango spirituale divino. Il Soter avatarico, in quanto portatore della Conoscenza svincolante, aiuta l'anima dell'iniziato ad affrontare la catarsi, che lo scioglie dai vincoli della materia, riconducendolo alla sua originaria libertà spirituale.


Marcione contrappone nettamente Gesù, manifestazione del Dio della Luce, al Demiurgo ebraico Jahvé, entità egregorica malefica, responsabile di aver contaminato, e di voler inquinare, l'universo autenticamente spirituale; inserendovi l'elemento spurio: materiale e corporeo. Lo Gnosticismo, di matrice egizio-ellenica, afferma ed indica, difatti, un sistema di Entità od Emanazioni divine, mediatrici fra divino ed umano: gli Eoni. La luce della Gnosi salvifica che essi veicolano, è destinata non a tutti, ma solo agli eletti predisposti a riceverla.


A questa nozione della coscienza esoterica, che salva e trasforma chi la sviluppa in sé, i Padri della Chiesa, alfieri dell'ortodossia, e poi della versione cattolico-paolina del cristianesimo, oppongono la nozione di un Messia che non fa distinzione fra iniziati e profani. In questo modo, essi disconoscono gli stessi insegnamenti diretti di Gesù, dati al cerchio interno dei suoi discepoli. Per la Chiesa, tutti possono attingere ad una “Salvezza” che non implica più alcuna conoscenza esoterica diretta, né una relazione fisio-psichica ed erotica fra Maestro e discepolo; ma soltanto la fede nei dogmi, e la sottomissione alle autorità ecclesiastiche.


L'Idea di una Gnosi iniziatica e trasmutante, viene condannata come diabolica, da questi pii imbecilli, ignoranti per vocazione o per scelta, e viene ricollegata alle parole di Lucifero ad Adamo ed Eva: “ Sarete come Dio, avendo la Conoscenza del bene e del male”. Questa presa di posizione, tronca ogni ulteriore possibilità di un Esoterismo cristiano, e, nell'Europa occidentale, ogni tentativo di far rinascere questa conoscenza iniziatica tradizionale, verrà combattuto e represso ferocemente, dalla Chiesa di Roma, come aperta Eresia.


Solo in epoca rinascimentale, il fiorire degli studi umanistici porta alla formazione di una cerchia di studiosi dell'esoterismo, e, presso la Corte fiorentina di Cosimo il Vecchio de' Medici, e poi di Lorenzo il Magnifico, possono radunarsi artisti come Leonardo, Michelangelo, Donatello, Botticelli, Verrocchio; e filosofi come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, e Gemistio Pletone, che, tuttavia, non comprendendo i fini ultimi dell'ebraismo paolino, implicito nel cristianesimo ecclesiale romano, tentano uno sterile quanto inutile connubio, fra il loro pseudo esoterismo gnostico, e la Kabbalah ebraica.


Con l'avvento della Riforma Protestante in Germania, cultori di scienze esoteriche come Johann Gichtel e Cornelius Agrippa di Nettelsheim, sperano, inutilmente, che cessi il regno persecutorio del dogmatismo religioso, in modo da dare spazio alla rinascita di un esoterismo tradizionale. Vi sarà invece un semplice passaggio, fra l'intransigenza dogmatica dell'Inquisizione Papale e quella Luterana.


Il Tentativo Rosicruciano, di riportare in auge le tecniche meditative ed operative dell'Alchimia, capaci di rigenerare la natura dell'essere, fino all'equilibrio androginico e al pieno conseguimento delle sue potenzialità divine, si risolverà in un esodo obbligato verso le Indie. I tre elementi principali dell'operazione alchemica, Zolfo, Mercurio e Sale, identici ai tre Guna Indù, Sattwa, Rajas e Tamas, sono riconducibili rispettivamente allo Spirito, all'Anima o Psyche, ed al Corpo materiale.


Nel momento in cui, alleandosi con i Principi Tedeschi, Lutero riesce ad affermare la propria corrente dottrinaria, facendo della sua Chiesa Riformata la religione ufficiale di una vasta parte del popolo Tedesco, diviene sempre più chiaro che il suo dogmatismo è del tutto omologo a quello delle gerarchie ecclesiali cattoliche, che negano ogni valore sia alla scienza che alle dottrine magico - esoteriche. Anche il Protestantesimo luterano, è più che disposto a tacciare di paganesimo e di eresia ogni deviazione dai propri imprescindibili dogmi.

Di fronte a questo orientamento integralista, la Confraternita dei Rosa+Croce scompare, con altrettanta facilità con quanta era dapprima, improvvisamente apparsa. I seguaci dell'Alchimia, e gli Ermetisti che non finiscono sul rogo come Giordano Bruno, massacrati nella guerra gesuitica contro i Conti Palatini, od incarcerati, come Galileo, si daranno almeno apparentemente alle semplici ricerche chimiche, e alle trasmutazioni metalliche, occultando nel più stretto riserbo dei modi, i valori iniziatici e rigeneranti delle proprie conoscenze; e delle prassi ad esse collegate.

Nel Medioevo continuano tuttavia, ad esistere in Europa, come ultimo baluardo del paganesimo, le “Iniziazioni di Mestiere” e di Corporazione; vale a dire i riti d’ammissione per entrare a far parte di una data Gilda, dedicata ad un “Santo” che non è che l’opportuno sostituto del precedente e corrispondente Dio o Daimon pagano. L'autorità ecclesiastica non esercita sulle Corporazioni alcuna censura, dato che esse sono apparentemente legate al culto di Santi Patroni.


Queste iniziazioni, legate all'esercizio di una facoltà pratica, ovvero ad un Arte tecnica e alle sue molteplici ripartizioni operative, costituiscono il legame con le corrispondenti istituzioni iniziatiche, presenti nel mondo greco e romano; ben prima dell'Era cristiana. Esse rispettano la suddivisione nei 3 gradi: Apprendista, Compagno,Maestro. Depositari di una tradizione millenaria, i “ Compagni” o “ Fratelli” di queste Mannersbund ariane, sono maestri d'opera, tagliatori di pietra, artisti, pittori, scultori, muratori, carpentieri, vetrai, fabbri: divisi in una gerarchia ben definita.


Condividendone i Principi d'Arte, gli operai si perfezionano assieme ai fratelli, rendendo segreti, iniziatici, ed esclusivi i loro Mestieri. Iniziazioni, Rituali, e segni segreti, conferiscono a queste Istituzioni un carattere schiettamente esoterico. È proprio su queste, e in queste Confraternite esoteriche di Mestiere, che si innesta ed ingerisce il verme della Massoneria Ebraica, nata per distruggere ogni residuo di spiritualità ariana, ed ogni vera Istituzione Tradizionale. Con l'avvento dell'Illuminismo, la posizione ed il coinvolgimento della Massoneria, nella lotta alle Monarchie, all'aristocrazia Europea, e ai Poteri tradizionali, si evidenzia nel fenomeno della “Rivoluzione Francese”, che non è affatto una rivoluzione del popolo di Francia, ma un sovvertimento che lo coinvolge come vittima, e come strumento di alieni ebrei.


A dimostrarlo, stanno le molteplici organizzazioni di matrice ebraica, coinvolte nella rivoluzione dei Giacobini: Illuminati di Baviera, Eletti Cohen, Martinismo, Stretta osservanza templare, Rito Memphis e Misraim di Cagliostro, sono gli strumenti della rovina della Casa Reale di Francia, e il motore occulto dei successivi massacri rivoluzionari.

La massoneria, riconoscibile come un'associazione eversiva antitradizionale, antiariana, e in tutto simile a quella sionista dei B'Nai Brith, è chiaramente dipendente, fin dai suoi inizi inglesi, dall'Ebraismo internazionale. Collegata alle democrazie liberali, essa è quanto di più razzialmente e culturalmente impuro si possa immaginare, e, come tale, verrà osteggiata e repressa, sia dal Nazismo Hitleriano che dal Fascismo di Mussolini.

 

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L'ANTICRISTO.

OVVERO

LA MALEDIZIONE DEL CRISTIANESIMO.

 

Il 30 Settembre 1888 alcuni mesi prima della nascita di Adolf Hitler, Friedrich Nietszche finisce il manoscritto dell' “Anticristo”, o la Maledizione del Cristianesimo, inaugurando l'Anno Uno di una Nuova Era. Così egli scrive, in quello che è il suo Manifesto profetico: “ Guardiamoci in faccia, noi siamo Iperborei, e siamo ben consapevoli di vivere in disparte. Noi abbiamo trovato l'uscita dal millenario labirinto; fuori dalla malattia di una putrida pace, dei vili compromessi, e da tutta la virtuosa sozzura di questa ampiezza di cuore e tolleranza, che è un miasma che viene dal Sud; un vento di scirocco intollerabile, per chi vive fra ghiacci assai poco indulgenti. Il nostro coraggio è il nostro fato, e questo destino è la pienezza, la tensione, l'accumulo di forze.

Noi siamo assetati di lampi e d’azioni; la nostra è un'aria di tempesta che squarcia di folgori la tenebra della nostra natura, aprendosi una via che è una linea retta e uno scopo. Cos'è buono? Tutto ciò che eleva il senso della potenza, la volontà e il potere stesso dell'uomo. Cattivo è tutto ciò che deprime e che nasce dalla o porta alla debolezza. Felicità è sentire che la Potenza sta crescendo, e che ogni resistenza viene superata.

Non appagamento, ma maggiore potere; non Pace ad ogni costo, ma guerra; non Moralismo, ma Virtù: una forza virile libera da ogni ipocrisia morale. I deboli e i mal riusciti devono perire; questo è il principio del nostro amore filantropico. Cosa è dannoso più d'ogni altro vizio ? L'agire pietosamente verso i mal riusciti; ovvero, il Cristianesimo.

Il problema che si pone, non riguarda il posto che l'umanità occupa nella gerarchia degli esseri, bensì quale tipo umano debba essere allevato, voluto, atteso come tipo di superiore valore; più degno di vivere, e più certo dell'avvenire. Questo tipo è esistito spesso come caso fortuito, eccezionale, mai come qualcosa di voluto. E' stato proprio questo TIPO ad essere temuto e stigmatizzato come Mostro terribile, e, a partire da questo timore, è stato voluto, allevato, raggiunto il Tipo opposto: l'Uomo Animale domestico, la bestia da Gregge; il Cane rognoso: il CRISTIANO.

Il cristianesimo giudaico ha condotto e conduce una guerra mortale contro il tipo umano superiore; ha messo al bando tutti gli istinti fondamentali di questo Archetipo, e da essi ha distillato ciò che esso definisce il Male: l'uomo malvagio, demoniaco. Il Cristianesimo sostiene e spalleggia tutto ciò che è debole, abbietto, mal riuscito, e agisce come un depressivo. La sua Compassione non è una virtù, ma una tara antiaristocratica; la Praxis del Nichilismo. Bisogna vibrare un colpo assai deciso a questi pericolosi accumuli di pietà malsana, dissolvendo ogni compassione cristiana, come medici implacabili di fronte ad un tumore: a colpi di bisturi.

Questa è la nostra maniera d'amare gli uomini, e di essere filosofi, di noi Iperborei. Noi, spiriti liberi, siamo già una trans-valutazione di tutti i valori; una vera dichiarazione di guerra e vittoria, a tutti i concetti di Vero e di Falso. Le idee più preziose sono i Metodi che suscitano la paura e il disprezzo degli uomini ben costumati. Fede, Carità, Speranza, sono Tre accorgimenti cristiani, che fanno da corollario all'istituto ebraico di sopraffazione delle altre razze.

L'Ebreo, di cui il Cristiano è l'Apogeo, vuole esistere a qualsiasi costo, falsificando ogni natura, ogni realtà, l'intero mondo esteriore ed interno. Il Cristiano, fatale e falso quanto gli ebrei, sembra non comprendere sé stesso come l'ultima e più cupa conseguenza dell'Ebraismo. Questi risentiti patologici, sono i nemici giurati d’ogni moto vitale ascendente, della natura completa, della potenza, bellezza ed auto affermazione terrena. Gli Ebrei hanno intuito, negli istinti degenerati, la loro migliore arma contro il mondo intero. Essi la usano contro i non Ebrei, ma, per Sé medesimi, si oppongono ad ogni degenerazione.

Costoro hanno voluto, con un colpo di genio rappresentare la degenerazione e farsene i paladini presso gli altri popoli, come attori e agenti di dissoluzione animica. Gli Ebrei hanno saputo porsi al vertice di tutti i movimenti degenerativi, di tutte le metastasi sociali che hanno afflitto lOoccidente, come il Cristianesimo di Paolo di Tarso; per farne armi potenti, e mezzi per ammalare l'umanità non ebraica.

Così, questi impostori, hanno trovato il proprio profitto e interesse vitale nel ribaltare la vita e il mondo, appestandoli con i concetti di Buono e Malvagio; di vero e di falso. Costoro hanno tradotto il passato storico del proprio popolo nell'elemento religioso, facendone la menzogna per eccellenza: Il Dio di un Popolo Eletto, e il Popolo eletto da un Dio dominante e volitivo. Questa menzogna afferma che esiste una volontà divina, in ordine a ciò che l'uomo deve fare, o non fare, e che il valore di un popolo o di un individuo dipende dall'obbedienza alla volontà di questo Dio, che, di conseguenza punisce il disobbediente e premia il conforme.

La realtà sottesa a questa miserabile menzogna, è la seguente: Una specie e una razza parassitaria di uomini, con freddo cinismo, misura i popoli, le epoche, gli individui, a seconda che giovino, o abbiano giovato, al loro strapotere; valutandoli con ilo criterio idiota dell'obbedienza a Dio, ovvero ai suoi vicari in terra: loro stessi.

La volontà di Dio, ovvero le condizioni per conservare ed ampliare il potere sacerdotale, deve essere nota a tutti; perciò è necessaria una Rivelazione; occorrono Comandamenti e Regole. Nasce così la grande falsificazione letteraria: la Sacra Scrittura, resa pubblica con ieratica magnificenza, digiuni, penitenze, giaculatorie di postulanti cronici. Il Peccato sta nel non attenersi ad essa; ogni disgrazia nasce dalla non ottemperanza alle sue Leggi. Il Sacerdote, il Rabbino, il Prete, l'Imam, hanno così messo per iscritto ciò che vogliono ottenere; e ne hanno fatto la “Volontà di Dio”.

Indispensabile, onnipresente in ogni momento cruciale della vita: Nascita, Matrimonio, Riti di passaggio, Malattia, Morte, il sacro parassita controlla e mette mano ad ogni singolo evento; degenerandolo per “ santificarlo”. Il Prete d'ogni religione, svaluta e dissacra la Natura, e può esistere solo a questo prezzo. La Disobbedienza alle leggi che i preti hanno attribuito a Dio, a proprio esclusivo vantaggio, è il Peccato, e può esservi redenzione solo riassoggettandosi al prete in modo ancora più radicale.

Il Peccato è indispensabile alla Potenza Sacerdotale; essa prospera e vive su di esso e per suo tramite. Dio, ovvero il sacerdote, persona chi fa penitenza, ovvero, atto di completa e incondizionata sottomissione. Su questa palude di menzogne ebraica si è sviluppato anche il Cristianesimo: una forma patologica di mortale inimicizia per la Realtà, e poi l'Islam: ultima metastasi del cancro ebraico. Questi ultimi, negano anche la stessa realtà ebraica da cui provengono, e su cui hanno tessuto e ordito i loro rispettivi Libri Sacri, e la pretesa di essere il Popolo Santi dei Sacerdoti; la Nazione degli Eletti.

In Paolo si incarna il genio dell'odio e del risentimento ebraico, nella logica spietata della distruzione di tutto ciò che non è patologico, malato, nevrotico. Il Vangelo di Paolo, questo epilettico rozzo e fanatico sionista, è una specie di Romanzo Russo, che predica agli imbecilli Gojim una infantile idiozia: La Salvazione democratica, l'immortalità indiscriminata; una grossolana fascinazione apologetica, tesa a conquistare il potere sul mondo e su uomini resi falsi fino ad una stupidità che simula efficacemente l'innocenza.

Il Vangelo è rivolto alla canaglia, e serve ai farabutti che lo manipolano, come strumento di falsificazione della realtà e della storia. Paolo voleva il fine, quindi volle anche i mezzi; quel che egli stesso non credeva, lo credettero gli idioti a cui diede in pasto la sua dottrina. Il suo disegno, la sua necessità era la Potenza Sacerdotale, con cui tiranneggiare le masse; perciò inventò il mezzo per formare, con esse, delle mandrie affiatate: la fede nell'immortalità e nel Giudizio finale.

Trasferendo il centro gravitazionale della vita nell'aldilà, si è tolto il baricentro alla vita in generale. La grande menzogna dell'immortalità generalizzata, aperta a chiunque, anche agli ignobili, è una miserabile adulazione della vanità personale della plebaglia, e una chiara negazione del valore e della qualità aristocratica del singolo atto individuale. Questo veleno della dottrina egualitaria, così utile all'ebreo, nel fomentare rivoluzioni plebee disgreganti, è stato diffuso sistematicamente nel tessuto della civiltà ariana. L'Ebraismo, tramite il Cristianesimo, ha fatto guerra ad ogni venerazione, e ad ogni presupposto di elevazione, sviluppo, cultura individuali.

Con il risentimento delle masse, esso ha forgiato le proprie armi contro tutto quanto vi è di nobile, lieto, magnanimo, felice sulla terra. Concedere l'immortalità a chiunque, è stato, ed è, il più maligno attentato contro un'umanità realmente nobile; contro un’Aristocrazia umana che ha davvero diritto di supremazia e di selezione e distacco dal gregge.

La menzogna dell'uguaglianza delle Anime, ha portato con sé rivoluzioni criminali e sanguinarie. La Bibbia, I Vangeli, e il Corano, sono inestimabili, come testimonianze della corruzione semita, della dissimulazione e della falsità elevate ad arte, contro la Razza umana Superiore. Il Cristianesimo e l'Islam, sono l'arte di mentire santamente degli Ebrei; elevata ad una maestria e ad una padronanza ineccepibili. Questi eletti boriosi, recitano la commedia della Modestia o dello Sdegno, ma la loro funesta mania di grandezza si è tradotta in un delirio d’onnipotenza che ha devastato e devasterà il mondo.

Questi aborti di baciapile e di mentitori, si sono arrogati l'idea di Dio, di Verità, di Luce, di Spirito, d’Amore, di Sapienza, di Vita, per delimitare il mondo a proprio esclusivo vantaggio. Piccoli esseri, superlativamente ebrei, maturi per ogni tipo di manicomio, hanno capovolto i valori, in direzione di sé stessi, come se il solo Ebreo, e poi il Cristiano, o ebreo riformato, e l'Islamico o ebreo rigettato, fosse il senso, il sale, la misura, e il giudizio finale di ogni altra cosa. Tutta questa triste fatalità, si è resa possibile per il fatto che già esisteva, nel mondo, una specie razziale affine a questo delirio di grandezza: quella Ebraica, nata da Abramo.

Non appena si è spalancato l'abisso fra Ebrei ed Ebrei Cristiani, a questi ultimi non è rimasto che di impiegare, contro i primi, gli stessi sistemi di auto-conservazione che l'ebreo impiega per proprio conto, contro quanto non è Ebreo. Il cristiano non è, difatti, nient'altro che un ebreo di confessione meno restrittiva. L'Islamico ha operato nello stesso senso, ripristinando, rispetto al Cristiano, con un plagio più accorto, la maggior parte delle osservanze ebraiche.

 

 

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In queste pagine, del più lucido fra i filosofi tedeschi, si svela, perfettamente espressa, tutta la linea di pensiero che sosterrà anche il movimento hitleriano. La differenza fra ariano germanico, o pagano, ed ebreo cristiano, è un'antitesi basata sulla qualità umana individuale, dell’uno, di contro alla quantità sub-umana dell'altro.

La trans-valutazione dei valori, compiuta da Nietzsche nel suo Anticristo, nel Tramonto degli Idoli, e in Al di là del Bene e del Male, viene accolta, nell'esplosione nazista, come espressione decisiva della coscienza finalmente risvegliatasi a sé stessa. I Nazionalsocialisti, consapevoli di costituire il Nuovo Nucleo di una Rinascita Razziale, appiccano, con le scintille del solitario Zarathustra germanico, un incendio di proporzioni e profondità inaudite. Essi attuano ciò che per Nietzsche era stato “L'inattuale”, o l'inattuabile; anche nei dettagli: solerti discepoli nati postumi, che lo hanno certo compreso; per intima necessità. Del resto, nella sua prefazione all'Anticristo, Nietzsche aveva scritto:

Non si deve chiedere se la Verità sia utile, se essa diventa per qualcuno una fatalità: una predilezione della forza, per quei problemi per cui nessuno ha oggi il coraggio, l'audacia del proibito; la predilezione per il Labirinto.

Ebbene, Adolf Hitler questa predilezione e questo coraggio, di fronte all'esperienza di sette solitudini, dimostrerà di averla, e di saperla anche comunicare. Egli troverà nuove orecchie per una nuova musica, e non solo nei 13 anni di vita del Reich Nazionalsocialista; nuovi orecchi per il più lontano.

Il Movimento hitleriano è, difatti, una nuova apertura di coscienza, rispetto a verità rimaste latenti e mute fino ad allora, ed oggi, ancora una volta, tacitate a forza. Rispetto e amore di sé, libertà assoluta verso sé stessi. Nietzsche scriveva:

Suvvia, questi soltanto sono i miei giusti lettori, i miei lettori predestinati; che mi importa del resto? Il resto è semplicemente l'umanità. Si deve esserle superiori, all'umanità; per forza, per elevazione d'animo, per disprezzo. Parole queste che lo stesso Adolf Hitler avrebbe potuto scrivere.

 

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IL RITORNO D'EUROPA

 

Sul lido di Sidone, il Toro Bianco, Zeus, emette un bramito amoroso, scosso dal brivido dolce e pungente dell'Eros. Un gruppo di fanciulle raccoglie rose e narcisi, i prodigiosi fiori raggianti, venerabili alla vista. Le piccole corna della bestia abbagliante, sembrano gemme lucenti, e il suo sguardo è tanto mansueto che Europa, timida all'inizio, avvicina i suoi fiori a quel candido muso. Il Toro divino, gemendo di piacere, offre le corna alle ghirlande della fanciulla. Emana un profumo inebriante, che copre quello degli splendidi fiori, e, inginocchiandosi si offre alla Principessa, che azzarda di montargli in groppa.


La Bestia divina si avvicina allora all'acqua, investendo coi fianchi le onde, ed emergendo abbastanza, tanto da non bagnare la sua preda. Lo vedono in molti, e Tritone, con la sua conchiglia sonora, risponde col suo rombo al mugghio nuziale, mentre Europa, tremante, si tiene aggrappata alle corna del Toro. Li vede anche Borea, che malizioso, soffia il suo fiato sonoro, scoprendo alla vista i turgidi seni acerbi della fanciulla.

Dietro alle spalle, il Peplo si gonfia, come un'ampia vela purpurea.Athena arrossisce di virginale imbarazzo, vedendo il padre montato da una fragile donna. Ora Europa, rapita, ripensa al suo strano sogno notturno. In esso, si trova di fronte a due donne, come di fronte a due diverse Terre: l'Asia, e una ignota Landa senza nome, che, per lei si battono; con estrema violenza. Ognuna di esse la vuole per sé.

L’Asia sembra ad Europa una donna del suo paese; l'altra è, per lei, una perfetta straniera. Ma, proprio questa donna estranea, la strappa via, con mani possenti; per volere di Zeus. Sulla spiaggia assolata, resta lo splendido canestro d'oro di Europa, forgiato da Efesto, che due generazioni prima lo ha donato a Libia. Questa lo ha lasciato alla figlia, Telefana, madre d’Europa, che lo ha poi dato alla figlia. Sulla sabbia di Sidone, giace così, abbandonato, il Talismano della sua stirpe materna. Sbalzata, in oro, una Giovenca errante nuota immersa in un mare di smalto.

Europa è anche il nome del grande transatlantico che il 24 Marzo del 1930 entra nel porto di New York. dopo solo 4 giorni e diciassette ore di traversata, conquistando il Nastro Azzurro, il riconoscimento di eccellenza mondiale, che fino a quel momento era stato della marina inglese. Costruita ad Amburgo- Brema, nei cantieri del Lloyd, l'Europa rappresenta la rinascita della Germania; la sua uscita dalla crisi del 1929, e il più moderno, lussuoso, e veloce strumento, messo a punto dal genio tecnologico tedesco, con l'intento di unire i popoli del mondo. Essa può infatti trasportare, da Brema a New York, 2200 passeggeri, e mille uomini di equipaggio; in tutta sicurezza, e nel segno di una nuova dominazione tedesca dei mari.

La Nave, sui manifesti e sui prospetti della Compagnia di Navigazione teutonica, appare protetta dall'egida della Dea Athena, signora del potere dell'Intelletto, delle Arti, e della Tekné. Uscita armata dalla testa di Zeus, Pallade è una delle immagini che vengono rimembrate e diffuse dalla nuova Cultura Nazionalsocialista. Il 1930 è anche l'anno della pubblicazione del “Mito del XX Secolo” di Alfred Rosemberg, che nella sua prefazione al libro dice:

“ Il Movimento Nazionalsocialista, non sostiene alcun dogmatismo religioso, non lotta né per né contro una professione di fede; ma il fatto che si voglia contestare a degli uomini politici, il diritto di esprimere una convinzione religiosa, contraria a quella di Roma, mostra a che punto sia giunta questa ultima nell'oppressione del settore intellettuale. Si può, o meno, sviluppare un'azione nazionale; in funzione del giudizio che uno ha del dogma romano. Una tale arroganza deve apparire nell'insieme assolutamente inaccettabile, in funzione delle leggi elementari della psicologia. Un tentativo, senza alcun dubbio serio, per sbarazzare la personalità del Cristo da tutto il ciarpame non-cristiano aggiunto dal Siriano Paolo, da Agostino, e da altri, provoca una rabbia unanime nei dignitari della Chiesa Romana, che da lungo tempo profittano di questa deformazione della figura spirituale di Gesù Cristo; ciò non perchè si attenti a dei valori religiosi importanti, ma in quanto la loro potenza politica, conquistata con il terrore esercitato su milioni di esseri umani, viene minacciata da questo audace risveglio.

Ecco la situazione: La chiesa cattolica non ha mai avuto paura del darwinismo o del liberalismo, perchè essa non vede, in essi, che delle fantasie intellettuali; prive di un vero potere politico costruttivo. Ma la Rinascenza Nazionalista dei tedeschi, che con lo choc del 1914-1918 hanno visto piombare i vecchi complessi, faccia a faccia con i valori ancestrali, pare molto più pericolosa: per la potenza creativa che minaccia di rinascere.

La casta regnante dei preti, ha fiutato da lungo tempo questo Risorgimento, ed ha stretto alleanza con la sub-umanità rossa, per evitare che ne sia rivitalizzata la nobiltà; e la fierezza del popolo tedesco. Ciò non cambierà che con la vittoria del fronte tedesco. Allora Roma sceglierà di compiere, come alleata, ciò che non è stata capace di fare come nemica.

In Germania, la Chiesa romana non può negare la sua piena responsabilità, nell'opera di devastazione del popolo, compiuta dai suoi numerosi rappresentanti ecclesiastici pacifisti, dato che ha decretato, senza mezzi termini, l'interdizione della parola; per quei preti cattolici che si esprimevano a favore della volontà nazionale tedesca.

La mia opera ha provocato una reazione violenta anche nei circoli protestanti. Numerosi articoli, apparsi su giornali e periodici, attestano che essa ha toccato delle corde sensibili, nell'ambito del luteranesimo e della sua Riforma. Essi hanno semplicemente stigmatizzato il carattere eretico dei miei lavori, ed hanno quindi rigettato l'insieme delle mie tesi.

Nel corso di conversazioni con dei teologi eruditi, ho potuto sempre constatare che essi ammettevano che la storia dell'antichità, affrontata nella prospettiva della razza e dell'anima, si dimostrava esatta, e che, senza dubbio, il mio giudizio sullo spirito ugonotto era giusto. Ma, allorquando io concludevo, in seguito, che gli ebrei avevano essi pure il loro carattere razziale ben definito, che la loro rappresentazione di Dio era determinata dal loro sangue, e che, per conseguenza, questa forma ebraica di vita e di spirito, non ci riguardava per niente al mondo, allora, fra noi si levava un muro: il dogma dell'Antico Testamento biblico. Il popolo ebraico appariva come un'eccezione fra i popoli. Molto presuntuosamente, il Dio cosmico doveva risultare del tutto identico, alle dubbie rappresentazioni di questo Vecchio testamento!

Per essere precisi, il politeismo ebraico primitivo, è stato scelto come modello del monoteismo, mentre la teologia luterana non ha assimilato la minima conoscenza profonda, delle vaste e originali concezioni del mondo, e delle rappresentazioni cosmiche della mitologia ariano- persiana. Poi è venuta la venerazione di Paolo, vero peccato originale del protestantesimo, che Lagarde, già attaccato dall'insieme delle corporazioni di teologi della sua epoca, aveva combattuto.

I teologi protestanti, a dispetto della loro adesione alla filosofia della razza, riprendono anch'essi la sentenza arrogante della Chiesa Romana: la valorizzazione razziale dei popoli, corrisponde ad una idolatria non cristiana dell'idea di popolo. Ma questi signori, evitano di vedere che la posizione d'eccezione che essi attribuiscono ai giudei, non rappresenta nient'altro che una divinizzazione, di fatto, del popolo ebreo; una etnia parassita, che ci è sempre stata ostile.
Le chiese dovrebbero occuparsi della miseria delle popolazioni tedesche, e non delle loro missioni fra i negri: come se fosse là il loro dovere! Nel nome del culto della razza, essi dovrebbero rinnegare lo scopo umanitario delle missioni? Detta in altro modo, la razza e l'anima dei negri, o dei buoni ebrei, vale dunque di più che la Nazione alla quale essi hanno l'onore di appartenere. Pare loro del tutto naturale, e trovano ottimo, non vedere che questa glorificazione del giudaismo ci ha direttamente gratificato, grazie alla liberazione dell'istinto genesiaco ebraico, con la degradazione della nostra cultura e della nostra politica; contro la quale, la direzione attuale del protestantesimo, a causa della stessa idolatria per il giudaismo, si era già rivelata incapace di lottare e d'agire con successo.

È deprimente, constatare che i rappresentanti della teologia protestante contemporanea, sono talmente Antiluterani, che le concezioni che Lutero, comprensibilmente, accettava ancora passivamente, sono presentate come dogmi immutabili, ad vitam aeternam. La grande azione di Lutero riguardò, in primo luogo, la demolizione dell'idea esotica orientale dei preti, in secondo, la germanizzazione del cristianesimo. Ma il risveglio del genio tedesco ha portato, dopo Lutero, a Goethe, Kant, Schopenhauer, Nietzche, Lagarde; oggi si va a grandi passi verso la sua piena espansione.

La giovane generazione non cerca che una cosa: ritrovare la grande personalità del fondatore del cristianesimo, nella sua semplice grandezza, senza gli apporti menzogneri con cui dei fanatici ebrei come Matteo, dei rabbini materialisti come Paolo, dei giuristi africani come Tertulliano, o come Agostino, che parla nel vuoto, ci hanno inutilmente appesantito.

Questa gioventù, vuol comprendere il mondo e il cristianesimo nella loroessenza, concependoli sulla scala dei valori germanici. Questo è un loro diritto naturale, che oggi deve essere nuovamente difeso apertamente attraverso la lotta. Se l'ortodossia cristiana non è capace di comprendere tutto questo, essa non potrà cambiare il corso delle cose; tutt'al più lo rallenterà. Una grande epoca incontrerà allora, ancora una volta, una generazione di uomini deboli. Le radici dell'arte drammatica germanica, della sua architettura, e della sua musica, si espandono con più forza che non i racconti desolanti del miserabile popolo giudeo.

Un simbolismo profondamente popolare, è riconoscibile in seno alla chiesa cattolica, e si riconnette alla veracità autenticamente luterana. Tutti questi elementi isolati, si unificano sotto la grande volta della "Welanschauung" spirituale e razziale, per formare l'organismo ricco di nobiltà del sangue; proprio all'entità tedesca.

I giovani pastori protestanti, possono e devono andare oltre, perché questa educazione che paralizza i preti cattolici, non pesi su di loro. Bisogna attendere che i tempi siano maturi, e allora essi si muteranno in ribelli germanici, si leveranno e riprenderanno l'opera di Roger Bacon, di Meister Eckhart, per la libertà dell'esistenza, seguendo l'esempio degli altri grandi martiri dell'Europa, che hanno vissuto,sofferto e combattuto prima di loro.

Il problema è dunque questo: lottare contro il caos spirituale, dare alle anime e agli spiriti una stessa direzione; mostrare le condizioni preliminari di una rinascita generale. È questa volontà, a costituire il valore del mio lavoro. Noi non neghiamo tutte le numerose influenze che modificano il comportamento: paesaggio, clima e tradizione politica; ma tutti questi fattori sono meno importanti del sangue, e del carattere ad esso legato.

Bisogna lottare, per poter ristabilire questa gerarchia. Ristabilire la purezza naturale del sangue nobile, è, può darsi, il più grande dovere che un uomo possa darsi al giorno d'oggi; ma, allo stesso tempo, questa affermazione prova il triste stato del corpo e dello spirito, che rendono necessaria tale azione. La presente opera deve contribuire a questa grande azione di liberazione del XX° secolo, che si annuncia.

Deve scuotere tutti quelli che si svegliano, ma anche gli avversari: ecco lo scopo a cui miriamo. Io spero che la distinzione, fra le vecchie potenze e questo spirito nuovo, che si infiltra in ogni settore, appaia via via sempre più chiara, fecondando e generando incessantemente qualcosa di fiammante, di fiero, legato al sangue; fino al giorno in cui troveremo compiuto il nostro desiderio di una vita segnata da valori germanici; fino all'istante che riunirà, tutte le fonti frementi, in un grande fiume: la Rinascenza Germanico-Nordica. È un sogno, questo, degno d'essere propagato e vissuto.

E questa esperienza e questa visione della vita sono, di per sé stesse, il riflesso di una eternità presentita: la nostra missione segnata di Mistero, su questa terra, nella quale per prima cosa, siamo diventati ciò che siamo. In un anno, essendo il libro uscito nell'ottobre 1930, è diventata indispensabile una terza edizione. Essa ha subito importanti aggiunte per approfondire alcune delle questioni trattate,ma anche per precisare i punti che sono stati oggetto di polemiche.


Monaco, Ottobre1931
.Alfred Rosemberg.


Nel secondo capitolo del Primo Libro, a proposito della Civiltà Greca e delle sue implicite connessioni, con la Rinascita germanica, Alfred Rosemberg dice:

È nell'Ellade che il sogno dell'umanità nordica è stato il più grandioso. Un'onda dopo l'altra, ariana o non ariana, è debordata dalla valle del Danubio, e lo spirito creatore del nord ha sommerso la popolazione primitiva. La prima civilizzazione Micenea degli Achei, riflette già un carattere essenzialmente nordico. Più tardi, dei sotto gruppi dorici assedieranno le piazzaforti degli indigeni, di razza straniera, le ridurranno in schiavitù, e giungeranno fino alla dominazione del leggendario re semito-fenicio Minosse, che grazie alla sua flotta di pirati, controllava il paese che sarebbe poi diventato la Grecia.

Fedeli al loro onore, di signori e di guerrieri rudi, le tribù elleniche fecero tabula rasa della forma di vita avvilente del mercantilismo vicino-orientale, e, con le braccia disponibili, e uno spirito creatore senza pari, costruirono delle leggende indistruttibili, ed ottennero, con la forza, il diritto di comporre e cantare dei poemi eroici immortali. Una vera costituzione aristocratica impediva la mescolanza dei sangue. Le prime ondate nordiche, indebolite dai combattimenti, furono rafforzate dalle immigrazioni successive.

I Dori, poi i Macedoni, protessero il sangue creatore delle tribù bionde, fino all'esaurimento. Le forze del vicino oriente, per la loro schiacciante superiorità, rivestirono forme multiple, si infiltrarono per mille canali, avverlenando l'Ellade, e rimpiazzarono il Greco con il Levantino debilitato; che, con quello, non ha in comune che il nome. L'Elleno disparve definitivamente, e solo qualche rara statua testimonia, ancora, di questa magnifica anima razziale, che ha creato Atena ed Apollo.

In nessun altro luogo, se non nelle opere religiose della Grecia, ancora troppo poco studiate, si vede con maggior chiarezza il rifiuto naturale nordico della magia. Quando i ricercatori si dedicheranno alla religiosità degli Elleni, non si interesseranno seriamente che a quest'epoca, in cui il Greco era distinto nella sua sostanza, spartito e oscillante, fra i suoi propri valori, e le attitudini mentali estranee. Ora, la caratteristica maestosità del tempo omerico, pienamente fiduciosa nel suo destino, è il sigillo di un’autentica anima religiosa.

Ma il diciannovesimo secolo, decadente, non poteva più comprendere correttamente questo periodo, perchè le età precedenti, dell'oro e dell'argento, non sprecavano le loro forze tentando di risolvere dei problemi futili.

Pertanto, il culto delle luminose figure di Apollo, di Pallade Atena, di Zeus padre del cielo, sono le migliori prove della pietà più fervente. Apollo dai capelli d'oro, o Chrisokomos, è il guardiano e il protettore della nobiltà e della gioia; difensore dell'Ordine. Egli insegna l'armonia delle forze dell'anima; e il ritmo.

È la luce ascendente dell'alba, e il protettore della visione interiore; il dispensatore del dono profetico. Ancora, egli è il Dio del canto e della danza ritmica, ma non estatica. Il Cigno, d'origine nordica, gli è consacrato; come simbolo di chiarezza e nobiltà. Più a sud,il suo simbolo è la Palma. Sul Tempio di Delfi,erano incise le parole seguenti: Niente di troppo. Conosci te stesso: due sentenze omerico-apollinee.

Scaturita dal cervello di Zeus, in una chiarezza incredibile, Pallade Athena, la figlia occhi-cerula del tuono che sta accanto ad Apollo, è la vergine saggia e riflessiva, custode del popolo Elleno, e fedele protettrice delle sue lotte. Queste creazioni dell'anima greca, eminentemente religiose, tradiscono la vita interiormente retta, ed ancora pura, dell'uomo nordico. Esse rappresentano, al più alto grado, una professione di fede religiosa e l'espressione di una confidenza, nella specie e nelle divinità, vista in maniera geniale e innocente; amichevolmente disposta verso l'uomo. Non vi è, in Omero, né polemica né dogmatismo, afferma Erwin Rohde, che caratterizza, in questa sola frase, l'essenza di un sentimento religioso veramente ariano.

Questo profondo conoscitore dell'identità ellenica, aggiunge: Omero aveva poco interesse per il Mistero, ed anche per l'estasi; lui stesso non vi era affatto incline. È la più strepitosa rettitudine delle migliori razze, quella che esala da ogni verso dell'Iliade, e che si ritrova in tutti i templi dell'Ellade. Ma dietro a queste creazioni, vivevano ed agivano dei valori pelasgici, fenici, alpini e, più tardi, siriaci. Secondo la potenza di queste razze, nuove divinità guadagnarono terreno.

Gli Dei greci erano degli eroi della luce, e del cielo, mentre quelli del Vicino Oriente non ariano, portavano tutti, in sé, dei tratti terrestri. Demeter, Hermes ecc. sono i prodotti tipici dell'anima di queste razze. Mentre Pallade Athena è una protettrice guerriera della lotta vitale, il pelasgico Ares è un mostro sanguinario. Mentre Apollo è il Dio della Lyra e del canto, Dionysos, (almeno dal suo lato non ariano) è quello dell'estasi, della lussuria, delle menadi scatenate.

Per due secoli ci si è sforzati di interpretare la civiltà greca. Da Winckelmann, passando per i classici tedeschi, fino a Preller e Voss, si è insistito sull'adorazione della luce, la contemplazione del mondo, ma questa linea di ricerche continua ad incupirsi, e il suo vigore si spegne poco a poco. Si trasformano i pensatori, e gli artisti, in individui isolati, tagliati fuori dal sangue e dal suolo. Dal punto di vista individualista, e soltanto psicologico,s i tenta di spiegare o di criticare la tragedia attica; non si comprende Omero che dal punto di vista formale, estetico, e il razionalismo ellenico deve donare la sua benedizione ad una letteratura comune, anemica, basata su volumi densi di carattere magistrale.

L'altra corrente, quella romantica, si perde nella profondità delle anime che appaiono alla fine dell'Iliade; nei riti funerari, o in Eschilo; e nell'attività delle Erinni. Essa penetra nell'anima degli anti-Dei-Ctonii, del Zeus olimpico. Partendo dalla morte, e dai suoi enigmi, essa venera le divinità matriarcali guidate da Demetra, e, finalmente esaurito, non vede più in Dioysos che il dio dei morti. Ciò è stato particolarmente descritto da Welcker, Rohde, e Nietsche, quando parlano di questa terra madre,    informe, che dà la vita a tutto quello che nasce e muore; vale a dire a ciò che finalmente ritornerà al suo seno.

Rabbrividendo d'ammirazione, il grande romanticismo tedesco ha tirato dei veli oscuri, per nascondere gli dei luminosi del cielo, ed è affondato profondamente nel mondo istintivo, informe, demoniaco, sessuale, estatico e ctonio: nella venerazione della Madre. Tutto ciò viene sempre presentato come greco, ma bisogna stabilire, qui, una netta distinzione. A dispetto del fatto che le tribù elleniche accogliessero degli stranieri, e adottassero il loro modo di pensare, tutto ciò non è che un fatto esteriore ed artificiale.

Ciò che conta, è il fondo e la forma di ciò che era, senza alcun dubbio, predominante. Quando, per esempio, Jacob Burckardt dice: Ciò che i Greci han fatto e supportato, l'hanno fatto e sostenuto liberamente e differentemente da tutti gli altri popoli precedenti. Essi sono originali,spontanei e coscienti, là dove in tutti gli altri, domina una più o meno triste necessità , egli rischiara anche la maggiore profondità dell'anima greca. Più tardi, egli evocherà ancora gli Elleni chiamandoli Ariani, e parlerà di altri popoli e tribù, ma non dubiterà mai di aver scoperto una legge concernente: le razze e la loro anima. Non solo non differenzierà i Greci del quarto secolo da quelli del quinto, ma farà scomparire la lotta drammatica delle razze, delle anime e degli Dei, per non lasciare spazio cha ad una miscela di tutte le particolarità. Alla fine, malgrado mille fatti, indicazioni ed ipotesi, la personalità greca viene smorzata.

Questa libertà interiore dell'antico Elleno, ha comunque lottato a lungo, e bene, contro questo lugubre Vicino-Oriente. Ecco il dramma di un intero popolo: questo conflitto ha generato le più grandi prodezze, ma ha reso gli Elleni più miserabili di quanto non creda la maggior parte degli uomini. E anche se a posteriori, questo trauma nella storia dell'Ellade è stato spiegato differentemente, non si è progrediti tuttavia verso il nocciolo della questione.

E' stato Görres (come dimostra Baumler), che per primo ha coscientemente spiegato una polarità che risorge senza posa, nella storia dell'umanità, come la tensione fra i due sessi; ma è stato Bachofen, che ha sviluppato, e portato a buon fine, questo pensiero che festeggia, oggi, la sua resurrezione; mentre si dissolvono tutte le forme e le figure. La Madre, la Notte, la terra, e la morte, sono gli elementi che appaiono, alla ricerca romantico-intuitiva, come il fondo nascosto della Grecia antica.

Dall'Etruria, passando per Creta, fino al fondo dell'Asia Minore, il matriarcato regna sotto molteplici forme, nei costumi e nel Diritto, anche nel quadro esteriore della tirannia maschile. Secondo i racconti mitici, ciò riguarda i regni delle Amazzoni e delle Etere, ma anche i riti funerari poetici, l'ultimo onore reso ai morti, e i misteri legati allo spirito della Terra. Le Madri sono presentate individualmente, come delle incarnazioni della grande e misteriosa Gé, la terra-madre originaria. Esse sono considerate come sacre ed inviolabili. All'occasione dell'uccisione di una sola di esse, Gaia o Gé, la terra stessa, si alza e reclama la testa del colpevole, prendendo l'aspetto delle Erinni assetate di sangue.

Esse non si placheranno, finché il plasma di colui che ha ucciso non sia colato, e non sia stato assorbito dalla terra; in espiazione del suo delitto. Non importa se una madre abbia ragione o torto, perché essa, rappresentando un valore in sé, ha diritto alla totale inviolabilità. La figlia eredita dalla sua genitrice i beni che ne garantiscono l'indipendenza: il suo nome, il diritto alla terra, e, così, la donna appare come la personificazione dell'immortalità della materia; più esattamente, come il simbolo dell'indistruttibilità della stessa, che non ha forma in sé.

I Lyci, i Cretesi (soli ad usare la parola Matria), l'insieme delle isole greche, ed anche l'antica Athene, pensano a questo modo. Ma un giorno il nordico Teseo batte le Amazzoni, dinnanzi alle loro porte, e la Dea protettrice della città non è più una madre, ma la Vergine Pallade Athena, senza madre e senza figli, figlia dello Zeus celeste.

È sul suolo della Grecia, che fu combattuta la prima battaglia, decisiva, fra i valori razziali. La sua importanza fu determinante nella Storia, e diede il vantaggio ai popoli di carattere nordico. Da lì in avanti, l'uomo deve la sua nascita al giorno, e alla vita. A partire dalle leggi della luce e del cielo, lo spirito e la volontà del padre, hanno creato tutto ciò che noi chiamiamo la civiltà greca: la più grande eredità dell'Antichità per la nostra attuale identità. Perciò, è erroneo credere che non vi sia alcun legame vivente, fra il diritto matriarcale, con le sue conseguenze, e la razza, e, relativamente a ciò, credere che il sistema della luce,d i apparizione più recente, non sia che uno stadio ulteriore; di una evoluzione in cui la femmina, e la sua dominazione, rappresenterebbero il dato primordiale. (Bachofen).

Malgrado certe esattezze, questo errore è abbastanza importante, per gettare, da solo, un'ombra su tutti gli altri giudizi, sovente veri: per quanto profondi siano, ed impedisce la comprensione di ciò che accadde nelle anime, e negli spiriti, della civilizzazione occidentale e germanica posteriore. Certo, alcune idee e valori Romani, cristiani, egiziani, o giudei, sono penetrati nell'animo dei Germani; ma hanno avuto, nella maggior parte dei casi, un effetto distruttivo e devastante. Se la Storia è l'interpretazione dei caratteri, ovvero la testimonianza di un essere che lotta per lo sviluppo della sua identità, dobbiamo allora separare i valori germanici da tutti gli altri, per non condannare noi stessi alla distruzione.

Ma sfortunatamente, questa funzione della Storia, in seguito ad una posizione all'origine puramente cristiana, poi umanitarista, è stata progressivamente negletta; ed è stato privilegiato il dogma di una pretesa evoluzione dell'umanità. Un pensiero astratto e diversamente presentato, iniziava già a sradicare la vita; è per questo, che la reazione del romanticismo tedesco fu benefica; quanto una pioggia dopo una lunga arsura. Ma proprio nella nostra epoca, di internazionalizzazione delle masse, è questo il momento di seguire, in tutti i settori, questo romanticismo: vicino al popolo come al suo nocciolo razziale, liberandolo da certe estasi nevrotiche, di cui è ancora vittima.

I Tedeschi, I Germani, non si sono sviluppati perché dei preti o degli eruditi hanno loro proposto un ideale nebuloso, ma perchè si sono difesi; altrimenti, sarebbero già stati dispersi o sottomessi. Ma, visto da questa angolazione, il panorama di tutta la storia delle razze, dei popoli, e delle culture della terra, si trasforma. Così le popolazioni pre-greche, attorno al Mar Egeo, non si sono formate abbandonando le loro credenze nelle divinità ctonie, per adottare il culto del sole, del cielo, di Zeus e di Apollo; ma sono state assoggettate politicamente, al termine di lunghi e spossanti combattimenti; e parzialmente assimilati intellettualmente.

Pazientemente, essi hanno atteso l'istante di debolezza dei Greci nordici, per far valere nuovamente i loro antichi diritti, e, quindi, i loro antichi Dei. Nessuna influenza climatica, o geografica, nessun ambiente, interviene qui come ultima interpretazione: il sole di Omero, brilla nello stesso modo, per gli adoratori di Iside o di Afrodite, prima che si scopra il culto solare. Così, lo stesso sole rischiarerà, più tardi, il perire della Grecia. D'altronde, la dominazione della donna, non è mai stata il primo grado del progresso delle tribù elleniche nordiche, prima della loro entrata nella nuova patria.

Dal primo giorno della loro esistenza, esse obbediscono ai comandamenti del padre. Senza di ciò, è impossibile comprendere perchè gli Dei greci non si siano legati d'amicizia con le divinità pelasgiche, cretesi, etrusche, libiche, o egiziane, riconoscendosi in esse; come più tardi il loro Helios e il loro Heracles si sono ritrovati nelle figure degli Dei dell'India. Per contro, i miti greci pullulano di racconti di combattimenti; e di trionfi. Gli Elleni spezzano a Lemnos la sovranità delle Amazzoni, grazie alla spedizione di Giasone.

Essi permettono a Bellerofonte di scuotere questa dominazione, in Lycia, e mostrano nelle nozze di sangue delle Danaidi, il trionfo di Zeus e del grande mediatore e sapiente: Heracles, sulle oscure potenze telluriche della terra, e del mondo sotterraneo. Contrariamente alla tradizione nordico-germanica, la mitologia greca è ricca di immagini, di visioni complesse; in tutti i suoi sviluppi, si ritrova la vittoria della luce sulla notte, mentre gli Dei germanici, evitando di combattere contro gli dei di altre razze, non hanno mai generato simili racconti. L'Iliade è un grande canto, che celebra la vittoria della luce, della vita, sull'oscurità e la morte. Omero era cosciente che morte e vita non si oppongono, ma che esse si condizionano vicendevolmente (come Goethe ha proclamato a sua volta).

La nascita e la morte sono inseparabili, e dall'unione delle due, scaturisce la vita. Riconoscere questa necessità, questa legge al fondo di tutte le cose, significa riconoscere anche l'attività della Moira impersonale. Tethis prevede la morte di suo figlio, ma non prega affatto Zeus di prolungargli la vita, cosciente che il cielo che egli personifica, è ugualmente sottoposto a delle leggi cosmiche, simboleggiate dalla bilancia del destino. Le Moire (come le Norne del mondo divino germanico) sono di sesso femminile, perché presso la donna, solo l'impersonale regna; essa è la portatrice della legge vegetativa, senza volontà, simile ad una pianta.

Un valore nordico si manifesta nuovamente qui; l'Apollon, distruttore dei demoni originari (Eschilo), vale a dire della magia non nordica. Quando il Licio Glaukos risponde melancolicamente a Diomede, che l'interroga sulla sua origine razziale, che le razze umane sono come le foglie degli alberi, diviene evidente che il concetto, informe e de-personalizzato della pre-Grecia, è stato introdotto in Lycia, malgrado il culto solare apollineo. Ma nella Tragedia Greca, che nasce nel momento in cui la Grecia attua i combattimenti più rudi, mettendo la propria esistenza in pericolo, gli Elleni sono nuovamente obbligati ad affrontare le potenze Ctonie. Ma ora, non si ritrova più la sicurezza luminosa e autoritaria; la certezza di vittoria che faceva la forza d'Omero:

Quello che è morto, bisogna piangerlo un giorno e poi seppellirlo con un cuore duro.

Non si tratta forse di combattimenti accaniti fra due concezioni del mondo, due manifestazioni di anime razziali molto differenti? Eriphilo tradisce suo marito per una collana. Suo figlio venderà il padre, uccidendo la propria madre. Il diritto della Grecia primitiva, non si preoccupa affatto degli sbagli della femmina, ma spontaneamente la terra si leva per vendicare il sangue sparso, e le Erinni precipitano Alcmeone nella follia. Solo Apollo può salvarlo, in extremis, consigliandolo di metter piede in una data località del mondo, che era ancora invisibile al momento dell'assassinio della madre.

Un'isola nuova,sorta dai flutti, sarà il luogo della salvezza. È nell'Oreste, che la lotta fra le anime delle razze, è presentata nel modo più grandioso. Molto consapevolmente, le antiche e le nuove forze sono poste faccia a faccia, e ciò eleva l'opera, al rango di simbolo immortale. A ragione della vecchia legge del Vicino Oriente, il matriarcato ctonio non cerca di sapere se Clitennestra ha torto o ragione, ma Gaia invia comunque le sue furie serventi, per castigare e uccidere l'assassino di sua madre. Tuttavia,i difensori della nuova concezione spirituale, nordica, formano una barriera dinnanzi ad Oreste, e proteggono colui che ha vendicato il Padre, assassinato.

Lei non era imparentata per sangue all'uomo che ha abbattuto, grida l'Erinni: o nuovi Dei, voi lo strappate dalla mia mano, come se si trattasse di una legge e di un diritto molto antico. Apollo, personificazione del nuovo diritto, la contraddice: La madre non è la procreatrice dei suoi figli. E' il padre che procrea... E Athena, la figlia di Zeus, aggiunge:

Di tutto cuore, io lodo tutto ciò che è maschile. Ma magnanimi, Athena ed Apollo tendono poi la mano alle potenze vinte, e, in segno di riconciliazione, promettono anche la considerazione degli uomini alle forze placate, che dimorano profondamente nella notte senza sole. Sempre equipaggiata, per la lotta temeraria e la gloria Io non voglio riposarmi, prima che tutto il mondo non onori la mia città vittoriosa. È così che conclude Eschilo, potente e cosciente della sua forza quanto Omero.

Ma la generosità di Apollo, Dio della luce, dopo la sua vittoria sulle divinità ctonie, ha per conseguenza di fortificarle, e di permettere loro di sopravvivere sotterraneamente. E più tardi, dopo la commistione razziale fra Greci e autoctoni, né l'elemento ctonio, né quello puramente celeste, appassionano più in modo decisivo, e i due si uniscono nel rito dionisiaco. Ora, se Dionysos difende il diritto del padre, diviene tuttavia il dio dei morti, che Antigone implora, e, per questo fatto, perde il carattere luminoso e forte di Apollo. Si rammollisce e si inebria spesso, per oscurarsi finalmente nella notte; nel mondo degli spiriti oscuri e delle Menadi.

Gli animali consacrati a questo Dio-demone, sono sinistri. Queste divinità nascono in caverne e non le si onora che la notte. Con il culto dionisiaco, è un elemento razzialmente e psichicamente estraneo, a penetrare nella vita greca, ed è esso che simboleggerà, ben più tardi, ma sul solo piano fisico, la decadenza nordica.

Alla luce oscillante delle fiaccole, al suono reiterato dei cimbali, accompagnati da grandi tamburi e dal suono dei flauti, ci si riunisce per celebrare Dionysos; in farandole inebrianti. La maggior parte dei suoi fedeli sono femmine, che ruotano fino allo sfinimento; in danze turbinose. Esse portano dei lunghi vestiti ondeggianti, fatti di pelle di volpe.

I capelli fluttuano liberamente, le mani stringono dei serpenti consacrati a Sabazios; brandiscono dei pugnali. Si dimenano così, fino all'estrema eccitazione di tutti i sensi, e, in una follia sacra, si precipitano sugli animali scelti per il sacrificio, spaventando e tagliuzzando la preda, e troncando con i loro denti la carne sanguinante; che esse divorano cruda.

Questi riti, corrispondono rigorosamente al contrario del carattere greco; essi rappresentano questa religione della possessione, (Frobenius) che regna in tutto l'est del Mediterraneo, portata dalle razze miste dell'Africa e del Vicino Oriente. Bisogna mettere in parallelo Saul, il re posseduto, e l'ubriachezza di Dionysos (anche lui ignobile per i Greci), e i dervisci rotanti dell'Islam ulteriore. Il nuovo spirito greco, adotta il fallo come simbolo. Di conseguenza, ciò che noi troviamo nell'arte e nella vita, concernente questo emblema, non è greco, ma anti- greco e vicino-orientale.

I Medio-orientali e i loro Dei, agiscono dappertutto; sotto lo splendido ellenismo. Così l'antico Dio della Terra, Poseidone, respinto da Athena è descritto nel modo seguente: Egli dimora nel suo tempio, nel suolo, sotto forma di un rettile; è il serpente del castello dell'Acropoli, che viene nutrito tutti i mesi; donandogli un vaso di miele. Python, il drago pelasgico, è interrato a Delfi sotto il Tempio di Apollo (la messa a morte di Phyton da parte di Apollo viene rinovellata simbolicamente ogni otto anni), là dove si trova anche la tomba di Dionysos.

Ma il nordico Teseo, non ha ucciso ovunque i mostri del Vicino-Oriente; al minimo segno di indebolimento del sangue ariano, si vedono risorgere i mostri stranieri; vale a dire la mescolanza medio-orientale, e la robustezza fisica dell'uomo dell'Est. Questo esame è talmente determinante, se si vuol giudicare l'intera storia del mondo, e dei miti, che è ora necessario studiare l'opposizione delle anime delle razze, là dove la vittoria del principio della luce, nordico-apollineo (Pindaro parla dei Danaern dai riccioli biondi) non è stato che passeggero; dove le vecchie potenze si sono risollevate, e dove sono nate numerose forme bastarde.

Questa degenerazione spirituale, si è sviluppata naturalmente soprattutto là, dove gli strati di conquistatori greci, essendo esigui, non han potuto difendersi durevolmente; contro gli innumerevoli adoratori delle divinità ctonie: in Asia minore, in qualche isola, e nella Colchide. Le gloriose e lunghe epopee, sono state condensate nelle leggende e nei miti. La spedizione degli Argonauti e del Giasone apollineo è esemplare. L'Eroe e i suoi compagni navigano, secondo la leggenda, spinti dal vento del nord, il che è un'allusione precisa all'origine nordica di Apollo; dal nord vengono i sacri doni annuali, e là in alto attende l'eroe della luce.

Ovunque accostano i compagni di Giasone, che sono quasi Vichinghi, incontrano oscuri dei ctonii, o ancora delle Amazzoni, e una concezione della vita delle più materialiste. Il regno di queste guerriere, è spiegato dal fatto che le truppe nomadi lasciano, spesso per lungo tempo, i loro luoghi stanziali di riposo ed abitazione. Le donne restano sul posto, si organizzano senza di loro, e devono armarsi contro eventuali attacchi.

Finalmente la maggior parte degli uomini che rientrano, torna con delle femmine straniere, il che ha spesso per conseguenza l'assassinio del marito infedele. L'episodio delle femmine di Lemno, è un esempio orribile di questo spirito che la Grecia intera rievoca a lungo; con orrore. Queste donne, rese folli dalle privazioni sessuali, divengono alla prima occasione delle etere incontrollate.

Questo genere di vita predomina sempre, là dove il principio apollineo non riesce ad imporsi, anche se all'inizio viene accolto bene, quand'é vittorioso, perchè pone le prime vere basi di una civiltà duratura; ma più tardi i vecchi istinti si rivolteranno nuovamente contro di lui. Così Giasone viene ricevuto dalla lemuriana Hysipyle, prende Medea per compagna, e istituisce il matrimonio; contro il potere delle Amazzoni e delle Etere. Maritandosi, la donna, la madre riceve, secondo il principio nordico-apollineo, una nuova posizione rispettabile.

Il lato nobile e fecondo del culto di Demeter, riappare (vedi la trasformazione di Isis in dea madre dei Germani); ma tutto ciò sparisce quando Apollo, vale a dire il Greco, non giunge ad affermarsi. Questo aspetto della battaglia, è esposto dalla storia dello stesso Giasone, che rinuncia al matrimonio nella citta di Corinto, fortemente impregnata di cultura fenicia, e dalla storia di Heracle, che, misogino e vincitore di tutte le Amazzoni, percorre tutta l'Africa del Nord, fino all'Atlantico; e comunque crolla in Libia, dinnanzi ad Omphale.

Così gli Apollinei non hanno potuto mantenersi ad est, e il compromesso ottenuto è la Religione Dionisiaca. E' per questo che si ricoprono le spalle del possente Giasone con una pelle di pantera, per caratterizzare l'imputridimento dionisiaco degli Apollinei. La virilità luminosa di Apollo, si allea all'estasi terrestre delle etere.

 

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La legge di Dionysos, della soddisfazione sessuale inappagata, significa la commistione razziale sfrenata; fra gli Elleni e i Medio-Orientali: di tutte le matrici e di tutte le nature. Le Amazzoni, altre volte nemiche degli uomini, appaiono come delle Menadi, folli dell'altro sesso; il principio apollineo del matrimonio è nuovamente beffato. Come i Sabazi sopravvivono esclusivamente presso la donna, il sesso maschile si precipita, così, verso la propria disgregazione, sebbene gli uomini non prendano parte alle feste di Dionyso che con vesti femminili. Partendo da questa mescolanza razziale, del Vicino-Oriente, il regime dionisiaco dei bastardi invade nuovamente l'ovest, e domina l'intero Mediterraneo.


A Roma, I Dionisiaci si moltiplicano in maniera significativa, specie nell'ambiente dei criminali. Nel 186, il Senato si vede costretto, dopo aver a lungo tollerato questo preteso culto religioso, a perseguire severamente le riunioni bacchiche. Quasi settemila falsi testimoni, truffatori e congiurati, verranno banditi o giustiziati. Solo l'Ellade, riesce ancora a mantenere il luminoso principio apollineo; mettendo ordine nel caos. Nelle opere d'arte greca, Dionysos ha la prestanza ellenica, ma un atteggiamento effeminato.


Vive in mezzo ai satiri medio-orientali, che, in seguito, si ritroveranno sulle pietre tombali; come figure grottesche, che annunciano a voce alta la decadenza mondiale. Bachofen dice, giustamente, che Apollo, apparentemente vincitore, nel penetrare l'Asia, ne ritorna trasformato in Dionysos. Ma lui e tutti gli altri pensatori non hanno visto (erano comunque sulla buona strada), che Zeus-Apollo personifica il lato spirituale, e volitivo, del sangue nordico e greco, mentre il modo di vivere delle etere, è un'espressione delle razze vicino-orientali e nord-africane; non nordiche. La mescolanza dei miti e dei valori, è stata, nello stesso tempo, un imbastradimento del sangue, e le numerose leggende del popolo greco, sono l'espressione imaginale di questo combattimento: di differenti spiriti guidati dal loro sangue.

Più tardi, questo sotto-mondo vicino-orientale, e africano, è stato espresso il più consapevolmente possibile, da una figura storica: Pytagora.

Nella leggenda, egli avrebbe percorso la Babilonia e l'India. Lui stesso è stato presentato come un Pelasgo, ed insegnava dei Misteri, specie in Asia Minore, dove tutte le femmine mistiche, rapite, si congiungevano a lui. Nella Grecia stessa ,egli non potè installarsi; eminenti Greci, come Aristotele ed Eraclito, gli furono francamente ostili, perchè la sua cabalistica dei numeri non era evidentemente loro piaciuta. Aristotele afferma che la rinomanza di Pitagora, si fonda sull'appropriazione delle caratteristiche spirituali straniere, e questa è anche l'opinione di Eraclito, che proclama che Pytagora, avendo molto letto, non è stato che un falso artista e un compilatore.

E la compilazione, aggiunge il saggio Elleno, non coltiva affatto lo spirito. Pytagora parte quindi verso l'ovest, per l'Italia del sud, sviluppando le basi delle sue Scuole di Misteri: una specie di antica commistione fra Rudolf Steiner e Anne Besant, gestite da sacerdotesse. E gli fu stimato come il più saggio fra i saggi, da tutti gli ambienti africani, in cui la dottrina oscura, del collettivismo sessuale dell'Egiziano Carpocrate, gli fu favorevole, e dove lo si considerò come il più venerabile dei sapienti.

L'uguaglianza di tutti, fu di nuovo annunciata da un tellurismo democratico, e la comunità dei beni e delle donne, venne instaurata come scopo. Tutto ciò era stato già altre volte il punto di partenza del pensiero mediterraneo, non-nordico, quando Apollo entrò in lotta con questa forma di vita che gli è ostile. Non si sottolineerà mai abbastanza, il fatto che assunti come "la fine dell'evoluzione umana riporterà lo stato bestiale dei tempi primitivi", rappresentano una soverchieria grottesca, tanto più che l'affermazione, secondo cui i circoli di cultura pitagorica risalgono ai popoli pre-ellenici, e alla loro cultura, sorge repentina per essere poi cancellata definitivamente; dal fatto che l'ellenismo si è liberato dal mondo ctonio (come se ne fosse stato prigioniero).


Tutta la drammatica maniera di vivere dei Greci, si sviluppa su due piani: sul primo, vi è uno sviluppo organico dell'essere, del simbolismo naturale, coronato dagli dei della luce e del cielo, con al sommo Zeus, il padre degli Dei. Si va da questo stadio mitico, artistico nella presentazione tragica e plastica di questo mondo allegorico, fino alla teoria delle idee di Platone; vale a dire alla conoscenza filosofica di ciò che già costituiva l'oggetto dei miti. Ma questo sviluppo, completo, è permanentemente in conflitto con altri sistemi, legati ad un altro sangue: sistemi mitici, e più tardi filosofici, parzialmente nobilitati e assimilati dall'anima greca, ma che,alla fine, s’indirizzano e affiancano, in ogni modo, alle paludi del Nilo; ai fiumi dell'Asia Minore, ai deserti della Libia, decomponendo, falsando, distruggendo, non solo la figura nordica del Greco; ma anche la sua anima.


E questa non è un'evoluzione, la distensione di un tutto organico, ma una lotta drammatica di anime razziali nemiche, di cui ancor oggi siamo i muti spettatori.E quando contempliamo lucidamente, la grandezza e la caduta dell'ellenismo, il nostro sangue ci dice da che lato stiamo: solo gli eruditi, che non comprendono nulla del valore del sangue, possono rivendicare, qui, un'uguaglianza di diritti dei due grandi principî. Con una tristezza eterna, noi siamo i testimoni della decadenza della razza e dell'anima, dei tempi di Omero: prima, il Greco nordico sale sulla scena della Storia; ripetendo con fierezza la parola del poeta: Essere sempre il primo e superare gli altri.

Ma poi egli s’indebolisce combattendo lo straniero, contrastando la decomposizione della sua originalità. Il grande Theognide, rifiuta di vedere il danaro mescolare il sangue dei nobili con quello degli altri; in questo modo la razza, che si protegge rigorosamente negli asini e nei cavalli, è insudiciata negli uomini. Nel Gorgia, Platone annuncia vanamente, per bocca di Callicle, il vangelo più saggio:

"La legge della natura, vuole che colui che ha più valore passi avanti a colui che ne ha meno". E' vero che tutt'altro è la "nostra Legge"(ateniese), secondo la quale i più capaci e i più forti sono rinchiusi come giovani leoni, per essere indotti in errore dagli incantesimi magici e dai giri di bussolotto dei predicatori dell'eguaglianza. Ma se qualcuno si solleva nuovamente, dice Theognide, calpesterà tutti questi falsi incanti magici, e difenderà il diritto radioso della natura.

Questa attesa nostalgica, di una razza eroica è vana: il danaro, e con lui i sub-umani, hanno già sconfitto il sangue. Abbandonando i suoi principii, l'Ellenico inizia a darsi al commercio, alla politica, alla filosofia; ripudia oggi ciò che incensava ieri; il figlio dimentica la pietà per il padre; gli schiavi di ogni parte della terra reclamano la libertà; l'uguaglianza degli uomini e delle donne è annunciata. Anche meglio, in nome di questa democrazia, come la rimarca ironicamente Platone, asini e cavalli spingono via gli uomini che non vogliono fare loro spazio. Le guerre diminuiscono il numero delle famiglie, e nuove naturalizzazioni hanno luogo.

Per Errori umani, degli stranieri diventano Ateniesi, come più tardi degli ebrei dell'est diventeranno cittadini germanici. Isocrate si rammarica che, dopo la spedizione d'Egitto (458), le famiglie delle più grandi casate, che erano sopravissute alle guerre con i Medi, siano ormai scomparse: " Non sono le città che affastellano anarchicamente molti cittadini, che devono stimarsi fortunate, ma quelle che han saputo conservare i propri abitanti originari".

Jacob Burckhardt constata afflitto:

Dopo l'intrusione della Democrazia, regna, fra i Greci, una persecuzione permanente di tutti gli individui che potrebbero avere un qualche valore! Sempre vi è intolleranza contro il Talento! Questa democrazia non è la sovranità del popolo, ma la dominazione del Vicino-Oriente sulle tribù greche, che disperdono i propri uomini e le loro forze. Ovunque regna la feccia umana che ha perso ogni ritegno, regna sugli opliti rammolliti, non rafforzati da una regionalità razzialmente imparentata. Dei demagoghi senza coscienza, eccitano le masse contro i Romani, per poi denunciarle a quelli. Ma all'avvicinarsi delle armate di Roma, inizia una fuga massiccia degli abitanti delle città minacciate, una querula sottomissione ai nuovi padroni del mondo, e l'adagio si espande ovunque: "Se la caduta non fosse stata così rapida, non vi sarebbe stata salute per noi".

Nella sua furia di ricostruire il paese, la democrazia caotica decreta delle amnistie, delle remissioni di debiti, lo spezzettamento dei dominî; e tutto diviene peggio di prima. Le città s’indeboliscono, in sanguinose lotte economiche in cui si svuotano. Si vedono emigrare gli Elleni, fertilizzanti di cultura per i popoli incolti, legati a turbe caratteriali e ad un deperimento fisico.

Là dove prima vi erano state città fiorenti, dove dei Greci liberi si misuravano negli stadi, e dove dei templi scintillavano a testimonianza di uno spirito creatore, il passante incontra ora solo delle rovine deserte; un paese senza anima viva; colonne spezzate. Solo i basamenti vuoti testimoniano ancora delle statue degli Dei, o degli Eroi, che prima sostenevano. Al tempo di Plutarco,s i possono ancora a malapena trovare tremila opliti, e Dione Chrysostomo rileva che ha incontrato assai raramente il tipo dell'antico Greco.

Quali città sono oggi più vuote di Crotone, Metaponto o Taranto? Così Hysia, Thirinto, Asine e Ornea sono in rovina; il tempio di Zeus a Némea è caduto in disfacimento, e anche nel porto di Nauplia con c'è più nessuno. Di Lacedemone (Sparta) dalle cento città, non restano che tre villaggi. Nel territorio messenico, Pausania cita le macerie di Dorione e Audania; di Pylos non restano che le rovine, di Létrinoi ancora qualche abitazione. La grande città Megalopoli, in Arcadia, non è più che un grande vuoto. Di Mantinea, Orchomene, Herea, Manalos, Kynatha non vi sono più che povere tracce.

Lykosura non ha conservato che le sue mura... Demolite Daphnus, Augeia, Kallarios, glorificate precedentemente da Omero; Oleanos, il gioiello dell'Ellade, è rasa al suolo, Kalidon e Pleuron ridotte a nulla, e Delos e così deserta che, quando gli Ateniesi inviano una guardia, per il Tempio che lì si erge, è questa a costituire l'intera popolazione del luogo.

 

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E, malgrado tutto, anche durante la sua caduta, la Grecia ha frenato la marcia in avanti dell'Asia. Ha disseminato su tutta la terra i suoi doni splendidi, che aiuteranno la nascita di una nuova cultura presso i Romani, nordici; e la sua storia diviene più tardi, per l'Occidente germanico, il più vivo fra i racconti delle fate.

Così Apollon è la prima grande vittoria dell'Europa nordica, malgrado il sacrificio dei Greci, perché dietro a lui, sorgeranno, dalle nuove profondità iperboree, i difensori degli stessi valori: della libertà dell'anima e dello spirito, dell'organizzazione della vita, della forza creatrice della ricerca. Roma sfoltisce in seguito, con la spada, il nemico vicino-orientale; sempre minaccioso e più forte, ed impone più rudemente e più consapevolmente dell'Ellade, il principio patriarcale apollineo. Essa afferma così lo Stato in sé, e il matrimonio, come previa condizione del popolo e della protezione razziale. Fino a quando la Germania diventerà, sotto una forma nuova, la rappresentante del Dio del Cielo.

 

 

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L'Europa non è semplicemente il miglior bastimento che abbia mai solcato i mari, ma è il simbolo di una Nazione, che risorge dal baratro di una Guerra perduta, e del periodo post- bellico, consapevole della propria innegabile superiorità, e del valore delle proprie opere: della missione di propagazione della civiltà, e di protezione e salvezza dei valori della propria razza, che essa è chiamata a rappresentare nel suo Tipo migliore.

Nell'agosto del 1936, nell'anno delle Olimpiadi di Berlino, la Nave Europa celebra la sua centesima traversata, e molti americani affollano i suoi ponti, per poter assistere, nel Nuovo Stadio di Berlino, alle vittorie degli atleti del Nuovo mondo Hitleriano. I saloni della nave sono arredati con sfarzo dall'architetto Paul Ludwig Troost, maestro di Albert Speer, l'artista prediletto di Adolf Hitler, e il Simbolo bronzeo di Europa è una scultura di Joseph Wacherle, lo stesso artista che scolpirà anche l'Auriga alla Porta di Maratona, nello Stadio Olimpico di Berlino.

 

 

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L’intero transatlantico traduce, nella realtà, l'intenzione tedesca di unire fra di loro, le Culture Germaniche ed Anglo-Sassoni, sotto il segno di una rinata “ Europa”, e di una Logica politica Superiore, che vede in Berlino una moderna Atene, e il centro capitale di un nuovo Reich e di una Nuova Fede Ariana. Questo programma di Pace, Condivisione, Conoscenza e Progresso ario-germanico, trasformato in palese realtà, verrà insidiato e distrutto, non da anonimi Dei gelosi, ma dalla congrega internazionale ebraica, sionista e Jahveica, che, fin dal 1933, ha dichiarato guerra aperta all'ideologia hitleriana della purezza razziale, e alla pretesa tedesca di vivere in un proprio Stato: libero dal condizionante controllo politico, culturale e finanziario degli ebrei.

Europa è la prima figura archetipica, che testimonia della profonda necessità animica del Popolo Tedesco, di riattingere al Mito, per ri-contattare il livello ancestrale e divino della propria Stirpe. Altre figure mitiche e immaginali, scelte dalla memoria genetica della propria razza, sono Giove come Aquila, Leda, la Urfrau-Cigno o Femminilità Primordiale Iniziatica; i Dioscuri o Gemelli, nati da lei e da Giove, e poi Paride, Prometeo, e, sopra tutto Ganymede.

La Germania risorta del 1936, si presenta con la festa di Giochi Olimpici, filmati da Leni Rifenstahl, che ha già girato per il Fuhrer lo splendido Triumph des Willens, il Trionfo della Volontà, e che ora, con Olimpia, produce un'opera di forte suggestione psichica ed estetica, in cui la Germania appare come l'erede diretta della Grecia Antica.

I giovinetti, gli adolescenti, gli uomini del futuro, sono pronti al volo: a sollevarsi con le loro aste dalla polvere terrestre. Carl Orff e Werner Egk, musicano questa “erezione virile”. Del resto, Hitler stesso è il primo propagatore del Mito Greco, e della grecità germanica, e difende le discipline umanistiche e storiche, veicolo di cultura e di memoria della propria stirpe. Risulta quindi quasi un segno del destino che, nello stesso 1936, al tempo delle Gare Olimpiche e della supremazia degli Atleti tedeschi, la spedizione archeologica che compie ad Olimpia un ciclo di scavi promossi dallo stesso Hitler, per riportare alla luce lo Stadio di Olimpia, cantato da Pindaro, ritrovi la Bellissima scultura di Giove che rapisce Ganymede.

“L'ultima scoperta appartiene ai più bei pezzi antichi che siano mai stati scavati e riportati alla luce. Nessun oggetto dei nuovi scavi ha gettato una luce così chiara sull'immagine e la natura di Zeus; non come custode del santuario, che domina con lo scettro, ma con il bastone del viandante, mentre cammina a grandi passi, per rapire in olimpo la bella preda, il fanciullo Ganimede, che porta in braccio con cura, perché, come il più bello dei mortali, rallegri gli Dei. Nella sinistra il fanciullo tiene ancora il piccolo gallo da battaglia con cui giocava; non si difende dalla presa divina e i suoi capelli si sciolgono sulla spalla del Dio.”


Lo Zeus con il fanciullo Ganymede, scavato dagli archeologi tedeschi ad Olimpia, è il Simbolo di una promessa di sicura predilezione per i Giovani hitleriani, degni dell'Olimpo e di Olimpia. All'ingresso del Reichssportfeld di Berlino, i partecipanti alle Olimpiadi potevano leggere, sco,lpiti nel marmo, dai nazionalsocialisti, i versi di Hölderlin.

Vivi lassù, o Patria, Vivi, e non contare i morti. Per te, amata, Non c'è un solo caduto più del necessario.

Morire giovani significa essere amati dal Dio, partecipando, per suo mezzo, alla beatitudine eterna. I giovani caduti passano, morendo, da una realtà incompleta ad una dimersione perfetta; dalla Germania apparente, a quella Eterna. Nel mito del fanciullo Ganymede, rapito da Zeus in forma di Aquila, si celebra ed enfatizza, come in nessun altro, la differenza fra Inferiore e Superiore, fra Terrestre e Astrale, fra Umano e Divino.

Se la Fanciulla Europa, rapita dal Toro-Zeus, è una metafora della conquista del regno orizzontale, mondano e terrestre, liberato da ogni limitante confine, Ganymede, figlio di re, sollevato per impeto d'amore fra gli artigli dell'Aquila-Zeus, è il segno di una elezione erotica divina; il crisma di un potere verticale, Metafisico e Spirituale, proprio all'amore intervirile, che sigilla l'avvenuto distacco dell'animo umano dalla realtà infera terrestre.

 

Il Paidos Eros, è la prassi tradizionale di Rapimento del fanciullo, che permette la trasmissione e l'assunzione generazionale di un determinato Lignaggio ancestrale, genetico e cognitivo, consistente di Memorie, di Qualità psichiche e di Capacità spirituali superiori. Il mito del Giovane mortale, reso immortale dall'amore di un Dio, che lo rapisce, elevandolo al proprio inebriante livello, rivela il desiderio animico implicito anche nel Völk Germanico: Ritornare alla Civiltà ancestrale della Grecia Dorica, rimembrando modelli e valori ideali; degni di rigenerazione e di riattivazione.

Il sapere iconico di Johann Joachim Winckelmann, le ispirazioni poetiche di Goethe, di Hölderling, di Stefan George, quelle pittoriche di Mengs, Böttner, Carstens, Rembrandt, Meyer, Gerhard von Kügelgen, Friedrich Schinkel, Otto Greiner, Hans von Marees, o quelle scultoree di Berthel Thorwaldsen, e di Arno Breker, rivelano profondi legami con gli Archetipi relativi all'Eros intervirile, che, proibiti e resi latenti dall'invasione Cristiana, ancora dominano gli abissi della Coscienza Teutonica.

Centrale, nella fattispecie, è l'Archetipo del Puer Aeternus, Sigillo dello Spirito e dell'Eros intervirile, il cui avvento glorioso e Lucifero è profetizzato già dal poeta latino Virgilio.

Ultima Cumanei venit jam Carmina ætas, Magno ab integro sæculorum nascitur ordo, Jam redit et Virgo redunt Saturnia regna; Jam nova progenies cælo demittitur alto.

Tu modo nascenti Puero, quo terrea primum Desinet ac toto surget gens aurea mundo Casta fave Lucina; tuus jam regnat Apollo.

Ultima viene già come disse la Cumana, l'Età dei Carmi Una grande stirpe rinasce dai secoli: intatta, Già ritorna, e riporta Virgo il Regno di Saturno. Già la nuova progenie ridiscende dal sommo cielo. E tu, dunque, Fanciullo nascente, soppianterai la precedente età del ferro, e in tutto il mondo espanderai la stirpe aurea. La Casta Lucina ti protegga: già regna il tuo Apollo.

 

In Germania, l'Archetipo del Pais Athanatos, il Fanciullo reso immortale, cioè simile al Dio, dall'amore del Senex Divino, è il sigillo immaginale di una soluzione psico-simbolica, che indica ai e nei Germanici, la loro intima “ Predilezione” divina; nonché il Potere d'azione che, per essi, ne deriva. Proprio questa fiducia in una propria superiore Spiritualità e Coscienza, da cui derivano l'Elezione e la tensione al Divino, pone il popolo Tedesco di fronte ad una lotta ancestrale contro gli usurpatori: l'Etnia che, acerrima nemica degli ariani, si pretende, l' eletta del proprio Dio egregorico: quella Ebraica.

 

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Il Giovane Novalis scrive, nel 1800 nel suo “Cristianità o l'Europa” :

“ In Germania si notano i segni certi di un nuovo mondo. La Germania percorre con cauta sicurezza il suo cammino, in testa a tutti gli altri paesi europei. Mentre essi sono occupati con la guerra, la speculazione, e i partiti politici, i tedeschi, con grande impegno e diligenza stanno per diventare i rappresentanti di una più elevata epoca della Cultura, e questo vantaggio darà a loro, nel tempo, maggior peso ed importanza degli altri.”

Da Berlino e da Weimar, viene dunque la Luce di una ritrovata Memoria ancestrale, che turba i non Tedeschi, perché si manifesta principalmente come intima “solidarietà virile”; nelle corporazioni, nei Bund studenteschi, nelle Associazioni, nelle Società di studio, e negli Ordini esoterici.

Questa “Affinità elettiva” , affiora e si palesa con una forza su cui nulla possono le pretese culturali e le acrobazie degli intellettuali ebrei, che tessono il loro tessuto di malessere fisico e di degradazione psichica, nei salotti delle loro giovani correligionarie: Rahel Varnhagen, o Henriette Herz; spazi certo curiosi, per esotismo di religione e di lingua, e per non velata promiscuità; ma indegni dell'altezza spirituale cui anelano i Tedeschi.

Weimar, la realizzazione di questa non utopica verticalità dello spirito, inseparabile dalla identità di luogo e di Popolo, sta lì a dimostrarlo: In questa Roccaforte delle Arti, la Cultura “ Greca” diviene parte integrante del Carattere Nazionale Teutonico, che unisce, in un legame indissolubile e fraterno, tutti i ceti sociali. Qui gli uomini Superiori, Goethe, Herder, Schiller, Wieland, Jean Paul, Winchelmann, Novalis, e tanti altri, creano la Weltliteratur: la Letteratura mondiale; con un incessante e tenace lavoro di mediazione, traduzione, e trasposizione di lingua e di immagini. I Miti, e le opere filosofiche e letterarie della Grecia, di Roma, della Persia, dell'India, e dell'Islam Sufico, vengono trascritti e trattati come forme simboliche della Coscienza ariana; Archetipi che possono e devono avere una funzione di guida psicologica; nella nuova educazione dell'umanità superiore.

Ecco quindi che Epimeteo, Prometeo, Paride, Achille, Teseo, Ganymede, e le altre figure eroiche dei Miti Greci, diventano la Signatura dei diversi stati di Coscienza germanici; e il sintomo di differenti Necessità e Destini. Ganymede, che rappresenta al meglio l'Archetipo del Puer Aeternus, non è un fanciullo ignaro, o un efebo sorpreso dalla violenza erotica e dall'ardore della passione pederastica del Dio del Cielo, né cede passivamente ad alcuna offerta, lusingato dal favore di Zeus. L'Adolescente bellissimo è già, di per sé, disposto al rapimento erotico, che attende da tempo con ansia; egli è una giovane forza ancora latente, che, tramite l'amore omoerotico vuole risvegliarsi a sé stesso, alla propria passione dell'assoluto, e alla propria completa Natura Virile.

 

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Non è il Dio a scegliere il Fanciullo, ma il Fanciullo a scegliere e invocare il Dio alle cui Qualità aspira. Ganimede elegge Zeus a proprio rapitore, amante e iniziatore, e ne diviene l'Eletto. Il suo è un Erotismo indagatore, che verifica, attento e sensuale, il proprio intimo desiderio; un Ardore per il Maschio, capace di distoglierlo dal comune desiderio venereo, destandolo dal disorientamento del torpore terrestre, per elevarlo alle altezze dell'Amore superiore e divino.

Ganymede, avendo scelto per affinità elettiva il Dio che lo ispira, sa di esserne il “Prediletto”: il Figlio-Fanciullo che, desiderato anche dal Dio-Padre, come perfettamente simile a sé, e chiamato a riconoscersi, e a ritrovare, nel Regno dei Cieli, il Topos originario della propria innata Immortalità. Con queste premesse, ogni possibilità di Violenza e di Abuso, risulta ovviamente impossibile.

La perfetta Corrispondenza di Ganymede con il Segno Astrologico dell'Acquario, diviene il simbolo dell'unione effettiva, nel Fanciullo che “Riversa”, o che inverte il proprio flusso seminale, dell'umano e del Divino. Vero Dio, e insieme vero uomo che abbevera e nutre di nettare spirituale i suoi amati. Egli è colui che abbonda di ogni bene E riversa sul mondo la sua salvifica Bellezza.

Ganymede-Acquario, viene poi tradotto, nel Cristianesimo, nella figura di Giovanni Apostolo, il discepolo amato da Gesù, che, nella tradizione iconografica, appoggia teneramente il capo sulla spalla del Divino Maestro. Anche lui, che, sulle rive del lago di Tiberiade, per primo riconosce il suo Amato, dopo l'avvenuta trasfigurazione, riceve come simbolo totemico l'Aquila, di cui possiede anche lo sguardo penetrante.

L'Aquila è il Cristo stesso, simbolo e sintomo divino della perfetta purezza, che permette a Giovanni-Ganymede, che rappresenta l'avvenuto transito fra l'esperienza umana dell'Eone dei Pesci, ora trascorso, e quella sovraumana e divina dell'Acquario, ormai immanente, di rivelare i segreti del Cielo e del Regno; riversandolii nel nettare virile della propria Testimonianza Amorosa. Vi è quindi analogia fra il Cristo giovanneo e Ganymede: fra la tortura e l'estasi del Furor Amatorius, Divino, che, nel Rapimento della Resurrezione, si fa Grazia Illuminante.

Ganymede riflette la Mente Umana, amata con passione illuminante dal Dio: l'Ente centrale del suo Sé Supremo, verso cui egli ora si eleva; per mezzo della “Unio Mystica virile” che fa dei Due una sola carne. Questo amplesso è quello della materia, illuminata dallo Spirito; incarnatosi e resosi Sacro non con un rito sacrificale, ma tramite la Luce Primordiale dell'Eros Innato, da sempre presente. Coppa ed Anfora, costituiscono le “Armi erotiche” del Fanciullo, indicando il “Potere rigenerante” del Sangue consacrato dallo Spirito.
Questo soffio intimo e divino, è il flusso di Energia dell'Eros primordiale, tramite cui possono agire tutte le altre forze Universali. Questo è l'Amore che muove ogni cosa, e che rigenera, come un nettare di vita eterna, il cuore dell'eletto, rendendolo un libero Testimone del Dio in Sé. Rimasti in basso, a guardare stupiti il volo epifanico del fanciullo Eterno, che è, di fatto, il rapimento erotico dello Spirito, stanno i due cani fedeli; che rappresentano la parte somatico vegetativa ed eterica di Ganymede; destinate, entrambe, all'estinzione terrestre.

 

Nella mitologia Germanica, l'Aquila di Zeus è l'uccello di Odhinn, Dio della tempesta folgorante, che guida la “ Caccia selvaggia”. Odhinn è anche il signore delle battaglie, e gli Eroi che in esse cercano e trovano la morte, sono tutti suoi figli adottivi; che egli accoglie nel suo Walhalla. Dinnanzi a lui sta un Lupo e sopra un'Aquila, e il Dio può trasmutarsi in queste due forme animali, come sanno fare gli Shamani nodici.

Odhinn governa anche la vita spirituale delle creature, e regge, nel proprio soffio interiore, l'armonia e l'ispirazione del mondo. Daimon in ognuno, egli è un Dio di infinita saggezza, acquisita, con il pegno di un occhio, e l'acquisizione della Visione Unitaria e non Duale. L'Aquila è, inoltre, anche il simbolo dell'Impero Germanico, memoria del Sacro Romano Impero, e, in seguito, con negli artigli un Ganymede trasmutato in Swastika, diviene anche il simbolo steriore del III Reich Hitleriano.

 

 

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L’Aquila Nera, su fondo oro, viene riconosciuto, nel 1200, come stemma dell'Impero; glifo che i Principi, in segno di fedeltà, portano impressa sui propri scudi. Il tempo dei Crociati, dei Cavalieri Teutonici, del Regno Svevo di Federico II è, quindi segnato dal sigillo dell'Aquila, che protegge dall'alto l'autorità e l'Ordine della Nazione. L'Aquila, come la Germania, tollererà, nello spazio del proprio nido, o Patria, solo chi abbia superato la selezione esistenziale: i prescelti, gli Eletti.


Essa vuole allevare solo i più forti fra i suoi nati, lasciando al loro destino di morte, i più deboli, o i disadatti. Generosità e bontà verso il forte, e il ben fatto, e spietata durezza per il malformato e il debole, sono le ancestrali caratteristiche di un rigore naturale, che nell'Aquila si evidenzia nella duplicità di becco, che nutre, e di artigli che sanno dilaniare; caratteristiche, queste, che anche la Germania Nazionalsocialista saprà e vorrà assumere; come proprie qualità specifiche.

A chi è concesso di sollevarsi in volo assieme all'Uccello divino, nel segno dello Swastika solare, il destino riserva, come a un nuovo Ganymede, imprese impossibili ai comuni mortali, e il privilegio di abitare lo spazio delle divine altezze inviolabili. L'adolescente, lo Jüngling, come il Fanciullo, il Knabe, sono i simboli dello Spirito umano, e del suo potere di rigenerarsi; in una esistenza ascendente e divina.

 

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Anche il segno della Crux Gammata, la Swastika, che nel mutare Ciclico indica il Centro fisso del Superuomo, allude a questo impegno nel dono divino, assuntosi dal Reich Germanico: Riformulare, sulla terra, il Regno del Grahal, riversando nel cervello dei propri simili legati alla ruota del tempo, come in una Coppa, il nettare di consapevolezza e liberazione della propria fondamentale divinità. Se la pacifica Colomba, è l'immagine dello Spirito e della coscienza ricettiva terrestre, a cui si annuncia un dovere da compiere, l'Aquila rappresenta, invece, la liberazione dello Spirito: la sua attivazione ascendente, solare e verticale, in una elevazione virile, che segnala l'affrancamento dall'Eros dalla procreatività, e il suo balzo di elevazione nella dimensione creativa della rigenerazione divina.

Il desiderio animico d’elevazione e di dono, che ha per oggetto il fanciullo, costituisce il varco verso il Regno divino, ed è, in sé, un desiderio di volo, di altezza, e di metamorfosi; un potere capace di fare della Materia corporea, investita dal flusso di questo Eros, una luminosa manifestazione iper-fisica del Logos Solare. La voluttà condivisa, e l'investimento erotico virile e solare, sono la condizione necessaria alla metamorfosi. I mortali chiamano questo Processo Eros, gli immortali Preros; perché fa crescere le ali.

 

Il Fanciullo, ormai desto, intende e comprende la “vocazione” che irrompe nel suo giovane virgulto fallico, come promessa di libertà, di completezza, e di un potere d'azione Apollineo-Dionisiaco, purificatosi dalla violenza, dall'Ira, e dall'ottenebramento umani. La qualità che contraddistingue l'Eletto, è quella di saper uscire dal letargo della specie umana animale, trasformando l'Odiosa ignoranza di sé, in un Furore erotico divino, che lo rende, per sempre, estraneo alla terra e ai suoi limiti angusti.

Abbandona la scoria delle Plumbee Maschere egoiche E ritrova in te stesso l'Oro Primordiale, Perché la Luce non è un lieve bagliore all'orizzonte E il grande Sole è già qui, in esistenza. Risveglia l'uomo completo che dorme nell'animale umano, E compi il volo dall'Io al Sé. Così modifichi la vibrazione che ti allontana da te stesso E la tua carne Risorge.

Se ora il Fanciullo incontra degli ostacoli, questi non fanno che riflettere, su quei solidi intoppi, l'immagine onnipresente dell'Amore del suo Dio, che come un'eco, e una Nuova parola portata dal vento, gli si fa incontro da ogni dove, come immagine speculare della sua stessa, primordiale e riscoperta Bellezza. Questa Parola Nuova, lo Strom-geist, è quella pronunciata dello spirito, che influisce sull'Animo con la sua corrente d'amore.

Per Hölderlin, intelligente traduttore di Pindaro, essa svela ed è il Daimon; il Genio dell'Azione, guidato dallo Spirito del proprio Tempo. Questa strana voce da “Forestiero” è anche quella che l'intera Nazione Germanica aspetta di sentire da lungo tempo, come un adolescente, che ettenda di udire, nell'aria il proprio richiamo d'elezione; pronto a librarsi in volo, a quell'invito del Dio, o di un Eroico Semidio che lo sostituisca.

E come una patria del cuore che di lassù mi chiama, Ed io vorrei sulle Alpi, di vetta in vetta andare, invocando l'Aquila veloce, che dalla prigionia mi levasse portandomi alla sala del Padre, felice Fanciullo, fra le braccia di Zeus.
Cosa mi rapirà, togliendomi dallo sciame infantile dei compagni? Ti ringrazio, Eracle! Che del fanciullo hai fatto un uomo. Ora sono maturo per il mio trono regale.
Così tu mi togli dalla mia culla, dalla mensa materna, e dalla casa: L'Olimpo è la tua preda, Spartiscila con me!
Chi mi educò al risveglio e alla vittoria? e da che cosa, l'orfano che sedeva nell'ombra della sala, fu chiamato al divino e al grande, per somigliare a te, nella sua audacia? Rido delle innumerevoli scorie le raccolgo, le spacco e ne sparpaglio i frantumi. L'Ora, m’inebria.

Con l'anelito di Ganymede al Rapimento e alla salvezza, si spiegare anche lo stato interiore della Germania, dopo la catastrofe della Guerra, e di una Pace che non è stata che la continuazione, ancora più feroce e subdola, di quella medesima Guerra contro il Popolo Tedesco. La giovane generazione germanica si ritrova fra le rovine di un mondo; non solo il mondo politico, ma anche quello spirituale e scientifico: immersa in un mucchio di rovine. Il razionalismo è crollato miseramente, sono state abbandonate le idee a cui si era legato il XIX secolo: quelle della illimitata libertà individuale, e dell'evoluzione progressiva.


L'idea di autorità si è elevata, tanto più alta e pura, quanto più le figure autoritarie precedenti sono cadute in basso. Si cerca ora di intendere, con la maggiore profondità possibile, il concetto di “Destino Germanico”. Le disgrazie e le sofferenze del popolo tedesco fanno da base al risorgere un nuovo paganesimo Odhinico: un movimento spirituale schiettamente ariano, libero, finalmente, dalle pastoie del giudaismo cristiano. È uno stato, questo, di misticismo Profetico, che evoca ed invoca, potentemente, la figura di una guida divina, o del precursore di una guida divina.


Questo Führer misterioso deve impadronirsi della grecità, e dello spirito ancestrale teutonico, compiendo una sintesi del passato, ma senza rifarsi al Cristianesimo. La sua sarà una forza oratoria, Ganymedica, rapace, capace di sollevare e far volare le folle sulle ali dell'Ispirazione Odhinica. La sua Aquila creereà una nuova sintesi fra Oriente e Occidente Ariani. Questo è il tempo dei Wandervogel, e del filosofo dell'erotismo intervirile Hans Blüher, discepolo di Stefan George, propagatori e fautori delle Forze di elevazione, che indicano nel Puer Aeternus la via della divinizzazione erotica, e combattono una battaglia contro le forze contrarie, telluriche, rappresentate dall'Ombra di Mordor, ovvero dagli Ebrei, che falsificano la realtà, con le arroganti seduzioni del danaro, di una falsa aristocrazia borghese; con le putride produzioni pseudo arististiche, che avvelenano l'anima dei Popoli, eliminando, da ogni dove, la Poesia e la Bellezza.

 

 

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STEFAN GEORGE PROFETA DEL BELLO

 

La natura omosessuale dell’opera di Stefan George è difficile da cogliere: invisibile in superficie, essa è onnipresdente in profondità. Nelle raccolte poetiche di George, proprio questa invisibilità superficiale, è la chiave del grande prestigio di cui l’autore ha goduto al suo tempo; soprattutto in seno ai movimenti giovanili tedeschi.

George, considerato un successore di Hölderlin, conta una folla di ammiratori, dato che l’”omoerotismo sublimato del poeta” si rivolge direttamente allo stato d’animo che regna allora nelle numerose “Bündes” giovanili. Questo stesso omoerotismo, viene analizzato ed esibito, senza troppe reticenze, da Hans Blüher, all’interno di parecchie delle prime organizzazioni dei Vandervogel. Ecco ciò che George annuncia al ùoviùento della Gioventù Tedesca, ed a ciascuno delle sue cerchie in particolare:

È fra i bianchi muri e sul bordo delle paludi che questo canto s’eleva, poco dopo l’apparire della primavera. Il sogno d’un anno ha per culla il blu e l’oro. Esso è dolce per i figli del nostro popolo.

Egli vuole condurre i figli del popolo, blu e oro, verso un Reich nuovo, posto sotto la stella del Bünd, verso il Fanciullo-Dio, Maximin, che egli ha creato. Certi versi di George, diversamente interpretabili, sono al limite dell’esplicito, per chi vuol vedere. Per esempio, nelle Poesie dedicate a Gundolf:

“Quando attorno a te volano i miei desideri il mio soffio dolente ti bagna”. “Ciò che per te si espande, non puoi tu assorbirlo in te?

«Anima cieca- t’ho detto- io sono tutto fiamma: il mio intero dolore non è che un bruciante desiderio”. “ Così da molto tempo tu vieni scelto nell’abbraccio dei miei doni, ed io fioisco nella completezza [...] Di tutti i baci che segretamente ti fioriscono. « Blotti mio desiderio / Tu mi diletti col tuo succo / La semenza mi feconda» ("Comunione") «Allora la mano tocca più d'un rigetto purpureo e gonfio, Allora la gioia si rinfresca nella nevosa fioritura» ("Preghiera III" in "Maximin")

Le risonanze profonde che tali parole risvegliano, sono confermate dal libro; “Das Reich neuer Jugend”(Zürich 1928) dello scrittore svizzero Ernst Merz, ispirato da George ed Hölderlin:

“ Il Dio sole risplendente è scomparso, è vero, dietro le montagne oscure, è partito per illuminare popoli stranieri, che continuano ad onorarlo.
Ma tornerà, risusciterà in una nuova gloria. Armodio e Aristigitone sono la coppia d’amici, che si sono trovati per la liberazione del paese”.

Viene, nei movimenti giovanili, il tempo del “Cavaliere Bianco”, luminosa    figura    ancora    leggermente cristianeggiante, ma già sempre più pagana, che è succeduta al “Fiore blu”, simbolo di evasione tratto da Novalis. Questo fiore azzurro era lo scopo non esplicito dei diffusi desideri dei primi Wandervogel. Il Cavaliere Bianco è, negli anni ’20, un a costante iconografica propria alla Gioventù bündisch.

Si tratta d’un efebo messianico, che viaggia a piedi, ma mostra la via verso delle società utopiche. Il gioco politico, nella Germania d’allora, favorisce queste aspirazioni all’ideale: la Repubblica di Weimar, debole, parlamentare, affarista, è del tutto incapace di suscitare l’entusiasmo, o lo spirito. Di queste tendenze bündisch, e dal messaggio di George, si dirà poi che esse sono state una preparazione degli spiriti al Nazionalsocialismo.

È vero che Maximin, il Fanciullo-Dio non è destinato a tutti, così come le migliori "bünde"dei movimenti giovanili non accettano nel proprio seno il prmo venuto. l’adorazione d’un Dio come Maximin, la ricerca d’una società come il Nuovo Reich, proiettano delle aspirazioni diffuse quanto il fiore azzurro della Cicoria o del fiordaliso. Molti identificheranno il nuovo Reich di George con quello di Adolf Hitler, e gli efebi della “Legione Imperiale” con la Hitlerjugend.

Ogni Fanciullo tedesco è ormai pronto a dire le parole dello sfortunato e sensibile Klaus Mann:

Una voce estranea ed imperiosa mi desta dal sonno profondo. Da dove giunge il richiamo? Benvenuto mio Führer! Eccomi pronto a seguirti, Né mi importa chi tu sia. Col tuo aiuto troverò, infine, Me stesso.

Wilkommen mein Führer! non mi importa chi tu sia, dice il giovane Klaus. Certo non fa altrettanto il padre, Thomas Mann, ebreo tormentato da ben altre voci insistenti di ragazzo.

Forse potrebbero essere Stefan George, Nietzsche, Hölderlin, o Hitler stesso, se il suo essere il figlio di quello scrittore ebreo famoso, non lo escludesse automaticamente, come Kaspar Hauser, dalle file dei possibili eletti, facendogli cercare, nella solidarietà maschile e nel rapporto omosessuale, la realizzazione della propria reale identità: sfregiata dalla sua appartenenza reale alla Razza maledetta di suo Padre.


Come la Primavera, il Genio emigra di terra in terra. E noi? C'è giovane, fra noi, che non celi nel cuore un presagio, o un enigma? Bisogna accettare il rischio di Ganymede e, restando Luce a sé stessi, mettere in discussione gli Idoli eretti dalle altrui Paure o Scopi. Bisogna difendere la propria essenza, e sfatare ogni Mito contrario ad essa. Un Unico punto di vista, deve restare per noi essenziale: il Nostro. L'Ombra è solo Luce negata, amore represso, fatto a pezzi, dilaniato e nascosto.

L'Orrore sociale, che nega all'Ombra ed il suo diritto all'esistenza, nasconde il profondo desiderio individuale, che di quell'orrore è la causa. Per il maschio adulto, il desiderio proibito, reso ormai sacrilego, è la comunione erotica con il il ragazzo che è l'altro sé stesso. Per il fanciullo, il desiderio verticale è quello di essere rapito, di uscire dall'asfissia delle passioni viscerali e materne, per essere accolto ed amato, finalmente, in un grembo paterno; in un'alleanza dei sensi che è, fondamentalmente, una reale apertura del cuore: un divenire più che umani, nell'Amore, e non nella competizione o nel conflitto.

Ciò che il rapporto intervirile offre d’inestimabile al Fanciullo e all’Uomo, è un autentico incontro con l'Archetipo del Senex e del Puer; in una dimensione più elevante, ampia ed aerea di quella falsa, e stereotipata, della “ famiglia”, essenzialmente Materna e socialmente finalizzata. Nel rapporto erotico, Puer e Senex condividono qualcosa che entrambe possiedono in proprio: la virilità individuale, liberata da ogni opportunismo, e da ogni scopo collettivo, religioso, o sociale; da ogni riferimento obbligatorio al volto o al corpo di una donna.
Se è fortunato od ardito, il fanciullo cesserà di essere ciò che gli altri vogliono che sia, trovando per propria volontà, il contatto con l'altro, uguale a sé, ma, per esperienza, più certo e più potente. In quel contatto con quel sesso d'uomo, che è anche il suo, questo nuovo Ganymede volerà alto; oltre le ambiguità, e sentirà i suoi occhi farsi simili a quelli dell'Aquila: pieni di una luce infuocata. Allora la sua voce diverrà chiara; non più un urlo liberatorio e furente, ma il canto di una esistenza che sa d’essere destinata a durare eternamente, oltre ogni possibile limite, e oltre la Fine ed il Finire dei Sogni.


“ Esistono sogni che rivivificano e sogni che annientano, e distruttori di sogni che incombono sulla nostra morale. Si conosce il sogno dell'Elfo Oscuro, Alberico, che ha maledetto l'amore, per avere il dominio del mondo. Intorno al monte Sion, questo sogno è stato custodito per secoli: il sogno dell'Oro, della forza, della menzogna e dell'odio, Questo sogno ha spinto l' ebreo in tutto il mondo. Il suo sogno di tremila anni, vissuto per la prima volta oggi, dopo tante sconfitte, è diventato realtà: Oro, e dominio della Terra. Rinunciando all'amore, alla bellezza, all'onore, l'ebreo è oggi più forte di noi; perché noi abbiamo cessato di realizzare il Nostro Sogno, tentando di vivere, goffamente, il sogno dell'ebreo. E questo è ciò che ha provocato anche la disfatta tedesca”.


 

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L' EGREGORO ARIANO

E LA SUE CATENE OCCULTE.

 

L'Egregoro o "Coscienza astrale di gruppo", si forma quando una o più persone, si riuniscono per compiere una precisa azione, pensare secondo un dato schema ed entro certe linee operative; in modo da sperimentare le esperienze emotive, spirituali, e fisiche, corrispondenti alla qualità dell'intenzione attivante. Nell'Egregoro, le forze emotive, vitali e mentali di tutti i componenti del gruppo, si fondono in una Forma Pensiero di Gruppo, o Elementale Artificiale, che, se nutrito per secoli, o millenni, diviene una Entità Energetica Divinizzata; cioè un Dio collettivo, che ha un potere infinitamente maggiore della somma delle menti e degli psichismi che compongono il gruppo da cui è stato emesso.

Una Forma pensiero egregorica, formata dal legame fra le parti consce, inconsce e superconsce, di quanti contribuiscono alla sua costruzione e mantenimento energetico, è interrelata con molti livelli mentali, con diversi aspetti di pensiero, e con multiformi valenze di energia Psichica; per cui non è l'addizione, ma l'elevazione a potenza delle sue singole parti componenti. Se il gruppo che ha proiettato l'Egregoro, cessa di incontrarsi nel rito dedicatogli, e di nutrirlo immaginalmente, questo Elemento Artificiale potentissimo, non scompare, ma, entrato in latenza, può venire ri-attivato da un altro gruppo cultuale, che operi sulle medesime linee rituali, mentali e immaginali di quello originario.

La forma pensiero del nuovo gruppo, contatta allora l'antico Egregoro latente, lo Rimembra e rivivifica, e questo riprende, allora, ad operare attivamente; attraverso i suoi nuovi canali espressivi. L'Egregoro, agisce attraverso lo psichismo dei membri del gruppo che lo aggrega, coagulandolo e sostenendolo energeticamente, attraverso l'uso ripetuto e quotidiano di rituali di offerta fluidica, cerimonie focalizzanti, visualizzazioni, immagini dipinte o scolpite; cioè tramite tutte quelle strutture immaginali, interne ed esterne, capaci di fissarne la Forma Pensiero; ancorandola ad una formula di manifestazione sempre più completa, complessa e potente.

Se il Rituale vitalizzante (del sangue o dello sperma offerti), e il Cerimoniale di fissazione di un'Egregoro in latenza, viene ri-membrato, riattivato e praticato, in accordo alle intenzioni dei suoi emittenti originari, dopo un dato periodo, la Coscienza Egregorica, sopita, si ri-manifesta nelle vecchie modalità, per poi adeguarsi, lentamente o velocemente, a seconda della personalità più o meno individuata dei nuovi membri, che ora riformulano il patto, alle varianti immaginali e psichiche dei suoi nuovi ri-compositori, o degli offerenti accidentali.

Quando un rituale e delle immagini simboliche egregoriche, sono state caricate ed attivate in una pratica secolare, o millenaria, l'Elementale Artificiale risultante è un Centro di Coscienza potentissimo; un Dio Particolare, in cui si organizzano i Poteri, le Facoltà, e gli Ideali di tutti coloro che, in quel lasso di tempo, hanno immesso nella sua struttura, eterico-astrale, l'energia dei loro pensieri, parole ed azioni; mentalizzandolo.

Non solo i viventi e gli incarnati, ma anche i disincarnati e le Entità sovrumane, che agiscono sull'Egregoro, richiamate per corrispondenza vibratoria dai piani astrali e sottili, collaborando alla composizione complessiva della sua Forma Mentis; e del suo Potere. Difatti, ad ogni azione resa esplicita, nel livello materiale, corrisponde, per risonanza vibratoria, l'Energia implicita che essa riverbera e richiama; dai livelli astrali e cosmici dell'Ologramma divino.

Perciò, fondando un Culto Egregorico sul piano fisico, simultaneamente si forma, nei piani interiori e sottili, una corrispondente Entità psichica di Gruppo, che diviene il Centro sottile della Coscienza, della Sapienza, e del Potere a cui gli elementi della Con-gregazione danno personalità ed energia individuale; e da cui attingono l'Ascendente risultante, potenziato collettivamente.

Questo Scambio energetico, o Patto d'Alleanza Egregorica, ha luogo per tutta la durata della pratica rituale e del culto di un dato Egregoro, e continua attraverso la sua trasmissione sapienziale, simbolica e di lignaggio: ovvero per via iniziatica, genetica e razziale. La nozione di Egregoro astrale, spiega il perdurare di idealità costruttive e distruttive, di cui le manifestazioni, o Epi-Fanie contingenti, variano di tempo e luogo, ma che costituiscono, nel loro insieme, gli strumenti a disposizione di una data realtà egregorica omogenea.

I raggruppamenti umani che servono uno specifico Egregoro, cambiano, evolvono, spariscono; ma la Causa dinamica di quell'egregoro rimane, e può essere ripresa, più tardi, da altri individui, o da altri gruppi; appartenenti allo stesso Lignaggio vibrazionale. Gli impulsi mentali e archetipici, sotto i quali il gruppo opera, sono in accordo con la sua tipologia costitutiva, e, su di essi, si organizza la struttura della Forma Pensiero di Gruppo: L'Egregoro che essi vanno progressivamente formando e nutrendo, con le proprie emozioni, concetti, intenzioni, ed azioni; rituali e simboliche.

Su questa struttura primaria, si fissa allora, con lenta crescita, la materia vitale ed energetica del Corpo Egregorico: uno psicoplasma vitale, capace di organizzarsi autonomamente, manifestandosi, da ultimo, come Canale Fisico e come Incarnazione Materializzata dell'Egregoro stesso. Questi è l'Avatar: il Figlio del Dio particolare di quel Gruppo: la Presenza Reale, che ne manifesta l'energia ed il potere sul livello fisico terrestre.

Abbiamo perciò un Egregoro per ogni Culto religioso, per ogni Razza, come ne abbiamo uno, Magico, per la Tradizione Cosmico Planetaria che va oltre ogni Religione Particolare. Il Dio egergorico è definibile come una Forma-Pensiero artificiale, fatta nascere e crescere nel tempo, dalla concentrazione pilotata di una generazione di iniziati dopo l'altra. Le entità astrali della ritualistica magica, comprese quelle che presiedono alle Rune, posseggono un'esistenza indipendente, come Forze-Pensiero, o Elementi di natura.


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Ogni oggetto inanimato, possiede un livello di coscienza molto basso, che può essere elevato e stimolato, con il portvi continuamente l'attenzione, e tramite lo psichismo di chi lo sta caricando con la propria “dedizione”. Presto, quell'oggetto diviene il ricettacolo di uno Spirito Elementare, corrispondente, per potenza, alla carica effettuata su di esso. L’ulteriore attenzione dedicatagli, eleva l'embrionale consapevolezza dell' Ospite oggettivo, fino a darle la consistenza di uno Spirito Semplice, la cui venerazione, ripetuta nel tempo, da parte di più individui, può evolversi fino al livello di consapevolezza divina. Gli Spiriti Elementali o Spiriti della Natura, associati al manifestarsi della forza vitale, per mezzo della materia organica, sono stati venerati dagli antichi come divinità minori, o Spiriti guardiani di luoghi; come fonti, alberi, laghi e fiumi sacri. Tali forze, sono in grado di farsi percepire e interpretare, come simboli e immagini archetipiche.

L'Egregoro non ha un'esistenza organica maggiore, sul piano materiale, di quanta ne abbia su quello astrale; poiché essa non si concretizza attraverso l'adesione passiva degli esseri umani, alle opzioni forti già scelte dagli Iniziatori, e dagli Iniziati, del Patto egregorico. La Realtà astrale dell'egregoro, nasce, e si mantiene, per mezzo dell'onda di’influenza che il centro materiale originario ha propagato e diffuso.

Quest'onda si stabilizza, e concreta, acquisendo un'esistenza reale, dal momento che continua ad agire ed imporre il suo proprio centro di propagazione, sussistendovi sempre più durevolmente, in quanto contiene e riceve sempre più energia indotta ed asssonante a quella iniziale, ed incontra sempre minori resistenze; nel supporto psichico delle proprie maestranze esterne ed interne.

È così che le Società Segrete e le Confraternite templari, e Magico rituali, a forte coesione razziale e con un’ animazione astrale molto viva, continuano a vivere astralmente anche molto tempo dopo che la loro azione si è spenta sul piano materiale. Se su quest'ultimo, interviene un raggruppamento identico, o a morfologia psico-simile, l'Egregoro iniziale continua ad alimentarsi ed a crescere ulteriormente, magari mutando Nome, e influenzando ed ingerendo tutti i Gruppi affini, ed i filoni iniziatici che gli somigliano; suscitando, in essi, le azioni che più gli sono favorevoli.

Nessun Mistero circonda, quindi, l'origine del Criatianesimo, che, essendo un movimento scismatico in seno all'Ebraismo puritano, Essenico, o Hassidim, risulta, come quello, limitato al piano egregorico, materiale ed umano, e, quindi, alieno da qualsiasi vera manifestazione metacosmica e divina; in senso Universale. Dato che il Cristianesimo stesso, fa rimontare la propria origine alla Tradizione Essenica, va stabilita, una volta per tutte, la sua identità essenziale con l'Ebraismo, e con il suo esoterismo dello Zohar, del Talmud, e della Kabbalah.

La dottrina del Cristo, da questo punto di vista, non è che una continuazione, un adattamento, e un sincretismo, operato nell'ambito delle varie correnti dell'egregorismo Jahveico ebraico.

La pretesa missione del Popolo Ebraico, auto elettosi con superema arroganza, non popolo del Dio Unico, secondo i dettami dell'Egiziano Mosé, seguace del culto Atonita di Aken-Aton, ma popolo dell'Unico vero Dio, Jahvé, nel cui seno esclusivo nascerà, e prospererà, la stirpe divina dei Figli dell'Egregoro, viene ripresa da tutti gli epigoni dell'ebraismo: Cristianesimo ed Islam. Il Messia atteso, o Maestro di Giustizia essenico, il Cristo, e Maometto, sono la triade dei pretendenti al ruolo esclusivo del Vero Messia.

Nelle proprie religioni egregoriche, essi impongono la dottrina segreta biblico mosaica: la Kabbalah, trasmessa ai Patriarchi da Abramo, capostipite comune delle Tre Religioni del Libro. Essa è stata data da Mosé a quei 70 iniziati Hassidim o Esseni, da cui i Cristiani affermano di derivare la propria trasmissione iniziatica, Nazirea: quella avuta da Gesù, con il Battesimo di Johannan: Maestro essendo e Nazireo.

Battesimo, Mensa di Dio, Atto Eucaristico, o Agape, sono elementi essenici, ripresi dal Cristianesimo giudaico, assieme a molti Misteri e Rituali simbolici, e magici, di trasformazione. Il Gesù Giudeo-Cristiano, non è venuto a cambiare, in nulla e per nulla, la Legge Mosaica, e l'abbietto Patto egregorico d'elezione di questo popolo, di fanatici ottusi e crudeli, con questo Demone delle tempeste; altrettanto ottuso e crudele: Jahvé, Signore delle caligini, degli eserciti, e dei massacri cruenti.

Il Gesù Cristiano, è venuto ad integrare questa Legge, e questo Patto, in una Nuova Religione che si pretende universale, e che diviene, ben presto, l'Ebraismo sionista cattolico, solo nominalmente cristiano, di Paolo di Tarso: l'ebreo Saulo, circonciso l'ottavo giorno e allievo del grande fariseo Gamaliel. Paolo propone, ed introduce, l'Egregoro Jahveico fra i Gojim, o Gentili: le bestie non ebree, che devono diventare per sempre, in ragione di quello stesso patto egregorico, gli schiavi acquiescenti degli Ebrei.

Per ottenere una veloce penetrazione, nel tessuto psichico delle razze ariane, Paolo raccoglie e sottrae, dalle antiche tradizioni esoteriche non ebraiche, che da allora verrano definite "Pagane", tutto ciò che gli torna utile; per far accettare al meglio, a questi sciocchi uber- mensch, o Gojim, il seme venefico, contagioso, e virulento, del proprio Egregoro razziale ebraico: Jahvé. Il Cristianesimo fa razzia nelle Religioni Misteriche: Orfismo, Egitto Isiaco, Mithraismo, Zoroastrismo, Mazdeismo, Ermetismo Alessandrino, Alchimia, Gnosticismo, Neoplatonismo, Buddhismo.

La folle pretesa ebraico cristiana, è quella di imprigionare questo flusso composito di "correnti spirituali", nella propria Camicia di Forza egregorica: l'Ecclesia Cristiana Universale, o Cattolica, che, con perfetta faccia tosta, sostiene, a propria giustificazione e conferma autoreferenziale, d'essere il frutto maturo del "Ramo Essenico ebraico"; ovvero, l'erede legittima, ed unica, della Tradizione Segreta Kabbalistica biblica.

Il Cristianesimo non sarebbe, dunque, che l'Esoterismo Ebraico, resosi Esoterico e volgarizzatosi nella forma di una Nuova Religione Ebraica Universale: quella di Gesù il Cristo; secondo i suoi seguaci, l'unica e sola Religione, che sia la vera custode del Patto egregorico jahveico. I Cristiani sono, di fatto, Ebrei del Patto: eredi, a dir loro, dell'Antico Testamento mosaico, e della missione messianica; unici detentori e fruitori, fra tutti gli altri popoli, dei più elevati Arcani divini.

Questi millantatori del sacro, e distruttori consapevoli d’ogni vera sacralità, daranno ai popoli, da loro assoggettati, le oscene leggi vincolate ai dettami mosaici; riservando a sé stessi, e alle proprie elites sacerdotali ed iniziatiche, le Vie di una Dottrina Segreta, velata ed Oscura, che custodisce, sotto il diaframma delle caligini jahveiche, la Magia infera, Satanica, Qliphotica, e negromantica, della Kabbalah mosaica.

Gesù, erede di questo lignaggio, trasmette anch’egli, oralmente, e a pochi discepoli scelti, i Segreti del Santo Regno; spiegando loro il senso nascosto delle Parabole, presentate alle turbe ignoranti, come una serie di favole edificanti o moraleggianti. I “Selecti” cristiani, sono iniziati al senso esoterico e nascosto di questo Insegnamento, e si dicono “Santi”; in perfetta omonimia con gli Esseni Ebrei, che si dicono anch’essi HASIDIM, e che sono omologhi ai Kabalisti, fautori del Dio Unico del Patto: la Santa Berith con Jahvé; che è la stessa Alleanza dei Cristiani con il loro Geova.

La larva astrale divinizzata, resta comunque la stessa: l’irato ed antiumano Chion, o Sion: il Saturnino elettore di patologici ibridi umani, elevatisi, per suo tramite, al rango di Razza eletta e dominante. Gli Ebrei Cristiani, che hanno scippato ai loro correligionari, gli Ebrei ortodossi, l’esaudirsi del patto jahveico, facendo di sé il “Nuovo Popolo Eletto”, e il Nuovo Sion o Israele, affermano anche si possedere, in esclusiva, i più elevati Arcani della tradizione kabalistica.

Del resto, dato che il cristianesimo nasce e fiorisce, dal ceppo ebraico, e che Gesù e i suoi Apostoli sono tutti ebrei, convinti e circoncisi, ovvero legati al Patto mosaico, è ovvio che siano, tipicamente ebraici, anche gli psichismi, e la mentalità fanatica, che il Nuovo Israele cristiano propaga; e produce. L’Ebraismo, di cui il Cristianesimo giudaico non è una semplice frangia, riformista e scismatica, ha il proprio Egregoro esclusivo in JAHVE', e combatte quindi, tenacemente e necessariamente, tutte le formulazioni egregoriche, e divine, delle altre razze, etnie, e popoli; negando, alienando ed osteggiando il culto degli Dei ariani.

I Giudeo - Cristiani, gli Ebrei, e gli Islamici, che di fatto formano una sola Tri-unità egregorica semita, tentano semplicemente, di imporre al mondo, e alle razze altrui, l'egemonia assoluta del proprio Genio tribale e razziale: Jahvè, alias Chion o Sion. Gli Egregori di matrice semita, sono familiari all'occultista occidentale mediterraneo, e si raggruppano in organi astrali molto potenti, che generano entità egregoriche sempre più forti e globali, avversarie e nemiche giurate degli Egregori divini della razza ariana, e solare nordica. Questi raggruppamenti anti-ariani, avvengono per affinità ideale, e si prolungano fino alla costituzione di due blocchi astrali che, le Sette semite, proiettano nel Piano Spirituale olografico, come l'Adam Kadmon e l'Adam Belial, che, pur con nomi diversi, servono comunque l'Egregoro Jahvè, e sono serviti, implicitamente, da tutte le Sette cultuali di matrice ebraico- cristiano-islamica; ovvero semita.

Se l'Egregoro è l'Idea, e l'intenzione magica trasmessa, la Catena Occulta rappresenta non questo Ideale operativo ed operante, ma i protagonisti e gli operatori che lo hanno ideato e che lo promuovono. L'Egregoro è una concezione, che si esprime in una globalità di sentimenti, di comportamenti personali o collettivi, di metodi particolari, e di pratiche cultuali.

La Catena occulta, al contrario, è costituita da Entità fisiche o disincarnate: i promotori delle idee, del passato e del presente, che ora vivono nei tre livelli di esistenza: Fisica, Psichica e Mentale, o Astrale. La Catena Occulta, si compone di esseri materiali ed astrali, connessi in una vasta rete occulta, che organizza, per i propri fini, un ampio gioco di relazioni e azioni interattive. I partecipanti a questa connessione, possono avere sia un ruolo consapevole ed attivo, che occasionale: passivo, o di adesione blandamente favorevole.

La Catena Occulta può essere invocata volitivamente, e i Gruppi esoterici si classificano proprio in base alla strettezza dei legami che intrattengono con essa. Certi aderenti, agiscono senza avere neppure coscienza di essere collegati a questa rete; altri, più abili o più autenticamente dotati, conformano la loro azione a quella perseguita dalla Catena. Certi, i più rari, agiscono solamente attraverso di essa, mettendo al loro servizio la sua formidabile potenza, e ampliando, però, in contropartita, il suo raggio e potere d'azione.

Un Esempio di Egregoro Ariano rivivificato recentemente, e ancora perfettamente accessibile, è dato dall'origine archeologica ed etrusca del Fascio e del Movimento Fascista Italiano, o dal Nazismo magico Hitleriano, di stampo Òdhinico. Il Primo movimento è stato animato, al principio del 1913, da forze che, dopo essersi manifestate al Principe Leone Caetani (Roma 1869- Vancouver 1935), come Forze della Tradizione Italica, hanno comunicato un Rito notturno che, celebrato per mesi, ha materializzato le energie di Guerra e di Vittoria degli Eroi della Razza romana; costituendo un Ponte e un Sigillo di accesso per il loro avvento nella realtà oggettiva: nella guerra del 1914. Scrive Caetani:

1917, Vicende varie e poi il crollo di Caporetto. La Visione dell'Aquila, che porta, in volo trionfale sul cielo di Roma, i due Dioskuroi. Un senso di grandezza, di resurrezione, e di Luce. Nel 1919, l'annuncio di chi debba essere il Console d'Italia. Da ciò la nascita del Fascismo e la consegna, nelle mani di Mussolini, dei simboli attivati e della formula rituale d’augurio; da parte di queste entità della Roma Arcaica: un Fascio formato da 12 verghe di betulla, intrecciate di cuoio rosso, e costituito da un'arcaica ascia Etrusca.

Caetani considera la religione cristiana come una aberrazione di matrice ebraica, e mira alla restaurazione di una Via Gnostica Egizio- Pagana, che introduca il Principio Supremo della Regalità Faraonica. Caetani influenza direttamente Giuliano Kremmertz, ispiratore della Fraternità terapeutico-magica della Myriam, e gli adepti dell'Ordine Osirideo Egizio, radicalmente avversi al cristianesimo asiatico e semitico. Caetani dice a proposito del Cristianesimo e dell'Iniziazione:

"L'iniziazione, la Gnosi, il Segreto Alchemico, sono lo stesso Serpente che il cristianismo ha sempre combattuto, poiché sul sacerdozio degli Iniziati (In-Ire = Penetrare) ha preso il sopravvento la marmaglia filosofica, che Giuliano Imperatore, detto l'Apostata, vedeva trionfare come la marea montante degli Ignoranti, sul Sapere Iniziatico. Se in seguito, elementi di tale Sapere sono entrati a far parte della liturgia cattolica, ciò fu in conseguenza di tentativi individuali di ingerenza magico iniziatica, degli gnostici, in una Peste psichica e mistica di origine orientale. Gli Gnostici non furono mai Cristiani, come i Repubblicani non potranno mai dichiararsi Monarchici, ed il profilo del cristianesimo è plebeo, volgare, tanto che perfino la sinagoga, che aveva pretese di conoscenza, lo rifiutò per suo. Ma la canaglia mistica prese il sopravvento, e tutta la storia del cristianesimo pontificale, fino a Pio X, è una prova dell'insipienza della prima origine. Io sono Pagano, e ammiratore del paganesimo dei Maghi-Re, e divido il mondo in sapienti e in volgo; simboleggiato dal cane, che latra, addenta e lacera: perciò Cave Canem! Attenti al Volgo! L’Iniziazione è simboleggiata, invece,dallo Sfinge Egizio: testa di faraone e artigli di leone, che conserva e protegge la Saggezza, salvandola dalla maledizione levantina.


 

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Il Movimento Nazista Hitleriano, tende anch'esso alla restaurazione del Sapere Iperboreo, spezzato dall'ebraismo e dal giudaismo cristiano, e riformulato in un Nuovo Sistema Magico Ariano; reso Scienza Ufficiale del Reich Hitleriano. Questo Rinascimento ariano Occulto, preparato da personaggi come Guido von List, Jorg Lanz von Liebenfels, Dietrich Eckart, Alfred Rosemberg, trova in Adolf Hitler il suo Profeta e, nel Nazismo del Germanen Orden, della Thule Gesellschaft, e delle SS di Himmler, la Nuova Religione Ariana dei Maghi del Nord.

Tra il 1919 e il 1930, Hitler e il suo gruppo comprendono che il loro ideale è sorretto da forze egregoriche, veicolate da Catene occulte, e che deve manifestarsi in una resurrezione, effettivamente implacabile, del Retaggio ancestrale ariano, o Ahnenerbe, per contrastare l'Egregoro Yahvè, e i suoi strumenti: L'Ebraismo, e l'Internazionale Ebraica della Finanza mondiale; Il Cristianesimo, e in parte l'Islam, che mirano, comunque, al dominio assoluto del mondo, e al servaggio materiale e spirituale delle razze non semite; per mezzo dei propri bellicosi manovali: Sionisti, Cristiani, Massoni, Comunisti, e Gesuiti Cattolici.

Per far questo, Hitler si collega alle Egregore Pagane, e giunge ad allearsi apertamente con il Fascismo Italiano e con lo Shintoismo Giapponese, e, segretamente, con l'India Hindu e con il Lignaggio Tibetano Drug-Pa dei Re Kalachakra di Shamballa. Egli suggella un patto di mutuo baluardo, e stringe legami di catena con tutte le Forze capaci di contrastare l'egemonia semita: Islamici compresi. Poi deve intraprendere una azione di redenzione ariana, e fronteggiare una guerra mondiale da lui non voluta, ma che non si è affatto conclusa con la sconfitta ed il naufragio Nazionalsocialista, Fascista e Shintoista del 1945, né con l'invasione Cinese del Tibet.

 

 

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Le Egregore Fascista e Nazista, sono state apparentemente fermate nella loro azione esteriore; sprofondate in un mare di sinistre menzogne, di martellante propaganda ebraica, e di parziali verità: circonfuse di malvagità e di orrore amplificati; ma sono tuttora presenti nel livello astrale, e la loro Vocazione è ancora delle più forti e chiare. I Vinti, spezzati dal fato e assoggettati dall'oro ebraico, che tende alla globalizzazione economica, per poi formulare, a partire da essa, una schiavitù psichica e spirituale, formano ancora una sottile catena ben salda, che può far vibrare in chiunque ne abbia il talento, e la Volontà, la Forza eroica di un ideale purissimo.

Ciò che allora non si è realizzato, può essere ri-creato; ciò che è stato espulso e negato, può essere ri- forgiato e reso nuovamente aristocratico e popolare, perché il nocciolo essenziale di un'Idea divina, non va mai perduto, e non può essere tacitato, o fatto tramontare, per decisione di effimeri vincitori; o per gli intrighi invadenti dei mercanti levantini d’America e del mondo, che razziano, attualmente, tutto quanto di indifeso si trovi alla portata dei loro artigli.

Il Nazismo Hitleriano costituisce una sintesi di Magia Òdhinica ariana e di tecnologia avanzata, con fini non negoziabili: La costruzione di uno spazio euro-asiatico che consentisse ai popoli ariani di ritrovare la loro antica Saggezza e Potenza. Il Führer voleva associare a questo suo progetto l'Inghilterra, sua sorella razziale, nei settori aristocratici e intellettuali della Società Inglese. Lo Provano i contatti con Il Principe di Galles, i Duchi di Windsor, il Duca di Clarence, Roger Hollis e gli Apostoli di Cambridge.

Per questo esso è stato combattuto da Churchill, filo ebreo, e fin dalle Guerre Boere al soldo della finanza ebraica; che ha messo a repentaglio l'Impero Britannico, e lo ha perduto, pur di non permettere un simile intreccio neo-pagano e ariano fra Edoardo VIII, nel 1936 ancora Re di Inghilterra, e il Nazismo hitleriano. Il sovrano filo hitleriano è nazista, è, difatti, il punto di riferimento per i gruppi della tradizione esoterica e ariosfica inglese, strettamente collegati a quelli della tradizione Germanica.

Gli storici ufficiali hanno preferito ignorare questi fatti, liquidandoli come perniciose assurdità irrazionali, ma il Nazismo è stato il risultato di un'alleanza umana con forze sovrannaturali: Odhiniche. L'Azione Hitleriana, come quella dei vari fascismi Europei, da Mussolini e Degrelle, a Codreanu, rispondono alla stessa tipologia:

sono fenomeni popolari di Revivescenza dello Spirito della Stirpe Ariana, che, all'epoca, ritrova sé stessa, scontrandosi, duramente, con l'azione devastante e distruttiva degli Eletti di Zion: i fedeli del Dio Egregorico Jahvé, che vogliono ottenere, ad ogni costo, il dominio assoluto sul pianeta e sulle altre razze.

I Padri del Nazionalsocialismo, sono occultisti, esoteristi, teosofi maghi runici; e sono tutti dei convinti antiebrei: assertori del paradigma razziale, e ben certi di essere gli eredi della Super Civiltà Ariana di Thule, o Atlantide Iperborea. Il Potere magico Megin e l'Odhr, o Facoltà di ispirazione, sono, difatti, engrammati nelle cellule cerebrali e nel sangue degli Ariani, e possono venire riattivati da una attenta purificazione psicofisica.

 

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LA GERMANIA OCCULTA

 

L'Occultismo Iperboreo, o Memoria Ancestrale Ariana, precorre e percorre l'ideologia iniziatica del III Reich, presentandosi, dapprima, come sottofondo e vena occulta, nel flusso della corrente vólkisch, e manifestandosi, in seguito nei molteplici livelli dell'Hitlerismo esoterico, rappresentato dalle approfondite ricerche della Ahnenherbe, tese a convalidare, con dei fatti reali, e con delle formulazioni innegabili, la verità della Weltangshauung e della revivescenza Germanica, e, quindi, l'Intima necessità e la ragion d'essere spirituale dell' Hitlerismo Nazionalsocialista.


Fin dal 1848, con le Esperienze spiritualiste delle Sorelle Fox, l'Europa e gli Stati Uniti si vedono coinvolti in un diffuso movimento di interesse pubblico per le tecniche di contatto spirituale, per la Canalizzazione di messaggi spiritici, e per l'occultismo da essi derivato. Un pò dovunque nascono gruppi di ricercatori psichici, che si interessano allo Spiritismo, alla Telepatia, alla Veggenza, e a tutte le potenzialità psichiche inerenti all'individualità umana perfettamente sviluppata.

La letteratura Orientale sull'argomento, trasmessa dalla Società Teosofica di Elena Petrovna Blawatsky, conosce una grande diffusione, e il movimento culturale spiritualista, con tutte le sue diramazioni, costituisce ben presto il substrato implicito di una cultura interiore che permeerà di sé tutto il XIX secolo, protraendosi fino alla metà di quello successivo; ovvero fino alla sconfitta del Nazional Socialismo hitleriano.

Questa Corrente di pensiero e d'azione, tipicamente ariana, costituisce una reazione diretta contro la devastante diffusione delle ideologie e delle concezioni di matrice ebraica: materialistiche ed utilitaristiche, che relegano il divino, il sacro, l'ancestrale, e la ricerca simbolica, ed iniziatica, inerenti alla realizzazione spirituale dell'individuo, al ruolo marginale di eresie, di patologie, o di inutili passatempi.

Si tratta quindi, per gli “Ariani-Polari”, di opporsi, nettamente alla penetrazione corrosiva del Capitalismo industriale e Finanziario Internazionale, usando gli antidoti dell’ODHINISMO, e del BUDDHISMO ARYA, contro il veleno delle Religioni Giudeo Cristiane.

Bisogna non solo confutare, ma anche eliminare fattivamente le riduttive concezioni psicologiche Freudiane, nonché le perniciose suggestioni Comuniste e Marxiste, che non sono che le maschere intellettuali e populiste, indossate opportunisticamente da quegli stessi ebrei sionisti, che, a proprio esclusivo vantaggio, preparano per tutti gli altri popoli la schiavitù salariale, l’industrializzazione capitalistica, il lavaggio del cervello, e un selvaggio inurbamento consumistico.

Negli ultimi decenni del XIX secolo e fino al 1914, sorgono difatti, in Germania ed in Austria, associazioni e cenacoli che hanno i loro analoghi in Inghilterra, e la cui caratteristica consiste nel ritenersi depositari di un'antica sapienza primordiale: esoterica, magica, ed occulta. Nel 1867, un gruppo di studenti liceali viennesi, fonda l'associazione Die Telyn: un'arpa suonata dai bardi celtici del Galles meridionale.

 

 

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In questa associazione militano i futuri fondatori della socialdemocrazia austriaca, ammiratori di Nietzsche e Wagner, che collaboreranno per anni con Georg Ritter von Schönerer, il fondatore del movimento pangermanista a cui Hitler si richiama esplicitamente nel suo Mein Kampf. Il Cenacolo di Wagner a Bayreuth, propaga le idee razziali di de Gobineau, il cui libro: Saggio sull'ineguaglianza delle razze, è per Wagner e per i suoi discepoli un vero e proprio Vangelo. L’opera di Gobineau viene continuata dal genero inglese di Wagner: Houston Stewart Chamberlain, autore de: I Fondamenti del secolo XIX, a cui si richiamerà poi Il Mito del XX secolo, di Alfred Rosemberg, l'uomo più rappresentativo della cultura nazista, e stretto collaboratore di Hitler.

 

 

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Il Ponte Rosicruciano fra Germania ed Inghilterra, risale al XVII secolo, nel quadro di una cultura occultistica anti-cattolica, non estranea alla guerra di religione dei Trent'anni, che devasterà la Germania. Le speranze di un sostegno inglese ai protestanti tedeschi, dopo le nozze della figlia di Giacomo I con l'Elettore del Palatinato, sono state all'origine delle vicende del 1618-1620, culminate con la vittoria dei cattolici su Praga.

La sconfitta dei riformati segna anche il nuovo occultamento della corrente di pensiero, magico rosi-cruciano, che ha trovato il suo centro nella capitale Boema, sede della corte di Rodolfo II d'Ausburgo, in cui ha avuto un ruolo di primo piano Il Mago elisabettiano inglese John Dee. Il Movimento torna poi in Inghilterra, frazionandosi in piccoli gruppi, che operano dalla seconda metà del Seicento alla seconda metà dell'Ottocento.

La Società Rosicruciana di Wentworth Little, è la condensazione inglese di quei gruppi, e l'esoterismo rosicruciano converge, con il magismo delle Rune e del Kala, o linguaggio segreto, di von List, nella versione germanica di questa corrente: le Società del Vril, la Loggia Luminosa, e la Società Thule Gesellschaft. List fa parte del gruppo di germanisti antisemiti capeggiato da Scöhnerer, e diviene famoso nella comunità di artisti del quartiere Schwabing di Monaco, dove Hitler trascorre i suoi anni giovanili, dopo il periodo viennese e prima della guerra, e in cui fanno spicco Stefan George e Ludwig Klages, destinato a diventare uno dei massimi filosofi tedeschi.

Le idee di List si diffondono in Germania tramite Alfred Schuler e la sua cerchia, a cui Franziska von Reventlow dedica il romanzo autobiografico: Gli appunti del Signor Dame, del 1902; in cui descrive i membri di questo gruppo esoterico, noti come i Cosmici. L'Importanza attribuita al sangue, e alla razza, discende direttamente dall'antico culto druidico, che i membri del gruppo vogliono far rinascere.

Dalle Rune, SS, il cui segreto è studiato da List, viene l'Idea di un magico patto fra l'umanità e il Cosmo, mediato da un Eletto giunto dall'alto; un Archetipo, e un plasma eterno della Stirpe, di cui Hitler diviene il Corpo materiale e nazionale: l'Avatara. Da Ternhari, che dà alle stampe a Lipsia Lettera sulla svastika, la cui copertina è ornata di una figura astrale reggente una svastica fiammeggiante, viene il Simbolo che diverrà quello del partito Nazional Socialista . Il Nazismo crea una Religione di Stato, basata sul nazionalismo, sulla netta distinzione razziale, e sull'uso delle rune secondo le interpretazioni di Von List. I Nazisti introducono anche nuovi simboli runici, che indicano volontà di lottare, controllo e dominio.

Sig viene indicata come dominio, protezione e distacco, Tyr viene adottata dalla gioventù hitleriana, o Hitler Jugend, come proprio distintivo, per indicare dinamismo e coraggio; la runa Hagal, viene usata per indicare la salvaguardia della purezza razziale; tramite l'eugenetica.

 

 

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Espressione basilare di questa Cultura Magica, è la rivista Ostara, fondata nel 1905 da un seguace di von List: Jorg Lanz von Lebenfels, e di cui Hitler è assiduo lettore negli anni viennesi. Lanz istituisce un Castello dell'Ordine a Werfenstein, nell'Austria meridionale. Le sovvenzioni di alcuni industriali, gli permettono di acquistare la fortezza, sede di un Ordine maschile ario-eroico, destinato a divenire l'avanguardia ariana nel sanguinoso scontro con le razze inferiori e sub umane.

Gli Eroi ariani, sono una razza quasi estinta, le cui doti paranormali possono essere recuperate, attraverso un processo di attenta selezione genetica. Lanz, morto nel 1954, afferma che del suo ordine, che nel 1907 ha assunto la Svastica, o Croce Uncinata, come simbolo della lotta ariana, faceva parte anche il futuro ministro della Guerra inglese: Lord Kitchener.

Lanz propone concorsi di selezione razziale, in cui il concetto guida non è l'adesione esclusiva al Tipo fisico ariano, ma il talento della nuova razza, per la ri- acquisizione di doti paranormali e bioniche, appartenute agli Eroi ancestrali, ed ottenute durante la relazione di formazione inter- virile, per mezzo della Monta invasiva.

In questa cornice di arianesimo, e di eros intervirile occulto, si sviluppa il socialismo magico e neopagano di Hitler, che è intessuto di pratiche relative alla magia omosessuale, e ai Poteri speciali che ne derivano, e che possono fare, del Mago Ódhinico che le padroneggia, un Uomo- Dio. Esse saranno poi rese patrimonio esclusivo delle elites SS .

Nella Rivista Ostara, una biblioteca dei biondi e dei difensori dei diritti dell’UOMO, di Lanz von Liebenfels, si trattano soggetti come l’Origine della razza Ariana, la Storia dei Teutoni e dei popoli germanici in generale e si insegna che gli Ariani costituiscono il fiore della specie umana:una razza qualitativamente superiore, ovvero meglio dotata delle altre, perché prodotta geneticamente dagli “Dei”. La culla originaria degli “Uomini-Dei Ariani”, ovvero dei “migliori” viene situata in luoghi dai nomi evocativi, come Atlantide, Thule, Ipmerborea, Agartha, Shamballa.

La “Herrenrasse” o razza dei Nobili Arya, è stata indebolita dal meticciato, e dal contatto con gli Untermenschen, o sub-umani delle razze meno dotate. Durante il periodo del III Reich Nazional socialista, nei libri scolastici di Storia, si afferma che gli Ariani sono il popolo da cui provengono tutti gli altri; per decadimento e degenerazione razziale. Bisogna quindi attuare delle misure decise, per restituire alla Razza Ariana la sua primigenia purezza. Liebenfels è uno dei più accesi assertori di questa visione dell’evoluzione umana.

 

 

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Adolf Joseph Lanz von Liebenfels, nasce il 19 luglio 1874 a  Penzing, in Austria, da una famiglia piccolo-borghese e muore il 22 aprile 1954, a Vienna. Il giovane Adolf è attratto dalla mistica eroica, dagli Ordini Cavalleresco-Religiosi dei Templari, e dei Cavalieri Teutonici, e dall’Esoterismo Pagano. Dopo avere assolto, nel 1893 gli studi d’insegnamento secondario, Lanz entra come novizio presso i monaci Cistercensi. Studia la Storia dell’Austria, ma la sua attenzione si rivolge sempre più all’ambito dell’Occulto e dell’esoterico. Consacra gran parte del suo tempo allo studio dell’Astrologia, delle antiche Religioni pagane, e dell’Occultismo, appassionandosi alla Magia del Grahal. È proprio nel contesto di questi suoi studi, che egli viene a conoscenza degli scritti di Arthur de Gobineu, Elena Petrovna Blawatsky, e Guido von List.

Attratto anche dall’autore pangermanico Georg von Schönerer, Lanz diviene un Nazionalista Tedesco radicale, e in questo senso si interessa all’eugenismo e al ripristino delle doti della razza Ario-germanica. Nel 1894 ha una visione mistica che gli rivela il nucleo ideologico di ciò che poi formerà la sua azione e il suo progetto politico. Un giorno, si ferma dinanzi ad una pietra tombale su cui è scolpito un bizzarro bassorilievo, e ne riceve un’illuminazione. Un cavaliere templare lotta con una creatura simile ad un babbuino. Per Lanz questa è l’immagine dell’Ariano che respinge la minaccia rappresentata delle razze inferiori: Umano-animali.

Queste razze, sono nate dall’accoppiamento degli Dei nordici con degli uomini-scimmia, che sono gli antenati dei popoli di pelle scura del Sud. Attualmente la razza ariana è stata notevolmente indebolita, dai successivi incroci con le “Razze inferiori”, bisogna perciò adottare delle misure di Igiene Razziale, per ottenere nuovamente una razza più pura e più nobile.

Nel 1898, Lanz von Liebenfels viene consacrato Prete Cattolico, ma, un anno più tardi, dopo avere formato una corale di ragazzi viennesi: i Wiener Sängerknaben lascia gli ordini, in seguito ad uno scandalo per “amori carnali” e pedofilia.

Nel suo famoso libro apparso nel 1905: Theozoologia, oder die Kunde von den Sodom- Äfflingen und dem Götter-Elektron,(Theozoologia ovvero la notizia delle Scimmie femmina di Sodoma, e dell’ Elektron degli Dei.) Lanz propugna la purezza della razza dei Gottmenschen, gli Uomini divini, e invoca la sterilizzazione delle razze inferiori.

Le Donne non sposate e razzialmente valide, possono diventare delle “ Brutmütter”, o Madri riproduttrici, ed accoppiarsi con Ariani biondi e dagli occhi azzurri, nei Chiostri d’Elevazione, o Zuchtklöster, dove potrà venire rigenerata, sia fisicamente che mentalmente, la razza ariano- germanica. In Theozoologia, Lanz, basandosi su fonti archeologiche; mitologiche, religiose e paleontologiche, afferma che gli Ariani discendono in linea diretta da Entità divine extraterresti, venute dal Cielo, mentre le “razze inferiori” sono il risultato di ibridazioni genetiche con le “scimmie terrestri”: I Demoni e i Nani pelosi.

Lanz von Lebenfels dichiara l’esistenza passata di una razza rettiliana, basandosi sulle leggende relative ai dragoni e ad eroi dalla pelle cornea. Edgar Dacqué riprenderà l’idea nel 1928, nel suo libro: Mondo preistorico, leggende e umanità, postulando l’essistenza d’un lignaggio umanoide rettiliano, la cui pelle era coperta di scaglie, e precedente quello dell’ attuale umanità. Le Civiltà Sauriane vivrebbero, ancor oggi, all’interno della Terra Cava.

Gli Ariani germanici e nordici, sono i discendenti dei Nephilim, gli Dei discesi sulla Terra, mentre i non Ariani sono il risultato di un’unione carnale con dei Primati domestici, che servivano da oggetti di piacere sessuale ai Nephilim. Questa nuova Aryosophia, trova adepti nella grande borghesia viennese, e fra intellettuali del Nord Europa, come August Strimberg, che aderisce senza riserve alle tesi di Lanz von Liebenfels.

L’Umanizzazione, si sviluppò più rapidamente nelle regioni nordiche, dando luogo, nelle regioni del Nord Europa, ad una razza di super uomini, quando, nel resto del mondo, il livello di sviluppo era ancora “semi-umano”. Per Lanz i primi veri uomini erano gli Urgermanen, o Germani preistorici. Questa “specie divino-umana” si espanse allora su tutta la Terra, sottomettendo i “semi-umani”, ancora prossimi alle scimmie.

L’uomo moderno è il risultato di una mescolanza con questi Urgermani, che non solo hanno civilizzato gli Halbmenchen, o mezzi uomini, ma, mescolandosi ad essi, ne hanno elevato il livello evolutivo, facendoli accedere al rango di uomini. Così si sono evolute tutte le varie razze: Mediterranea, Nera e Gialla. Operando una severa selezione razziale, era possibile, secondo Lanz, ripristinare l’uomo bianco di razza pura, dotato dei poteri sovrannaturali di telepatia, divinazione, e guarigione.

Dopo la Guido von List Gesellschaft, nel 1905, Lanz fonda, nel 1907 l’Ordo Novi Templi;: ONT, che ha lo scopo di promuovere la coscienza della purezza della razza ariana. Il Castello di Werfenstein accoglierà fiuno a 300 membri, e il giorno di Natale del 1907, per la prima volta viene issata qui la bandiera che porta il simbolo della Swastika.

 

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Lanz consacra un fascicolo di Ostara al tema dei Megaliti, ciò che ci resta degli Uomoini Divini del Nord, e del loro Culto di Odhinn-Wotan. Con lo scoppio e la conclusione devastante della Ia Guerra Mondiale, che distrugge l’Austria- Ungheria Asburgica, e la Germania, Lanz designa l’ebraismo come il nemico naturale del popolo tedesco. Nel 1923, nel suo libro: Weltende und Weltwende, Fine del mondo e ribaltamento mondiale, egli denuncia un complotto mondiale degli ebrei, dei socialisti e dei massoni, facendone il tema principale delle sue pubblicazioni successive.

Nel 1925 Lanz si dichiara apertamente come il “maître a penser” di Adolf Hitler, e l’ispiuratore delle tesi Nazionalsocialiste, e continuerà a proclamarsi tale fino al 22 Aprile del 1954. Nell’Ordine Nero, che a Wevelsburg canalizza e focalizza con riti magici, gli Spiriti dei Teutoni e dei progenitori Ariani, non vi è alcuno spazio per il Cristianesimo giudaico, e per le sua Chiesa; né per le molte maschere e i troppi filoni della tradizione Kabalistica ebraica.

Nel 1940 l’Ahnenerbe, o Istituto per lo studio dell’Eredità ancestrale ariana, ottiene la messa al bando di tutte queste ramificazioni egregoriche ebraiche. Spariscono così velocemente, dalla Germania Hitleriana, la Massoneria, la Golden Dawn, i Teosofi, e gli Antroposofi di Rudol Steiner, benché quest’ultimo si dichiari apertamente filo-nazista. Le SS vogliono, difatti, ottenere il controllo assoluto sulla realtà esoterica e magica ariana, per rigenerare un Paganesimo Hitleriano, fondato sulla tradizione Ariana di Thule. Per questa ragione, e con lo stesso intento d’esclusività razziale, viene perseguita in Germania, l’omosessualità comune, difesa e propagandata da Ebrei come Magnus Hirschfield, mentre l’Eros intervirile, iniziatico e pedagogico, resta appannaggio e pratica delle elites nazionalsocialiste.


Il Nazismo fa proprie le concezioni magiche della realtà, comuni a tutti i gruppi occultisti ariani; germanici ed inglesi:

1. La storia che conosciamo è solo una parte della storia completa dell'Umanità.

2. Alcune élites d’iniziati conoscono e tramandano l'intera storia.

3. Essi si sono trasmessi, anche geneticamente, questo sapere, e una summa di conoscenze fisiche e psichiche, che conferiscono particolari poteri d'azione, sulla realtà materiale ed iperfisica.

4. Coloro che dispongono di questi Poteri e li trasmettono, debbono svolgere anche un ruolo politico, per gestire il futuro di una umanità ormai assoggettata dal semitismo, alla quale occorre restituire le doti e le caratteristiche ariane, che sono state rimosse, degenerate, o rese inattive.

5. Thule, la mitica Atlantide, è la vera patria degli Iperborei ariani.


Come Fuhrer, Hitler si ritiene erede del Potere dei Re di Thule, e fa cercare anche in Asia e in Tibet, la culla dell'umanità iperborea: Shambhalah, già intuita da Sven Hedin, scopritore delle sorgenti del Brahmaputra, nei suoi viaggi fra il 1899 e il 1902; alla ricerca delle Terre degli Arii. Hedin pubblica a Lipsia, nel 1905, il suo Nelle Nebbie dell'Asia, e, in questa stessa città, nel 1912, viene fondata una Germanen-Thule-Sekte, che anticipa il Germanen Orden del 1913, e la Thulegesellschaft del 1918; dalla quale deriva, direttamente, il Partito Nazionalsocialista. Sven Hedin sarà poi un sostenitore della Germania Hitleriana.


Adolf Hitler ritiene positivo il suo contatto con l'Occulto, e con le memorie akashiche della razza ariana, e per lui, i Superiori sconosciuti della Theosofia, altri non sono che i Saggi Iniziati del Passato Iperboreo. Per ritrovare notizie di Shambhalah, capitale del mitico regno di Agharti, o Asgardh, sede degli Dei e della saggezza primordiale degli Arii, è necessario riandare a Fabre d'Olivet: primo dei grandi occultisti del XIX secolo, fondatore di una psicurgia volta ad utilizzare appieno l'energia mentale, in modo da poter sondare le registrazioni akasiche dell'Ologramma Cosmico.

Fabre d'Olivet, elabora una straordinaria epopea, che dimostra la preminenza dei popoli celto- ariani, e il valore esemplare dell'impero teocratico, fondato dal druido Ram, nel 7000 a.C. Il continuatore della ricerca di Fabre d'Olivet, Saint-Yves d'Alveydre, teorico della Sinarchia spirituale, nel suo Mission de L'Inde en Europe, scritto nel 1887, e pubblicato nel 1910, riconduce la sede dell'antica sapienza dei Maghi Saggi a Shambhalah, capitale di Agharti.

 

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Di Agharti ha già parlato il console di Francia a Calcutta, Louis Jacolliot, estimatore di Swedemborg, Bohme e de Saint. Martin, e protagonista antiebraico della costruzione della Teoria Ariana, citando nei suoi libri: Bible dans l'Inde, Vie de Jezeus Kristna (1868) Kristna e il Cristo (1874), I Figli di Dio e le Tradizioni Indo-Europee (1873), La Genesi dell'umanità ( 1879), L'Olimpo Brahminico ( 1881), I Re i Preti e le Caste (1877), e negli altri suoi scritti, le tradizioni indiane che parlano della leggendaria terra di Agarthi.

Secondo questi scritti, le attuali civiltà provengono da un nucleo originario tradizionale, che è lo stesso per India, Asia Occiderntale ed Europa. Le razze semitiche e le indoeuropee, indistinte in partenza, si sono diversificate profondamente in un secondo periodo, quando la corruzione della razza e l'ibridismo con stirpi inferiori, hanno abbrutito i semiti, allontanandoli dalla Stirpe Ariana; rimasta pura. Un codice di Leggi dirige l'umanità Ariana: il Codice delle Leggi di Manu, nome che in India viene dato al legislatore divino, che è il Manes degli Egizi, e il Minosse dei Cretesi.

Gesù Cristo, è, per Jacolliot, la recente ri-proposizione di una antica tradizione indo-ariana: quella di Iezeus-Kristna, e Zarathustra è uno dei più grandi profeti dell'intera umanità; e non soltanto quello della Persia ariana. Secondo lo studioso, le Scuole dei Misteri sono indispensabili, alla durata del mondo, dato che solo gli iniziati sono in grado di mantenere, intatta, l'Armonia Universale; grazie ad un particolare tipo d’Energia, che essi soli conoscono e padroneggiano: il Vril.


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In un Passato antidiluviano, è esistita nel Nord dell'Europa una civilizzazione magica chiamata Thule, che ha posseduto ed usato questa energia straordinaria: il Vril, centro e sorgente del Superuomo futuro, e potere di cui l'uomo attuale utilizza, nelle vita ordinaria, soltanto un' infima parte. Chi percepisce e contatta l'energia del Vril, apprendendone l'uso e la padronanza, acquisisce su di sé un dominio volitivo ignoto agli uomini comuni, e può divenire un sovrano del mondo, perché la sua Forza Magica agisce su di esso e sulle creature come un potente agente magnetico.

Nel suo libro “I Figli di Dio e le Tradizioni Indo-Europee”, Jacolliot afferma di avere scoperto l'esistenza del Vril e il suo culto, in una corrente Religiosa Indiana coeva al Buddhismo: i Jaina di Mahavira, che hanno anch’essi per simbolo lo Swastika solare di Savitri. Il Jainismo di Mahavira, come il Buddhismo di Gautama Siddharta, è una delle conclusioni eterodosse del Brahmanesimo indù; una delle metodologie per liberarsi dal concatenamento delle esistenze samsariche, accedendo allo stato di Moksha: la Suprema liberazione. Questo atto di trascendenza liberatoria, esige l'uso consapevole di un’enorme carica vibrazionale ed energetica: quella del Vril, per l'appunto.


Questa Potenza magica, potrebbe essere usata per conquistare il mondo, ma Jainisti e Buddhisti operano oltre il mondo, con un distacco completo dalle cose terrene, e quindi, per esse, conquista e proselitismo sono atti insensati, contrari all'Ahimsa: l'azione non violenta. La scoperta del Vril fatta da Louis Jacolliot, appassiona molti occidentali, attratti dalla scienza esoterica tradizionale, e dopo averlo letto, un gruppo rosicruciano berlinese decide di fondare, in Inghilterra, la Loggia del Vril.


S.L. Mathers, Gran Maestro della Golden Dawn, ed iniziatore di Aleister Crowley, introduce nella Società iniziatica questa dottrina, che appare poi nel libro di un membro della stessa Golden Dawn: La Razza Futura, di Edward Bulwer Lytton: testo letto con passione dallo stesso Adolf Hitler, che vi vede una sorta di prototipo dei suoi progetti: la Razza Ariana del Futuro; quella voluta dal Re del Mondo, che vive a Shambala, in Agarthi.

 

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BOROBODUR E LA RICERCA

DI AGARTHA E SHAMBALA

 

La leggenda del Regno sotterraneo o astrale di Agartha (o Agarthi), e della sua capitale, la città di Shambala, si basa su tradizioni presenti in varie Religioni orientali e, particolarmente, in quella del Lamaismo Tantrico Buddhista Tibetano, dove Shambala costituisce il centro segreto della Dinastia dei Rigden, i Re Kalachakra, o sovrani occulti del Mondo.

Secondo le dottrine tibetane, Il Buddha ha manifestato il Mandala di Kalachakra, ed insegnato questo Tantra della Ruota del Tempo, per la prima volta a Java, al Re indonesiano Suchandra, nello stesso luogo in cui in seguito, nell'VIII secolo, il Re Sailendra, noto anche come Radjra Indra, farà progettare dal pandit indiano Guna Dharma Thera, e poi costruire, il Tempio Stupa di Borobodur; un Vajra Mandala produttore di Vril, capace di pacificare i quattro possenti vulcani della zona, e di contenere e preservare, nello stesso tempo, l'energia adamantina della sacra mente del Buddha.

 

 

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Si dice difatti, che l'immensa costruzione in pietra lavica di Borobodur serva proprio a proteggere la potente essenza del Vajra Tantra di Kalachakra; che in essa è stata racchiusa. La costruzione del complesso templare dura per tre generazioni: quella del Re Sailendra, di suo figlio Samanatunga, e della figlia di lui, Premo Darva Vardanje. Subito dopo il completamento dell'Opera, per proteggerla dalle distruzioni, ipotizzabili dopo l'invasione dei musulmani, e delle altre culture avverse al buddhismo, lo Stupa indonesiano di Borobodur viene coperto completamente di terra, assumendo l'aspetto di una semplice collina. Solo nel 1814, una missione di archeologi Danesi ed Inglesi, scopre e riporta alla luce il Tempio: La Montagna del Buddha; il ricettacolo originario del Lignaggio del Kalachakra di Shambala, che, come la bella Addormentata della fiaba, è rimasto sepolto e dormiente per più di mille anni.


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La tradizione Tibetana afferma che l'intero Tantra Radice di Kalachakra, un testo di 12.000 versi, è stato portato a Shambala dallo stesso Re Suchandra, e che da allora, a parte una breve sezione dal titolo: “Trattati sulle Iniziazioni” non è più riapparso sulla Terra. Esso può venire rivelato nuovamente nella sua interezza, solo se si attueranno, negli individui umani, le condizioni spirituali adatte alla sua piena comprensione.

Atisha, quando nel XI secolo si reca a Java, in Indonesia, per ricevere da Guru Serlingpa gli insegnamenti sulla Bodhicitta, scopre il Tantra della Ruota del Tempo, che è rimasto custodito nell'isola fin dai tempi del Buddha. Questo prezioso tesoro, viene riportato in India e diffuso; per far fronte all'energia distruttiva degli invasori stranieri, che all'epoca cercano di distruggere ed eliminare gli Insegnamenti degli Aryani Buddhisti.

Borobodur è quindi un Mandala di Saggezza Vajra- yana, e costituisce una mappa del sentiero tantrico. È costruito sulla base di un doppio Vajra o Dorje, in cui dimorano le 5 Famiglie dei Buddha: i 5 Dyani Buddha. Rivolti ognuno verso uno specifico punto cardinale, i Cinque Buddha Radice rappresentano l'aspetto mentale e spirituale originario, purificato da ogni afflizione e maculazione contingente. Ognuno di essi esegue un proprio Mudra, secondo la tradizione del Vajrayana.

La Costruzione ha 10 livelli, che corrispondono ai 10 Bhumi, o Stadi del sentiero spirituale, simili ai dieci livelli dell'albero della Vita in altre tradizioni. Si entra nel Mandala dal lato Est, e ci si trova di fronte alle 92 statue del Buddha Aksobya, Re del Lignaggio del Vajra, che corrisponde al Chakra del Cuore, al Mudra del Potere che dà Stabilità alla Mente, al Colore Blu, e che purifica dall'Odio; realizzando la Compassione e la Saggezza della natura “Vuota” dei fenomeni.

Seguendo il percorso solare orario intorno allo Stupa, si incontrano, a Sud, le 92 statue del Buddha Ratnasambhava, Re del Lignaggio del Gioiello, che corrisponde al Chakra dell'Ombelico, al Mudra della Generosità, al Colore Giallo, e che purifica dall'Orgoglio e dall'Avarizia, realizzando Generosità, umiltà, e la Saggezza dell' Equanimità; nel dare protezione e amore.

Proseguendo si giunge ad Ovest, alle 92 statue del Buddha Amithaba, Re del Lignaggio del Loto, che corrisponde al Chakra della Gola, al Mudra della Meditazione, al Colore Rosso, e che purifica dall'Avidità illimitata discriminante, realizzando la Soddisfazione, e la Saggezza della Consapevolezza Discriminante: della Parola sacra, e del Potere di Controllo su ogni espressione.

Si giunge infine a Nord, alle 92 statue del Buddha Amogasiddhi, Re del Lignaggio del Karma, che corrisponde al Chakra segreto, al Mudra che allontana ogni paura, al Colore Verde, e che purifica dalla Gelosia; realizzando la Gioia e la Saggezza che tutto compie: ovvero l'Azione Sacra.

Ad ogni circum-ambulazione, si sale di un livello o piano, così, dopo quattro giri completi, si giunge al quinto livello, dove, nelle quattro direzioni, sono disposte le 64 statue del Buddha Vairocana, Re del Lignaggio del Dharmachakra, e che corrisponde al Chakra del Capo, al Mudra che purifica l'Ignoranza, al Colore Bianco, e che realizza l'Intelligenza e la Saggezza simile allo specchio; il Corpo sacro, e il Potere di pacificazione.

Nei tre livelli successivi, si trovano 72 statue di Buddha Vajrasattva, con il Mudra del Dharmachakra, racchiuse in altrettanti stupa di pietra traforati a finestrelle. 32 al sesto livello, 24 al settimo e 16 all'ottavo. In cima, un enorme Stupa centrale corona la “Montagna dei 504 Buddha”.

Nei tempi antichi, questo sacro Mandala di pietra è stato usato per mostrare lo sviluppo del Sentiero Tantrico agli Iniziati del Vajrayana. Lungo le mura delle prime 5 terrazze quadrate, ci sono, difatti, 2700 pannelli scolpiti, che narrano la storia di Buddha e che aiutano a comprendere, immaginalmente, gli stadi e gli eventi del percorso spirituale da compiere.

I Mandala Vajrayana, come Borobodur, non vengono rappresentati solo nelle architetture templari, ma si presentano anche come dipinti permanenti (Tangke), come mandala di sabbia transitori, e come sculture tridimensionali che costituiscono, tutti dei supporti adatti alla meditazione e al rito.

Di questo Regno segreto di Shambala, si dà notizia nel già citato romanzo "The Power of thè coming race" di Lord Edward Bulwer - Lytton, membro della Golden Dawn di Londra, la confraternita magica di matrice rosacrociana, che vuole sviluppare, anch'essa, nell'uomo individuatosi, poteri e forze spirituali ancestrali. Nel suo libro, l'autore parla di un esploratore che scopre, nelle viscere della terra, un mondo stupendo e una comunità di esseri: una super razza da tempo scomparsa, i Vril-Ya, che possono emergere dal Regno sotterraneo attraverso uno dei varchi che lo collegano alla superficie; per ripristinare il loro potere anche sulla Terra.


"Cos’è il Vril?" Chiesi. Allora Zee iniziò una spiegazione di cui compresi ben poco, perché non c’è parola in nessuna lingua da me conosciuta che possa essere un esatto sinonimo del vril. Potrebbe essere chiamato elettricità, se non comprendesse nelle sue molteplici manifestazioni altre forze della natura a cui, nella nostra nomenclatura scientifica, vengono dati nomi diversi: come magnetismo, galvanismo ecc. Questa gente considera d’essere giunta, con il Vril, all’unificazione delle varfie energie, supposte e scoperte da vari rticercatori e filosofi, e che Faraday ha chiamato prudentemente “Correlazione”. Io ho da lungo tempo una mia opinione, ha dedtto questo sperimentatore; credo, come molti amanti della Gnosi naturale, che le varie forme sotto cui si manifestano le forze materiali, abbiano un’origine comune, o, in altri termini, siano così interrelate e reciprocamente interdipendenti, da essere convertibili, come accade, l’una nell’altra, e da possedere poteri equivalenti n ella loro azione.”

Questi filosofi sotterranei asseriscono che, attarverso un’operazione di Vril, che Faraday forse chiamerebbe “magnetismo atmosferico”, essi possono influenzare le variazioni di temperatura, ovvero il clima e il tempo; che con altre operazioni, simili a quelle ascritte al mesmerismo, alla elettro-biologia, alla Forza odica ecc, ma applicate scientificamente attraverso dei conduttori di Vril, essi possono esercitare la loro influenza sopra le menti e i corpi animali e vegetali, con effetti non minori di quelli riportati dai nostri mistici. A tutte queste manifestazioni attive, essi danno il nome di Vril.

Zed mi chiese se, nel mio mondo era noto che tutte le facoltà della mente potevano venire potenziate e rese assai veloci, ad un livello ignoto nello stato di veglia, dalla Trance, o Visione, in cui i pensieri di un cervello potevano venire trasmessi ad un altro, in modo che vi poteva essere un rapido interscambio della conoscenza.

Replicai che da noi circolavano molti racconti, relativi ad una simile trance o visione, e che molto avveo udito e qualcosa veduto, del modo in cui essi venivano ottenuti artificialmente, come chiaroveggenza mesmerica; ma che queste pratiche erano cadute in disuso, in parte a causa delle grossolane imposture a cui erano state soggette, e in parte perché, anche laddove gli effetti su cerfte costituzioni anomale, venivanoo prodotti genuinamente, essi risultavano insoddisfacenti ad un esame più attento, non essendo connessi a nessuna verità sistematica e a nessuno scopo pratico, e tendendo a produrre una credulità e una superstizione nocive.

Zed ascoltò le mie risposte con attenzione molto benevola, e disse che eventi simili relativi all’abuso della credulità, erano familiari anche alla loro propria esperienza scientifica, nell’infanzia della loro Conoscenza, e mentre le proprietà del Vril erano ancora malcomprese, ma mi avrebbe dato maggiori chiarimenti su questo soggetto, appena fossi stato pronto ad addentrarmi in esso. Tramite la loro evoluzione qualitativamente superiore, ottenuta usando i poteri energetici e mentali del Vril, i Vril-Ya, hanno ottenuto il controllo di questa occulta forza cosmica, il cui potere assoluto, deriva dal campo di energia eterica che circonda ogni oggetto ed essere vivente.

La conoscenza dell'uso di questa forza, porta il popolo sotterraneo a progettare la propria supremazia sulla Terra, con la sostituzione dell'attuale umanità degenerata. La forza cosmico- eterica del Vril, permette anche agli esseri umani di partecipare a questo potere naturale, che, se ben utilizzato, può costituire l'arma più potente mai utilizzata. Il Vril, la potenza energetica, consente, inoltre, di ritornare alla razza pura, bloccando il ciclo delle rinascite karmiche.

“ La parte più nobile ed intellettuale della popolazione, prese il controllo, tramite la graduale scoperta del potere latente contenuto nel Fluido onnipervadente che essi chimano Vril. Questo fluido era soggetto ad essere elevato, disciplinato e diretto nelle azioni più potenti sopra tutte le forme di materia, animata od inanimata. Esso poteva distruggere come il lampo della folgore, ma, applicato diversamente, rinvigoriva e ristorava la vita, la salute, e preeservava o curava da ogni malattia, o poteva ristabilire nell’organismo fisico l’equilibrio dei Poteri naturali di autoguarigione. Con la sua azione, esso penetrava attraverso la sostanza più solida, ed apriva valli per la coltura, attraverso le rocce de selvaggi sotterranei. Da esso proviene la luce che alimenta le loro lampade, più tenui e salutari di ogni altro materiale infiammabile usato precedentemente. Ma gli effetti più rimarchevoli, conseguenti alla scoperta dei modi di dirigere la più terribile forza del Vril, furono quelli sociali e politici.

Quando questi effetti divennero familiari e abilmente amministrati, la guerra fra gli scopritori del Vril cessò, perché essi portarono l’arte della distruzioner ad una tale perfezione, da annullare ogni superiorità relativa al numero, alla disciplina, o all’abilità militare. Il Fuoco contenuto nella capsula di una bacchetta, diretta dalla mano di un bambino, poteva annientare la più potente fortezza, o aprirsi la sua via ardente dal primo carro fino alla retroguardia di una imbattibile schiera. Se un esercito si scontrava con l’altro, ed entrembe padroneggiavano questa forza, non poteva esservi che la distruzione di entrambe.

L'Età della guerra finì, ma con il suo cessare divennero evidenti altri effetti sullo stato sociale. L’uomo era così completamente alla mercé dell’altro uomo, essendo ognun o in grado di annientare l’altro all’istante, che ogni nozione di governo, attuato attraverso la forza, svanì gradualmente dai sistemi politici, e da ogni formulazione legale. È solo con la forza che comunità disperse in grandi distanze, possono essere tenute assieme, ma ora non c’erano più la necessità dell’auto-preservazione, l’orgoglio dell’espansione, o il desiderio di superare in popolazione qualcun altro.

La scoperta del Vril sfociò, nel corso di poche generazeioni pacifiche, nella formazione di comunità d’ampiezza modesta. La mia tribù era limitata a 12.000 famiglie. Ogni Tribù occupava un territorio sufficiente alle sue necessità, e, in dati periodi, il surplus della popolazione partiva per cercare una propria sistemazione. Non era necessaria nessuna selerione arbitraria di questi emigranti; c ‘era sempre un numero sufficiente che voleva partire.

Questi piccoli Stati, rispetto a territorio e popolazione, appartenevano tutti ad una Famiglia Generale. Essi parlavano la stessa lingua, con lievi differenze dialettali. Si sposavano fra loro, mantenendo le stesse leggi e costumi, e, cosa più importante,condividevano la Conoscenza del Vril e delle sue applicazioni, in modo tale che la parola A-Vril, divenne sinonimo di civiltà; e Vril-ya che significava “Le Nazioni Civilizzate” fu il nome con cui si distinguevano le comunità che usavano il Vril, dagli Ana rimasti in uno stato di barbarie. I Vril-Ya hanno una lingua simile all’Ariano, o Indo-Germanico.

 

 

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La scoperta, da parte di Madame Blavatsky, di un misterioso fluido elettro-spirituale, molto simile al Vril, suscita molto scalpore nei circoli esoterici, che s’interessano dell'energia occulta. Inoltre, la stessa fondatrice della Teosofia descrive visioni di guerre, combattute da razze che fanno uso di poteri simili al Vril, ma nel suo caso, gli abitanti del Regno sotterraneo di Agartha sono entità benefiche; gli ultimi superstiti della grande razza ariana.

Alla ricerca della mitica Shambala, si pensa di nuovo grazie a Ferdinand A. Ossendowski, un ingegnere russo che, nel 1924, a Parigi, pubblica il Libro Bestie, Uomini e Dei, che rinverdisce il mito di Agharti, e descrive la sua esplorazione delle remote lande tibetane, alla ricerca di una “fortezza spirituale”, dove trovare la potenza magica necessaria a vincere le crescenti forze del male. Ossendowski fugge dalla Russia dei Soviet ebraici, andando ad Ovest e poi a Sud; nel tentativo di raggiungere questo baluardo mistico. Egli è affiliato al lignaggio iniziatico tibetana, Drug-Pa, che pratica il tantrismo, e vede, nella Rivoluzione Russa bolscevica, e nel Comunismo dei Soviet- Kahal, la congiura vittoriosa delle forze semite del male, analoghe a quelle energie degenerate e tenebrose che hanno sommerso le antiche terre di saggezza.

 

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A queste forze va contrapposto il principio solare, simboleggiato dalla Svastika, che campeggia anche sulle sue insegne; come era presente nell'ultimo carcere della Famiglia Imperiale Russa; massacrata ad Ekaterinenburg. Ossendowski viene criticato dall'esploratore Sven Hedin, che si reca più volte per conto delle SS a cercare la città perduta, per una descrizione di alcuni inattendibili itinerari, e per il plagio di una parte dell'opera di Saint-Yves d'Alveydre.

Ossendowski racconta il suo incontro con i saggi iniziati di Agarthi, la città sotterranea, dove il Re del Mondo guida i destini dell'uomo, conoscendone i pensieri ed indirizzandoli al bene. La città-regno è abitata da un popolo superiore, formato dai discendenti di Mu e di Atlantide. La luce miracolosa che illumina Agarthi dona loro la vita eterna, ed essi hanno a loro disposizione l'immensa biblioteca della città, che raccoglie tutto lo scibile delle razze pre-umane.

Il Libro di Ossendowski trova un sostenitore acceso in Renè Guènon, che nel suo libro: “ Il Re del Mondo” del 1927, si sforza di recuperare le molte tradizioni religiose che confermano, o seguono, le descrizioni di Ossendowski. Esaminando le tradizioni letterarie di Agarthi, o Agartha, Guenon cita Louis Jacolliot (1837-1890), di cui abbiamo già detto. L'Agharti, si dice, non è sempre stata sotterranea, né lo rimarrà per sempre.

Ossendowski precisa che il centro è divenuto sotterraneo, più di 6000 anni fa, all'inizio del Kali Yuga, e che la sua ricomparsa completa coincide con la fine di tale periodo; alla fine del 2000 d.C.
Questa Terra Sacra, è difesa da potenti guardiani, che la nascondono a coloro che non possiedono le qualità necessarie per penetrarvi. Guenon ritrova Agartha nel testo "Mission de l'Inde" dell'occultista Saint-Yves d'Alveydre, citandolo con attenzione. Guenon trova, nel sottofondo iniziatico delle grandi religioni, molte caratteristiche di Agarthi; per esempio il segno swastika , che è il simbolo della città sotterranea, viene utilizzato nelle culture religiose orientali, e nell'universo iniziatico occidentale; dall'ermetismo cristiano fino ai Templari.

Egli vede in questo simbolo, un significato di rotazione intorno ad un polo fisso, da cui si genera il movimento universale. In seguito, anche l'Italiano Julius Evola rivisita la macrostoria, e, nel suo Rivolta contro il Mondo Moderno, del 1930, ricompare la Shambhalah di Agharti.

 

 

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Gurdjeff, operante a Parigi negli anni '20 del XX secolo, dice che:

“Secondo una leggenda tibetana, trenta o quaranta secoli fa, esisteva nel Gobi un'altra civiltà. In seguito ad una catastrofe, forse atomica, il Gobi fu trasformato in un deserto, e gli scampati emigrarono; alcuni verso la punta Nord dell'Europa, altri verso il Caucaso. Il Dio Thor delle leggende nordiche, sarebbe stato uno degli eroi di questa migrazione della razza fondamentale dell'umanità:il ceppo ariano. Dopo il cataclisma, i maestri dell'alta civiltà, detentori della conoscenza, si installarono in un immenso sistema di caverne esistente sotto l'Himalaya. Nel cuore di queste caverne si divisero in due gruppi: della mano destra e della mano sinistra. La prima aveva il suo centro ad Agharti, luogo di non partecipazioneal mondo; la seconda a Shambahlah: città della violenza e della potenza, le cui forze comandano agli elementi, alle masse umane e affrettano l'arrivo dell'umanità alla cerniera dei tempi. Ai maghi condottieri di popoli, sarebbe possibile stabilire un legame e un patto con le energie di Shambahlah, che non si identifica ad Agharti, ma ne diviene l'opposto funzionale.

Grazie all'opera della Blavatsky, di Guenon, di Gurdjeff, e di filosofi come Julius Evola, il nucleo guida del nazismo si interessa di Agartha, e manda in Asia Centrale e nel Tibet, un gruppo di specialisti, tra cui l'antropologo Ernst Schaefer, alla ricerca del misterioso varco di entrata al regno sotterraneo. Queste spedizioni dimostrano che l'interesse di Hitler per Agarthi, deriva da due fattori: uno riguarda la razza superiore, che si è mantenuta pura, e che è dotata di poteri particolari e della sapienza Odhinica antico-germanica. Il secondo fattore è la misteriosa energia di cui essi fanno uso, il Vril, identificabile con la Forza cosmico eterica che pervade l'Universo, e che è accessibile solo a uomini e donne la cui genetica sia stata purificata dal contatto degradante e dalla commistione con razze inferiori.Solo costoro possono attingere al Vril e all'Unione Mistica con il Dio individuale, che ne consegue.

 

Le missioni delle SS Ahnenerbe negli anni '30, alla ricerca dei misteriosi varchi attraverso cui raggiungere il regno sotterraneo, si rivelano infruttuose; ma, dalle notizie rese disponibili ultimamente agli studiosi occidentali, dopo la de-classificazione dei documenti di guerra, emerge un aspetto sulla cui autenticità non vi sono dubbi: nel bunker di Berlino sono stati trovati i corpi di alcuni monaci tibetani. Si tratta di una possibile evidenza, del legame spirituale e ideologico con il regno di Agartha e di Shambala, a cui l'elite occulta del III Reich non ha mai rinunciato, tanto meno nel momento del proprio sacrificio finale.


In ogni caso, la presenza tibetana, fra le file naziste, nell'ora della apparente catastrofe, dimostra se non altro, l'esistenza di una assidua ricerca spirituale da parte di Adolf Hitler, che ha interpretato i simboli spirituali e le profezie, di cui è stato evidentemente messo a conoscenza, non come semplici verità interiori da meditare, ma anche, e soprattutto, come manifestazioni reali da realizzare esternamente.

Secondo gli insegnamenti tantrici Tibetani, Shambala è, difatti, l'esempio leggendario ed ancestrale di una società ariana razzialmente pura, i cui componenti hanno sviluppato completamente il loro potenziale umano più elevato. I praticanti del Vajrayana tantrico Kalachakra, sanno che Shambala esiste veramente, che è contattabile sui livelli sottili dello Specchio Cosmico dei Re Rigden, e che è stata una grande fortuna del Re, e del Popolo di Agarthi, ricevere le straordinarie istruzioni tantriche della Ruota del Tempo, Kalachakra: 2500 anni fa, dal Re e Bodhisattva Suchandra, che li ha ascoltati dal Buddha stesso, portandoli e diffondendoli poi in India; a Danukush, vicino ad Amarnath.

 

 

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Come risultato, della pratica collettiva di queste istruzioni, l'intero Regno di Shambala, con tutti i suoi abitanti e con il territorio in cui si trovava: Agarthi, si è smaterializzato, trasferendosi in un reame astrale superiore; ovvero al livello di una realtà più sottile e pura. Hitler sa che il popolo, ed i Re Rigden di Shambala osservano, da 2500 anni, l'umanità, aspettando che si presenti il momento opportuno per entrare nuovamente in contatto con coloro che sono pronti all'azione finale. Il Buddha ha difatti affidato, al Rigden di Shambala e al suo seguito di Re minori, Signori del Tempo e della Guerra, il compito di prendersi cura dell'energia vitale e spirituale della Razza ariana.

Secondo una Profezia, data del Buddha stesso, circa 2500 anni dopo il suo Paranirvana, ovvero nel 1918, il mondo sarà quasi totalmente sopraffatto dalle forze del male e dell'oscurità, e allora, il 25° Rigden, o Re di Shambala, Raudra Chakri, il grande condottiero, condurrà le sue schiere di eroi ed eroine nel mondo terreno; per combattervi la battaglia decisiva di Shambala, e per sottomettere coloro che sono privi di spiritualità e compassione: i Lalo, o Barbari sub umani, che, evidentemente Hitler identifica perfettamente con gli Ebrei e con i loro alleati e collaboratori.

La Battaglia di Shambala, continuerà ad oltranza, a dispetto delle possibili sconfitte belliche contingenti, finché le forze dell'Oscurità non saranno completamente annientate; dando così inizio ad una nuova Età spirituale dell'Oro. Hitler pensa, con ogni probabilità, d'essere il corrispettivo Germanico di una emanazione spazio temporale dei Chakravartin, o Re Rigden di Shambala, e proprio la sua presa di coscienza, del compito che egli stesso e il Popolo Tedesco devono svolgere, “Nel Tempo”, e la sua azione impersonale e incurante dei risultati, dimostrano che non ha torto, e indicano, nell'epoca del Terzo Reich hitleriano, il punto di riemersione, sul Pianeta Terra, della Pura energia atemporale, spirituale, e vitale di Shambala.

Questo primo risorgere, viene immediatamente ostacolato dalle forze oscure e contrarie allo Spirito Ariano: quelle dell'Ebraismo Internazionale, che, fin dal 1933 hanno dichiarato pubblicamente guerra alla Germania Hitleriana. Il conflitto mortale che ne segue, testimonia di una necessaria ed ulteriore violenta crisi di guarigione, che, iniziata nel 1918, non si è certo conclusa con la sconfitta Ario-Germanica del 1945.

La Guerra durerà ancora a lungo, dato che devono venire eliminate, o trasmutate, tutte quelle energie e quegli elementi che risultano, ormai, geneticamente e spiritualmente troppo degenerati; compromessi, o gravemente squilibrati. Per mezzo della pratica dell'autoguarigione individuale tantrica, è ancora e sempre possibile, rigettare queste perniciose influenze disgreganti e spiritualmente immiserenti; che si infiltrano e interconnettono a noi, tramite la loro azione capillare sul mondo esterno. Dobbiamo “Curarci” a livello corporeo grossolano, Mentale sottile, e Spirituale molto sottile. Il Buddha, insegnando il Tantra di Kalachakra, che rende padroni della Ruota del Tempo, ha detto parole che forse anche Adolf Hitler ha avuto la fortuna di intendere:

“ Come è per il mondo Esterno, così è per il mondo Interno.”

L’attuale Guerra di Shambala, è in realtà una grande battaglia fra le grandi forze positive e negative; sui livelli di esistenza esterni, interni , e segreti. Il Führer del Terzo Reich ha certo compreso, ad un certo punto, nel Bunker della Cancelleria, in compagnia dei Lama Tibetani, che lui e il suo popolo, pur non avendo cercato la guerra, hanno dovuto comunque accettarla, volerla e combatterla; con il suo carico di sangue e di carneficine.

Il primo livello della battaglia spirituale intrapresa dai Virya, avviene difatti, per prima cosa, al livello di comprensione e purificazione del corpo Fisico; con il Gesto che allontana la Paura, e attraversando e superando il terrore, e il disgusto del contatto reale nella mischia omicida. Compassione, Felicità, Beatitudine, e Comprensione illuminante: della interconnessione dei fenomeni, e degli esseri viventi, restano certamente i sigilli del Realizzato, ma la Guerra ariana di Shambala non può ridursi all'allegoria di una battaglia interiore e segreta, che pure è necessaria allo sviluppo individuale.

Bisogna eliminare non solo l'ignoranza, e la negatività della propria mente, ma anche le cause esterne di disturbo e distorsione, che provengono dalla malvagità distruttiva di agguerriti nemici, che rubano la nostra energia spirituale, uccidono le nostre opportunità di sviluppo, e demoliscono volontariamente, e con risultati devastanti, ogni traccia di Bellezza esteriore ed interiore.

 

 

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URVÖLK

 

Uno studioso indiano, Lokamanya Bal Gangadhar Tilak, pubblica nel 1903, a Poona, La Dimora artica dei Veda, che giunge a Parigi con l'autore, nel 1904; influenzando profondamente Renè Guènon. Tilak esprime,nella sua opera, la convinzione che l'Urvolk, ovvero gli Iperborei, che hanno dato origine agli Arii indo-europei e Tibetani, provengono dal Polo Artico. Una sua descrizione delle età geologiche e glaciali, chiarisce che, prima della attuale inclinazione accidentale dell'asse terrestre, provocata da un cataclisma cosmico, il Polo godeva di un clima molto favorevole all'insediamento di civiltà umane. E' stata l'inclinazione assiale, con il mutamento di clima che ne è seguito, a costringere gli Iperborei, o Urvolk, a scendere verso l'Eurasia; in un processo migratorio che si colloca fra gli 8 e i 10 mila anni fa.

Dai primi insediamenti, in India ed Egitto, si è giunti agli ultimi: in Grecia e a Roma; attraverso i Celti e i Germani. L'Indiano Tilak, che muore nel 1920, dà un contributo rilevante alla tradizione che fa, degli Arii, e degli Indo-Germani, i detentori di una antica sapienza, e i costruttori della civiltà ariana. La sua teoria, trova un continuatore particolarmente influente in Austria e Germania: Hans Horbiger, il cui giovane collaboratore, Horst Wessel, ucciso in uno scontro con i comunisti, diventa, con l'Horst Wessel Lied, e con la biografia scritta da Hans Heinz Ewers, l'eroe-tipo delle SS.

 

 

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La Cosmogonia glaciale di Hans Horbiger, che coincide con il Mito Cosmogonico Nordico, viene pubblicata nel 1913 da Philip Fauth, e viene poi rilanciata nel dopoguerra. Vi si sostiene, che la dinamica cosmica deriva dallo scontro fra la forza di attrazione del Fuoco, e quella di repulsione del Ghiaccio. Il sistema solare nasce dalla collisione tra un enorme corpo celeste, ad altissima temperatura, e un pianeta gigante; formato dall'accumularsi del ghiaccio cosmico.
La forza iniziale dell'esplosione li allontana; la gravitazione li attira verso la più vicina delle masse maggiori. Così la Luna cade sulla terra, provocando immani cataclismi. Nel corso di milioni di anni, si formano nuove Lune, captate dalla Terra; e Horbiger sostiene che, quella attuale, sia la quarta Luna. Ogni Luna ha segnato un'epoca geologica, perché sono la sua dimensione e la sua forza di gravità a determinare le forme di vita sulla Terra.

Nel momento in cui il satellite è più vicino, e dimensione e forza di gravità sono maggiori, si hanno, sulla terra, forme di vita gigantesche; perché maggiore è il peso che devono sopportare. Gli uomini risalgono alla seconda epoca geologica, e, quindici milioni di anni fa, nasce una civiltà di giganti telepati, dotati di enorme energia psichica, che viene distrutta dalla caduta della seconda Luna. I giganti superstiti si adattano al periodo della Terza Luna, più piccola e lontana. Ne rimane il ricordo nella mitologia, mentre nascono i nostri avi; più piccoli e mentalmente meno dotati, ma che si evolvono fino a costruire la Civiltà Mondiale di Atlantide, sotto la guida dei Re giganti superstiti, che sono ben consci che anche la terza luna cadrà: il che avviene centocinquantamila anni fa. L'umanità decade allo stadio animale. Nascono razze nane sotto un cielo senza luce.

Per 130.000 anni si ha una nuova evoluzione concentrata nelle zone del pianeta che si trovano vicino al Polo artico, ove sorge una nuova e più modesta Atlantide, che cresce fino a che, dodicimila anni fa, si forma la quarta Luna. La sua influenza determina nuovi cataclismi, rimasti nei ricordi dei vari Diluvi. I giganti degenerano, le civiltà umane decadono, ma in alcuni luoghi, dalla Cina all'Egitto, lentamente si ricostruiscono, nel ricordo di doti e sapienze antiche, embrioni isolati di nuove strutture culturali.

Gli uomini di quest'epoca hanno rimosso grandezze e apocalissi del passato, e l'origine del rapporto fra l'uomo e gli eventi cosmici, ai quali si può risalire solo conoscendo le grandi leggi dell'Universo; che non sono quelle di Newton o di Einstein. La loro scoperta, ad opera di Horbiger, segna la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova Era; in cui i conoscitori della nuova teoria, ritroveranno l'antica sapienza e gli antichi poteri degli Iniziati Ariani. Le affinità del pensiero di Horbiger, con i temi orientali delle epoche antidiluviane, appassionano Hitler e Himmler, e la sua dottrina viene sassociata al pensiero del Nazionalsocialismo magico.

Gli adepti hitleriani penetrano nel regno dell'esoterismo ario-germanico per ripulirlo dal marciume cabalistico, formulando una nuova liturgia odhinica, che ha come veicoli i gruppi elitari delle Schutzstaffen, o SS: le Squadre di Protezione Nazionalsocilaista. Le SS sono attivamente impegnate nella pratica della Magia Odhinica, ed eseguono i Riti per contattare le forze sovrumane della “Catena Ariana” che possono aiutarli e sostenerli nel compimento della propria missione: la Restaurazione di un Reich Tedesco, puramente Ariano; depurato da ogni mescolanza aliena e da ogni ibridante influsso Ebraico.

 

 

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Una gran parte della concezione di Hitler e degli altri leaders nazisti, è influenzata da questa tradizione culturale, diffusa e appresa negli anni della loro giovinezza e della loro formazione magico-politica. L'Antiebraismo nazista ha, difatti, una origine funzionale, legata alla cultura esoterica, in cui gli ebrei sono degli Undermensch: sotto-uomini; un popolo malato ed ibrido, che Mosè ha formato da gruppi di schiavi; fanatizzandoli ed aggregandoli nel culto dell'Egregoro Jahvé, e sottoponendoli ad una Legge esclusiva, raccolta in un insieme letterale che è un'accozzaglia di superstizioni eterogenee. Essi sono considerati come i veri ed irriducibili avversari della stirpe ariana, in quanto sono i depositari di una sapienza originaria già degenerata, e che essi hanno ulteriormente distorto.

Gli Ebrei sono i Maghi Neri di Atlantide, che vogliono usare le altre razze per i propri fini: di predominio e potere assoluto. Hitler sa di essere un restauratore del ruolo della razza Ariana nel mondo, e vuole allearsi all'Inghilterra, sino al viaggio di Hess del 1941; convinto che essa sia la partner ideale nella lotta al Bolscevismo; inteso come estrema manifestazione della Congiura Ebraica. Questa intenzione nazista, viene avversata dall'influenza ebraico-liberal- democratica, che si materializza, esteriormente, nella sciatta persona e nelle ambigue azioni di Winston Churchill.

 

 

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LA REVIVESCENZA ARIANA

 

La Revivescenza Aryana non resta affatto occulta, ma viene propagata, inizialmente fra l'Aristocrazia, e poi nei salotti dell'alta e media borghesia europea ed americana, dalla Teosofia di Elena Petrovna Blavatsky (1831 – 1891), la cui dottrina spirituale influisce profondamente sulla élite culturale del Partito Nazionalsocialista; costituendo, con le teorie di Guido von List e i progetti di Jörg Lanz von Liebenfels, il trait d'union tra la Rinascita del Germanesimo e l'ideologia mistica del III Reich.

Verso la fine del XIX sec. la Teosofia appare in grado di dare una risposta conclusiva e intelettivamente superiore al problema spirituale dell'uomo, e viene quindi salutata, al suo apparire, come un vero e proprio miracolo. Le sue idee si diffondono rapidamente in tutto il mondo, dalla Gran Bretagna all'India, e agli Stati Uniti, e, poiché essa si propone come Philosophia Perennis, ovvero come sintesi e superamento delle Grandi Religioni, la si stima in grado di offrire un accesso iniziatico ad ognuno, secondo il proprio credo, e oltre a quello; istituendo una pericolosa alternativa alla sedicente Fratellanza universale delle Società segrete ebraiche di stampo massonico.

Ben presto, la società viene Infiltrata e finanziata da elementi ebraici, che ne fanno la fortuna e che, dopo la morte della Blawatsky, si portano alla guida dei vari movimenti teosofici; assicurandosene il controllo e la completa adesione ai propri fini. Russa di origine, Madame Elena Petrovna Blavatsky sposa, a diciassette anni, un ufficiale dell'esercito, da cui si separa ben presto, lasciando la madrepatria per l'Oriente. Qui si dedica allo studio, e alla ricerca di un superiore significato della vita; ritorna in patria dopo dieci anni, con delle facoltà medianiche assai sviluppate, e dopo avere acquisita una profonda conoscenza esoterica.

Durante la pratica di un rito magico, si ferisce gravemente con una spada, e questo evento drammatico, unito alla mancanza di fondi, le toglie quella sicurezza di sé stessa che ha faticosamente acquisita. Dopo un’ulteriore sfortunata esperienza al Cairo, si trasferisce negli Stati Uniti dove trova, apparentemente, l'ambiente e le persone giuste per fondare, a New York, il 17 Novembre del 1875, la Società Teosofica.

Presto l'ideologia teosofica si diffonde in tutti gli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania e in India, dove nel 1879, ad Adyar, vicino a Madras, o Chennay, viene spostata la Sede della Società, dove, il 3 aprile 1905, si costituisce come Ente Morale. I Teosofi, uniti nel motto: “Non Vi è Religione più elevata della Verità”, non riconoscono come vincolo una professione di fede, ma la ricerca del vero. La Società Teosofica si propone di ricondurre l'uomo, prigioniero della nuova visione materialistica, e dei dogmi ecclesiali e Religiosi di matrice ebraica, alle fonti dell'antica sapienza ariana; attingendo soprattutto a quelle Orientali.

L'accesso a queste fonti, è iniziatico, ed è affidato ad esperienze di tipo intuitivo, meditativo e di canalizzazione o trance medianica. Attraverso queste eperienze individuali, è possibile comprendere direttamente le rivelazioni dei “Maestri Interiori Invisibili”, custodi dell'umanità, e origine di ogni ispirazione teosofica. La Blavatsky, che fin da bambina ha manifestato dei poteri extrasensoriali, intraprende un lungo viaggio in Tibet, dove alcuni testi occulti, come le Stanze di Dzyan, la portano a conoscere i misteri dell'universo, e il corso futuro della storia. Si dedica. allora, allo studio delle Religioni più antiche, tentandone una sintesi spirituale, e, per il suo lavoro si avvale di parecchi collaboratori, producendo una serie di lavori che realizzano un ponte tra la cultura gnostico- rosicruciana, e la Scienza del XIX secolo.

La Teosofia si presenta come una metodologia d’indagine, che mira a sviluppare le facoltà latenti nell'uomo; risvegliandole, per ottenere una superiore conoscenza spirituale. Allo stesso tempo, essa si pone come sintesi dei grandi insegnamenti spirituali, e produce, a tale scopo, studi, ricerche, e traduzioni di molti libri sacri orientali. Il successo di questa operazione, stimola l'interesse per gli altri Testi Sapienziali Orientali; creando, in Europa, una vera e propria tendenza di pensiero. L'indagine della Blawatsky si concentra sulla Dottrina Segreta, che essa pone alla base di tutte le correnti spirituali mondiali; in modo particolare di quella egiziana.

In "Isis Unveiled" ("Iside Svelata", del 1877) compie una rielaborazione sintetica delle religioni moderne, alla luce della sapienza egizia. Nel 1879, con lo spostamento della Società in India, si osserva una progressiva riorganizzazione della Teosofia, che inizia ad esplorare l'universo del sapere segreto orientale, ed in modo particolare quello del Tibet, che diviene, da allora in poi, il fulcro gnostico privilegiato dalla Società Teosofica.

Ne "La dottrina segreta" (1888) la Blavatsky sostiene di aver ricevuto, in stato di trance autoindotta, la visione di un testo: le Stanze di Dzyan; dimenticato in un monastero sotterraneo nella catena dell'Himalaya. La rivelazione si concentra sui resti di un'antichissima civiltà, fiorita in quello che oggi è il deserto del Gobi, e che essa ha lasciato per vivere nelle viscere della terra; nei due misteriosi Regni sotterranei di Shamballa e Agartha.

Nel testo, si descrive l'evoluzione umana e cosmica, dall'età del predominio del fuoco, sino all'etere; e si considera la Storia umana, come una degenerazione: dallo stato dell'uomo divino, a quello dell'uomo attuale. In questo testo, l'autrice utilizza i segni e i simboli della “trìskell” e dello "swastika", e fa entrare quest'antico simbolo solare e galattico, di abbondanza, dono e felicità, nel Sigillo della propria Società Teosofica.

Questa riapparizione, nel modo occidentale, del simbolo che poi verrà associato alla Germania nazista, costituisce un punto di svolta nel processo di revivescenza ariana in Europa, dato che da questo momento, la grande maggioranza degli ideologi volkisch utilizzerà, come proprio simbolo, questo sigillo Odhinico-Wothanico e solare: glifo della sapienza ancestrale ariana. Dai movimenti Volkisch, la swastika passa alla Thule Gesellschaft, e poi ad Adolf Hitler. Dopo la morte della Blawatsky, nel 1891, aderiscono alla Teosofia anche orientalisti come Sir John Woodroffe, alias Arthur Avalon, autore dei primi studi occidentali sul tantrismo: Shakti e Shakta, e il Potere del Serpente; e la tibetologa Alexandra David Neel, che scrive: Mistici e maghi del Tibet, Mipam, Magia e stregoneria Tibetana, Le dottrine Tibetane Segrete, e molti altri saggi.

Dopo la Blawatski, e la presidenza alla guida della Società Teosofica di Annie Besant, affiancata da Leadbetter, è improntata sull'avvento del Maestro atteso, colui che incarnerà in sé il Buddha Maytreya; divenendo la guida dell'intero movimento. Il prescelto per questo ruolo è Juddu Ananada Krishnamurti, che, dal punto di vista delle aspettative teosofiche e mondiali, si rivelerà, nel momento decisivo del 1929, un fiasco completo. Krishnamurti, difatti, a dispetto delle proprie innegabili qualità, rifiuta il ruolo di “Corpo di Manifestazione del Buddha Maytreya”, e prende una propria strada, completamente staccata dalla Teosofia; interpretando, dal 1930, fino alla sua morte, nel 1986, il ruolo di Istruttore Temporaneo di una anti-iniziatica ascesi-fai-da te.

Prima della sua crisi krishnamurtiana, la Società Teosofica si espande fino ad ottenere l'appoggio della Corona Britannica, ma, al suo interno si verifica ben presto uno scisma di notevole rilievo: nel 1902, il teosofo svizzero Rudolf Steiner, capo del ramo tedesco del movimento, contrappone all'indofilia della Besant, la propria Antroposofia Cristiana, che vede confluire, nelle proprie file, la maggior parte dei teosofi dell'Europa continentale.

Steiner fonda nel 1913, la Società Antroposofica, con sede a Dornach, nel tempio del Goethaneum, potenziando i mezzi conoscitivi umani mediante pratiche di meditazione e di concentrazione. Con l'avvento al potere di Adolf Hitler, le divergenze fra Teosofi ed Antroposofi acquistano connotazioni politiche assai decise, dato che Steiner è un aperto e acceso sostenitore del movimento nazionalsocialista, e non solo afferma che Hitler incarna la “Luce dell'Arcangelo Michele”, ma, dalla sua sede svizzera, diffonde una visione esoterica della politica contemporanea, che è completamente a favore del Terzo Reich.

Secondo Steiner, la società moderna ha ridotto la funzione del pensiero a mera organizzazione logica del reale, mentre la natura pensante dell'Essere individuale, il Nous, se usato al meglio delle sue possibilità, può rigenerare completamente i contenuti del mondo esterno, trasformandolo e valorizzandolo con le proprie gualità, e con simboli imperituri. Nello stesso periodo, il filosofo italiano Julius Evola, sviluppa il suo sistema dell' ”Idealismo magico”, che poi verrà ripreso dall'antroposofo Massimo Scaligero.

Mentre la dottrina e le tesi antisemite della Blawatsky e di Steiner, acquistano sempre più credito, in Germania si creano numerose cerchie di cultori dell' Odhinismo e del wotanismo solare, che si rifanno, parzialmente, alle    redazioni teosofiche delle dottrine ariane orientali; dell'Induismo e del Buddhismo, e, in parte, a tradizioni ancestrali germaniche.

La Teosofia dà quindi il via ad una serie di molteplici ricerche e speculazioni, di natura esoterica ed iniziatica, che si innestano nell'Hitlerismo tramite due personalità di grande rilievo: Guido von List e Jorg Lanz von Liebenfels. Nell'attività di Guido von List (1848-1919) confluiscono una serie di fattori che lo rendono un personaggio unico e originale di studioso: uno storico occultista volkisch, teorizzatore di uno stato teocratico Wotanico- Odhinico.

Dal 1902 al 1919, List lavora alla restaurazione di ciò che egli chiama "Armamentum", e fonda la Guido-von-List-gesellshaft, per sostenere le sue ricerche ariosofiche, e l'Armannen Orden, che svolge le funzioni esoteriche nella sua Società neo-ariana.

 

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GUIDO VON LIST

E IL SEGRETO DELLE RUNE.

 

“Approfitta della Guerra, ragazzo, perché la Pace sarà terribile”.

E la Pax Romana, o meglio levantina, imposta alla Germania sconfitta, nel 1918, si dimostra veramente tremenda. Migliaia di soldati reduci dal fronte, rifiutano di arrendersi al giudizio dei vincitori, e si arruolano nei Freikorps antibolsceviki, che già hanno individuato, come mortali nemici della Veltangschauung tedesca, le democrazie capitalistiche ebraico occidentali, e il comunismo ebraico-marxista dei sovietici: longa manu della Finanza Mondiale Cosmopolita.

Molti militari tedeschi impugnano le armi contro i burattini della Repubblica di Weimar, in nome della rivincita nazionale e della Volkgemeinschaft; in una rielaborazione attiva delle ideologie pangermaniche e volkisch d'anteguerra. È in questa composita moltitudine che il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, ottiene il consenso di popolo, necessario a conseguire il potere nel 1933; instaurando, sulle terre germaniche, e poi sull'Europa continentale, il dominio dello Swastika ariano.

Il Nazionalsocialismo non rappresenta affatto una parentesi irragionevole nella storia Tedesca, come pretenderebbe la Storia scritta dai vincitori del 1945, ma la fioritura politica di una precisa Visione del mondo, strutturatasi per più di un secolo. Le sue radici affondano nelle mille sfaccettature del pensiero Völkisch. Völkisch è la stretta comunanza di idee e sentimenti, che amalgamano le genti germaniche, un 'legame' che, attraverso la concezione genetica e storica di Stirpe o Razza:    Il Völk, unisce indissolubilmente, ad uno stesso Destino e ad una sola Missione, gli appartenenti allo stesso popolo.

Il Nazionalsocialismo trasforma, questo preciso credo metafisico e tradizionale, in un programma politico concreto, riformulandolo come una compiuta ideologia nazionale e popolare. Hitler, e i precursori del suo movimento, rigenerano il filone nazionalistico, antisemita, antiborghese e anticomunista: bolscevico e marxista, inglobandolo nella Visione nazista.


A questa rielaborazione contribuisce ovviamente anche l'ideologia di Guido von List, che ritiene, come anche Hitler, di essere un Artista inviato da Dio; non dal Dio cristiano, ovviamente, ma da Odhinn-Wotan, per salvare il mondo germanico. Il Potere di Adolf Hitler in Germania, dura solo 12 anni, densi di avvenimenti che hanno sigillato, con il proprio carisma, una intera generazione che ha fatto l'intensa esperienza del Nazismo e dell'Hitlerianesimo, come i mistici fanno, talvolta, quella della Rivelazione Interiore; incomunicabile a chi non abbia partecipato ai fatti.

I ripensamenti posteriori sul Nazional socialismo, e sulle sue radici misteriosofiche, non appartengono agli Ariani, cioè agli unici che hanno fatto direttamente, e correttamente, l'esperienza spirituale del Reich; ma ai nemici giurati del paradigma geniale hitleriano. Costoro, da vincitori, hanno condotto e costretto il racconto della Storia di quell'Epoca, sui binari obbligati di una propria revisione ebraicizzata del Nazismo; in una distorsione opportunistica che non si è conclusa, né potrà mai finire, perché l' ebraismo sionista imperante e l'Ariosofia Germanica, sono due realtà antitetiche: laddove l'una sussista, non vi è alcuno spazio per l'altra.

Meglio quindi affermare, come sentiamo ripetere da decenni, che il Nazismo hitleriano è stato una “follia collettiva”, o “ l'Impero del male”, piuttosto che ammettere, o far trapelare che èsso è stato il frutto, amorevolmente preparato, di una Rinascita del Genio della Stirpe Ariana, oppressa da più di un millennio di dottrine ebraiche: giudaico cristiane o islamiche; comunque aliene allo spirito della Razza Germanica.

Gli storici ebrei, ebraicizzati, o “accademici”, che affrontano il fenomeno Völkisch tedesco, la Revivescenza Ariana e runica, o il Periodo storico del Nazismo, negano in esso, a causa delle proprie ovvie e assai pesanti opzioni pregiudiziali, il riaffiorare, prepotente, di un effettivo impulso religioso e spirituale Ariano; scisso dalle religioni di matrice ebraica.

Perciò si affrettano a liquidarlo con interpretazioni posticce, che, pretendendo di relegarlo al semplice fanatismo di massa, non spiegano nulla; ma indicano, con questo termine più che abusato, la presenza di una illuminazione interiore collettiva, che nel Nazismo è apparsa in superficie. La Germania e i Tedeschi del 1933, non hanno fatto nessun tuffo imprevisto e misterioso nella Barbarie; ma, semmai, si sono risvegliati, dopo più di un millennio di sonni avvinazzati e drogati, dalla menomazione degradante della rozza inciviltà ebraico cristiana; accorgendosi finalmente che la loro razza, e il loro Lignaggio ancestrale, correvano il pericolo estremo dell'annientamento.

Quello della Germania Hitleriana, è stato lo sforzo di un popolo, per sottrarsi al Comunismo, al Materialismo semita, e al Capitalismo globale e Cosmopolita, ovvero multi-razziale, voluto dai burattinai ebrei della Finanza e dell'industria pesante internazionale. Solo chiarendo il fatto che esiste, da duemila anni, una lotta senza quartiere degli Ebrei contro gli Ariani, e tutto ciò che non è ebraico, diviene possibile comprendere le emozioni vissute dai giovani tedeschi dell'Inizio del XIX secolo, e di coloro hanno visto, con i propri occhi, le cause e gli effetti dello sfacelo degli Imperi Centrali: disgusto, ribellione, lotta ad oltranza ai distruttori dell'Anima e dello Spirito Ariani.

Il Nazismo hitleriano non è, difatti, che un primo precrio affiorare di un Movimento di rinascita spirituale Ariana: un fenomeno permanente, che pur sconfitto, non si è esaurito, nelle sue intime ragioni d'essere, in quei 12 anni di affioramento storico. Degno d’attenzione, è il necrologio, apparso il 24 maggio 1919,    sul quotidiano    bavarese    "Mùnchener Beobachter" in occasione della morte di Guido von List. Un anno più tardi, il giornale muterà il suo nome, divenendo "Vòlkischer Beobachter" e, dopo qualche mese, il NSDAP lo trasformerà nel proprio organo di stampa ufficiale. Il necrologio, scritto da Philipp Stauff, è soltanto uno, degli innumerevoli esempi, che dimostrano come il retroterra culturale del Nazionalsocialismo, sia assai ben definito culturalmente ed ideologicamente, il Nazismo non è nato dal nulla, ma affonda nel movimentoVölkisch le sue profonde radici.


Guido von (Karl Anton) List, nato a Vienna il 5 Ottobre 1848, morto a Berlino il 17 maggio 1919, e Cremato a Leipzig, viene posto, l’8 Ottobre del 1919 nel Cimitero centrale di Vienna, Zentralfriedhof, nell’ 11°
Distretto di Simmering; nel loculo KNLH 413.

“Riconosciuto come un esperto di linguistica e mitologia Indo-Europea Germanica, Guido von List è stato l’indiscusso “ Gran Sacerdote” della rinascenza occulta germanica, dell’inizio del XX° secolo. Il suo interesse di lunga data, per l’occultismo, ha avuto inizio in seguito ad una operazione agli occhi, da lui subita nel 1902, e che lo ha lasciato virtualmente cieco per parecchi mesi. Durante questo periodo di tempo, si dice che le Rune gli si siano rivelate, svelandogli una completa cosmologia, e dandogli una comprensione esoterica dei popoli originari Ario- Teutonici. Le Rune sono diventate, così, la pietra angolare di un’ideologia che List ha poi sviluppato in più di dieci volumi di studi esoterici.”

 

 

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Von List è, indubitabilmente, la figura più importante della Reviviscenza Runica, sul finire del Diciannovesimo secolo, e al principîo del Ventesimo, dato che ha rigenerato la Mistica, l’Arte, e la Saggezza magica, della Tradizione Germanica. È il primo scrittore volkish ad unificare l’ideologia Ariosofica e la Magia Odhinica delle Rune, divenendo il Maestro, e il Veggente, che ha riportato in vita il passato Ariano, e Germanico, dell’Austria; liberandolo da ogni influsso straniero: proveniente dalla Cultura Giudaico Cristiana.

Lo stesso List, ritiene, come poi Adolf Hitler, di essere un artista inviato da Dio, non dal Dio cristiano, ovviamente, ma da Odhinn o Wotan, per salvare il mondo germanico. Nel suo libro apparso nel 1898, Der Unbessiegbare, Ein Grundzug germanischer Weltangschauung, l’Invincibile, Un trattato sulla concezione germanica del mondo, List ha scritto una sorta di Atto di Fede Tedesca. Basandosi sulle vecchie leggende germeniche, egli descrive la figura d’un “Salvatore”. Il vendicatore del Dio Odhinn, verrà per restaurarne il culto, e per riportare la razza germanica al suo splendore.

Il Messaggio, portato dal Nazionalsocialismo, erede diretto del Pangermanesimo volkisch, implica, dunque, non tanto il problema di una nuova, ed irrazionale, barbarie gotica incipiente, ma la rivelazione dei danni che l'ebraismo ha già prodotto, con le sue varianti opportunistiche, nel tessuto immaginale e psichico dei popoli ariani.

Il rigetto totale del Nazionalsocialismo svela, quindi, la fondata, vivida, ed assai razionale preoccupazione degli Ebrei, per essere stati smascherati nel loro programma, più che millenario, di infiltrare e soppiantare ogni civiltà ed ogni spiritualità, che non sia la loro, distruggendone le radici e le effettive possibilità di sussistenza.

Il Rinascimento hitleriano nasce da un rendersi conto, del Popolo Tedesco, del fatto che dietro la scorza del parlamentarismo, del liberalismo, e della democrazia, c'è il ghigno ed il tornaconto degli ebrei: siano essi Banchieri, Mercanti d'armi, Petrolieri, Industriali, Rivoluzionari marxisti, Assassini Comunisti, Fratelli Massoni, o indefessi e ben pilotati Intellettuali. Artisti, Filosofi, Medici, e Psicologi.

Il Nazismo, in questo senso, costituisce il moto verticale di un nuovo Rinascimento Ariano e Gotico: Europeo. Non un tardo epigono del Rinascimento Italiano del XV secolo, con i suoi dinamismi orizzontali, materuialista e falsamente classicheggiante: lussuoso giocattolo di propaganda, voluto dai cambiavalute e degli usurai ebrei fiorentini, italiani od Olandesi, come i Medici o i Függer.

Non si tratta certo, per i Nazisti, di promuovere alcun commercio di oro o di anime, usando il grimaldello immaginale e le abilità di Artisti di Corte o di Chiesa, che non sono, a ben vedere, che scaltri merciaiuòli ed avide puttane, che lavorano su commissione, come esecutori di un'Arte inutile, pomposa e priva d'Anima. Il Rinascimento Ariano è, invece, quello di un Popolo che ha visto giungere il momento del proprio riscatto: la resa dei conti per i propri oppressori, e la possibilità di un trionfo integrale sui propri miserabili nemici.

Il Nazismo è il Trionfo della Volontà Odhinica di un Genio; espresso da un intero Popolo attraverso il proprio Avatara o Führer: il Condottiero in una Battaglia spirituale ed animica senza precedenti storici. I documenti lasciati dall'Hitlerismo sono la testimonianza dell'azione dello Spirito della Stirpe Germanica: Odhinn-Wodhan, sulla materia plastica del suo popolo e dei suoi eletti; il frutto di un violento risveglio alla Realtà, da parte di un’intera Nazione, resasi conto di essere stata a lungo ipnotizzata, raggirata, e oppressa.

 

 

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Guido Karl Anton List, nasce da una famiglia benestante della media borghesia viennese, il 5 ottobre 1848, e, fin da giovane, dimostra un interesse speciale per gli antichi Dèi Germanici, sentendosi particolarmente attratto dall'Archetipo di Odhinn-Wotan; il Dio degli Dèi. Dai genitori eredita la passione delle gite all'aria aperta, che eccitano la sua indole romantica, mistica e contemplativa. Come molti giovani dell'epoca, entra nel movimento Wandervogel, di Blüher, e pratica vari sport a contatto con la natura.

Queste escursioni, esercitano un potente influsso sulla sua personalità, facendo scoprire al giovane List il proprio legame profondo con l’ambiente, e il fascino delle foreste germaniche, dove i suoi avi hanno combattuto per la propria libertà; fisica e spirituale. Queste prime esperienze, estetico - estatiche, e gli ideali dei Wandervogel, si imprimono a fondo nella sua anima, spingendolo ad una ricerca storica, per scoprire le origini genetiche, animiche, spirituali, e culturali della razza tedesca. Ama i monumenti antichi, disseminati per la campagna, celebrandoli anche con i pennelli e con brevi scritti poetici.

Nei suoi Deutsch-Mythologische Land-schaftsbilder, pubblicati in un unico volume nel 1894, spiccano le raffigurazioni di castelli e megaliti preistorici, ricchi di aura e di mistero; oltre che immagini delle vallate e dei monti austriaci e moravi. L'adolescente List esprime le sue naturali predisposizioni artistiche, immettendole in una tradizione popolare, che magnifica la grandezza del passato; anche mentre l'Impero degli Asburgo diventa sempre più chiaramente una Mescolanza imbastardita di etnie e culture diverse; in un'evoluzione che List, come poi Hitler, e come tutti i movimenti vólkisch, criticano duramente.

Prima ancora di rifiutare la decadenza dell'Impero Austro-Ungarico, al giovanissimo List capita un episodio che influenza i suoi pensieri nei confronti del cristianesimo. All'età di 14 anni, accompagna suo padre, e alcuni amici, a visitare le catacombe della cattedrale di Santo Stefano, a Vienna. Nel buio dei cunicoli, lo impressionano fortemente i "resti di un altare pagano” sopra cui è stata edificata la Chiesa. La predisposizione mistica di List per l'antichità germanica, vede in quell’altare oppressivo un simbolo, e da quel giorno, il giovane intraprende la sua lotta per le Origini Germaniche.

Se da un lato segue i desideri paterni, studiando in una scuola commerciale, dall'altro continua a produrre idee, e immagini che esprimono i contenuti animici e i miti della sua stirpe, alternando lunghi e, per lui, monotoni periodi di vita comune, con momenti di meditazione, che riguardano il passato, il presente e il futuro del suo Lignaggio e dei suoi simili.

Congeniali alle sue idee metafisiche, si dimostrano le escursioni in montagna. Nel 1871 List s’iscrive ali' Òsterreichischer Alpenverein (Associazione Alpina Austriaca), di cui diviene segretario. Come lui, e altrettanto interessati allo sviluppo di concetti trascendentali, attraverso ascensioni alpinistiche, si dimostrano i pensatori della destra aristocratica e tradizionale europea: Julius Evola, con Meditazioni delle vette, e Renè Daumal, con Il Monte Analogo.

lllustri artisti, del resto, immortalano le tematiche del solitario viandante Odhinico, assiso in cima alle vette, per ritrovare l’elevazione e il Picco del proprio Spirito. Famoso è il celeberrimo quadro di Caspar David Friedrich, "Viandante su un banco di nebbia". Friedrich Nietzsche, il cantore dell' Ubermensch, o Superuomo, scrive le sue pagine più profonde ed intense dopo aver compiuto delle escursioni collinari, ed egli descrive il profeta ariano, Zarathustra, come un pensatore che, dopo anni di romitaggio, prova il desiderio - sbagliato - di ritornare tra gli uomini. Guido von List appartiene al novero di tali pensatori. I suoi contemporanei lo definiscono mistico, dato che celebra puntualmente le importanti festività dei Solstizi, date basilari dell'Asatru; la religione europea pre-cristiana.

Nel volume di Balzli, troviamo alcune descrizioni dei solstizi estivi, celebrati da List e da altri amici. Anche con condizioni meteorologiche difficili, List trascorre la notte del Solstizio all’aperto, come ha fatto nei pressi delle rovine romane di Petronell-Carnutum, sulla via di Bratislava, lungo il Danubio, dove nel 1875, ha celebrato il 1500° anniversario, della vittoria di Arminio, capo delle tribù di Germani, sulle truppe romane. Quella notte egli ha disposto le fiaccole votive a forma di swastika, sotto l’Heidentor, o “Porta dei Pagani”, un Tetrapylon romano a 4 archi.

Nel 6 d.C, il generale romano che diventerà l’Imperatore Tiberio, ha fatto costruire in questo luogo una piazzaforte fortificata, per permettere alle sue legioni di passarvi l’inverno. Da Carnuntum è possibile sorvegliare l’intera valle del Danubio, e la città diviene, ben presto, la capitale della Pannonia Superiore, regione che corrisponde alla Bassa Austria e ad una parte dell’attuale Slovacchia.

 

 

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L’11 novembre 308, vi si tiene la Conferenza di Carnuntum, nel corso della quale i dirigenti romani Costantino, Massimiano, Hercole, Galerio e Massenzio tentano di salvare la Tetrarchia, e nel 375, l’Imperatore Valentiniano I combatte qui contro i Quadi e i Sarmati; due popolazioni germaniche. Nel 400 i Romani abbandonano la provincia della Pannonia, e la citta cade nell’oblio.
Il 24 giugno 1875, List commemora, dopo 1500 anni, la vittoria dei Germani Ceruschi e del loro capo Hermann, a Teutoburgo, e la distruzione del campo romano di Carnuntum. Sotto l’Heidentor, egli Interra 8 bottiglie di vino disposte in forma di Svastika.

Il simbolo suggerisce l’intenzione di propiziare un Ritorno e un Cambiamento dinamico dei 4 livelli di esistenza: divino, umano, animale, ed infero.Per Guido von List la Hagkreuz rappresenta il Dio che regna nei cieli come in ognuno di noi. Passo dopo passo, in List affiorano quelle concezioni che, contrarie alla modernità nevrotica prodotta dagli intellettuali ebrei, verranno poi radicalizzate dai fautori di una basilare conversione della Società; capace di purificare il Völk, e di creare, da esso, l'uomo nuovo. Queste idee, pongono per primi, sul banco degli imputati, i lacché intellettuali ed artistico-culturali dei Capitalisti Ebrei, fautori non disinteressati di uno sfacelo psichico e spirituale della civiltà Europea, gabbato per progresso marxista, libertà, e modernità.

 

Nei movimenti völkisch, spiccano i concetti anti-modernisti ed anti-finanziari, ovvero antiebraici, che indirizzano al ritorno alla natura, alla percezione della razza, e della Tradizione europea. Troviamo in essi, il grande rifiuto delle false conquiste sociali, e della pseudo eguaglianza fra gli uomini, strombazzate dai Burattinai circoncisi e dagli Impostori Liberali della Rivoluzione Francese, e dei moti nazionali da essa derivati; per tutto il corso del XIX secolo. Si tratta di operare quella vera e propria contro-rivoluzione delle idee, capace di sviluppare una potente forma di aggregazione, che troverà sbocco nelle ideologie radicali dei vari fascismi Europei, assai più anti-capitalisti delle cosiddette Sinistre Comuniste.

Passo dopo passo, in List affiorano delle concezioni, sul mondo moderno, che verranno poi radicalizzate dai fautori di un cambiamento basilare della Società; capace di creare l'uomo nuovo. Queste idee, pongono sul banco degli accusati I Capitalisti Ebrei, fautori, non disinteressati, di un Marxismo che mira allo sfacelo dell’aristocrazia, e della civiltà Europea; gabbando la propria azione dissolvente, per progresso, libertà, e modernità. Nei movimenti vòlkisch spiccano concetti anti-modernisti, ed anti- finanziari, ovvero anti ebraici, che indirizzano al ritorno alla natura, alla percezione del valore della razza, e al ripristino della Tradizione Indo europea. List detesta la vita della grande città, con il suo spettacolo orribile della selvaggia corsa al profitto.

La storia economica, gli dimostra che la cosiddetta civiltà moderna è edificata sull'egoismo più retrivo, e sulla negazione e la perdita programmata e prestabilita dei valori più elevati. L'homo homini lupus, di Hobbes, ovvero l’Ebreo Talmudico, fattosi affarista e banchiere senza scrupoli, raggiunge, in questo contesto e in quest’epoca, la propria maggiore abiezione, una inaudita capacità di nuocere, e la massima abiezione spirituale.

Costui costringe ad un lavoro mortificante, da schiavo, il genere umano che deve guadagnarsi da vivere, allontanandolo dai ritmi armonici della natura, e dell'universo, imprigionandolo in una spregevole, inutile e costosa modernità; fatta di fumose gabbie cittadine, d'acciaio e cemento. Nella miseria di questo modus vivendi, l’attività fisica rappresenta, per List, costretto a guadagnarsi il pane, una logica via d’uscita. Alla morte del padre, nel 1877, cominciano per lui giorni difficili, che non gli impediscono, tuttavia, di sposare la sua prima moglie: Helene Fòrster-Peters, il 26 settembre 1878.

Abbandonata un'attività detestata fin dal tempo degli studi, quella commerciale, egli si dedica alla ricerca di impieghi saltuari. La sua innata passione per la storia, gli permette di pubblicare alcuni articoli su delle riviste nazionaliste: lo "Heimat", la "Neue Welt" e la "Deutsche Zeitung".

L’opera di List si articola su più fronti, e la letteratura germanica viene da lui studiata nella sua essenza metafisica. List legge e medita l' "Edda", lo "Havamar e la "Voluspa" in cui ritrova tracce della antica sapienza ariana. Si interessa soprattutto alla presenza del Wotanismo occulto nella storia germanica, e, per studiarlo, si dedica alla ricerca esoterica della chiave interpretativa dell'alfabeto runico, elaborando, nel tempo, il Sistema Runico Armannen.

Il trentenne List, elabora, nei minimi dettagli, la propria Coscienza Razziale e una vera e propria fede Germanica, contattando non solo gli esponenti delle correnti pangermaniste d'Austria, ma anche studiosi tedeschi della simbologia delle Rune: l'antico sistema simbolico ed esoterico dell'età Ariana. List s’impegna, inoltre, nella scrittura del suo primo romanzo, intitolato Carnutum, nel quale propone la descrizione di quel fatidico Solstizio d'estate, del 1875, in cui ha vissuto, nel senso etimologico del termine, un’esaltazione prossima al fanatismo, inteso come un'esperienza che è sfociata in una Illuminazione della mente.

Il romanzo viene pubblicato soltanto nel 1888, ma, a più riprese, prima di quella data, List ne offre un assaggio in brevi articoli ef anticipazioni; sulle riviste alle quali collabora. Rievocando un fatto storico accaduto nel 375 d.C, il libro di List lancia un segnale al popolo austriaco, e un'accusa durissima alla Chiesa cattolica.

Antesignano del grido nazionalista "Loos von Rom" (via da Roma), l'opera dello studioso mira a risvegliare l'orgoglio degli Austriaci, discendenti di quelle tribù germaniche, che si sono ribellate alle costrizioni di una religione imposta da elementi estranei ala loro Stirpe. Il cattolicesimo di Roma è difatti, secondo List, un'impostura giudaica, che ha la valenza di un dominio politico-economico coatto; effettuato a discapito ed a danno dell'intera cultura germanica. Lo stesso Impero degli Asburgo, appare come una Ibridazione innaturale, e controproducente, di razze diverse: un progetto di malcelato imbastardimento generale, ed un grosso ostacolo alla libertà e alla riunificazione di tutte le genti di Stirpe Ario-Grmanica. Questa tesi non può che fare breccia nell'animo dei nazionalisti germanici, che osteggiano decisamente il calderone multi-culturale e multi-etnico degli Asburgo, e la lenta ma inesorabile slavizzazione ed alienazione dell'Impero.

Carnutum ottiene un successo enorme; inatteso per lo stesso autore. Nella vita di von List compaiono, in quegli anni, due personaggi, che contribuiscono a trasformare lo scrittore in un uomo votato, dichiaratamente, all' ideale socio-politico della Revivescenza Ariana. Il primo, Friedrich Wannieck, è un industriale, direttore della Compagnia siderurgica di Praga, e del Primo Gruppo Industriale di Brno; noto in tutto l'Impero per l'importanza della sua produzione.

Egli presiede l'Associazione Deutsche Haus, che opera a Brno, e, attraverso le pubblicazioni della sua Verein, é il portavoce degli interessi e delle aspirazioni della popolazione tedesca, che mal sopporta la forte presenza cèca nella Moravia meridionale; auspicando il ricongiungimento, delle zone a maggioranza germanica, con la Madre patria tedesca.

Favorevolmente interessato alle idee esposte da von List, nei suoi scritti, Wannieck apre con lui un'intensa corrispondenza epistolare, che diviene il prologo alla pubblicazione, negli anni seguenti, di altre tre opere di List, diffuse grazie alla Verein Deutsche Haus. Il secondo personaggio che stimola von List con i propri interventi al Reichsrat austriaco, al quale è stato eletto nel 1873, è il cavalier Georg von Schònerer, fautore del più schietto e radicale Nazionalismo pangermanico.

Schònerer contribuisce a collegare numerosi gruppi vólkisch, dalle associazioni culturali a quelle sportive, indirizzandone le attività, comuni, verso le celebrazioni dei solstizi; o nei festeggiamenti in onore dei custodi della germanicità: Wagner, von Moltke, Bi-smarck. Egli favorisce la creazione di gruppi di studio sulla lingua, le usanze e i miti delle comunità tedesche. Von List contatta un altro deputato pangermanista, Karl Wolf, direttore della "Ostdeutsche Rundschau", periodico fondato nel 1890. Il Deutsch-Mythologische Landschaftsbilder di List, viene pubblicato da Wolf nel 1891, anche se non nella stesura completa.

Sfogliando i numeri della rivista, degli anni Novanta, vi troviamo intense collaborazioni firmate da List: Gótterdàmmerung (II crepuscolo degli Dèi, 1 ottobre 1893), Allerseelen und der vorchristli-che Totenkult des deutsches Volkes (II giorno dei morti e il culto funerario precristiano del popolo tedesco, 31 ottobre 1893), Die deutsche Mythologie im Rahmen des Kalenderjares (La mitologia tedesca nella cornice dei calendari, sui numeri di OR del 1894), Die Blùtezeit des deutschen Handwerks im Mittelalter (La raffigurazione floreale degli artigiani tedeschi nel Medioevo, 13-14 febbraio 1895), Die Juden als Staat und Nation (Gli ebrei come Stato e Nazione, 12 febbraio 1896).


Sono queste le stesse tematiche che verranno poi ampliate dello NSDAP, e che spiccano sulla rivista di Wolf, che esalta l’antica storia germanica: dal mito degli Dèi-guerrieri, alla sacralità del sangue; dall'elogio della società medievale, e delle sue tre caste tradizionali (contadini, monaci, guerrieri), agli attacchi contro l'infiltrazione ebraica nei costumi e nell'arte Germanica ed Europea.

Von List alterna articoli sui giornali a pubbliche conferenze, intraprendendo una tenace azione di propagandista della risorta Weltanschauung tradizionale. Gli studi storici da lui intrapresi vengono utilizzati come supporto strutturale per una dura opposizione alla società dell'epoca. Così, in una conferenza indetta dall'associazione Deutsche Geschichte, nel febbraio del 1893, List descrive con trasporto il culto del dio Odhinn-Wotan, incitando i convenuti a riappropriarsi della nobile e antica religione, Asatru, e a disprezzare le false religiosità contemporanee, di matrice giudaico cristiana.

Tutto serve alla causa vólkisch; anche le pièces teatrali. List ne rappresenta una intitolata significativamente Der Wala Erweckung (II risveglio del Dio Wala), nel dicembre 1894, organizzata dal Bund der Germanen (Lega dei Germani). È il primo, chiaro passo verso l'evocazione di una missione germanica, inscritta nel destino tedesco. Guido von List diventa, così, un punto stabile di riferimento per l’intero ambiente vólkisch austro-tedesco.

Altri due romanzi rafforzano la sua popolarità. Jung Diethers Heimkehr (II ritorno del giovane Diether), viene pubblicato nel 1894, e narra la vicenda di un giovane Germano che, nel V secolo, viene obbligato a convertirsi alla nuova religione cristiana. Un anno dopo è la volta di Pipara, la storia di una ragazza, di Eburodunum (il nome romano di Brno), salita al trono dei Germani e, in seguito, fatta prigioniera dagli invasori romani.

La corale viennese di Wieden canta, all'inizio di giugno, il poema musicale dedicato da List alla dea della primavera, Ostara («da cui Ostern - Pasqua; Dea germanica personificante la Primavera, festeggiata in occasione dell'Equinozio).

“La Chiesa successivamente ha assimilato a questa ricorrenza pagana la celebrazione della resurrezione di Cristo”, scrive Rudolf von Sebottendorf, fondatore della Società Thule, in Bevor Hitler karrì.

List sposa in seconde nozze, nel 1899, Anna Wittek, convinta protestante, e per loro, da quel momento, il protestantesimo assume la valenza di una radicale contrapposizione alla romanità cattolica. In quegli anni, numerosi esponenti del pangermanismo austriaco si convertono al luteranesimo, e, nel 1902, List inizia ad occuparsi di tematiche occulte, abbinandole all'ideologia di cui si fa portatore. L'evoluzione del suo pensiero va ben compresa, perché Hitler e gli uomini che con lui hanno mutato per sempre il corso della storia tedesca e mondiale, si basano sulla corrente rappresentata da von List e dal pensiero völkisch.

La loro ideologia e il loro esoterismo, si strutturano e si manifestano seguendo una Corrente egregorica preesistente, ricontattata e riportata a vibrazione effettiva negli anni Venti. L’Occulta Philosophia di Agrippa di Nettesheim, Paracelso, Hannemann, von List, Hartmann, possono così rifiorire e prosperare, a scapito della filosofia di Kant, di Hegel, di Marx e dello scientismo positivista». Nello stesso 1902, Von List viene operato di cataratta e, per alcuni mesi, è costretto a restare al buio.

Egli scrive, basandosi su quell’esperienza Odhinica, “Die Urspra-che der Arier, deren Schrift und Heilszeichen” (La lingua originaria degli Ariani in scritti ed incisioni). Presentato all'Accademia imperiale delle scienze di Vienna, nel 1903, il manoscritto viene ampliato e pubblicato nel 1904, con il titolo definitivo di “Die Ursprache der Ario-Germanen und ihre Mysteriensprache.” (La Lingua ancestrale degli Ario-Germanici e il suo Mistero verbale). Nel 1903, la rivista "Die Gnosis", stampata a Vienna, pubblica un articolo di List che rivela la sua cultura storica e mitologica. In questo pezzo, List esamina le valenze religiose e spirituali dei simboli runici, ampliando il significato solare dello swastika (disegnato in tutte le sue forme originarie).

Guido von List, in quegli anni si attribuisce una discendenza aristocratica, registrandosi come von List, e fonde alcune parti antisemite della dottrina teosofica, trasmessa soprattutto da Madame Blavatsky, morta nel 1890, alle sue teorie sulla superiore qualità della razza ario- germanica originaria. Nasce così una Fede religiosa razziale, antitetica a quella cristiana, e List prende ad evocare le saghe e le leggende dei guerrieri iperborei, delle mitiche terre di Atlantide, meglio nota tra i Germani con il nome di Thule.

 

 

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La spiritualità di tali leggende, rinsalda e compatta una Società Germanica, che vuole riappropriarsi del proprio passato, spingendola a non dimenticare la propria capacità ancestrale di Azione concreta. Così il nome di Thule, in Austria e in Germania diventa il simbolo di un passato glorioso, non da rimembrare in feste campestri e celebrazioni, ma da imporre politicamente; in un presente colmo di ostilità sociali, di timori reali, di nemici agguerriti, e di false speranze.

L'antisemitismo amplia l'ideologia di Von List, in particolar modo dopo il 1905. A quella data risalgono i primi concreti tentativi di costituire una Guido von List Gesellscahft (Società List). Fautori dell'iniziativa, sono fra gli altri, il maestro Karl Lùger, di Vienna (citato con affetto da Hitler nel suo libro); Adolf Harpf, proprietario della "Marburger Zeitung"; Hermann Pfister- Schweighusen, docente di linguistica all'Università di Darmstadt; l'insigne studioso di germanistica, Ferdinand Khull; il barone Amand von Schweiger-Lerchenfeld, editore della rivista "Stein der Weisen"; Arthur Schulz, che incita i giovani berlinesi a studiare profondamente le tradizioni e la cultura germaniche; Franz Winterstein, affiliato al Deutsche Soziale Partei (DSP) di Kassel, Partito nazionalista, dichiaratamente antiebraico.

Il nocciolo duro dell'antiebraismo austro-tedesco, si amalgama intorno alla persona di von List, che cura ulteriori contatti programmatici con altri piccoli editori indipendenti, di opere esoterico- politiche; quali Max Seiling di Monaco, Hugo Gòring di Weimar, Paul Zillmann di Berlino.

Il 2 marzo 1908, dopo anni di parole ed accordi, nasce ufficialmente la Società Guido von List, grazie al contributo degli uomini elencati, e ai cospicui finanziamenti di Friedrich Wannieck e di suo figlio Oskar. La "Società", si propone di finanziare e incoraggiare le ricerche storico- religiose, riunendo tutti gli individui più importanti dell'esoterismo tedesco ed austriaco dell'epoca.

Sono presenti in misura notevole, gli esponenti della Società Teosofica, che operano per sintetizzare le proprie ricerche in un sistema filosofico, che diventi la guida teologica a cui la nazione tedesca potrà attingere; per la propria azione futura. In effetti, l'indagine storica di von List ha principalmente uno scopo spirituale, ma ancora le manca un preciso fine politico. Notizie dettagliate su membri e simpatizzanti della Guido von List Gesellschaft, si possono trovare nei Guido von List Buchere: una serie di volumi scritti da lui, e pubblicati dalla neonata società, dal 1908 al 1911.

Sono sette libri che, per sottotitolo, recano: memorie sulla civiltà ario-germanica (il settimo viene stampato nel 1914). Questi scritti diventano un punto di riferimento per gli esponenti delle formazioni vólkisch. I libri di List illuminano anche numerosi giovani anticonformisti che, di lì a poco, finiranno sul fronte di guerra e nelle trincee.
La Società List, imprime in loro la certezza di appartenere a una «razza di spiriti chiari, liberi e comunque terribili», come ben percepisce lo scrittore e soldato Ernst Jùnger, che riassume, nel suo libro Sulle scogliere di marmo, i fermenti rivoluzionari della gioventù germanica di allora: un concentrato di ideali e d’azione, che la sconfitta del 1918 stimolerà ulteriormente.

I libri di List descrivono e rendono accessibili, a moltissime persone, i fondamenti di un'Idea- Forza e di una Forma mentis che presto produrrà, come fenomeno, l'Avvento hitleriano. Troviamo in questi brani, le motivazioni e le cause di un processo storico, che giustifica l’azione politica e militare più radicale, nei confronti del morbo israelita: perché, per List e per i suoi adepti, il Sangue,Blut, non può essere disgiunto dallo Spirito: Geist.

Dopo aver studiato il significato delle Rune sacre (Libro I), List dimostra l'importanza dei culti e dell'organizzazione sociale dei sacerdoti di Odhinn-Wotan, (Libro II); poi riferisce le interpretazioni delle varie festività popolari, che affondano le loro radici nel dominio esoterico e spirituale (Libri III e IV). Dopo le spiegazioni delle iscrizioni ariane, l'autore riassume la propria concezione storico-politica, segnalando i programmi concreti per recuperare, e rendere applicabile, l'ideologia Germanica del XX secolo (Libro VI).

Nel Libro II (in realtà composto da due distinte sezioni, e stampato in due opuscoli) List indica l'Armanenscbaft, ovvero i sacerdoti di Odhinn-Wotan, come punto basilare di riferimento per il movimento völkisch. In questa luce, risulta fondamentale l'apporto teorico offerto da List negli anni che precedono la fondazione della NSDAP.

Il pensiero e l'azione di Guido von List scuotono profondamente le coscienze di una gran parte d'Europa e, nei cinque anni che precedono lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sono innumerevoli i convegni, gli incontri pubblici, i libri, gli articoli, i pamphlet, gli opuscoli di tematica tradizionale e razziale che interessano e coinvolgono il milieu germanico. Solo tenendo presente questo influsso, questo stato d'animo volutamente sottovalutato dalla storiografia ufficiale, si può comprendere lo scritto del pedagogo nazista W. Harless:

«Con la vittoria del Nazionalsocialismo, le limitazioni imposte al dinamismo spirituale dell'uomo, e che un tempo paventavamo, ci danno ora un sentimento di libertà. Il nostro mondo sentimentale ha trovato attuazione» ("Marquarsteiner Blàtter", ottobre 1933).

Inevitabilmente, questa «particolare concezione dell'uomo e della società» appare «aliena, addirittura diabolica all'intelletto giudaico cristiano, che permea, con il suo ebraismo di base l’intero pensiero occidentale ». Ma, nel tessuto socioculturale tedesco, le idee listiane vengono apprezzate e producono importanti continuatori.

Da von List deriva la fondazione del Germanen-Orden; a Lui si ispirano le teorie ariosofiche di Lanz von Liebenfels, che, a sua volta, trasmette le sue concezioni a Dietrich Eckart, il maestro spirituale e mentore di Adolf Hitler. Le teorie di Guido von List, che sono in perfetta armonia con gli ideali völkisch di instaurazione di una Nuova Nazione Germanica, si diffondono nelle università dell'epoca. La creazione di una élite occulta, alla guida della nazione, è uno degli aspetti rilevanti della teologia Listiana, e la ritroviamo anche nelle idee Heinrich Himmler, stretto collaboratore di Adolf Hitler.

Al solstizio estivo del 1911, List fonda l'Hoher Armanen-Orden (HAO), l'Ordine Supremo degli Armani; diramazione interna alla società List, che assume le caratteristiche di un circolo di iniziati: dieci persone, gli Armanen, che von List conduce per tutta la Germania, alla ricerca delle impronte di Odhinn-Wotan: dei luoghi “alti” in cui la manifestazione divinizzante della vera sapienza ariana, occultatasi da tempo, può rendersi nuovamente fruibile.

Il gruppo opera attraverso i “ legami di Catena”, la meditazione, i Rituali di richiamo delle energie Odhiniche e Runiche, nonché per mezzo del contatto e della fusione con l'Archetipo Ancerstrale della Stirpe Ariana, e con lo Spirito particolare dei singoli luoghi. List cade, metodicamente, in una trance autoindotta, e lo fa toccando degli oggetti, o focalizzando la propria mente su un particolare naturale del luogo che vuole conoscere o investigare. Egli riceve, così, delle precise visioni astrali, provenienti dal Genio della Stirpe Ariana: Odhinn-Wodhan.    «Lo spirito di Wotan soffia ancora», scrive List nelle sue memorie, e sembra davvero strano il pellegrinaggio degli affiliati tedeschi alla Società List, che in quella data si recaro numerosi a Vienna, per visitare le catacombe della cattedrale.

Un gruppetto raggiunge le rovine di Carnutum, ove List rammenta gli anni giovanili, e l'atmosfera mistica che lo ha indotto a scrivere il suo romanzo. La guerra non ferma l'attività della Società. Nell'aprile 1915 il Maestro dirama le convocazioni dei membri della HAO, in vista del grande discorso da tenere a Pasqua. Il biografo di von List, Balzli, ne pubblica, nel 1917, i principali articoli e i discorsi, in un volume intitolato Frana, dove, accanto alla celebrazione ed esaltazione del passato germanico, si trovano furiosi attacchi ai nemici di guerra; votati, secondo von List, ad un'amara sconfitta.

Negli zaini dei soldati austro-tedeschi, spesso c'è un libro di Guido List, e l'anno 1918 risulta ancor più drammatico per i traditi del fronte, che si vedono sconfitti senza mai esserlo stati sul campo di battaglia, e che, per anni, si sono nutriti con la metafisica dell'HAO. «Com'è possibile essere vinti?» si chiedono quei giovani, sprofondati nel fango delle tricee. Per von List, la sconfitta e la fine dell'Impero Asburgico, pur essendo stata causata dagli impostori del mondo politico e finanziario ebraico, significa anche il necessario trapasso da un'era di decadenza, a quella di una definitiva rinascita delle razze ario-germaniche.


Secondo la filosofia orientale tradizionale, l'umanità deve passare dalla quarta era, il Kali-Yuga, ovvero dal tempo del caos, del disordine, dell'anarchia e dell'immoralità in cui ora si trova, all'Eone del Dwapara Yuga, che inizia il persorso di ritorno all'Età dell'Oro. Questa Teoria, è condivisa da von List, il quale la sovrappone alla storia dei popoli indo-europei. «Soltanto ove vi sono sepolcri, sarà possibile la resurrezione», affermava con enfasi Nietzsche.


E il sepolcro si avvicina ormai rapidamente per List. A causa della guerra, ormai perduta, la disgregazione del vecchio Impero porta ad un peggioramento delle condizioni di vita: cibo sempre più scarso, e razionamento di combustibile per il riscaldamento. Condizioni difficili per tutti, specialmente per anziani e bambini. Sempre più prostrato nel fisico, von List, con il volto incorniciato da una lunghissima barba grigia,viene invitato, nella primavera del 1919, a trasferirsi in Germania, nel palazzo di un membro della Società List di Langen (Brande-burgo): Eberhard von Brockhusen. Al suo arrivo a Berlino, alla stazione Anhalter, la moglie di List lo trova in condizioni così preoccupanti, da farlo visitare.


Il profeta della revivescenza e della riscossa ariana non raggiungerà mai il suo nuovo alloggio: l'infezione ai polmoni degenera in fretta e, il 17 maggio 1919, List si addormenta per sempre; in un alberghetto di Berlino. Viene cremato a Lipsia, e poi i suoi resti sono tumulati a Vienna, nel Cimitero Centrale della capitale. Un'epoca è ormai finita, e una nuova Era appare all'orizzonte.

 

 

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L'IDEOLOGIA DELL'ARMANEN ORDEN.

 

II termine Armanen è la traduzione in tedesco dell'antico nome dato da Tacito a una delle tre caste sociali della Germania pre cristiana. Gli Hermiones vengono descritti dallo scrittore romano come gli intellettuali germani, che affiancavano gli altri due ceti: gli Ingaevones (i contadini) e gli Istevones (i guerrieri). Custodi della Tradizione e dei culti religiosi, gli Armarli detengono il sommo potere in nome del Sole. Secondo List, anche nel Medioevo e fino al nostro secolo, hanno operato gruppi segreti e confraternite, legati agli antichi insegnamenti armanistici.

Fra    gli    altri,    spiccano,    per    importanza    e    diffusione, i    Rosacroce    e    i    T emplari,    che «Rappresentano i gradi più elevati dell'iniziazione, avendo un carattere aristocratico e profondamente spirituale». La persecuzione dei Templari, poi, dimostra che la Chiesa di Roma e le altre forze anti- germaniche, si sono sempre adoperate, con tutti i mezzi a loro disoisizione, per impedire il naturale sviluppo delle tematiche dell'antichità; in un'epoca difficile per l'istituzione ecclesiastica. List si schiera anche dalla parte di tutti gli eretici medioevali, che hanno combattuto la decadenza e il potere temporale della Chiesa.

Il parallelo tra le correnti di pensiero, Listiana ed Hitleriana va oltre la casualità, dato che in entrambe le “Società” si rileva la presenza di una élite di iniziati o lerofanti-Arconti, che hanno il compito di guidare la società da una base occulta, manifestando la potenza degli insegnamenti segreti entro una collettività organizzata su uno schema tradizionale. L'Odhinismo, o Wotanismo di von List, come quello delle SS Hitleriane, viene, dunque, concepito su due livelli, secondo l'intenzione pangermanista del Vólk:

Attuare un’unione politica di tutti i popoli di razza ariana; con la conseguente eliminazione, dal tessuto nazionale, delle influenze degenerative provenienti dalle razze inferiori od incomplete.

Ricreare la scienza esoterica degli Armani: il nucleo elitario e la guida spirituale occulta del nuovo Ordine germanico.

 

Nella sua elaborazione dell'Armanesimo, List recupera varie istanze dai Rosacroce, e molti elementi della scienza gnostica , di cui si è appropriata, deformandoli, la Massoneria di matrice ebraica. La struttura dell'elite esoterica ariana, è ripartita in tre gradi, attinenti non alla Gerarchia di Loggia dei Massoni: Apprendista, Compagno e Maestro, come pretenderebbero parecchi sediscenti ricercatori assai male informati, ma alle tre Classi o livelli qualitativi della Società Ariana Germanica Tradizionale: Ingaevons, Irminons e Istaevons: Tyr, il Dio nato dalla Terra ha per figlio Mannus, l'Uomo, che genera tre figli: Ingvo, Irmin, e Istvo.

Ingvo: Il Perpetuatore e continuatore, che genera nella morte e che deve vagabondare e rinascere nella linea genetica degli Antenati primordiali, secondo modificazioni originate dal Fato.

Irmin: L'Uomo solare, giovane viaggiatore eternamente esistente, che si governa e regge viaggiando nelle dimensioni dimanifestazione.

Istvo : Colui che decide secondo giustizia, e procede nel buio dell'abisso, modificandosi, trasformandosi, e cambiando così il fato.

Quindi il nome Ingaevons significa: Coloro che nascono dagli antenati e che, come giovani discendenti, viaggiano vagabondi; attraverso trasformazioni casuali e fatali. Essi sono i Vandali, o Contadini. Irminons significa: Coloro che sono originati dall'uomo solare, e sono governatori viaggianti, e giudici di Luce, che traggono un giudizio da ogni evento del fato. Essi sono gli Armanes e Semanes. Legislatori. Intellettuali. Alta nobiltà. Re e docenti. Artisti e Scienziati.

Istaevons significa: Nati dal regno degli antenati, sempre viaggianti, che muoiono a causa del fato.Sono i Guerrieri migranti e i colonizzatori ariani.

Gli Skaldi, appartenenti agli Ar-Manes, hanno tentato di produrre una pacifica fusione dell'Odhinismo con il Cristianesimo, ma il loro sforzo è stato interrotto e frustrato, dall'esplosione del secondo periodo di cristianizzazione violenta del Nord, e delle genti germaniche e celtiche, sotto il Sanguinario Carlo Magno, il massacratore dei Sassoni.

Gli Skaldi, disprezzati e perseguitati, si sono riuniti allora, segretamente, e hanno raccolto la Gnosi e la Legge Ariana in un Codice Segreto di linguaggio; ponendolo sotto la tutela del "Tribunale Nascosto delle 5 dita dell'elsa della spada". Dall'Ordine Skaldico sono nati poi la Santa Vehme, i Minnesager, la Gilda dei Costruttori, quella degli Araldi; e da queste provengono gli ampi filoni delle scienze giuridiche, dell'arte poetica, della linguistica e delle arti grafiche e architettoniche ariane.

Conservatori e formulatori del linguaggio, gli Skaldi, che hanno avuto la necessità di conservare segretamente l'Odhinismo, per non essere perseguitati e uccisi come eretici, hanno usato la triplice interpretazione delle parole, per scambiarsi i messaggi, senza che i non iniziati fossero in grado di comprenderne il vero significato. Questa Poesia a doppio senso viene definita Kala, o del senso nascosto; in cui la parte apparente del messaggio è ininfluente, mentre il Kala contiene il vero segreto, rivolto al sapiente che ne possiede la chiave di apertura.

Le Parole Kala sono Parole d'Ordine, riconoscibili dalla lettera Iniziale, e danno, al testo, un senso spesso opposto a quello evidente e palese. La simbologia segreta degli Skaldi, viene fissata in Segni Sacri e Geroglifici, che possiedono un doppio o un triplo senso segreto.

1. Senso comune, formale e letterale, in cui il significato è lo stesso della cosa espressa, e che viene riservato ai non iniziati e alla gente comune.

2. Simbolismo exoterico inferiore, espresso in modalità ecclesiastico clericali, come illuminazione minore; adatta ai livelli più bassi della Gilda, e agli elementi di cui deve essere provata la capacità di segretezza ed intendimento.

3. L'Alto Simbolismo Esoterico, il Gran Segreto o Gran Luce, derivato da una prospettiva esclusivamente Armanica, che interpreta i concetti in maniera intuitiva, ed è quindi capace di ri- vivificare e attivare l'essenza originaria dei geroglifici.

Ciò avviene attraverso Figure segrete, Disegni araldici, Edifici gotici e Sassoni, in cui il simbolo può diventare decorazione piena di significati. Questi simboli si mostrano anche nei "Ricordi parlati", nelle Fiabe, nei Motti di saggezza, nei costumi e nelle credenze popolari e, poi, nell'Alchimia, nella Medicina spagirica, e nell'Astronomia. Nel simbolismo araldico sono presenti tutte le Rune, che formano le linee divisorie delle armi araldiche dipinte sugli scudi, con colori che hanno anch'essi il loro preciso significato simbolico e runico.

Il Fyrfos o Croce Uncinata, che è la Croce ariana, viene adattata in modo da poter essere simile alla Croce cristiana. In questo modo sono nate la maggior parte delle Croci Araldiche, tra cui la Anguilifera ( a testa di Serpente), quella Bi-uncinata, la Croce di Gerusalemme, la Ritrinciata, la Trifogliata, la Gigliata, la Forcuta e la Ramificata.

Uno degli adattamenti più significativi del Fyrfos, è la Croce di Malta, Composta da due Croci uncinate contrapposte simmetricamente, una sinistrorsa e l'altra destrorsa, a formare una figura ad 8 punte. Questo disegno, chiamato Baphomet, o Testa parlante, è stato usato come prova di eresia; nei processi contro i Templari. In Araldica anche le Figure: animali, persone, oggetti, sono geroglifici che hanno un senso segreto, e non indicano mai ciò che rappresentano.

La Stella a Cinque Punte, e il Tirthenfuss, o Piede rotante, sono, ad esempio, i geroglifici della rigenerazione eterna, e della Rinascita; uno dei punti di fede più importanti della Religione ariana Ma nell’interpretazione exoterica, essi indicano il Ritorno.

Ogni grado dell'Armannen Orden é quindi caratterizzato da un certo livello di iniziazione alla Gnosi, e da simboli e parole specifiche. Guido von List crea la propria organizzazione religiosa, con lo scopo di qualificare ulteriormente il livello degli iniziati. Dopo i primi sette anni di noviziato, in cui legge le saghe tradizionali, come L'"Edda", e riceve insegnamenti Ariosofici elementari, l'iniziato si reca in altri centri armanici, per accrescere la sua conoscenza occulta; dopodiché, divenuto Witki Runico o Armano, viene a contatto con i segreti più profondi della Gnosi Odhinica.

 

 

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Nel 1933 appare in Germania un singolare libro, scritto dall'Ober-sturmbannfùrer delle SS, Otto Rahn: Kreuzzug gegen den Gral, Crociata contro il Graal. L'interpretazione data da Rahn alle crociate contro i Càtari, sviluppa ulteriormente i concetti espressi da von List che afferma che l'insegnamento segreto dell'antico Armanesimo si è tramandato passando dagli antichi Germani all'ordine dei Cavalieri Templari e Teutonici, giungendo dai Catari e dai Bogomili, fino ai Maghi del Rinascimento; e, da essi a noi tramite varie sette rosacrociane.

Forme ermetiche di sapere gnostico, si inseriscono nella Gnosi degli Armani in varie forme; ad esempio la gerarchia dei dieci gradi, propria di alcuni gruppi Rosacroce, che List assimila nella sua Gnosi Occulta, ritenendoli esponenti della conoscenza ancestrale Germanica. Gli Insegnamenti gnostici, magici, ermetici, e rosicruciani, confluiscono così nella prassi iniziatica völkisch, proprio grazie a Guido von List, che ne opera un recupero strutturale, teso a ritrovare il vero significato occulto del sapere antico-germanico.

 

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L'Europa ariana di von List, ha per antesignani Pico della Mirandola (1463-1494), Giordano Bruno (1548-1600), e Cornelius Agrippa di Nettelsheìm (1486-1535) Sia pure diversi per collocazione temporale e per vicissitudini, Catari, Eretici, Umanisti, Templari, Rosacrociani, Occultisti, Alchimisti, fanno parte, secondo von List, di un identico lignaggio, affiorante in diversi momenti spazio temporali e storici, per esprimere uno stesso Pensiero originario ario- germanico. Le loro concezioni socio-politiche, sono infatti assai simili.

Tutti progettano un'Europa diversa, da quella a loro contemporanea, che sia capace di produrre, nuovamente, un Imperium teocratico, ed una spiritualità virile configurata come una gerarchia di valori, e capace di eliminare il Caos, imponendo una Casta aristocratico sacerdotale di autentici Re-sole, che condurranno la comunità di sangue germanico alla propria comlpleta rigenerazione. A livello politico, il potere deve venire esercitato da un'elite implacabile quanto suoi nemici: capace, cioè, di annientare le forze che si oppongono a questo Impero teocratico.

Perseguendo apertamente una politica pangermanista, l'HAO auspica la riunificazione di tutte le popolazioni germaniche, per dar vita ad un Reich destinato a durare mille anni. Adolf Hitler, tenterà di realizzare proprio questo progetto di un Volk Germanico, caldeggiato da Guido von List per tutta la durata della propria vita.

All’inizio, quest’altro austriaco geniale, non possiede che la sua “Giusta Voce”: il suo tono particolare d’espressione, e di comunicazione verbale Odhinica, e il potere di una propria indomabile Volontà, che è il Volere del Genio della Stirpe Germanica.

L’ accesa oratoria di Adolf Hitler, con i suoi accenti di voce che si fanno esaltati e violenti, esprime valenze archetipiche tipicamente odhiniche: ispirate da uno stato d’animo che accomuna,    all’epoca,    l’intera    Nazione    Germanica. All’Estraneo, e al non Tedesco, essi sembrano forse eccessivi, ma l’uditorio germanico li recepisce, giustamente, come la Voce del Dio Wotan: resa furiosa dalla collera, e dal disprezzo per le viltà e le oppressioni subite.

Per ben dodici anni, questa voce bassa e calda nell’eloquio normale, e potente e furibonda nelle arringhe pubbliche, che è stata l’unico strumento su cui Adolf Hitler ha fondato il proprio Potere, ha saputo tenere i nemici degli Ariani: gli ebrei d’Europa e del mondo, ed i loro proseliti funzionali, col fiato sospeso.

 

 

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LANZ VON LIEBENFELS

 

Adolf Joseph Lanz von Liebenfels, nasce il 19 luglio 1874 a Penzing, in Austria, da una famiglia piccolo-borghese e muore il 22 aprile 1954, a Vienna. Il giovane Adolf è attratto dalla mistica eroica, dagli Ordini Cavalleresco-Religiosi dei Templari, e dei Cavalieri Teutonici, e dall’Esoterismo Pagano. Dopo avere assolto, nel 1893 gli studi d’insegnamento secondario, Lanz entra come novizio presso i monaci Cistercensi. Studia la Storia dell’Austria, ma la sua attenzione si rivolge sempre più all’ambito dell’Occulto e dell’esoterico. Consacra gran parte del suo tempo allo studio dell’Astrologia, delle antiche Religioni pagane, e dell’Occultismo, svolgendo appassionate ricerche su testi gnostici ed apocrifi, e sulla Magia del Grahal.

È proprio nel contesto di questi suoi studi, che egli viene a conoscenza degli scritti di Arthur de Gobineu, Elena Petrovna Blawatsky, e Guido von List. Attratto anche dall’autore pangermanico Georg von Schönerer, Lanz diviene un Nazionalista Tedesco radicale, e in questo senso si interessa all’eugenismo e al ripristino delle doti della razza Ario-germanica. Nel 1894 ha una visione mistica che gli rivela il nucleo ideologico di ciò che poi formerà la sua azione e il suo progetto politico. Un giorno, si ferma dinanzi ad una pietra tombale su cui è scolpito un bizzarro bassorilievo, e ne riceve un’illuminazione. Un cavaliere templare lotta con una creatura simile ad un babbuino. Per Lanz questa è l’immagine dell’Ariano che respinge la minaccia rappresentata delle razze inferiori: Umano-animali.

Queste razze, sono nate dall’accoppiamento degli Dei nordici con degli uomini-scimmia, che sono gli antenati dei popoli di pelle scura del Sud. Attualmente la razza ariana è stata notevolmente indebolita, dai successivi incroci con le “Razze inferiori”, bisogna perciò adottare delle misure di Igiene Razziale, per ottenere nuovamente una razza più pura e più nobile. Nel 1898, Lanz von Liebenfels viene consacrato Prete Cattolico, ma, un anno più tardi, dopo avere formato una corale di ragazzi viennesi: i Wiener Sängerknaben lascia gli ordini, in seguito ad uno scandalo per “amori carnali” e pedofilia. lascia perciò i voti e segue la sua personale inclinazione, verso una teoria gnostica in cui il male demiurgico si identifica con le razze umano animali, non ariane, e il bene con quelle umano-divine ed Ario-germaniche.

Nel suo libro apparso nel 1905: Theozoologia, oder die Kunde von den Sodom-Äfflingen und dem Götter-Elektron,(Theozoologia ovvero la notizia delle Scimmie femmina di Sodoma, e dell’Elektron degli Dei.) Lanz utilizza teorie e fatti scientifici, per consolidare le sue teorie razziali. propugna la purezza della razza dei Gottmenschen, gli Uomini divini, ed invoca la necessaria sterilizzazione delle razze inferiori.

Il suo interesse per le ultime scoperte come i raggi X, la radioattività, le radioonde, lo spingono ad elaborare una Gnosi teologico-scientifica, in cui gli Dèi sono le forme di vita più elevate: quelle con speciali poteri di ricezione e trasmissione di segnali elettrici, derivati da organi che si sono in seguito atrofizzati: le ghiandole pituitaria e pineale. La regressione è derivata dall'unione degli uomini-dèi con gli femmine-bestie.

La figura di Cristo, tocca profondamente Lanz, che vede in lui un puro esponente del gene ariano. Interpretando i Frammenti dei Vangeli Apocrifi, egli giunge ad asserire che i poteri di cui era dotato Gesù, provenivano dall'Elektron divino; una forza cosmica, simile al Fohat, la forza elettro-cosmica scoperta dai teosofi e della Blavatsky.

Il messaggio di salvezza del Cristo, viene receopito in funzione di una purificazione genetica della razza superiore, ariana, che comporta la necessaria eliminazione ed il superamento di un mondo ormai corrotto; per ripristinare, sulla Terra, l'età dell' Oro, ed il Regno millenario. A tale scopo si dovrà promuovere una grandiosa Purificazione della Stirpe Ariana, contagiata dalle razze inferiori, negro-semitiche e mongolo-slave, stabilendo un programma di eugenetica e di sterilizzazione degli elementi razzialmente degeneri.

In Theozoologia, Lanz, basandosi su fonti archeologiche; mitologiche, religiose e paleontologiche, afferma che gli Ariani discendono in linea diretta da Entità divine extraterresti, venute dal Cielo, mentre le “razze inferiori” sono il risultato di ibridazioni genetiche con le “scimmie terrestri”: I Demoni e i Nani pelosi. Lanz von Lebenfels dichiara l’esistenza passata di una razza rettiliana, basandosi sulle leggende relative ai dragoni e ad eroi dalla pelle cornea. Edgar Dacqué riprenderà l’idea nel 1928, nel suo libro: Mondo preistorico, leggende e umanità, postulando l’essistenza d’un lignaggio umanoide rettiliano, la cui pelle era coperta di scaglie, e precedente quello dell’ attuale umanità.Le Civiltà Sauriane vivrebbero, ancor oggi, all’interno della Terra Cava.

Gli Ariani germanici e nordici, sono i discendenti dei Nephilim, gli Dei discesi sulla Terra, mentre i non Ariani sono il risultato di un’unione carnale con dei Primati domestici, che servivano da oggetti di piacere sessuale ai Nephilim. Questa nuova Aryosophia, trova adepti nella grande borghesia viennese, e fra intellettuali del Nord Europa, come August Strimberg, che aderisce senza riserve alle tesi di Lanz von Liebenfels.

L’Umanizzazione, si sviluppò più rapidamente nelle regioni nordiche, dando luogo, nelle regioni del Nord Europa, ad una razza di super uomini, quando, nel resto del mondo, il livello di sviluppo era ancora “semi- umano”. Per Lanz i primi veri uomini erano gli Urgermanen, o Germani preistorici. Questa “specie divino-umana” si espanse allora su tutta la Terra, sottomettendo i “semi-umani”, ancora prossimi alle scimmie. L’uomo moderno è il risultato di una mescolanza con questi Urgermani, che non solo hanno civilizzato gli Halbmenchen, o mezzi uomini, ma, mescolandosi ad essi, ne hanno elevato il livello evolutivo, facendoli accedere al rango di uomini. Così si sono evolute tutte le varie razze: Mediterranea, Nera e Gialla.

Nella Rivista Ostara, una biblioteca dei biondi e dei difensori dei diritti dell’UOMO, di Lanz von Liebenfels, si trattano soggetti come l’Origine della razza Ariana, la Storia dei Teutoni e dei popoli germanici in generale e si insegna che gli Ariani costituiscono il fiore della specie umana:una razza qualitativamente superiore, ovvero meglio dotata delle altre, perché prodotta geneticamente dagli “Dei”.

La culla originaria degli “Uomini-Dei Ariani”, ovvero dei “migliori” viene situata in luoghi dai nomi evocativi, come Atlantide, Thule, Iperborea, Agartha, Shamballa. La “Herrenrasse” o razza dei Nobili Arya, è stata indebolita dal meticciato, e dal contatto con gli Untermenschen, o sub-umani delle razze meno dotate. Gli Uomini-Dio ariani, sono una razza ormai quasi estinta, le cui doti paranormali, possono però essere recuperate, attraverso un attento processo di selezione genetica. Lanz propone concorsi di selezione razziale, in cui il concetto guida non è l'adesione esclusiva al Tipo fisico ariano, ma il talento della nuova razza, per la ri- acquisizione di doti paranormali e bioniche, appartenute agli Eroi ancestrali, ed ottenute durante la relazione di formazione inter-virile, per mezzo della Monta invasiva.

In questa cornice di arianesimo, e di eros intervirile occulto, si sviluppa il socialismo magico e neopagano di Hitler, che è intessuto di pratiche relative alla magia omosessuale, e ai Poteri speciali che derivano dalla relazione erotica inter-virile; pratiche che possono fare, del Mago Ódhinico che le padroneggia, un manipolatore totale, e che saranno poi rese patrimonio esclusivo delle elites ss naziste.

Durante il periodo del III Reich Nazional socialista, nei libri scolastici di Storia, si insegna che gli Ariani sono il popolo da cui provengono tutti gli altri; per decadimento e degenerazione razziale. Bisogna quindi attuare delle misure decise, per restituire alla Razza Ariana la sua primigenia purezza. Liebenfels è uno dei più accesi assertori di questa visione dell’evoluzione umana. Operando una severa selezione razziale, è possibile ripristinare l’uomo bianco di razza pura, dotato dei poteri sovrannaturali di telepatia, divinazione, e guarigione.

Il periodico fondato dal Lanz von Liebenfels, "Ostara" (dal nome della Dea germanica della Primavera) conosce una larga diffusione in Austria e Germania, e raggiunge l'enorme tiratura di oltre 100.000 copie. Hitler stesso, da giovane, lo legge avidamente e si reca personalmente da Lanz, per ottenere alcune copie che gli mancano. Sulla rivista scrivono iniziati e teosofi, che chiamano alla ribellione contro le razze sub umane, che stanno governando e distruggendo l'universo ariano. La salvezza deriva dall'attingere l'antica sapienza ariana, che è stata diffusa da antichissime civiltà: come Lemuria e Atlantide. L'errore originale degli uomini-dèi è quello di cui leggiamo nella Genesi, al cap. 6, quando gli Angeli scendono sulla terra, e si accoppiano con delle donne-bestie umane.

Lanz consacra un fascicolo di Ostara al tema dei Megaliti, ciò che ci resta degli Uomoini Divini del Nord, e del loro Culto di Odhinn-Wotan. Con lo scoppio e la conclusione devastante della Ia Guerra Mondiale, che distrugge l’Austria-Ungheria Asburgica, e la Germania, Lanz designa l’ebraismo come il nemico naturale del popolo tedesco. Nel 1923, nel suo libro: Weltende und Weltwende, Fine del mondo e ribaltamento mondiale, egli denuncia un complotto mondiale degli ebrei, dei socialisti e dei massoni, facendone il tema principale delle sue pubblicazioni successive.

"Ostara" offre una speranza di redenzione, grazie alla graduale eliminazione delle razze degenerate o imbastardite, a favore di razze geneticamente pure, costituite da " uomini divini". Lanz utilizza nella sua teosofia, l'astrologia, e definisce la storia dell'Umanità come una guerra tra razze; il cui fine è evidente nei suoi oroscopi.

Per gli anni 1960-68 Lanz previde un'invasione mongolo-cinese che costituisce il preludio alla distruzione del sistema mondiale; in favore di una ulteriore rigenerazione razziale. A questa resurrezione ariana, seguirà un nuovo millennio, guidato da una specie di Ordine Templare Ariano, in cui una élite, iniziata ai segreti ermetici del Germanesimo, guiderà il mondo. Sarà una Casta di monaci guerrieri, come l'Ordine Nero delle ss. Von Lanz viene influenzato anche dall'esempio dei Cavalieri Templari, perché il fondatore dell'Ordine Cistercense, di cui egli stesso ha fatto parte in gioventù, è Bernardo di Chiaravalle; anima segreta dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio.

Perciò, dopo la Guido von List Gesellschaft, del 1905, Lanz fonda, nel 1907 l’Ordo Novi Templi: ONT, che ha lo scopo di promuovere la coscienza della purezza della razza ariana. La rocca di Burg Werfenstein accoglie fiuno a 300 membri, e il 25 Dicembre 1907, su uno sfondo di montagne innevate, una bandiera si alza sulla torre del castello e, per la prima volta, una swastika sventola nell'aria tersa del cielo europeo. Uomini paludati come antichi Templari, con vesti bianche rosso crociate, elevano un inno a Baldur, Dio germanico del Sole, e signore del solstizio d'Inverno, Così nasce l' Ordine dei Nuovi Templari, che vuole riformare con un Bund segreto, la fraternità anti cristiana dei Cavalieri teutonici e del Grahal; difensori del puro sangue germanico, della Razza Ariana, e, quindi, fervidamente anti ebraici.

Lo scopo dell'Ordine è di promuovere la coscienza razziale, con ricerche storico-archeologiche, studi religiosi, e tramite il ripristino degli antichi rituali runici Odhinico- Wodhanici. Al castello si lavora per creare un museo antropologico della razza Ariana, che vierne realizzato, in seguito, dal gruppo Ahnenerbe delle SS.
Inoltre, si studiano le scienze moderne, per armonizzarle con la tesi di Lanz; si celebrano feste solari e Odhiniche, cadenzate dal Calendario spirituale dell'Anno. L'O.N.T. è diviso in vari gradi: Presbitero, Priore, Semplice confratello, ed altri gradi evidenziati dai simboli cuciti sulla tonaca. Nonostante la natura elitaria, le idee dell'O.N.T. sono diffusissime in Germania ed in Austria, specialmente dopo l'elaborazione cristiana teozoologica, in cui il Graal viene assimilato all'Electron: il potere divino degli Ariani. Nel luglio del 1909, Hiter si reca a Werfenstein, e viene ordinato Ordenbruder, o confratello, da Lanz von Liebenfeld.

Il futuro Führer terrà in gran conto questo incontro, come pure gli elementi dell'ideologia segreta, che si manifesteranno esteriormente nei Rituali di massa, e nella applicazione tecnologica delle teorie razziali di Lanz vonLiebenfels, che, nel 1925 si dichiara apertamente come il “maître a penser” di Adolf Hitler, e l’ispiuratore delle tesi Nazionalsocialiste; e continuerà a proclamarsi tale fino al 22 Aprile del 1954.

Lanz von Lebenfels del resto, non fa che riprendere l'azione esoterica dell'ultimo grande Re bavarese, protettore di Richard Wagner: Ludwig Wittelsbach, che, nel suo castello di Neuschweinstein ha ricreato, per pochi eletti, il Santo Regno del Grahal germanico; di Parsifal e di Lohengrin. Egli, identificatosi con il Re Cigno, ha assunto e realizzato il mito wagneriano, come atto magico di purificazione, ed ha reso possibile a Wagner, tramite la musica e la riverberazione magica, attuata nel rito di rimembranza teatrale, la restituzione al popolo tedesco, di una parte essenziale della sua anima e del suo Genio razziale: nei miti della Stirpe e del Lignaggio Ariano, che da allora, si celebreranno ogni anno a Bayreuth: tempio della Musica tedesca, del ricordo di Sé, e del proprio retaggio ancestrale.

A 12 anni, Hitler assiste, per la prima volta, ad una opera di Wagner: il Lohengrin.

“ Di colpo mi ritrovai come rapito. La mia esaltazione giovanile per il maestro di Bayreuth non conobbe limiti. Fui sempre attratto dalle sue opere, e reputo oggi una straordinaria fortuna, se la mediocrità di tali rappresentazioni provinciali, mi hanno dato comunque la possibilità di un ulteriore crescendo di quell'esaltazione.”

Richard Wagner, convinto antisemita, come buona parte degli intellettuali europei non ebrei, è il vero profeta del germanesimo Völkisch, e diventa il punto di riferimento culturale centrale del Nazismo; al punto da far dire ad Hitler:

“ Chiunque voglia capire la Germania Nazional Socialista, deve prima capire Wagner”.

La connessione tra il sentimento Völkisch e la musica di Richard Wagner è evidente: il romanticismo tedesco riconosce difatti un intimo legame, tra l'uomo e l'Energia vitale, che dal cosmo si irradia sulla terra; una forza che può venire padroneggiata, ed espressa come Arte Superiore e metafisica, solo dagli individui che si sono posti in perfetta sintonia con essa. Wagner è il maestro del sentimento tedesco, un Vate druidico, che riesce a calarsi nel cuore della Storia ancestrale Germanica, ritrovandone l'anima e offrendola al suo Popolo, all'interno del Graal delle sue Opere.

"L'Anello dei Nibelunghi" Nuovo Vangelo della razza ario- germanica, esprime una Potenza Geniale Archetipica, che agisce ben al di là della semplice struttura artistica e musicale delle Opere wagneriane, assumendo aspetti genetici, religiosi, e politici, che implicano, nei riti meta-teatrali collettivi, del ritorno alla purezza del proprio Sang- Real, o San Graal, il recupero dei poteri miracolosi contenuti nel Sangue della pura razza ariana: il recupero salvifico di una smarrita Cultura Ancestrale, smarritasi tra i flutti della falsa Storia.

Per Wagner, esiste una realtà superiore che può essere percepita ed assorbita; una verità mertafisica che coincide con la Forza Vitale della propria Razza. Riattivare questa Energia Vitale ancestrale, significa ridare ai Tedeschi le caratteristiche, e le qualità animiche, spirituali, e fisiche, che secoli di imbastardimento, e di infiltrazione aliena al Völk germanico, hanno disperso. Wagner percepisce il pericolo della pianificata confusione spirituale, che minaccia la Germania, e offre, con il "Parsifal", il rimedio fondamentale e necessario: Il concetto di “Razza Pura”, che coincide con il simbolo della magica Coppa del Sangue Reale del Khristos: l'individuo capace di Realizzare il Dio in sé.

Parsifal è l'Individuo Ariano, che realizza l'Unione Mistica con il proprio Dio Interiore (il Khristos), attraverso la purificazione della propria “Razza”; ovvero, rendendo pure e non commiste le proprie componenti: Fisiche, Animiche, Mentali, e Spirituali. Solo “purificando” i propri 4 Elementi costitutivi - Terra, Acqua, Aria, e Fuoco - è possibile ottenere la Quinta Essenza: l'Alito del Drago, o Io Essenziale. L'identidificazione dei Tedeschi, con gli Eroi e con le situazioni espresse nelle Opere Wagneriane, avviene per via di un’identità emozionale ed animica, ovvero, attraverso una profonda partecipazione simpatetica ai diversi Drammi Iniziatici Wagneriani, che esemplificano ed evocano sempre, Miti ancestrali, Cosmologie, Dei, e Caratteri eroici essenzialmente Germanici Wagner rigenera il suo pubblico, generando, in esso una sofferenza empatetica e purificatrice, che riempiendo i cuori di emozioni, si trasforma, catarticamente, in un effetto di identità e di unità collettiva: il Völk.

L’unica possibilità della Germania e dei Tedeschi, di vincere l'influsso nefasto dei propri nemici ancestrali, risiede nella forza cosmica del Vril, che può insediarsi ed operare solo in individui che hanno purificato completamente il proprio sangue ariano, rendendolo un vero Graal; ovvero, un perfetto contenitore delo Spirito Divino. Gli Eroi wagneriani sono le incarnazioni concrete degli ideali del Lignaggio, o Völk germanico. Essi individuano, come proprio elemento essenziale e radicale, lo Spirito divino, e invitano ad una ricerca e ad un’autorealizzazione mistica del proprio Dio Interiore Ancestrale, che non è affatto quello periferico ed esterno dei Cristiani, ma Il Dio centrale presente in Ogni-uno, e che, per la stirpe Ario-Germanica, assume i caratteri e i toni di vibrazione mistici e guerrieri, di Wotan/Odhinn.

Hagen, Grimilde, Sigfrido e Brunilde sono l'anima segreta e vitale della Germania, personaggi di un dramma vero, che la Nazione sta vivendo realmente, e da cui vuole uscire. Le opere di Wagner rievocano con enorme potenza, la saga eroica e divina dei Germani: Eroi, Dei, Demoni, Draghi, senso del Destino, Onore, Sangue, Morte, Luce, Amore, Nobiltà, alimentano con una nuova linfa la Germania che deve risorgere, come una Fenice dalla proprie ceneri, e ne ricostituiscono la Weltangschaaung: una nuova Visione del mondo, che Hitler ed i nazionalsocialisti considerano, a ragione, il loro legittimo retaggio ancestrale.

Lo spirito dei Nibelunghi, i Nephilim divini origine della stirpe ariana, parla all'anima tedesca e agli uomini del Terzo Reich, in termini mistici, pagani, eroici, anti modernisti ed anti capitalisti: cioè anti marxisti ed anti ebraici. Il sincretismo wagneriano, tra Cristianesimo e Germanesimo, genera però, a differenza della mistica odhinica hitleriana, una corrente völkisch non ancora affrancata dai precetti e dai troppi limiti cristiani. Gesù di Nazareth, pensato come ariano, serve al musicista per proporre la sua mistica del sangue ariano, della purificazione e della salvezza.

Il sesso può essere un elemento purificante, o perturbatore e contaminante; l'unione di razze diverse, come pure il nutrirsi di carne animale, corrompono inesorabilmente lo spirito dell'individuo. Su questo punto, anche Adolf Hitler è d'accordo, dato che anch'egli è, come Wagner, non solo vegetariano, ma ha orrore del carnivorismo, della vivisezione, e nutre una profonda antipatia per i mangiatori di cadaveri; che digeriscono le altrui agonie.

L’antiebraismo wagneriano, nasce da questa reale necessità di purificare, dalle scorie alienanti delle razze infere, il sangue del Völk, per innalzarne la frequenza vibratoria e spirituale, in modo da renderlo adatto alla trasmutazione nell'UberMensch: L’Uomo Superiore. Un Tedesco che si unisce carnalmente con un Ebreo, con un Negro, o con un altro membro delle Razze non Ariane, commette un atto abominevole, perché, infettandosi biologicamente, impedisce lo sviluppo della propria perfezione genetica, e, bloccando l'accesso della forza vitale e spirituale che dovrebbe illuminarlo, al suo sistema cellulare, mentale, e psichico, toglie a sé e al suo Popolo una potenziale possibilità di realizzazione.

Wagner come Hitler, vive profondamente l'idea dell'Uomo-Dio, e s’interessa alle tecniche yogiche ed alchemiche, di trasmutazione delle personalità egoiche, e all'ascesi individuale verso l'onnipotenza Divina. Il Sangue, la Stirpe, l'Alito del Drago, la Terra brulicante d’esseri inferi ed inferiori, appartenenti ad una umanità degenerata, la Stregoneria, il Tradimento, L'invidia, la Gelosia, le Grida furiose della battaglia, l'Odio: sono tutti elementi che, pur trasposti in un universo mitico, riguardano il presente della Germania.

Le Opere wagneriane toccano il cuore e l'anima del popolo tedesco, proprio perché, pur proponendosi come antiche visioni di un dramma sacro, provenienti dal passato della Stirpe, testimoniano di emozioni e di eventi che i tedeschi vivono anche nel presente. Nel "Ragnarokk" del maggio 1945, Adolf Hitler, pronto a perire assieme al suo Völk, decide che il "Crepuscolo degli Dèi" non può che risolversi nella distruzione e nel suicidio rituale; in un sacrificio che vale come offerta per l'ulteriore rigenerazione del mondo.

 

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LA FILOSOFIA HITLERIANA

 

In seguito alla sconfitta della Prussia contro Napoleone, Johann Gottlieb Pielite (1762 - 1814) dall'Università di Berlino pronuncia i "Discorsi alla nazione tedesca”. Egli considera francesi e i latini come popolazioni inferiori, ed esorta la sua patria alla rigenerazione linguistica e biologica. Questa autorealizzazione Nazionale, avrà luogo nella Nuova Era: quella in cui, un'elite, finalmente priva di sciocche inibizioni morali, sarà capace di attuare una rinascita tedesca che rispecchi l'ordine cosmico. Queste idee si trovano anche nel "Mein Kampf" di Hitler.

Alla morte di Fichte, Georg W. F. Hegel elabora una teoria dello spirito universale, che si incarna nel concetto di Stato. Di qui nasce un universo morale assoluto, che richiede l'ubbidienza totale dei cittadini che, agendo in tal modo, sono e si sentono parte dello Spirito Cosmico e della Nazione. Questo, è il più alto privilegio concesso all'individuo, e specialmente in un periodo di guerra, detta la grande purificatrice, il tedesco ha la possibilità di dare il suo contributo all'armonia del sistema uomo-stato-cosmo.

La guerra, come esaltatrice di virtù, e l'adesione al concetto di Stato, sono i concetti fondamentali dell'opera di Heinrich von Treitschke, che tiene le sue famose lezioni di storia, seguite ed applaudite anche dagli ufficiali superiori prussiani, dal 1874 al 1896. La necessità di combattere, viene concepita da Treitschke come un bisogno fondamentale del tedesco; al punto che i pacifisti vanno condannati per l'immoralità del loro pensiero.

Friederich W. Nietzsche (1844- 900), è comunque il filosofo che, più d'ogni altro, influenza lo Spirito Europeo e Nordico, indirizzandolo verso una Battaglia epocale, capace di realizzare lo spirito germanico dell’Uomo superiore. Sono le sue teorie, assieme a quelle di Richard Chamberlain, a fare da base ideologica alla Rinascenza Germanica del II Reich, presto stroncata dalla Prima Guerra Mondiale.

Se il nuovo uomo ariano si rigenera nella sua purezza ancestrale, potrà attuare la Volontà di Potenza della propria Stirpe, governando sulle razze inferiori, ed instaurando un proprio nuovo ordine mondiale. Il francese J. A. de Gobineau, nella sua opera "Essai sur l'inégalité des races": Trattato sull'ineguaglianza delle Razze (1853-55), divide l'umanità in tre famiglie: bianca, gialla e nera. La razza bianca è la più antica e nobile, e proviene dall'Asia centrale, ma imbastarditasi nella mescolanza con le altre, ha gettato l'Europa nel caos ideologico e razziale.


Questa posizione ideologica, riscontrabile anche nella Teosofia e nel pensiero di Hitler e di Himmler, implica la necessità di riportare l'ordine nel cosmo, e di porre fine alle ibridazioni genetiche negative. Essa prevede la presa di coscienza di un problema razziale, e la ricerca di soluzioni che pongano fine alla mescolanza maligna, che ha portato all'impurità biologica le razze ariane.

La Questione Ebraica, è, difatti un problema che solo le stirpi Germaniche, ancora razzialmente molto omogenee, possono tentare di risolvere; con qualche probabilità di successo. “A quel tempo, gli occhi mi si aprirono su due pericoli, che fino ad allora non avevo conosciuto nemmeno di nome, e di cui, ad ogni modo, non capivo la spaventosa importanza per l'esistenza del Popolo Tedesco: Marxismo e Semitismo.”

 

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ADOLF HITLER

 

Adolf Hitler nasce a Braunau am Inn, una città bavarese divisa da un corso d'acqua, che costituisce, fin dal tempo dei Romani, il limes fra Germania ed Austria: l'Ostmark. A Braunau, al di quà ed al dilà del ponte, si parla lo stesso dialetto tedesco bavarese, che a Vienna nemmeno capiscono, e ogni abitante della città vorrebbe, in cuor suo, essere riunito alla Madre Patria Germanica, perché con la Vienna Asburgica non c'è mai stata, da queste parti, una reale intesa.

Ogni cittadino di Braunau aspetta, da secoli, la nascita di un Führer che elimini quell'odioso confine in mezzo al ponte, che non rispetta la volontà degli abitanti delle due sponde, spesso parenti. Tutti qui odiano cordialmente Vienna, che non si cura troppo di questa parte marginale dell'Austria Superiore. Carlo Magno, ala fine del VIII secolo, ha costituito la marca Orientale, ed ha usato il limes romano per fermare le popolazioni provenienti da Sud e da Est: Turcomanni e Irano-Caucasici.

Poi, dal 976, con la casa di Babemberg, il confine è diventato, per secoli, la trincea più avanzata del mondo cristiano. Gli Asburgo, custodi dell'ortodossia Cattolica, non solo continuano l'opera iniziata dai Babemberg, ma, a partire dal 1300, si impadroniscono della Carinzia, per le sue miniere; e poi del Tirolo e del salisburghese, che, per un certo tempo è appartenuto alla Chiesa. Per questo motivo si creano due amministrazioni, ma, nel 1518, Massimiliano, con la Dieta ad Innsbruck, costringe i nuovi territori a riconoscere l'unità del paese.

Un sodalizio per nulla spontaneo, che non viene rimosso neanche dalle riforme di Maria Teresa, che anzi, accentra tutto il potere a Vienna. L'Austria Superiore resta così, un territorio assai omogeneo e germanizzato, che guarda più alla Baviera e alla Germania, che ad una Vienna che, dal canto suo, cura i propri interessi ad Est, trascurando queste zone, e facendole sopravvivere con una misera economia pastorale. Linz, Salisburgo, Braunau si sentono vicine a Monaco, e non a Vienna; definita La Parassita.

Adolf Hitler nasce, dunque, al Gasthof zum Pommer, una locanda di Braunau, oggi trasformata in Volksbucherei: Biblioteca Pubblica; alle sei di sera del 20 aprile 1889. In quello stesso anno 1889, Houston Stewart Chamberlain, nato il 9 Settembre 1855, a Southsea in Inghilterra, giunge a Vienna, per continuare le sue ricerche sulla fisiologia delle Piante. Il mattino del 19 gennaio 1892, egli viene catturato da quello che egli poi chiamerà il suo "demone della scrittura"; che non può in nessun modo venire ignorato o disatteso. Spesso Chamberlain scrive in uno stato di trance, al punto da non riconoscere, dopo avere scritto un pezzo, il suo proprio lavoro. Egli è convinto che questo stato di chiaroveggenza, gli venga da una sorta di Alter Ego Daimonico, simile al Daimon di Socrate, ed è quindi determinato a diventare uno scrittore.

Il Lavoro più importante di Chamberlain è: “Die Grundlagen des neunzehnten Jahrhunderts, I Fondamenti del Diciannovesimo Secolo, del 1899. Hitler ha all'epoca 10 anni. L'idea centrale del libro è che la superiorità morale, culturale, scientifica e tecnologica della Civiltà Occidentale, provenga, in larga misura, dall'influenza positiva della razza Germanica, che include anche Slavi e Celti, nel progresso della storia attraverso le età.

Le altre razze, inclusi gli Ebrei, hanno al contrario agito, nella storia, come un fattore dissolvente e di arretramento vibrazionale degenerativo. Chamberlain si oppone ad ogni sistema culturale, religioso o politico che, a suo parere, abbia intenzioni globali, come la Chiesa Cattolica, l'Ordine dei Gesuiti, il capitalismo, e il Socialismo. Il suo libro diventa un best-seller in Germania, e, tradotto in Inglese e Francese, ha una enorme influenza sui suoi contemporanei. Per esempio, George Bernard Shaw scrive:

È un capolavoro di storia realmente scientifica. Non fa confusione e chiarisce molte cose. E' un grande divulgatore del pensiero. a differenza da una folla di meri specialisti.

Un predecessore di Chamberlain è, come abbiamo visto, Joseph Arthur,Conte de Gobineau ( 1816-1822), che, nel suo "Saggio sulla ineguaglianza delle Razze umane" (1816- 1882), ha argomentato sulla superiorità degli Ariani del Nord, preconizzando il loro declino; a causa della mescolanza con altre razze. Incidentalmente, anche de Gobineau è amico di Wagner, che lo reputa un vero e proprio genio.

"Nous ne descendons pas du singe, mais nous y allons" Noi non discendiamo affatto dalle scimmie, ma ci stiamo arrivando.

Un tema ricorrente nell'opera di Chamberlain è l'idea che Gesù non sia Ebreo. Egli non ha di questa sua certezza alcuna prova, e lo ammette, ma offre alcuni indizi che rendono plausibile quella che, per lui, è già di per sé un'evidenza.

1. Il Re Solomon comprò la Galilea dal re di Tiro (1 Re 9:11) perchè, secondo Chamberlain, la regione era scarsamente popolata da Ebrei.

2. Gesù naque, non nella Giudea Ebraica, ma in quella Straniera, e Gelil haggoyim significa distretto degli stranieri“.

3. Gesù stesso denuncia i Giudei: Matteo 8:12:... ma i Fanciulli del Regno[ovvero gli Ebrei. saranno rigettati nelle tenebre esterne .“; Giovanni 8:47: „ Chi appartiene a Dio ode le parole del Dio; ma essi non le odono, perchè non appartengono a Dio. Poi risposero i Giudei e Gli dissero: Non ti capiamo, perché sei un Samaritano.“; Matthew 23:33: „ Voi serpenti, voi generazione di vipere...“

Per Chamberlain, il Cristianesimo si è sviluppato in un sistema totalitario omicida, a causa di due fattori: L'emergere della Chiesa cattolica dal Caos razziale, dopo la caduta dell'Impero Romano; e le Leggi dell'Antico Testamento, che possono essere attribuite all'influsso ebraico. Solo dopo i secoli del terrore, portati dalla Chiesa cattolica Romana, le forze Germaniche, incarnate da Francesco d'Assisi, Martin Lutero ed altri, hanno mutato il Cristianesimo nella religione che il Cristo aveva previsto.

Al tempo di Chamberlain, l'Imperatore Wilhelm II è convinto da queste teorie, e afferma anche che il Vecchio Testamento deve venire epurato da ogni residuo legame fra Cristianità e Giudaismo.Un altro tema ricorrente nell'opera di Chamberlain, è la somiglianza fra il pensiero Germanico e il brahmanesimo Indiano: l'Antica filosofia Indo-Aryana. Egli spesso cita le Upanishads, i Veda e gli altri testi sacri degli Hindu; e, per illustrare questa idea, scrive un testo: Arische Weltangschauung, Visione del Mondo Aryana.

In questo libro esprime l'opinione che la conoscenza della filosofia Indo-Aryana, possa servire a controbilanciare la visione del mondo Semitica, e che i saggi Indiani possono mostrare agli Occidentali lo scopo reale di questa civilizzazione. Chamberlain rimane affascinato da Richard Wagner, e assiste alla Premiére, e alle 5 rappresentazioni successive del Parsifal, a Bayreuth; durante il luglio 1882. Wagner muore l'anno dopo il loro incontro, ma il suo genio ha una influenza profonda e definitiva su Chamberlain.

Nel 1895 egli pubblica il suo secondo libro su Wagner: Richard Wagner, un'importante opera popolare, che rimane un classico. Diviene poi membro onorario della Akademische Wagnerverein viennese, e, durante la sua vita, scrive 50 importanti saggi su Wagner e sulla la sua musica. Uno di questi, Künstlerische Dankbarkeit, che compara Wagner e Franz Liszt, vienne letto dalla figlia di List, Cosima Wagner, che, nel 1888 invita Chamberlain ad incontrarla. Così inizia una lunga amicizia, che dà luogo anche ad una intensa corrispondenza, e che dura fino al 1908; anno in cui Chamberlain sposa la sua seconda moglie: Eva, la figlia di Richard e Cosima Wagner.

Dopo Nietzsche e senz'altro contemporaneamente a Wagner, se non prima, Chamberlain ricopre un ruolo spirituale determinante per la presa di Coscienza dell'Anima Germanica. La sua fede pangermanista, e la sua concezione dela Stirpe ario-germanica, preservabile da ogni contaminazione semita, soltanto con misure eugenetiche efficaci e rigorose, così come la sua esposizione di una Mistica Ariana, capace di sconfiggere totalmente gli Ebrei, opponendosi decisamente alle loro ideologie religiose e politiche, falsamente liberali, umanitaristiche e democratiche, viene accolta con enorme favore negli ambienti Nazionalisti del Secondo Reich.

Già negli scritti precedenti al 1914, Chamberlain esprime il proprio desiderio di vedere finalmente, gli ebrei tedeschi, nella situazione legale e sociale che corrisponde alla loro vera posizione che essi occupano, per propria scelta attiva, nell'ambito della Nazione Germanica: quella di nemici, di ostili profittatori, e di cittadini “stranieri”. Egli reclama, quindi, la loro espulsione, in caso di resistenza o di non adattamento a questo nuovo statuto: l'unico davvero equo, per la salvaguardia razziale degli Ariani.

Dagli estratti delle sue opere polemiche, vengono pubblicati sette milioni di copie di un “ Catechismo Pangermanico”, che, nel 1916, costituisce il Vademecum del soldato tedesco. In questo opuscolo, il “ filosofo dei Germani”, come lo chiama l'Imperatore Guglielmo II, dimostra la superiorità socio- culturale ed etnica dei Tedeschi, e sostiene che la Germania deve avere, per soli confini, il Mondo. intero. Egli accenna all'Ordine dei Cavalieri Teutonici, e pur senza attaccare frontalmente la Chiesa cattolica o quella protestante, ricorda ai soldati tedeschi che si trovano al fronte, che essi sono i depositari genetici di una stirpe sacra e di valori ancestrali divini.

La Teoria Razziale, apertamente antiebraica di Chamberlain, non sorprende e non indigna nessuno, se non gli stessi ebrei, ma trova, invece, vaste adesioni negli ambienti aristocratici e popolari tedeschi. Per Chamberlain non vi è al mondo nulla di bello, puro, ed intelligente che non sia di origine Ariana. I Greci sono, difatti, uomini nordici, che hanno illuminato, con le loro idee luminose e con la loro Arte suprema, l'intero bacino del Mediterraneo. Il futuro dell'Europa, cioè della intera civiltà mondiale, è, per Chamberlain nelle mani della Germania, perché, nel carattere dell'Uomo tedesco, la razza umana raggiunge il suo apice espressivo. Il Tedesco è, allo stesso tempo, Poeta e organizzatore; Filosofo e Guerriero capace d'azione decisa. Così egli scrive in una lettera all'Imperatore, aggiungendo:

“Se la Germania non tiene conto delle sue virtù e delle sue qualità, perirà senza avere adempiuto alla sua missione e al suo destino grandioso; allora la sua civiltà sarà il bottino e la preda dei Barbari. Tutte le Nazioni sono senza futuro, tranne la germania, i cui nemici sono i cattolici e i democratici giudaici”.

L'Imperatore di Germania, Wilhelm II incontra per la prima volta Chamberlain dal Principe Eulemburg, e poco dopo lo invita al suo palazzo reale di Potsdam. Wilhelm è deliziato da questo inglese che porta alle stelle la razza germanica, e in una lettera a Chamberlain scrive:

“ Le vostre pagine mi sono giunte come una rivelazione. Dopo everle studiate a lungo, sono stato colpito fino all'evidenza, da questa virtù ammirevole di cui la Divina Provvidenza vi ha dotato; di avere la capacità di trovare, per i pensieri che occupano e tormentano il mio spirito, la forma definitiva. La gioventù ha bisogno di una guida come lei, per aprirci alla sorgente Indo-Ariana. E' Dio che ha mandato al popolo Tedesco il vostro libro, e voi a me personalmente.

Chamberlain diventa amico e consigliere di Wilhelm II, e, In una delle sue lettere, dice all' Imperatore:

“La Germania [...] può ottenere il completo controllo del mondo; parzialmente con mezzi politici, in parte attraverso il linguaggio, la cultura, le metodologie, solo se giungerà a prendere in tempo una nuova direzione; il che significa la rottura finale con gli ideali di Governo Anglo-Americani. La Libertà di cui la Germania necessita è la [...] illimitata libertà di pensiero, di religione, di scienza — non la libertà di governarsi malamente “

“ Solo il Germanico, quintessenza degli Ariani, possiede una vera vocazione religiosa: deve quindi creare, senza indugio, una Fede originale e feconda, invece di lasciarsi deformare e indebolire mentalmente dalle razze inferiori. La Casa degli Hohenzollern è chiamata a restaurare e rinnovare il mondo intero, grazie ad uno Spirito, una Volontà, una Potenza ed una Organizzazione, di cui solo essa conosce il segreto di essenza divina.”


Le lettere del filosofo nutrono la fede di Wilhelm II, nella missione sacrale della Germania. La corrispondenza Mistico-Politica fra Chamberlain e Wilhelm II Hohenzollern, inizia nel Gennaio del 1901, e durerà per 25 anni, fino alla morte di Chamberlain stesso. L'Imperatore dei Germani traccia il piano sistematico per un Regno universale, i cui punti principali sono:

1.    Divisione del Belgio fra Germania, Olanda e Lussemburgo.

2. Passaggio di alcune Colonie Inglesi in Africa ed Asia alla Germania. Specialmente l'India, popolate da Ariani.

3. Cessione alla Germania del Nord-Est della Francia, già appartenute nel Medioevo al Sacro Impero dei Franchi-Germanici.

4.    Neutralizzazione della Russia, con la ricostruzione di un Regno di Polonia, dominato dai Teutonici, e dagli Austriaci.

5. Restituzione all'Impero Germanico, delle province tedesche del Baltico, culla dell'espansione dei Tedeschi verso Est.

6.    Formazione del Grande Regno Germanico del Nord, con Svezia e Finlandia, governate da principi di sangue tedesco.

Questa vasta organizzazione del mondo, sotto la tutela della Germania, riprende il progetto del XIII° secolo che Federico II Hohenstaufen, e il suo consigliere, Hermann von Salza, Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici, hanno immaginato. Riprendendo il culto di Odhinn/Wotan, Dio invitto ed invincibile dei germani, i Tedeschi sono destinati a regnare sul resto del mondo.Alla vigilia delle ostilità, l'Imperatore scrive a Chamberlain:

“Ripeto dopo di lei: questa guerra è quella fra due diverse concezioni del mondo:quella germanica, che combatte per la morale, il diritto, l'onore, la fedeltà, la razza, la vera umanità: quella del sangue puro, della verità e della liberta; contro i servi di Mammona, le potenze del denaro, della menzogna, del tradimento, dell'assassinio, dell'ibridazione razziale e delle razze degenerate. Non si possono quindi conciliare. Una deve vincere, e l'altra deve perire.”

A ciò l'amico fedele risponde:

“ Assistiamo al combattimento spietato del giudaismo e dell'americanismo: alla lotta della cultura ebraica materialistica e meccanicistica, contro la civiltà delle antiche razze nobili, sante ed elette.”

Nello stesso momento spazio-temporale, Oswald Spengler scrive:

“ La Prussia è il baluardo e l'inespugnabile fortezza che si oppone al doppio assalto portato su due fronti: delle razze inferiori, e delle razze di colore.”

Dopo che l'Inghilterra s’è alleata alle forze dell' Intesa, nella Guerra Mondiale (1914–1918), un Chamberlein assai contariato accusa la propria Madre Patria di aver tradito la razza Germanica. Durante la guerra scrive una serie di Kriegsaufsätze, come propaganda Germanica; questi scritti di guerra hanno un grande successo e vengono stampati e venduti in centinaia di migliaia di copie, i cui proventi vanno alla Croce Rossa. Più di uno di questi saggi menziona la venuta di un futuro Leader:    “L'uomo con il cuore di un leone”.

Nel suo scritto Der Ville zum Sieg, La Volontà di Vittoria solare, del 1916, egli scrive: “Die Deutschen stehen bereit; ihnen fehlt nur der vom heiligen Geist eingesetzte Führer“
I Germani sono preparati per Lui, e ora non manca che un Führer; mandato da Dio.

In seguito egli pone nei suoi scritti la nozione del “Dolchstoßlegende”, la pugnalata alle spalle, che giocherà un ruolo assai importante nella Germania post-bellica. L'idea è che elementi infami, „Niederträchtige“ all'interno del Paese, vogliono vedere la Germania perdere la guerra, per potersene impadronire; dopo la distruzione dell'Impero. Nel 1915 H.S. Chamberlain riceve la Croce di Ferro, per i servizi resi all'Impero Germanico, e, avendo dimostrato la sua profonda lealtà alla Germania, Chamberlain, nel 1916, diviene cittadino tedesco.

Ma la Germania perde la guerra, ed è costretta a firmare l'infame Trattato di Versailles, che ha lo scopo di rovinare economicamente il Paese, impedendogli ogni ulteriore iniziativa bellica. L'aspetto economico di questo trattato, ha conseguenze devastanti; dato che l'Occupazione delle truppe Alleate, in Germania, è accompagnata dalla distruzione sistematica di tutte le grandi Industrie. Questo schema di distruzione capillare dell'industria, e dell'economia tedesca, ha lo scopo di far emigrare, fuori del paese, tutti gli investimenti di Capitale; lasciando spazio ad un'industria minore, non tedesca, che può approfittare dell'enorme vantaggio del nuovo corso politico. L'esecuzione delle clausole di Versailles, producono, in Germania, una super inflazione monetaria, e costituiscono una base operativa ideale per i gruppi di estremisti politici bolscevichi, e socialisti; che mirano ad impossessarsi del potere; come è avvenuto in Russia nel 1917.

La Guerra porta Innumerevoli vittime, la caduta degli Imperi Centrali, la fine della Russia Imperiale, l' installarsi del Bolscevismo ebraico-rivoluzionario dei Sovieti; tuttavia la fede dei Tedeschi nel loro destino resta intatta. I fondatori del Pangermanesimo, quando l'Imperatore Guglielmo II si ritira nell'esilio olandese, non si perdono certo di coraggio.

Houston Stewart Chamberlain proclama, ancora una volta la necessità di proseguire il combattimento, forse per mezzo di altre mani; senza gli Imperatori, ma in nome degli stessi valori Teutonici.

“ Ho, come prima della catastrofe, la convinzione indissolubile che Dio ha Creato il Popolo Tedesco per la salvezza dell'intera umanità. Sperare, attualmente, mi riesce difficile, ma la mia fede non si esaurisce per questo; al contrario, diviene ancor più solida dentro di me. Una Germania migliore potrà riprendere il progetto che è ora tristemente naufragato.
Se si trovasse un giovane Capo, quest'uomo geniale sarebbe certamente in grado di risollevare le sorti della Nazione!”


Chamberlain incontra Adolf Hitler il 30 Settembre 1923, a Bayreuth, nel “ Giorno della Germania”, e guarda a lui come al Saggio della Germania futura. Dopo questo incontro, gli scrive:

“ Non vi è modo di capire le descrizione che vi dipingono come un fanatico; io penso che voi siate l'esatto opposto di un fanatico. Il Fanatico vuole persuadere il popolo, voi volete solo convincerlo. Non cesserò di ricordare e dimostrare, che i Tedeschi possono ancora, benché siano un insieme di etnie composite, elevarsi alla purezza razziale, e che la religione, la cultura, e la razza, saranno sempre la base indispensabile del Pangermanesimo.”

Questa lettera è per il giovane Hitler un successo enorme, perché l'approvazione del famoso scrittore attrarrà certamente nuovi membri nel suo nascente movimento politico. Dopo Lo sfortunato Putsch di Monaco, Hitler viene imprigionato a Landsberg, dove scrive il suo manifesto politico: il Mein Kampf. Sfortunatamente, le lettere dal carcere, inviate da Hitler a Chamberlain sono andate perdute. Il Mein Kampf si riferisce a Chamberlain solo una volta:

“Quelli che hanno avuto il governo del Paese nelle loro mani, si sono mostrati indifferenti ai principi di saggezza civile, espressi da pensatori come H.S. Chamberlain, esattamente come lo sono gli attuali leaders politici. Questa gente è troppo stupida, per pensare autonomamente”.

Il Titolo del Mein Kampf, echeggia, incidentalmente, Der Kampf, la terza parte dei Fondamenti di Chamberlain, che discute della battaglia fisica e intellettuale dei Germanici contro l'imperialismo Cattolico Romano, e contro la Teocrazia Ebraica. Ad ogni modo, Hitler condanna gli scolari nazionalisti Germanici, che scrivono e scrivono, senza mai passare all'azione.:

“ Nessuno dotato di buon senso darebbe loro un posto di preminenza; a questi Matusalemme teutonici che hanno predicato inefficacemente alcune idee, per un periodo di quarant'anni, finche le loro idee ed essi stessi non sono entrati in uno stato di senile decadenza.. Ciò è tipico di queste persone che posano ad antichi Eroi Teutonici, mentre, in realtà non sono che degli inimmaginabili poltroni.”

E' possibile che Hitler, in questo passo abbia in mente Chamberlain, con cui, pur rispettandolo, dissente; in merito alle idee di questo discepolo di Wagner sulla Cristianità Germanica. Nei suoi discorsi a tavola, Hitler dice:

“ La Ragione per cui il Mondo Antico era così puro, luminoso e sereno, è che esso non conosceva nulla di due grandi orrori: la Varicella e la Cristianità. A mio parere, H.S. Chamberlain si sbagliava riguardo al Cristianesimo, valutandolo una realtà a livello spirituale. Chamberlain era convinto dell'influsso ebraico sul mondo germanico, e che gli Ebrei costituiscano un pericolo per ogni cultura, ma si opponeva ad una soluzione drastica della “ Questione Ebraica”; dicendo che non bisogna torcere loro un capello, e, come molti nazisti, non credeva in una Cospirazione mondiale ebraica.”

Chamberlain colpisce certamente Hitler, Hess Goebbels, Eckart, Himmler, von Schirach, e soprattutto Rosenberg, che lo ha letto, e dice di esserne stato influenzato. Hans Kerrl, il Ministro per gli Affari della Chiesa, e Hans Schemm, il maestro di scuola di Bayreuth, che diventerà Kultusminister, della Baviera, sono anch'essi suoi fieri ammiratori, come molti intellettuali nazisti: Hans F. K. Günther, Alfred Bäumler, Walter Frank, Ernst Krieck, e il Fisico premio Nobel Philipp Lenard che gli tributa un filiale rispetto.

Altri suoi ammiratori sono Lord Redesdale, D. H. Lawrence, il Senatore Americano Albert J. Beveridge, il vincitore del premio Nobel Albert Schweitzer, e il filosofo mistico olandese P.H. Hugenholtz. Nel maggio 1926, Hitler visita l'anziano scrittore per l'ultima volta. Un passaggio di uno scritto di Goebbels descrive l'incontro riferitogli da Hitler:

Scena straziente: Chamberlain in un angolo. Spezzato, flebile, con le lacrime agli occhi. Egli stringe le mie mani e non vuole lasciarlmi andare. I suoi occhi bruciano come fuochi. Grazie a te, padre spirituale. Pioniere e guida in questo viaggio! Io sono profondamente commosso. Prendo commiato. Egli mormora, vuole parlare e non può- e poi mormora come un bambino! Mi scuote lungamante la mano! Arrivederci! Tu sarai con noi che stiamo per scomparire. Fuori la pioggia è battente. Vorrei piangere, gridare.

Houston Stewart Chamberlain muore alcuni mesi dopo, a 71 anni, il 9 Gennaio 1927; a Bayreuth. L'ultimo libro da lui scritto è Mensch und Gott, L'uomo e Dio, un appello per un nuovo Cristianesimo, senza dogmi e sacramenti. Sulla sua lapide verranno incide le parole: „Das Reich Gottes ist inwendig in euch“. Il Regno di Dio è dentro di te.

 

 

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VÖLK

LA FRATELLANZA DEL SANGUE.

 

Völk significa Popolo, Razza, Stirpe, Lignaggio, Legame genetico e di sangue: Parentela. Il vero significato della parola, trascende tuttavia quello della definizione biologica, ed ha un significato che attiene più alla sfera spirituale che a quella materiale. Si parla di Völk, per identificare una comunità di individui, di matrice ario-germanica, che sentono vibrare, dentro di sé, il medesimo anelito alla purezza del sangue, e che, partecipando della Natura, percepiscono la forza vitale e l' essenza trascendente e cosmica che li unisce; e che li collega indissolubilmente gli uni agli altri, nel vincolo della Somiglianza.

Völk è il popolo che, abitando un determinato luogo, è diventato pienamente consapevole di essere una manifestazione interrelata della Natura, e del Genio di quel luogo, e accetta volontariamente di subirne e condividerne l'influsso; e la Potenza. I teorici Völkisch affermano che i Germani, nati in una zona geo-climatica nordica, austera e misteriosa, sono profondamente sensibili alla luce esterna e all'illuminazione interiore; e sono attratti e guidati, inconsciamente, da un intimo anelito fosforico, concepito anche come lucido splendore divino.

Questa propensione genetica per il fulgore Lucifero, è in diretto rapporto con una innata conoscenza intuitiva, che deve però venire recuperata e riattualizzata; per riformularsi come sistema filosofico e meditativo coerente, che la liberi dalla latenza della dimensione inconscia, riportandola al livello della Chiara Luce della Consapevolezza. La dottrina razziale germanica, riassume e ristruttura la sensibilità Völkisch, configurandola su livelli di indagine e di conoscenza scientifica.

La consapevolezza della stretta relazione, esistente tra la natura del luogo di nascita, e le caratteristiche razziali, psicologiche, caratteriali, spirituali e qualitative, di un individuo e di un popolo, o Völk, non può che portare alla decisa ripulsa delle influenze alienanti e degeneranti, che provengono dalle razze, dai luoghi, e da caratteri estranei; mutandosi, poi, in un acceso e lucido antiebraismo, che, smettendo di essere sotterraneo, esce finalmente alla luce; con filosofi come Otto Gmelin, Friederich Ratzel, Wilhelm Heinrich Riel, Bertold Auerbach, e molti altri.

 

 

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SANGUE, COSMO, E NATURA

 

Se, infatti, i Tedeschi anelano alla Luce, che non è solo fisica ma anche spirituale, i popoli semitici, che provengono da lande deserte e sterili, sono dotati, invece, di scarsa spiritualità e di preponderanti attitudini materiali, e dedicano la propria vita al profitto, e ad attività esecrabili; come l'usura. Lo studio eugenetico per la protezione della Razza, promosso durante il III Reich, si fonda su basi scientifiche, e si avvale di meticolose indagini mediche, razziali, ematiche, antropologiche, ed antropometriche. Lo scopo dichiarato è quallo di ottenere, in breve tempo, la purificazione, il miglioramento, e la rigenerazione della stirpe Ariano Germanica.

La sensibilità del völk germanico nasce dal suo innato radicamento al luogo di nascita, e della "forza vitale" ad esso inerente. Questa tesi, condivisa anche da non germanici, come George Bernard Shaw, postula, per il popolo germanico, un'energia che lega l'individuo, appartenente a questo völk, ad un implicito destino di potenza e supremazia; derivante dalla sua qualità spirituale e psicofisica superiore.

La posizione della Corrente völkisch è nettamente antimodernista ed anti-industriale, poiché rigetta il progresso tecnologico, pronunciandosi in favore di un ritorno alle campagne, e all'universo naturale di origine, in cui il popolo tedesco può ritrovare la sua effettiva genialità; attualmente smarrita e confusa, a causa dello sradicamento operato dalla civiltà industriale, che ha allontanato l'individuo dal suo völk e da sé stesso.

La Natura è un essere vivente, spontaneo, colmo di forza vitale, a cui è possibile attingere energia, per purificarsi in essa; con una volontaria immersione spirituale. Si tratta, chiaramente, di un sentimento di comunione spirituale, animica e mistica, che rende capace solo l'individuo che appartiene al medesimo völk, di percepire, chiaramente, il legame che lo collega alla Natura del Luogo e a tutti i membri del medesimo gruppo, fruendo delle qualità caratteriali e spirituali che irradiano da quell'Omphalos di nascita.

Nessuno straniero, alieno od estraneo ad un dato völk, può appropriarsi delle qualità di quest'ultimo, né trovare una qualche autorealizzazione spirituale reale, al di fuori del proprio alveo razziale e genetico. Tuttavia, il concetto di völk , di popolo o razza, non va affatto limitato all'interno di un ambito meramente Nazionalistico, dato che i membri dello stesso Ceppo razziale, possono appartenere anche a Stati territorialmente diversi, pur presentando caratteristiche somatiche, caratteriali e spirituali simili.

Allo stesso modo, una Nazione può venire divisa in due o più parti dalle differenti Anime degli abitanti. L'uomo coerente con l'ideologia völkisch, abbandona ogni illusione illuministica, razionale od empirica; lascia ogni sciocca arroganza biblica, che lo vuole dominatore della natura, per entrare, umilmente, nella dimensione naturale della condivisione cosmica; che lo porta a realizzarsi, individualmente e spiritualmente, in armonia razziale, biologica, e genetica, con la propria reale natura originaria.

II Völk si manifesta anche come entità storica proveniente dal remoto passato, e l'individuo di stirpe ariano germanica sente vibrare, nel proprio sangue, il retaggio atavico della sua razza pura, così bene viene descritta nel "De Bello Gallico" di Cesare e, soprattutto, nella "Germania" di Tacito: Chiara, Forte, Bionda, Piena di energia esplosiva. Tuttavia, la tensione spirituale non trova una corrispettiva azione reale e politica: i moti e le rivoluzioni del 1848, malgrado le speranze, non hanno portato ad una unificazione reale della Germania e del Popolo tedesco. Alla proclamazione del Re di Prussia come Imperatore, da parte di Bismark nel 1871, segue il governo del Secondo Reich, che si occupa prevalentemente di problemi burocratici, che nulla hano a che spartire con la realizzazione spirituale dell'unità del völk tedesco.

In effetti, il II Reich, tradendo la sensibilità völkisch, si preoccupa di rafforzare la propria stabilità politica ed economica, aumentando l'industrializzazione e l'inurbamento, a scapito del legame naturale del popolo con la sua terra. Il nuovo Reich, salutato dagli entusiasmi maturati nell'attesa di una a lungo desiderata unità politica, e spirituale, opera una Realpolitik Bismarkiana che diviene, ben presto, la fonte di una cocente delusione popolare.

Ci si rivolge allora al passato, in una ricerca delle proprie origini razziali, per ritrovare nella propria natura e nel concetto di völk quella similianza ed unità spirituale che è stata per così tanto tempo disattesa. Il Processo energetico e psichico di adesione archetipica popolare scatta, allora, come una molla, manifestandosi in un generale ritorno alla Natura, e alla spiritualità cosmica, e focalizzandosi nel fenomeno epocale dei Wandervogel; gruppi di giovani che organizzano lunghe gite domenicali nelle foreste tedesche, alla ricerca della propria identità spirituale.

Non si tratta di una semplice insofferenza politica, perché questi gruppi, che diventano sempre più estesi ed organizzati, hanno come scopo il ripristino degli antichi riti, e delle usanze rituali germaniche. Molti di essi svolgono ricerche approfondite, per ritrovare e riattualizzare gli antichi culti solari. Come portatori del Geist, lo Spirito del proprio Völk, o Stirpe ariana, essi sentono la potenza della forza vitale del Vril, spingerli verso un punto di rigenerazione genetica.

Si tratta di una rinascita, di un pregressus ab uterum: un'uscita dall'utero della propria stirpe, in un evento iniziatico che realizza, in chi vi partecipa, la coesione, le certezze, e la consapevolezza del proprio !”Dharma Pagano” e della esatta propria collocazione all'interno del Völk Ariano; in un profondo legame con la Madre Terra, che solo così può compiersi davvero.

La dottrina hitleriana della Herrenvòlk, la razza nobile che deve affermarsi, come la si ritrova nel "Mein Kampf, ha le sue radici nel movimento Völkisch. Il simbolo dell'albero Irminsul, che si ritrova spesso negli scritti del movimento, indica la forza del contadino tedesco; che si radica nella terra e si protende verso il Sole e il Cosmo, richiamando in sé il potere di Yggdrasyll, il mistico albero della conoscenza, concepito dai Germani come Axis mundi.

Non facendo parte dello stesso Völk, l'ebreo è uno straniero in un territorio estraneo; un essere demoniaco che vuole infiltrasi subdolamente , e minare alla base la felicità del popolo germanico, distruggendone le radici. Paul de Lagarde, filosofo Völkisch della seconda metà del XIX secolo, è dell'idea che sia necessario esiliare gli ebrei nel Madagascar, dato che "non si può discutere con dei bacilli". Nel 1942 Hitler riprende la stessa idea:

"La battaglia che noi intraprendiamo è della stessa natura terapeutica della battaglia intrapresa nel secolo scorso: da Pasteur e da Koch".

 

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IL BÜND GERMANICO

 

Una caratteristica della Storia germanica, dal Medioevo sino al 1933, l'anno in cui Hitler diviene Cancelliere del Reich, è la tenace ricerca di una Unità Nazionale; con un governo Forte e centralizzato. Questa necessità politica, animica, e spirituale, dà origine ad un’intensa tensione emotiva che, protrattasi per oltre quattro secoli, sfocia nel XIX secolo, in una rinascente sensibilità romantica e popolare per la presenza degli archetipi.

Nell'Animo del Popolo germanico, come nel subconscio dei singoli Tedeschi, si ridesta, dopo un lungo sonno, la vibrazione ancestrale del Dio Odhinn/Wotan, che apre il varco dello spazio psichico ariano alla propria Corrente mistica: l'Asatru Germanico. I Popoli Germanici, si sono sempre distinti per una particolare forma mentis, che li porta a riunirsi in associazioni, o Bünd, ed hanno dato vita, nel tempo, ad una miriade di Società esoteriche, ermetiche, o Rosicruciane. I vari "Manifesti rosicruciani e la Fama Fraternitatis”, sono stati infatti "pubblicati per la prima volta, a Kassel: nel 1614 e 1615".

L'illuminismo, ha tentato di arginare e di eliminare razionalmente gli Archetipi divini, ma, in Germania, non è riuscito a cancellarne il nucleo quintessenziale; ovvero le strutture inconsce, mitiche, ed immaginali, di cui essi si nutrono. Gli Archetipi sono quindi rimasti in uno stato di latenza, o di sonno sospeso, pronti a riapparire ed a manifestarsi nuovamente nel reale; alla prima occasione favorevole. La successiva crisi del razionalismo, prodotta nella Germania del XIX sec. da Fichte, Hegel, Wagner, Nietzsche, e dai Filosofi völkisch, unita alla consapevolezza del tradimento e del complotto Alleato patito, alle frustrazioni conseguenti ad una immeritata Sconfitta bellica, e alla disastrosa depressione economica che ne è seguita, hanno un effetto catartico sull'animo Tedesco, e portano al compimento politico, nello Stato sovrano del III Reich hitleriano, che è quello del Rinato astro Germanico, tutte le forme archetipiche che incarnano il lato Occulto, Divino, Sacro, e Spirituale della Germania, e che si manifestano come il ritorno del Dio Odhinn/Wotan.

Nelle grandi assemblee come quella di Norimberga del 1938, l'archetipo fuoriesce prepotentemente nella realtà, annullando ogni possibile incertezza e difesa psichica. Si manifesta nell'estasi della folla in delirio, e ritorna al suo Popolo, invasandolo con i propri poteri e le proprie qualità vibrazionali. Questa “possessione archetipica Odhinica”, ri-evocata ed innescata dai dirompenti discorsi di Adolf Hitler, è quella connaturata alla    conformazione psichica e alla struttura mentale tedesca, che corrisponde ad Odhinn/Wotan, il Dio shamanico ed errabondo che è l'energia dell'Ispirazione interiore, della Poesia Runica, e del Movimento giovanile dei Wander-vogel, o uccelli migratori.

Questi fanciulli ariani, già nel XIX secolo hanno percorso in lungo e in largo la Germania, vagabondando mossi da una insopprimibile adorazione del divino nella Natura, dalla adesione al proprio Lignaggio Ancestrale, e ad un intenso senso del sacro. Essi non hanno formato una Nuova Religione organizzata, perchè la loro Fede ed adorazione è quella dei loro Antenati. Quella dei Wandervogel, è, difatti, una delle prime epifanie dell'archetipo Odninico, presentatasi in maniera assolutamente naturale, come un desiderio struggente di recuperare un’intensa ed intima comunione con la Natura: presenza evidente degli Dei.

Carl Gustav Jung dirà:

"Come è noto, quel Dio nacque nella Jugendbewegung (movimento giovanile) tedesca, e fu onorato, fin dall'inizio della sua resurrezione, con sacrifici cruenti di pecore. Erano quei giovanetti biondi che, armati di zaino e chitarre, si vedevano aggirarsi instancabili su tutte le strade d'Europa: i seguaci del Dio errabondo. Più tardi, verso la fine della Repubblica di Weimar, si diedero al vagabondaggio le migliaia e migliaia di disoccupati, che s'incontravano dovunque; vaganti, senza meta. Nel 1933, già non si girovagava più; si marciava a centinaia di migliaia, dai bambinelli di cinque anni ai veterani. Il movimento hitleriano rimise letteralmente in piedi l'intera Germania, dando vita allo spettacolo di una nazione che migrava al passo. Odhinn/Wotan, il viandante, si era finalmente ridestato.

La coincidenza dell'antisemitismo, ovvero della presa di coscienza ariana, con il risveglio di Wotan è una finezza psicologica, che vale la pena di notare. I giovani che celebravano il solstizio, non furono i soli a percepire quel frusciare presente nella foresta primigenia dell'inconscio; esso era già stato intuito profeticamente anche da Nietzsche, da Schuler, da Klages e da Stefan George ".

 

 

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ODHINN-WOTAN:

L'ARCHETIPO, LE RUNE , E GLI DEI

 

Per i Movimenti Völkisch, come i Wander-vögel, si tratta, principalmente, di operare una risorgenza dell'Egregora Ariana; componente fondamentale di una più ampia Dottrina Segreta Ariosofica, nella quale, la lotta contro l'Egregora Iahvèica, tripartita, fa parte del piano di recupero dell'antica Sapienza del Lignaggio Primordiale Ódinico.

Va difatti compreso che la costituzione e i Poteri delle Egregore divine, artificiali, dipendenti da un dato gruppo religioso, è ben diversa dall'esistenza indipendente, e non condizionabile, delle Energie Cosmiche del Multiverso, che sono Entità Sovra-Naturali Archetipe: Dei e Geni presenti ab initium, nell'Ologramma Cosmico, e infusi, come un dono, nella Psiche individuale della Razza Ariana.
Questi Poteri sfavillanti, che lo Shamano, l'Alchimista, il Witki e il Mago, ricevono e riverberano in sé, visualizzandone le immagini, e ponendosi in relazione con essi, esplodono nella sua Psiche, espandendosi come esperienze di salvezza e purificazione interiore; che aboliscono, per prima cosa, l'invadenza, l'arroganza e la prepotenza delle Egregore religiose semite, frantumandone le Leggi e i dogmi.

Il Witki Ódinico ottiene i propri Poteri, e Forze Runiche, proprio dal suo richiamarsi e collegar si all'Idea archetipica, del suo Dio sovra-umano e super-conscio, che non è un'invenzione egregorica collettiva, ma il proprio D.I.O. o Dominante Individuale Olografico; il proprio Dämon: Ódhinn.

Anti ebraismo ed occultismo ariano-solare e runico, sono quindi, dal punto di vista di questo ordine di cose, fattori operativi basilari e ovviamente irrinunciabili. Le Rune sono state rivelate ed offerte all'umanità ariana, come un dono ed una benedizione, che consente di comprendere in profondità le meraviglie della Natura, e il fine nascosto della nostra esistenza individuale.

Runa significa Segreto, ed è una conoscenza occulta, trasmessa oralmente e per contatto diretto, con le forze spirituali presenti nei vari aspetti della Natura; Energie chiamate Dei, in quanto la loro Intelligenza, e il loro Potere, supera di molto quella della specie umana. A questa conoscenza si accede per iniziazione, attraverso un contatto diretto e personale con ciò che si desidera conoscere; si tratta di una gnosi esperienziale, che si può sviluppare solo praticandola all'interno e in sé stessi. Le Rune decondizionano l'individuo dall'esterno, e gli insegnano a guardare in sé stesso, sperimentando direttamente il rapporto fra Materia e Spirito; Manifesto e Immanifesto, Esterno ed Interno.

Esse indicano il possibile moto di trasmutazione, delle forze presenti in natura e in noi stessi; sono Potenze che racchiudono, e rendono possibile, uno sviluppo dinamico. La Natura non è un Oggetto, ma un Processo, in cui il passaggio dall'essenza invisibile, alla manifestazione visibile, è reso evidente come espressione della Sostanza Spirituale, implicita. Per questo motivo, lo Spirito può essere coltivato e sviluppato; come scopo della nostra vita: in una Forma di manifestazione aderente al nostro Essere.

Se ci avviciniamo alle rune per comprenderle, contattiamo le forze Odhiniche, le più profonde dell'essere; comprendendo come le nostre scelte, ed azioni, creino configurazioni energetiche, che costruiscono la nostra realtà e modellano il nostro destino. Comprendendo le rune, noi entriamo in relazione con l'Universo presente in noi: interno ed esterno, manifesto e immanifesto. Materia e spirito, diventano allora un Tutt'uno capaci di parlare, intendere, e trasmettere il linguaggio intimo del Cosmo: il sussurro del Dio Odhinn/Wotan.

 

 

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Le divinità dell'Ódhinismo che il movimento völkisch recupera, sono personificazioni invisibili, ma tangibili, delle Intelligenze Spirituali, percepite come implicite e basilari; e soggiacienti alle forze naturali universali. Ogni Divinità, individua una qualità essenziale comprensibile all'uomo, e, quindi, può venire avvicinata e contattata per simiglianza e per intima corresponsione.

La Divinità principale è Ódhinn: l'Allfather, il Padre originario d’ ogni cosa, che ha in- seminato e prodotto tutto ciò che esiste. Ódh significa Spirito onnipervadente; un Vento, Anemos, o un'Aria, Pneuma, che soffia i pensieri nella mente. Innen significa verso l'Interno, e, quindi, Ódh-inn è: il Potere della Mente, ispirata dal soffio interno del pensiero divino, o lo Spirito onnipervadente e creativo.

Ódhinn ha 49 nomi, per indicare che lingue, culture e popolazioni dello stesso lignaggio, usano appellativi diversi, per indicare lo stesso Principio Energetico Divino. Il Camminare o l'Andare di Ódhinn, che rimanda al procedere vagando sulla terra, superando le difficoltà della vita quotidiana, è rappresentato dal suo Cavallo ad otto zampe, Sleipnir, simbolo del processo energetico, che lo trasporta dal regno dello Spirito a quello della Materia; e viceversa.

Le popolazioni nordico-ariane, sentono l'esistenza di una divinità in tutte le cose, pensate come interdipendenti, e vedono, nella propria esistenza, l'espressione di una forza vitale, che esige di essere portata a compimento; nelle sue manifestazioni spazio-temporali, nel Qui e Ora: Ódhinn. La morte non è considerata la fine della vita, ma un suo aspetto, e nascita, crescita, morte e rinascita sono un'unico dinamismo di sviluppo, cambiamento e trasformazione dell’energia Ódhinica. Le feste in onore di Ódhinn, sono celebrazioni dei ritmi e dei cicli naturali, e l'Ódinismo, derivato dallo shamanesimo originario degli Ariani e degli Iperborei, è stata la Religione più diffusa nel Nord Europa, prima dell'invasione giudeo-cristiana.

Con il passaggio dai principi shamanici individuali, ad una religione organizzata, egregorica e sacerdotale, si è indebolito il principio ariano, presente anche nel Buddhismo, della responsabilità individuale; e dell'Ispirazione interiore diretta e non mediata. Il nome Ódhinn, viene poi assunto da un capo di una popolazione emigrata dalla regione del Mar Caspio, nel I secolo, in seguito ad un'esperienza mistica in cui gli è apparsa questa Divinità. La leggenda narra che quel capo, il cui vero nome è Sig, conduce il suo popolo attraverso parte della Russia, l'Ucraina, la Polonia, la Germania e la Danimarca, per stabilirsi infine nel sud della Svezia.

Alla sua morte, questo Secondo Ódhinn storico, simile all'Artù di Camelot, che governa con i suoi 12 reggenti zodiacali, viene deificato dal suo popolo. Quando l'Islanda viene colonizzata dagli Scandinavi, il suo monarca non prende il titolo di Re, ma di Legislatore, e i suoi 12 assistenti vengono chiamati Magistrati. Ogni Giudice opera coadiuvato da due Assistenti, e il loro verdetto deve essere unanime. Ciò ricorda e rivela la Triade dell'Origine Cosmica: Due Forze opponenti, più un Centro d'armonia.

Il Terzo Ódhinn, è una figura di Mago che viene descritto come un uomo alto e magro, con una lunga capigliatura grigia, coperto di un manto blu scuro e con un cappuccio o copricapo floscio, che scende su una parte del viso per nascondere l'occhio destro mancante. L'occhio sinistro è di un pungente azzurro ghiaccio. Nella mano destra tiene un bastone di legno di pruno, a cui è appesa una lunga serie di oggetti: ossa, conchiglie, pietre, piume e pelli. In cima al bastone sono incise delle rune. Lo accompagnano due corvi e un lupo.

Questo terzo Ódhinn è uno shamano nomade, le cui capacità ed imprese sono tanto meravigliose e miracolose, da fargli attribuire gli stessi poteri dell'Ódhinn celeste. La letteratura medievale, associa l'Ódhinn shamanico all'inganno, e alla simulazione del Briccone divino, il Trickster, che ha la missione di insegnare agli uomini a ridere dei propri errori e disavventure, e a pensare autonomamente; invece di appoggiarsi alla stampella delle affermazioni altrui.

Ódhinn insegna a burlarsi della propria stupidità, perché la risata e lo scherzo, aprono la mente allo Spazio sacro; del godimento vitale e divino. Tutte queste versioni di Ódhinn sono ugualmente vere, e, nel corso del tempo, si fondono in un'unica Presenza Immaginale: lo Shamano che riceve la rivelazione delle Rune, in un altro stato di coscienza; o il Capo politico che governa con giustizia, e, infine, la Fonte creatrice, da cui origina l'intero Universo, e che tutto contiene. Nei suoi tre aspetti di Divinità, Capo, e Shamano, Ódhinn è sempre associato alle Rune.

La Runa è un misterioso segreto, sussurrato nello spazio circolare del cosmo, e rimbalzante, come un suono, in ogni punto di quell'ampiezza silenziosa e risonante: all'esterno come all'interno. Il Cosmo è la totalità dell'Esistenza, ed è più ampio dell'Universo misurato dalla scienza attuale, perché, oltre a tutta la manifestazione, contiene anche l'Esistente Immanifesto: fuori dallo Spazio-Tempo e dalle dimensioni.

L'immanifesto non ha misura, e non occupa spazio fisico; è più grande dell'immenso, più piccolo del minuscolo, ed è simultaneamente Ovunque, e in Nessun luogo. Non è esaurito né accresciuto dalla sua Creazione, che lo contiene e ne è, simultaneamente, contenuta.

In origine, i suoni runici non sono cantati o modulati, ma sussurrati come un messaggio segreto, che trascende l'intelletto, e che si può comprendere solo attraverso una diretta esperienza intuitiva individuale. Un grosso fraintendimento scaturisce dallo scambiare i segni, che formano graficamente le rune, con le rune stesse, che sono, invece: un processo globale, attraverso cui le energie fondamentali della natura possono essere veicolate.

La conoscenza delle rune e della loro rappresentazione grafica, dà accesso alle realtà invisibili, e a livelli diversi di esistenza. Una forza o energia runica, è qualcosa che ha, in sé, la possibilità di esprimersi, ma che non è stata ancora posta in atto. È la Capacità di attuare ciò che è gia presente in potenza. Per attuarsi, questa capacità deve trovare il suo canale di manifestazione e di espressione; ciò ci fa intendere, ulteriormente, la vera natura delle Rune.

La Runa è una configurazione e conformazione energetica, presente nella Natura e in noi stessi. Ogni Runa, contiene una qualità potenziale, una vitalità che, incanalata e liberata, agisce operando trasmutazioni e cambiamenti intelligenti nel mondo materiale. Le Rune sono state associate alle divinità, proprio perché agiscono in modo divino e miracoloso.

Ogni Runa è la raffigurazione grafica dell'energia che rappresenta. Il suono associato ad ogni runa, è conosciuto solo da pochissimi, ed è un suono la cui combinazione tonale può essere riprodotta dalla voce umana, dopo un lungo studio interiore. La Runa è un'immagine tonale, o suono-risonante, di richiamo della Forza- energia naturale corrispondente. Essa va anche considerata come una Qualità Psichica, o dell'Animo, perché le forze cosmiche, e universali, sono le stesse presenti in noi; a livello spirituale.Essendo simultaneamente Energie naturali, e Qualità spirituali, è possibile attribuire alle rune un aspetto; che influisce tanto sull'ambiente esterno che sul mondo interiore. Esse agiscono eroticamente, e vanno disegnate per amore e con amore, per offrirle; come un dono prezioso di trasmutazione: dell'umano nel divino.

 

 

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Io ho veduto sull'osso di balena ben dieci simboli scolpiti, che, erroneamente imposti al grande male, lo han costretto ad accrescersi in modo invincibile ed esteso. Chiedi allo spirito di ogni runa, la fonte primordiale del suo arcano potere, e riconosci i segni del Dio Primordiale, Ódhinn, ristabilendone in te il culto.

Vi sono rune della nascita, della salute, della morte, della guerra, della fertilità, del tempo, dell'amore, di maledizione, di salvezza. Le rune protettive, non vanno incise né di giorno né adoperando il ferro. Eccoti, ora le rune di vittoria: se vuoi diventare potente e trionfare in guerra incidile sull'elsa di spade invincibili, o sul pugnale, e anche sulle croci delle finestre e sui transetti; poi,una volta sul retro della lama ed un'altra sul davanti risplendente,
così che Tyr tt vi compaia due volte.

Apprendi ora le rune del fuoco e del mare in tempesta, per salvare la tua nave nel bisogno. Per il bene del cavallo di legno che solca i flutti,intagliale a poppa, marchiale a fuoco sulla ruota e sulla barra del timone, e incidile sui lisci e potenti remi. Non ci saranno violente maree o terribili onde, da cui tu non possa salvarti; potrai salire sull'albero maestro a scrutare l'orizzonte, sicuro di un felice ritorno alla tua casa.

Conosci ora le rune dell'eloquio e della parola, e nessun dolore ti sarà mai duramente ripagato; pronunciale al vento, diffondile, attorcigliale, intrecciale, disperdile tutt'attorno a te, piazzale tutte assieme ovunque vi sia gente, e al thing, dove si giudica davanti al popolo,quando i giudici sono al completo, poiché gli uomini giungono sempre al fondo, fintantoché il destino non si compia.

Impara la saggezza fortunata delle rune del sidro, se vuoi che la donna di un altro tradisca la sua fede, e appaghi i desideri del tuo cuore; incidile sul corno da libagione, sul dorso delle mani, e porta sulle unghie la runa Nyd

Utilizza le rune della liberazione, se vuoi aiutare una donna nel parto, e far nascere l'essere vivente che essa porta! Scavale sulle palme delle tue mani con le articolazioni strette chiedendo l'assistenza dei Dises, e stendile sui membri che implorano di crescere.

Metti ora, insieme fra loro, le rune del soccorso, se vuoi sfuggire ad ogni insidia e ad ogni impedimento; segnale nel cavo delle tue mani, e invoca l'aiuto della tua gente, che ti vuol bene.

Penetra la profondità delle rune dei rami, se vuoi conoscere i segreti della guarigione ed essere un terapeuta che sa individuare le malattie! intagliale sulla corteccia del tronco, e sui nuovi butti degli alberi i cui rami sono rivolti ad Est.

Impara a conoscere le rune della mente e del pensiero, se, fra tutti gli altri uomini, vuoi essere quello dall'anima più pura, sopravanzandoli in saggezza e spirito. Conoscile, interpretale, intagliale per prime, così ti arriveranno prima al cuore. Le concepì Hropt, dall'umore che aveva filtrato dal cranio di Hleiddraupnir e dal corno di Hoddrofnir.

Ovunque siano le rune! incise sullo scudo, che splende fiammeggiante e glorioso, dinnanzi al Dio raggiante, e alla Dea. Sull'orecchio di Arwakr colui che si alza presto, sullo zoccolo di Alswinnr, colui che va veloce; i due cavalli che tirano il carro della dea Sol, sulla ruota che gira sospingendo Regnir, il magico carro del tuono, sui denti molari di Sleipnir e sulla lingua di Bragis, sui pattini della slitta, sulla ruvida zampa dell'orso, e sulle unghie del lupo, sul becco dell'aquila e sull' ala sanguinante; sulla testa e sulle spallette dei ponti, sulle mani di chi guarisce e libera, e sulle tracce del riconforto e di chi pietosamente aiuta. Sul vetro e sull'oro, nei mercati degli uomini e su piccoli gioielli d'argento, divini; nel vino e nel mosto della birra, sui letti da riposo e sui sedili abitualmente usati dai witki.

Sulla testa di Gungir e sul petto di Granis, sulle unghie delle Norne, sull'adunco becco del gufo e della civetta notturna. Tutte quante siano così grattate via quelle che erano intagliate, e mescolate al potente idromele sacro siano lanciate in un incavo capiente, per essere intese e interpretate.

Alcune sono dominio degli Elfi, altre si trovano presso gli Asi, gli dei, talune sono dei Vani, altre dove sorge l'alba, alcune infine appartengono agli Uomini.

Queste sono le rune incise sulla betulla, sia questo, dunque il libro delle rune, queste sono le rune della liberazione, tutte le rune della birra del sidro e dell'idromele, le rune del soccorso fortunato, e le supreme rune della grande potenza, a cui ricorrere per ottenere un ausilio radioso, incontaminato e chiaro.

Per chi le conosce senza errore, e senza adulterazione, esse servono come un talismano che rende incolume e indisturbato chi lo porta.

Fa bene all'anima sentirle; pertanto incidile, godine, fa di esse qualcosa di tuo, e impara a riconoscerne il grande valore; usale e comprendile finché le potenze divine non decidono di por fine ai giorni della tua vita. Sappi come intagliarle, intendi come interpretarle, apprendi come tingerle e colorarle, impara come evocarle, sii esperto nel lanciarle, le Rune !

Impara però che è meglio non chiedere, che farlo malamente, perché come un dono richiama un'altro dono, è meglio non uccidere, per non essere uccisi.

 

Il Ritorno di Odhinn/Wotan, e la rinascita delle Rune, avvengono con dolore e sangue, perché i promotori di questa prima rinascenza, sono incapaci di ricevere, nei propri calici cerebrali, il nettare della gnosi completa. Le loro coppe mentali contengono ancora troppo vino spremuto da uve estranee all'arianesimo; troppa feccia ebraico semita. Essi sono ancora imbevuti e avvelenati dei pregiudizi morali del mondo giudeo-cristiano, e, spesso, sono incapaci di staccarsene; ma, a volte, animati da uno spirito labile, operano una maliziosa manipolazione dei sacri simboli ariani, a favore dell'ammaestramento egregorico ebraico-cristiano.

Guido von List, ha ricevuto un’iniziazione Ódhinica, e, mentre era cieco per dei mesi, a causa di un'operazione di cataratta, i segreti delle Rune gli si sono rivelati. Questo mito iniziatico che comporta la rinuncia, al vedere ordinario, è rappresentato nell'Edda poetica, nella canzone chiamata Havamal: i detti di Har, che è l'Altissimo: Òdhinn.

Penetrai nel labirinto delle mie più profonde interiorità, e l'Io-so restò sospeso all'Albero ventoso, per tutte e nove le notti, trafitto e oltrepassato dalla mia stessa Mente penetrante e dato alla stillante arma seminale di Ódhinn; Io stesso offerto a Me stesso, unito a quel Fallo arboreo, di cui nessun uomo conosce dove affondino le radici.

Non mi fu dato pane, o bevanda, né grano, ma Ispirazione, Stupore e Veggenza!

Guardavo a fondo, mi osservavo dentro, svelando e assimilando le immagini runiche; le comprendevo ri-assumendole in scoppi di risa, tremendi. Me ne resi padrone, poi mi sentii Tenue e con-fuso.

Raggiunsi la Gioia, raggiunsi la Sapienza e, di parola in parola, venni condotto ad un unico Suono splendente; Di azione in azione,a un unico atto inviolabile. Da lì Io sono giunto, e di là son tornato Io.

 

Questo Canto descrive il processo iniziatico shamanico, in cui l'iniziato passa attraverso i nove mondi del mondo-albero-fallo, del reame di Hel: la morte; entrando nella sua sfera. In questo momento, l'iniziato riceve l'intero corpo della saggezza seminale runica, che viene individuata e incisa nel suo essere. Nell'istante successivo, egli torna a Midhgardhr, la Terra di Mezzo, con la sapienza runica permanentemente impressa, e codificata nel proprio gene; pronta per l'uso e la comunicazione.

Fra l'Individuo e l'Albero c'è una somiglianza, ma con caratteristiche e funzioni rovesciate, e, con la sua prova di inversione e capovolgimento, Ódhinn dimostra che le nostre radici sono le cellule cerebrali, e che la nostra struttura, benché appaia fisica, è, in essenza, spirituale: siamo sospesi fra Terra e Cielo. Ódhinn trasmette la scoperta della natura energetica dell'esistenza, e insegna che lo scopo della vita, sta nell'armonizzazione delle forze del Cielo e della Terra; affinché Corpo, Mente, Animo e Spirito, procedano all'unisono. La posizione capovolta dell'Appeso, indica che, mentre nella realtà materiale la crescita è un'espansione verso l'esterno, nella realtà spirituale la crescita avviene verso l'interno; in direzione del proprio seme e della propria sorgente, integrando corpo e spirito in modo definitivo.

Ogni Runa è il veicolo di una Forza trascendente, di un processo in atto nella natura e in noi stessi, e indica le caratteristiche e le forze che manifestano quanto esiste sul piano materiale. In quanto qualità animiche, le rune esprimono anche ciò che sta accadendo nella nostra vita, e indicano il processo di trasformazione in corso.Con i 9 giorni e le 9 notti in cui rimane appeso all'Albero, Ódhinn indica che, per poter trovare il nostro vero Io essenziale, o Sè daimonico divino, dobbiamo consegnarci completamente a Lui: al nostro Io superiore.

Ciò implica l'abbandono delle ego personalità temporanee, del Me, e l'acquisizione consapevole della nostra Identità spirituale durevole: l'Io superiore ed essenziale, o Daimon, che, allora, ci risponde; operando per il benessere del suo Medium o destriero, che siamo noi.

Algiz, Man e Yr nel sistema Armannen, sono le rune di collegamento ad Yggdrasil: l'Albero dell'esistenza Polarizzata sul Daimon. Runa significa Mistero o Segreto. La parola proviene da una radice collegata con l'espressione vocale: un Sussurro, un Grido, un ruggito, o un urlo. La Runa si riferisce, per prima cosa ad un'Idea o principio Archetipico, espresso oralmente e in modo magico, e solo secondariamente ad una rappresentazione visiva di questo Principio. Ogni Runa rappresenta un Mistero e un Sapere Esoterico, a cui è connesso il Soffio vivente di un certo Principio Archetipo. Così le Rune o Stanze runiche, diventano Custodi di Segreti e, Attraverso di esse, silenziosamente e per un gran periodo di tempo, può attuarsi la comunicazione simbolica fra i regni molteplici dell'esistenza: Dagli Dei agli Umani, alla Natura; e viceversa.

Le Rune costituiscono un meta-linguaggio: un sistema simbolico, attraverso il quale un significato può venire trasmesso al di là; oltre le possibilità del linguaggio comune e ordinario. Anche la Poesia agisce in questo modo, e, difatti, la Poesia ariana e germanica, o nordica, nasce dalla pratica divinatoria runica. Grazie a questo meta-linguaggio, le Stanze runiche possono essere il veicolo di un dialogo denso di significati; con il proprio ambiente esteriore ed interiore.

Questo aspetto di bipolarità dialettica, interno-esterno, è alla base del vero significato della parola Runa. Ciò ha ancora più senso, quando si comprenda, intimamente, l'antica cosmologia ariana dei mondi multipli; e la loro psicologia delle anime molteplici. Nel cuore della notte materiale e corporea, si evocano ed attuano le energie astrali, e le trasmutazioni emozionali ed animiche che le rune segnalano; le scosse energetiche, telluriche e sismiche, che sono il sigillo del Signore delle tempeste, dei fulmini e dei temporali: Odhinn. Le Costellazioni del Cielo del Nord, in cui le Circumpolari sono dette "indistruttibili", perché non spariscono mai sotto l'orizzonte, sono i Simboli imperituri dell'Eternità, ottenuta dall'Animo polarizzatosi individualmente; il suo essere divenuto una Stella e un Dio: Colui che si appartiene.

Il Simbolo runico è un segno che bisogna imparare a decifrare e a leggere, e la simbolica è una espressione ieratica di cui bisogna conoscere le leggi descrittive; che non hanno nulla in comune con le costruzioni logiche grammaticali o cerebrali. Non esiste una lingua geroglifica, ma solo una scrittura jeratica e un pensiero sovrarazionale, che si serve del simbolo per condurci nella dimensione immaginale olografica. Diventa allora possibile, conoscere la genesi reale di un fenomeno, solo usando una nuova forma di intelligenza sovrarazionale, che tralasci l'oggettivazione, e la sostituisca con dei simboli capaci di operare l'allargamento nella Coscienza individuale; richiamando, in essa, una Sensazione e una Visione Intuitiva dinamica; del fatto che l'Idea padroneggia e domina la forma, e lo Spirito-Energia formula la materia.

Si può quindi dire che la forma intuitiva dell'Ispirazione Odhinica, è un'intelligenza dinamica interiore, capace di concepire ciò che è razionalmente inconcepibile: l'implicito occultato nel simbolo runico, il magico e il divino compresi nella realtà umana e terrestre.
Völkisch. Per il movimento Völkisch l'ambiente naturale del proprio Paese e della propria Terra, è sempre un simbolo magico, e, quindi, un luogo arido rende materialisti, quello sudicio rende i suoi occupanti sporchi, negligenti e depressi; l'alta montagna eleva, la pianura appiattisce, e il vasto mare allarga gli orizzonti. Il Paese fa l'uomo; l'atmosfera di un cielo modifica la terra sottostante, e Cielo e Terra sono i grandi simboli, che formano la base e il campo d'azione dell'individuo ariano.

Il simbolo esoterico è un atto naturale o artificiale, che provoca una risposta vitale, energetica ed individuale, la quale, in seguito, si imprime ed esprime fisicamente, nervosamente, mentalmente, emotivamente o spiritualmente. Se la simbolica si amplia, fino alle scelte di corrispondenza di significato: dei materiali, dei colori, delle luci di un luogo, questo eserciterà un effetto "magico" ; di avvicinamento e di relazione con il proprio intimo significante.

In letteratura solo la parabola è simbolica, e agisce mentalmente come uno specchio parabolico, o una lente biconvessa, che fa convergere tutti i raggi incidenti in un solo centro; così agiscono anche i Geroglifici, i Diagrammi, i Sigilli, l'Araldica e il Rito. Essi sono sintesi di supporto psichico qualitativo, che funzionano in ogni situazione Spazio- Temporale, e sono le diverse forme da dare allo Spirito; per offrirgli il corpo materiale necessario all'esperienza. In seguito, questo supporto va eliminato, lasciando puro e libero il nuovo concetto unitario prodotto. Il simbolo, come sintesi, è il Momento individuale Presente: l'Ora eterno ed eternamente rinnovatesi, fra l'Ieri e il Domani della specie umana.

L’Animo individualizzatosi come Io Essenziale, e polarizzatosi nel Dio Unico, unisce le due intelligenze, razionale e sovra razionale, in un nuovo stadio di potere della mente: la Supercoscenza di Odhinn.
Le caratteristiche del Dio degli Dèi germanico, Odhinn/Wotan, corrispondono in pieno alle caratteristiche psichiche dei Tedeschi e degli ariani: amore per la gloria, propensione alla lotta e alla guerra, profondo misticismo, desiderio di purificazione e una foltissima tensione spirituale verso l'alto. Questo fattore archetipico, peculiare della stirpe e dello psichismo ario-germanico, è Odhinn/ Wotan, che attraverso l'effetto catalizzatore prodotto dal suo Vate, Adolf Hitler, riesce a manifestarsi exotericamente, produrre gli effetti di una propria epifania asteriore.

Òdhinn non è soltanto, e soprattutto, il Dio Ermetico della Poesia iniziatica, dell'Ispirazione interiore, e dell'ascesa spirituale verticale e Polare, al Centro di sé stessi; ma anche il Signore della Guerra, pronto a gettarsi nella mischia della battaglia per coprirsi di onore e di gloria, salvando, assieme agli eroi, della sua Razza, il Völk, e compiendo delle gesta immortali.

La Presenza dei Segni di elezione Odhinica, nel Völk Ario-Germanico, sono evidenti. I Germani, sono un popolo-razza, legato dal sangue e da Wotan/Odhinn, Dio guerriero, e Scopritore e Maestro della Scienza Runico-Ermetica. L'Uomo Tedesco è, per carattere e psichismo, un Mago -Guerriero, come Odhinn, che più volte riesce a trasparire e ad esternarsi attivamente, nel corso della Storia Germanica.

Quando il Cristianesimo, la Riforma, e l'Illuminismo tentano di distruggere il Pantheon Germanico minandolo alla base, e demonizzano l'archetipo Odhinn/Wotan, e gli altri Dei, riescono solo a scalfire superficialmente un universo psichico che si nutre delle loro caratteristiche guerriere e shamanico-magiche, o spirituali. Sradicandone le raffigurazioni, e devastandone i luoghi di culto: le foreste, queste ideologie aliene non riescono, tuttavia, a cancellare l'Immagine Spirituale del Dio e degli Dei, né ad eliminare ab eterno, come si vorrebbe, la corrispondente Energia Cosmica.

La rimozione forzata, attuata per secoli dagli ebrei cristiani e dai loro seguaci, degli Dèi ancestrali degli altri Popoli, non ebrei, non significa affatto l'aver "corretto", come essi pretenderebbero, una errata visione pagana della Religione, ma l'aver volontariamente “corrotto”, per distruggerla, l'anima e la psiche delle Stirpi Ario-Germaniche ed Europee. Questo tentato genocidio spirituale, attuato dagli Ebrei Cristiani delle varie confessioni, con l'eradicazione concettuale, e con una devastazione immaginale demonizzante, non solo ha prodotto secoli, di carneficine, ma non è per nulla riuscito nel suo intento: di elimininare le istanze psichiche prodotte dall'Archetipo Odhinico, e da quelli degli altri Dei rimossi. Gli Dei sono apparentemente rimasti “repressi e inespressi”, costretti in uno stato di attesa latente, ma pronti a rimanifestarsi, e ad agire nella realtà del proprio Volk, e nella giusta occasione.

La necessità espressiva individuale, di manifestare e vitalizzare l'Archetipo di un Dio, assumendone e accettandone l' invasamanto energetico caratteristico, la catarsi emotiva, o le aperture intuitive e mistiche; che prima potevano manifestarsi liberamente, è stata volutamente costretta alla rimozione e alla latenza, per causare, nei suoi possibili Canali umani, un letale immobilismo psichico; che li portasse allo sfacelo animico e spirituale.

Gli Dei hanno atteso, silenziosi, il momento adatto per tornare alla luce, esplodendo in tutta la loro violenza di Sacre Presenze Negate: ovvero con le caratteristiche distruttive e guerriere della Luce, che, ovviemente, gli obnubiliati :Ebrei Cristiani e non, non potevano che vivere, sulla propria pelle, che come il Male e l' Ombra Tenebrosa. Il Nazionalsocialismo è stato questo ritorno della Luce, che i monoteisti semiti, ottenebrati, hanno scambiato per una Tenebra Abissale. Per comprendere l'inversione esatta delle posizioni, e dei fatti archetipici, basta rileggere le parole di Carl Gustav Jung, nel suo: "La lotta con l'ombra" del 1946.

Lo psichiatra svizzero  tenta di rifarsi  gradito al la potente lobby ebraica freudiana mostrandosi Kasher: ovvero un precoce antinazista, e  stigmatizza ciò che è accaduto, nei 12 anni del III Reich Hitleriano, come una assai opportuna, ma altrettanto improbabile, “Psicosi di massa”; patita dall’intero gruppo etnico Tedesco sotto ladiabolica  “dittatura” di Adolf Hitler. Egli dice:

In ciascuno dei miei pazienti tedeschi, si poteva constatare un disturbo dell’istinto collettivo. Gli Archetipi che potei osservare, esprimevano primitività, violenza e crudeltà. Dopo avere esaminato un numero sufficiente di questi casi, rivolsi la mia attenzione all’insolita condizione spirituale prevalente allora in Germania. La Marea che stava crescendo, dopo la prima guerra mondiale, si annunciò nei sogni individuali, in forma di simboli mitologici collettivi, che esprimevano barbarie e violenza. In breve: tutte le Potenze delle Tenebre. Quando accade che tali simboli facciano la loro comparsa in un gran numero di individui, senza venire però da loro compresi, capita che comincino ad attrarli in un insieme; quasi in virtù di una forza magnetica; ed ecco formarsi una massa. Un capo sarà trovato, nell’individuo che dimostra minor forza di resistenza, il più ridotto senso di responsabilità, e la più forte volontà di potenza. Questi, scatenerà tutte le energie pronte ad esplodere, e la massa lo seguirà, con la forza irresistibile di una valanga.

Questa patetica rabberciatura psocologica, tentata da un Gustav Jung che, messo alle strette dalla lobby psicoanalitica ebraica, pretende di poter disquisire, della Germania Nazional socialista, come se si trattasse di uno qualsiasi dei suoi pazienti, disteso sul suo lettino da psicanalista, è professionalmente ed umanamente davvero vergognosa. Se pur riconosce la potenza del Dio ancestrale dei Germani che si riafferma, Jung lo fa solo per poter negare un’adesione consapevole dei Tedeschi a quell’archetipo; fatto che invece traspare palesemente, da tutta la letteratura, la musica, e l’Arte Tedesca, non ebraicizzata, e dichiaratamente antisemita, degli ultimi due secoli.

L’affannosa ricerca di un capro espiatorio, che assolva il suo previsto ruolo tenebroso e diabolico, trova ovviamente, in un Adolf Hitler già ampiamente demonizzato dalla propaganda alleata,, il suo più logico e comodo bersaglio. Questa spazzatura intellettuale, spacciata ai profani come una profonda analisi psicologica, perché effettuata da un sedicente Maestro  della psicoanalisi mondiale, evidenzia la scarsa credibilità ed il valore pressoché nullo, che bisogna dare anche alle altre affermazioni sapienziali junghiane, riguardanti agli Archetipi, la Gnosi, e l’Alchimia.

Nel 1946, questo plagiatore visionario, e disinvolto , ha, con il suo opportuno risarcimento alla causa ebraica del Team freudiano, fornito una partitura incomparabile, ed assai durevole, al coro di menzogne  intonate ed orchestrate contro il Nazionalsocialismo Hitleriano. Ne ha tratto ovviamente  i soi vantaggi.

Con buona pace del Dottor Jung e dei suoi ancor troppi, quanto stolidi estimatori, va chiarito che la forza di un Archetipo divino, si manifesta solo quando, e se, esso viene ripetutamente e tenacemente invocato; richiamato e voluto con forza ed intensità costante, per un lunghissimo periodo di tempo.

Solo se e quando, si sviluppano in chi attua l’invocazione divina, le qualità corrispondenti a quel dato Archetipo, il Dio si manifesta; non certo quando, come afferma il ciarlatano svizzero, Le difese morali e psichiche del soggetto sono debolmente resistenti”; ma solo nel caso in cui: “Le sue attitudini interiori, il suo carattere, e le sue valenze psichiche, sviluppano volontariamente un’Identificazione ed una somiglianza che, accentuata dai Riti, corrisponda perfettamente alle qualità ed ai caratteri dell’Archetipo in questione”.

Stranamente, rileva questo piazzista della pseudoterapia psichica, anche i sogni dei suoi pazienti tedeschi, in questo particolare periodo storico, sembravano soffrire di un’influenza archetipica. Egli dice, traendo le sue informazioni da fonti non meglio precisate, che Hitler stesso soffriva di terribili incubi ricorrenti. In lui si manifestava perciò, in misura maggiore, lo stesso fenomeno di compresenza onirica di simboli Odhinici, o Wotanici. Di fatto, come prezzo del proprio riscatto professionale, e di un via libera editoriale altrimenti negatogli, Carl Gustav Jung ha accettato di fare da apripista alla mistificazione generalizzata dell’Hitlerianesimo; negando che l’evento centrale, ed il Nucleo di quel periodo, sia stata la Rinascenza Ariana: anticristiana ed antiebraica, costellata dal ritorno degli Archetipi e degli Dei del Popolo Tedesco, e dalla ricostituzione della Religione Ancestrale dei Popoli Nordici: l’Asatru Odhinista.

Asatru è una parola scandinava, coniata alla metà del XIX secolo, per significare la fede negli Aesir, ovvero negli Dei della Luce. In Scandinavia, questa Religione è chiamata Forn Sior, Antica Via, Forn Sed, Antica consuetudine; oppure Nordisk Sed, Usanza nordica, e Hedensk Sed: Uso Edenico. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Al suo apice, prima dell'irruzione cristiana, essa si estendeva su tutto il Nord Europa.

"Odhinn-Wotan non invecchiò mai. Sparì semplicemente a modo suo, quando i tempi gli furono contrari e rimase invisibile, per più di un millennio, operando anonimamente; ed in modo indiretto".


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L'UOMO GIUSTO

 

La maggior parte degli uomini chiave del Reich presenta alcune caratteristiche caratteriali comuni: sono Nazionalisti molto attenti alla propria voce interiore, spesso iniziati, volitivi, amanti della Patria e del Volk Germanico, pronti alla lotta per un Ideale di Civiltà Ariana, che restituisca alla stirpe teutonica la Grandezza dell'Impero Romano, e la Libertà dalle panie Giudeo cristiane. Molti di loro affermano la propria reale identità erotica, ed eroica, nel rapporto intervirile, e trovano, nell'appartenenza ad un Ordine guerriero, con forti connotazioni ascetiche e ferree strutture gerarchiche, il sostegno per il proprio individuale percorso.

Dopo la guerra, tutti gli uomini del Reich, che hanno reso possibile il miracolo della Rinata Germania Hitleriana, vengono anatemizzati da uno stuolo di “storici prezzolati”, che, improvvisandosi psicologi e a psichiatri, li definitiscono come burocrati complessati, affetti da psicosi, da mania di grandezza, da dipendenza alle droghe, o da inguaribili perversioni sessuali.

A questi ignoranti funzionali, sfugge evidentemente il fenomeno omogeneo e la reale natura, catartica, dell'Entusiasmo estatico ed estetico hitleriano, condiviso da tutti i Tedeschi veraci, per una Testimonianza diretta e profetica resa da Adolf Hitler: la Vox Populi Vox Dei dell'epoca, che non ha nessun bisogno di stregare o di ammaliare gli uditorii dei raduni nazionalsocialisti, perché ciò che egli dice, gridandolo nei suoi Discorsi alle folle, corrisponde perfettamente, a ciò che ogni individuo, fra quelle stesse folle, se è un vero Terdesco ariano, sente profondamente in cuor suo; e collima con ciò che ognuno di loro vorrebbe dire; o gridare.

La truffa intenzionale operata della psicanalisi di matrice ebraica, si rivela proprio nella sua lettura, pilotata ed autoreferenziale, del fenomeno Nazionalsocialista, trattato alla stregua di un fenomeno eterogeneo di magia negra Voudou. Secondo questi operatori della psiche, che sono assai più stupidi dei loro pazienti, il movimento Nazionalsocialista ha avuto successo, in Germania, per aver saputo strumentalizzare, attraverso il Medium Adolf Hitler, lo stato di entusiasmo estatico, da lui indotto ipnoticamente sulle folle ariane, che, ammaliate, e letteralmente stregate, dall'Archetipo di Wotan/Odin, che Hitler a dire loro veicolava, sono state violentemente possedute da quello.

Questo, che potrebbe essere il canovaccio per una storiella cinematografica hollyvoodiana, in un Film Horror a basso costo, è divenato, invece la seria diagnosi degli specialisti della Psiche, che affermano: “ L'archetipo Odhinn- Wotan cercava disperatamente di incarnarsi in un uomo, o per meglio dire, la Germania aveva bisogno di un capo, della figura escatologica di un Re-Fuhrer, cioè di una guida che potesse assumersi il carico emotivo dell'archetipo, presente nell'anima del popolo tedesco. La tensione emotiva, trascinatasi per secoli, era giunta, difatti alla sua più bruciante sconfitta; il trattato di Versailles del 28 giugno del 1919.

Questo Diktat toglieva alla Germania le conquiste belliche, limitava l'esercito ad una unità simbolica di 100.000 uomini, imponeva ai tedeschi di dichiararsi unici responsabili della guerra, impegnandosi al risarcimento di tutti i danni provocati, con un prezzo così esorbitante, che, di fatto, si privava la Germania delle proprie risorse economiche; gettandola nella disperazione e nella Miseria.
Se questa tesi affermata dagli psico-storici fosse davvero esatta, allora non la Germania, ma i vincitori Alleati del primo conflitto Mondiale, sarebbero anche i soli, effettivi responsabili dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e delle sue letali conseguenze.

Se gli Ebrei della finanza internazionale hanno distrutto, come è ampiamente dimostrato, la Germania di Guglielmo II, e gli Imperi Centrali, fomentando con il Comunismo, una reazione di rinascita del più acceso nazionalismo teutonico, sono essi stessi ad avere predisposto il cosiddetto “substrato psichico tedesco”, alla rimozione delle barriere razionali, all'avvento dell'archetipoOdhinico, che incarna l'ideale guerriero della Stirpe germenica.

Sono quindi essi, e le loro pedine politiche, ad avere promosso con l’iniquo Diktat di Versailles, il riscatto tedesco dallo smacco bellico. I risultati ottenuti da questi Ebrei sionisti, che hanno operato ed operano tuttora per il proprio esclusivo profitto, all'ombra di tutte le Guerre, sono stati davvero eclatanti, e se non sono ricaduti direttamente su di loro, certo ricadono per sempre sulla loro Genia. Ovvero: Chi ha una buona memoria storica ed ottime informazioni non addomesticate, le usi; e Chi è causa perenne del suo mal, pianga sé stesso.

 

 

 

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L'IMPERO DI FEDERICO II,

RADICE DEL REICH HITLERIANO

 

Adolf Hitler non è, nella sua epoca, che un terminale di un processo plurisecolare, il cui antecedente è la figura esemplare di Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi” Il XII e il XIII secolo rappresentano, difatti, un momento molto particolare per la storia europea. La Chiesa è sempre più coinvolta nelle lotte di potere, tra gli Stati e i Comuni; in intrighi e lotte faziose, e la graduale perdita di valori religiosi, genera, in tutta Europa, un bisogno di rinnovamento spirituale.

Nascono l'Ordine dei Templari, e dei Cavalieri Teutonici, si diffonde il Catarismo, inizia la predicazione dei Valdesi, viene creato l'Ordine Francescano, si costruiscono le prime Cattedrali Gotiche, che danno un rinnovato vigore alla spiritualità popolare, mentre dilagano le teorie escatologiche di Gioacchino da Fiore (1145 - 1202). La disastrosa situazione politica e sociale della società tedesca, trova, nelle profezie di Gioacchino da Fiore, e negli altri millenaristi, una espressione evidente, che manifesta la necessità di trovare un Redentore in grado di risollevare gli animi.

Nell’epoca delle Crociate, viene istituito anche l’Ordine monastico-religioso dei Cavalieri Teutonici, probabilmente nel 1190, a San Giovanni d’Acri. Come i Templari e i Giovanniti, anch’essi si dedicano all’assistenza dei pellegrini, e alla difesa dei Luoghi Santi, impegnandosi nella guerra contro i musulmani. Nati come "Fratres hospitalis Sanctae Mariae Theutonicorum Ierosolimitanorum”, essi mutuano il loro nome dalla Chiesa, con annesso un ospizio, dedicata a Santa Maria, e situata a sud-est di Gerusalemme: sito ove si stabiliscono i pellegrini ed i cavalieri tedeschi, giunti in Terrasanta al seguito degli imperatori Federico Barbarossa, e poi di Enrico VI.
Il giovane Imperatore Enrico VI, pochi mesi dopo l’incoronazione a re di Sicilia, avvenuta a Palermo, il 25 dicembre 1194, nel corso di una Dieta, tenutasi nella settimana santa del 1195 a Bari, si è infatti impegnato ad intraprendere una spedizione in Terra Santa, per dimostrare al Papa, Innocenzo III, la propria affidabilità, a margine della "Unio Regni ad Imperium" avvenuta in seguito al matrimonio di Enrico con Costanza d'Altavilla.

Si dovrebbe trattare di una Crociata quasi esclusivamente tedesca, ma, a pochi giorni dall'arrivo del principale contingente militare ad Acri, il 22 settembre 1197, l'improvvisa morte di Enrico VI, avvenuta il 28 settembre, fa sì che l'impresa, pur proseguendo fino alla primavera del 1198, perda ogni consistenza politico- religiosa. Fra quei Crociati, spicca una Confraternita Ospedaliera Tedesca, accreditata presso il Papato. Ad Acri, essa si trasforma in un vero e proprio Ordine Religioso-Militare, e, nel 1198-1199, ottiene, con una Bolla di Innocenzo III, il riconoscimento ufficiale, e la regola di Sant'Agostino.

 

 

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Mentre i Templari sono quasi tutti Francesi, e gli Ospitalieri prevalentemente italiani, e francesi, all’Ordine Teutonico possono aderire solo membri della nobiltà tedesca. La ragione politica, della nascita di un ordine cavalleresco teutonico in Terrasanta, va individuata nella difficoltà che i cavalieri di lingua tedesca incontrano nel farsi accogliere negli altri due ordini. I Teutonici, sin dalle origini, restano vincolati ad un’idea Nazionale rigidamente circoscritta alla Vaterland Germanica. La circostanza, tuttavia, non impedisce loro di essere protagonisti, al pari dei fratres del Tempio, e dei Giovanniti, delle guerre per la difesa di Gerusalemme.

Un altro elemento, che differenzia sensibilmente l’Ordine Tedesco, dagli altri sodalizi, è il ruolo riservato alle donne, che sono sempre attive e presenti nei ranghi dell’Ordine, impegnate specialmente nell’assistenza ai feriti e agli ammalati. L'Ordine comprende cavalieri ed ecclesiastici, entrambi abbigliati con un mantello bianco con croce nera patente, (cioè allargata alle estremità dei bracci) al lato sinistro: i primi sull'armatura, i secondi sulla tonaca. Sull’elmo, i cavaliari portano vistose piume nere. Sugli scudi e nei sigilli è impresso l’emblema dell' aquila Sveva, con le ali spiegate e gli artigli tesi a ghermire.

Le attese millenaristiche, nel frattempo, si concretizzano nella figura di Federico II di Hohenstaufen,(1194 - 1250); la cui figura riunisce in sé alcuni fattori che lo accomunano con forza a quella di Adolf Hitler. Anch'egli prende in mano una Germania divisa e stremata dalle continue lotte, riuscendo ad attuare un programma politico, ed economico, che pone fine all'anarchia e alla miseria, proclamandosi, in giovane età, Imperatore di Germania. Federico è il figlio di Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, e diviene erede al trono di Sicilia a soli tre anni, per la prematura scomparsa del padre; nel 1197.

L'anno dopo, morta precocemente e forse non naturalmente anche la madre, Costanza, Federico viene affidato alla tutela non disinteresdsata di Papa Innocenzo III che, nella speranza di poter riaffermare la sovranità della Chiesa sul regno di Sicilia, e di avere in futuro un Imperatore fantoccio, ne fa il proprio pupillo. Lo oppone perciò, come candidato alla dignità imperiale, ad Ottone IV di Brunswick, e dopo la sconfitta di questi ad opera del re di Francia, Filippo Augusto a Bouvines (1214), Federico diviene di fatto Imperatore, e viene incoronato a Roma; dal successore di Innocenzo, Onorio III; nel 1220; a soli 26 anni. Benché Federico debba buona parte del suo potere alla Chiesa, non è certo un uomo incline ad accettare le ingerenze del papato, ed i successori di Innocenzo devono rendersene ben presto conto.

Federico II viene salutato come Messia, inviato da Dio, esattamente come, sette secoli dopo, accade ad Adolf Hitler; anche dalle chiese tedesche. La concezione mistica del potere imperiale, promossa da Federico, e ben diversa dalla concezione papale, si ritrova nella ferrea volontà di Hitler di esercitare un potere effettivo, guidato da una "provvidenza" divina che dà alla Germania un impero dei 1000 anni, opposto al regno millenario del Cristo Paolino, e della religione giudaico-cristiana organizzata.

Federico ha, per consigliere diplomatico, una tra le figure più rappresentative nella storia dei Cavalieri Teutonici: Hermann von Salza Gran Maestro dell'Ordine dal 1211 al 1239, succeduto nella carica ad Heinrich Bard. Originario della Turingia, von Salza, oltre ad essere il consigliere di Federico II Hohenstaufen, è anche l'interlocutore privilegiato di Onorio III.

L’Imperatore ha conosciuto il "monaco guerriero" nel 1216, a Norimberga, in occasione di una donazione da lui fatta all'ordine. L'incontro è, per Federico II, una vera fortuna e da subito si stabilisce fra i due un’ottima intesa, e un profondo rispetto reciproco. Il Gran Maestro, riceve incarichi di grande importanza, ed assieme all'arcivescovo Berardo di Castacca, è uno degli uomini più fidati della Corte Sveva. Il credito di entrambi presso la Curia di Roma, giova notevolmente alla causa degli Hohenzollern.

Se le cose hanno trovato degli accomodamenti col mite Onorio III, lo scontro fra Papato e Impero, Fra potere Regale e Sacerdotale, diviene inevitabile; dopo l’elezione al pontificato, nel 1227, del vecchio ma irriducibile Gregorio IX , nipote di Innocenzo III. In cambio della sua protezione, e dell’aiuto fornitogli nella conquista della corona imperiale, Federico ha dovuto promettere, a Papa Innocenzo che si sarebbe messo a capo di una nuova Crociata, per liberare il Santo Sepolcro, impegnandosi, con un voto, a compiere tale impresa. Ma lo zelo cristiano dell’imperatore, troppo intelligente ed aperto, è tiepido e soltanto formale.

Federico ha molti problemi da sistemare, sia in Germania che in Sicilia, ed ha ben poca voglia di sobbarcarsi un tale onere. Hermann von Salza ha reso possibile il rinvio della Crociata più volte richiesta da Onorio III, che ha concesso una dilazione, ma il nuovo Papa è fermamente intenzionato a non transigere. Per costringere Federico ad adempiere il proprio voto, Gregorio IX lo scomunica, nel1227.

L’imperatore si decide allora, a partire per la Crociata, ma non vuole combattere gli Islamici, e riesce ad ottenere per via diplomatica, quello che il papa vuole. Hermann von Salza, è determinante nel reclutamento delle milizie imperiali, in Germania. Va più volte in Siria, dove opera con il suo Ordine, per organizzare la liberazione del Santo Sepolcro. Combina, inoltre, il matrimonio di Federico II con Jolanda, figlia del reggente della corona di Gerusalemme, Giovanni di Brienne. Quello Teutonico, è l’unico Ordine che sostenga l’Imperatore, nel corso della cosiddetta “crociata degli scomunicati” , poiché Templari ed Ospitalieri, per fedeltà al pontefice romano, mantengono un atteggiamento apertamente ostile alla campagna imperiale, che pure porta alla conquista dei Luoghi Santi; ma senza alcuno spargimento di sangue.

Von Salza è un instancabile diplomatico ed un abile mediatore, che resta fedele al suo Signore fino alla morte. Un atteggiamento di lealtà che consente, all'Ordine Teutonico, di godere dei favori di Federico II, e di realizzare la fondazione di una serie di fortezze e di domus, lungo la dorsale tra il Libano e la Giordania, in difesa del litorale siro-palestinese. I Cavalieri teutonici acquisiscono un enorme potere in Puglia e in Sicilia, regioni nelle quali vengono gestiti i loro monasteri, e delle proprietà di immenso valore.


Tra il 1225 ed il 1226, il duca polacco Corrado di Masovia chiama i Teutonici per combattere i pagani della vicina Prussia. Von Salza, approfittando degli ottimi rapporti intercorrenti con la Corte Sveva, ottiene da Federico II, il 26 marzo del 1226, a Rimini, la conferma imperiale delle donazioni fatte dallo stesso duca; sul territorio di Chelmno (Kulmerland), ed il diritto dell'Ordine di conquistare ed evangelizzare la Prussia.

Scandalizzato dall’atteggiamento conciliante di Federico nei confronti degli infedeli, Gregorio accetta la Pace di San Germano, del1230, ma diventa più che mai inflessibile nella lotta contro questo ingrato e disinvolto Hohenstaufen. Federico, ben lungi dal considerare l’Italia Meridionale come un feudo del papato, trascura persino gli affari tedeschi, per fare di Palermo l’effettiva capitale del suo Impero, e lo splendido centro della Rinascente Cultura Europea.

Ritornato per un breve periodo in Germania, l’Imperatore fa larghe concessioni ai principi tedeschi, pur di potersi occupare tranquillamente della penisola italiana. Quando infine Federico sconfigge a Cortenuova i Comuni della Lega Lombarda, nel 1237, e dà in moglie al proprio figlio Enzo, Adelasia, che gli porta in dote il regno di Sardegna, già promesso al papa, Gregorio IX non contiene più la sua ira, e, nel 1239, scomunica nuovamente l’imperatore. La lotta occulta diviene allora aperto conflitto: Gregorio convoca a Roma un Concilio, per dichiarare decaduto Federico, ma questì invia Enzo con una flotta, a catturare, presso l’isola del Giglio, i prelati che sulle navi genovesi accorrono in Italia. Ciò che non riesce a Gregorio IX, lo ottiene il suo successore, Innocenzo IV che, rifugiatosi a Lione, convoca nel 1245 un Concilio, dal quale Federico viene nominalmente deposto. A nulla vale la difesa che di Federico fa il suo inviato: Taddeo di Suessa, e l’imperatore non può più riconciliarsi con la Chiesa, dato che muore nel 1250, a 56 anni, senza essersi liberato della scomunica pontificia.

Federico è senza dubbio una delle figure più importanti del Medioevo: dotato di una cultura e di una mentalità eccezionalmente aperte. Non riesce ad avere ragione del papato, e trascura di occuparsi della Germania, dove, proprio a causa delle manovre papali e delle ripetute scomuniche, si manifesta una crisi dell’autorità imperiale, ed un ritorno ai particolarismi feudali. Resta però la sua opera fondamentale, svolta in Italia, e soprattutto in Sicilia. Principe coltissimo, Federico affianca, all’azione politica, un’illuminata opera di mecenate nel campo delle Arti.

È personalmente interessato ai problemi artistici, architettonici, e favorisce la scienza, l'astrologia, e le Arti occulte, edificando, a scopo magico, una delle più enigmatiche strutture d'Europa: Castel del Monte, che, nelle sue misure e geometrie ottagonali, rivela un'architettura esoterica, simile a quella del misterioso Castello di Wewelsburg, che, 700 anni dopo, diviene il Centro esoterico del III Reich.


Anche Hitler studia le discipline occulte, e molti dei suoi collaboratori, ai livelli più alti del Partito sono iniziati della Thule Gesellschaft. Federico II lascia numerose epistole, in cui chiarisce il suo concetto di sovranità, ed un trattato denso di dottrina, il "De arte venandi cum avibus", notevole per l’acutezza dell’osservazione e la vivezza espressiva. Il merito maggiore di Federico II, è quello di aver creato e raccolto, intorno a sé, la Scuola Poetica Siciliana, favorendo la formazione di una lingua letteraria volgare, e di una meditata ed elaborata corrente poetica.

Fra i migliori ingegni della sua corte, vi sono Pier delle Vigne, Jacopo Lentini, ed Odo delle Colonne. In architettura, Federico promuove la costruzione di un gruppo d’edifici a carattere civile, che rivelano, però, una precisa cifra tecnica e stilistica occulta: Castel Maniace a Siracusa, Castello Ursino a Catania, i Castelli di Salemi ed Augusta, la torre di Federico ad Enna, e il già nominato Castel del Monte in Puglia.

Un'altra curiosa similitudine fra L'imperatore degli Hohenzollern e Adolf Hitler, riguarda l'antisemitismo. Federico impone agli ebrei di portare un segno giallo, sulla veste, e di farsi crescere la barba, per non essere confusi con gli altri cittadini. La Stella Gialla di Davide, da lui usata, sarà anche il contrassegno degli Ebrei nella Germania Nazionalsocialista.

 

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LA GNOSI SEGRETA

 

 

Dal "Germanenorden” al Partito Nazional Socialista, gli uomini chiave del Nazismo sono sorretti e guidati da una Gnosi Segreta, che costituisce Il nucleo esoterico dell'intero movimento Hitleriano; un Sapere su cui Adolf Hitler, giunto al potere, manterrà il segreto, riservandolo soltanto all'Ordine Nero che rivivifica quello dei Cavalieri Teutonici: la Waffen SS.

Il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, NSDAP, ha la sua origine nell'associazione o Bund del "Germanenorden", di von List, che vede la luce il 12 marzo del 1912, e che incorpora l' Hammer-Gemeinden (la Lega del Martello) ed altri gruppi nazionalisti antisemiti. Il Germanenorden convoca, nel maggio del 1914, un Congresso di tutte le associazioni nazionaliste germaniche, con lo scopo di creare un Ordine iniziatico antisemita, segreto, da contrapporre alla Massoneria, al B'Nai Brith sionista, e all'Internazionale Ebraica.

In Agosto, i membri del Germanen Orden sono già migliaia, con oltre cento “Domus”, in cui le idee di von List e di Lanz von Liebenfels, sulla ricerca della sapienza ancestrale ariana, vengono discusse ed attuate.Nel 1916 il Germanen Orden trova il suo elemento di spicco: Rudolf von Sebottendorff, iniziato al sufismo dei dervisci Mevlevi, e a quello della setta sincretistica "Bektashiyyah”, affine agli sciiti Halawiti siriani. Sebottendorf trae da queste sue fonti, un nucleo di insegnamenti iniziatici, che poi approfondisce a Costantinopoli, dove è al servizio di Hussein Pasha; come sovrintendente delle proprietà dell'Impero Ottomano.

 

 

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Qui Sebottendorff conosce la ricca famiglia degli ebrei Termudi, studiosi della Qabbalah, e proprietari di una vasta biblioteca di testi alchemici e rosacrociani, ed entra a far parte della Loggia del rito Cagliostresco di Memphis e Misraim, elaborando un suo sistema di meditazione e respirazione pranayama, unita a Mudras delle mani, e a Posizioni Yogiche del Corpo, che, nel 1924, descrive dettagliatamente nel suo libro:"Die Praxis der alten Turkischen Freimaurerei" La Prassi della Antica Massoneria Turca. L'interesse spirituale di Sebottendorf si nutre anche della Sapienza Egizia, e durante il suo soggiorno al Cairo, nel 1900, egli visita la piramide di Cheope a Giza, studiandone il significato cosmologico e numerologico, e avvicinandosi così alla Gnosi Occulta delle teocrazie egiziane.

Sebottendorff è convinto che i Geroglifici, le Rune, i Mantram, I Mudra, lo Yoga, le tecniche di Respirazione e d’attivazione dei corpi sottili, e il Misticismo islamico, abbiano un'origine comune, e, fondandosi su quest’idea, prosegue i suoi studi, elaborando uno Yoga Runico, in cui, dopo aver assunto speciali posture, ed attuato una respirazione canalizzata e controllata, si ripetono alcune sillabe mistiche. Il suo sistema si propone di accumulare, all'interno del corpo umano, il “Prana”: la forza cosmica, indirizzandola in punti focali determinati, così da sperimentare sapori ed odori sottili, fino alla percezione dell'"ombra nera"; che indica l'inizio di una nuova vita spirituale, segnata dall'acquisizione di un proprio Nome magico.

Il passo successivo, porta a gradi superiori di meditazione, fino alla visualizzazione interiore dei colori, in un processo che è quello descritto dal Sufi Sohravardi, nella sua Gnosi dell'Uomo di Luce, che Sebottendorf chiama “Uomo-Sole”, e che si ritrova anche negli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, a cui si riferirà anche Heinrich Himmler, per le meditazioni collettive delle SS; a Wewelsburg.

Le tecniche di Sebottendorff hanno come scopo la trasmutazione alchemica individuale, che porta l'iniziato a divenire un Essere spirituale completo; uscito dal Divenire. Sebottendorff torna in Germania nel 1913, affiliandosi al Germanenorden, e diventando il responsabile della sezione Bavarese. Con lui ci sono il giovane Walter Nauhaus, studioso di tradizioni esoteriche e cultura nordica, ed altri esponenti della cultura Volkisch, che affermano, tramite la ricerca esoterica e storica, la superiore saggezza della Tradizione Ariana.

Questa è la Forza che in Germania si deve ormai contrapporre, decisamente, al dilagare del devastante potere ebraico.    Le direttive del Germanen Orden sono assai chiare: Può entrarne a far parte solo chi può dimostrare la purezza del proprio sangue, fino alla terza generazione; Si deve compiere un'opera di salvaguardia razziale, con dimostrazioni scientifiche inoppugnabili, relative alla degenerazione fisio-psichica e spirituale che si produce a causa della mescolanza della stirpe ariana con le razze qulitativamente inferiori.

Nel suo libro "Prima che Hitler venisse", Sebottendorff afferma che le opere di Guido von List, e di Lanz von Liebenfels "erano un pregevole patrimonio di dati non certo trascurabili". La sezione berlinese della Società Guido von List si scioglie nel 1912, e Philipp Stauff, noto per le sue ricerche sulle case runiche, e i suoi collaboratori, entrano a far parte del Germanenorden, che si esprime esteriormente, con discorsi pubblici e con l'organo ufficiale di stampa "Runen", che è diretto dallo stesso Sebottendorff, che ne è il principale finanziatore, e il cui primo numero esce nel gennaio 1918.

Le Cerimonie importanti hanno luogo nei giorni dei solstizi, come é d’uso tra gli antichi Germarni. Seguendo gli insegnamenti degli ariosofi, lo stemma della Società include uno swastika solare; lo stesso che i membri dell’Ordine portano come spilla, assieme all'anello con le Rune, ideato da Weisthor e portato, in seguito, dagli ufficiali superiori delle SS.

 

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THULE GESELLSCHAFT

 

Il 18 agosto 1918, la sezione Bavarese del Germanen Orden cambia ufficialmente nome, in quello di Thule Gesellschaft, come copertura per le attività politiche del primo. "Thule Bund" significa il ritorno all'Età dell'oro, nella zona d’origine mitica della civiltà Ariana. Le Cerimonie iniziatiche e i rituali, ricollegano l'adepto alla mitica patria nordica, e alla religione solare Odhinica: Asatru; evidente nei simboli dello swastika e nell'immagine di Odino, che appare sui fogli ufficiali della Società.

Fra gli ospiti della Thule troviamo personaggi che rivestono ruoli chiave nel Partito Nazionalsocialista, come Alfred Rosenberg, giornalista del "Münchener Beobachter" (il giornale della Thule che diventa, in seguito il "Volkischer Beobachter", quotidiano del partito nazionalsocialista, di cui Rosemberg, come ministro della cultura del Reich, diviene il direttore. Ci sono Dietrich Eckart, il Maestro spirituale di Hitler, e Karl Hausofer.

Membri ufficiali sono Rudolf Hess, occultista e studioso di esoterismo, grande amico di Hitler, e Hans Frank, futuro governatore della Polonia. Nella Thule Bund, si rivela che le dottrine scientifiche rendono verificabile la dottrina che vede, nella Stirpe germanica, la razza umana superiore. La Thule ha dunque come scopo, la purificazione eugenetica di una élite teutonica, destinata ad occupare i posti più importanti nella struttura della Nazione e del III Reich.

Questi uonmini sono gli “Iniziati”, gli “Jerofanti” che possono riattivare le qualità ariane, ritornando ad una purezza razziale che apre l'accesso ai poteri spirituali ancestrali del Lignaggio Iperboreo. Il peccato, che consiste nella commistione dei puri Ariani con le razze inferiori, può venire emendato, con una attenta eugenetica razziale. La Razza ebraica, che promuove l'imbastardimento delle altre razze e mantiene una stretta prassi eugenetica per la propria, è la più colpevole delle stirpi, perché attua, volontariamente la degenerazione distruttiva degli altri popoli.

La società Thule, da cui nasce come braccio politico il il Nazionalsocialismo, catalizza una corrente di pensiero Ariosofica, magica ed antiebraica, che celebra i propri rituali e le proprie feste calendariali; in un ritorno alla Religione Ancestrale Germanica: l'Odhinismo.Dopo la presa del potere, tuttavia, la Società Thule Gesellschaft viene abbandonata a sé stessa, perché giustamente, Adolf Hitler trova insopportabile che essa adotti la politica occulta di una tipica società segreta.

Hitler, che non ama l'elitarismo infondato, né l'aristocrazia puramente nominale, vuole dei fatti, e decide di trasformare l' Arbeiterpartei in un grande partito di massa. La Thule Gesellschaft perde allora, gradualmente d’importanza, perché il N.S.D.A.P. hitleriano, e il suo Cenacolo Esoterico Himmleriano, ne incarnano assai meglio l'ideologia Ariana, e le capacità di lotta effettiva contro le razze dei sub-umani: gli untermenschen, di cui gli Ebrei sono gli esemplari più pericolosi e tenaci.

Il destino escatologico del mondo, deve realizzarsi con la vittoria effettiva della stirpe ariana, ovvero, con la salvezza spirituale della Germania e del suo Lignaggio Ancestrale. Nella "Thule Bund" e poi nel Partito Nazional Socialista milita anche Karl Haushofer, addetto militare a Tokyo, che, negli anni 1903-1908 ha fatto frequenti visite a Gurdjieff; in Asia centrale, seguendone gli insegnamenti.

Haushofer si è dedicato ad uno studio approfondito delle dottrine teosofiche, convincendosi che i popoli ariani provengono dagli altipiani dell'Asia, e principalmente dal Tibet. Qui, e nel deserto di Gobi, Haushofer ha cercato a lungo l'entrata di Agartha, ed ha stabilito approfonditi contatti con i Lama tibetani, che gli hanno trasmesso ed affidato iniziazioni e conoscenze millenarie.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Haushofer, tornato in Germania, aderisce al Germanen Orden. Al temine della guerra, accetta l'incarico di professore di geopolitica presso l'Università di Monaco, dove approfondisce il concetto di” Sangue e Suolo”; secondo cui la sopravvivenza di una razza dipende dalla conquista del suo necessario Lebensraum, o spazio vitale, ottenuto sottomettendo le razze inferiori. I suoi interessi per la scienza esoterica, comprendono, come è ovvio per un tibetanologo, l'Astrologia; di cui è un esperto cultore. Tutti questi elementi li ritroviamo anche nella persona di Adolf Hitler.


 

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FREUNDSCHAFT

 

L'acceso interesse per l'astrologia coinvolge anche gli ambienti dello Stato Maggiore Tedesco. Infatti, il generale Ludendorff, che é stato compagno di Hitler durante il tentativo di impadronirsi di Monaco, con il Putsch dell'8 novembre 1923, condivide con il presidente Hindenburg una profonda fede esoterico astrologica. Haushofer va spesso a trovare Hitler, durante il periodo di detenzione di Landsberg, dove il Fiihrer è imprigionato, per aver partecipato al fallito Putsch.Le loro lunghe conversazioni, vertono sulla geopolitica, le teorie della razza, e sull origine della stirpe ariana. È ovvio che Haushofer gli parli di ciò che più gli sta a cuore e cioè della sua ricerca dell'Agartha, e della profonda sapienza tibetana.

Le missioni della sezione ss Ahnenerbe in Tibet, e il ritrovamento di cadaveri di monaci tibetani, nel bunker di Berlino, nel maggio del '45, lo confermano. Ma a Landsberg c'è un altro amico di Hitler che fa parte della Thule: Rudof Hess.

 

 

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Nato ad Alessandria d'Egitto giovedì 26 aprile 1894, Hess frequenta lil liceo francese d’Alessandria, una scuola destinate ai benestanti. Di notevole intelligenza, e molto dotato per la matematica, Lasciata la terra dei faraoni, prosegue i suoi studi in Germania, a Bad Godesberg, e poi in Svizzera, a Neuchatel. Hess entra a far parte dell’O.T.O. Ordo Templi Orientis, dedicandosi alla Magia Operativa di stile Crowleyano. Allo scoppio del conflitto mondiale, a vent’anni, si arruola come fante nell'esercito del Regno di Baviera, patria d’origine di sua madre Klara.

Viene ferito due volte, l’ultima delle quali molto gravemente, e, divenuto inadatto per la fanteria, entra nell’aviazione.    L’armistizio    del    1918    lo    trova luogotenente d’aviazione. La sconfitta della germania, imbattuta sul campo, ma tradita e pugnalata alle spalle nelle retrovie, lo segna profondamente. Monaco l’attira, perchè è ricca di gruppi nazionalisti, e perché in essa hanno operato i Rosa+Croce, gli Illuminati di Baviera, e vi agisce la Thule Gesellshaft.. Ritorna per u n pò in Egitto, per regolare le pratiche dell’eredità lasciatagli dai suoi parenti, morti durante il conflitto, e qui incontra un Giovane di Nantes, appassionato di scienze occulte, il quale lo porta a Boulogne sur Seine, dove esiste un Istituto di Euritmoterapia; sintesi di dottrine iniziatiche orientali e druidiche. Gli Iniziati sono detti “I Veglianti”.

In quest’ambiente, in cui si stampa la “Rivista Baltica”, dalla copertina ornata da una Swastika, Rudolf Hess scopre il libro di Ludwig Wilser (1850-1923): Origine e Preistoria degli Ariani, pubblicato a Berlino nel 1899. L’autore afferma che la culla di questa razza si trova nei pressi del Circolo Polare. Le glaciazioni hanno obbligato questi popoli ad emigrare attraverso tutta l’Europa, ma essi hanno conservato una acuta nostalgia per la loro patria originaria: Thule. Questa è la vera terra degli Antenati, per i Germani ed i Celti.

Immediatamente, Hess vede nella Croce Gammata, immagine dell’antico culto Solare e Galattico, l’emblema principale di una comunità di popoli venuti dall’Europa del Nord-Ovest. Dopo il suo soggiono francese, Hess ritorna a Monaco e s’iscrive all'Università, dove studia economia, storia, geografia (è allievo di Haushofer) e scienze politiche. A Monaco egli cerca una Società Iniziatica che corrisponda a ciò che egli ha scoperto dell’arianesimo germanico, e prende quindi a frequentare la Soicietà Thule Gesellshaft, vero crogiolo in cui si trovano intellettuali, archeologi, ed occultisti. Ai suoi inizi, la Thule è formata da un gruppo di ricercatori diretti dal professor Felix Nieder, che, a partire dal 1912 edita una compilazione di 24 volumi: Prosa dell’Antichità Nordica.

Dopo il 1918, e la Guerra che ne ha svuotate le file, la Thule vede emergere tre personaggi: Von Sebottendorf, Karl Hausofer, Introdottovi da Paul Rohrbach e Dietrich Echart. Hess incontra Hitler a Monaco nel 1920, e ne rimane affascinato. Si iscrive al N.S.D.A.P. nel giugno 1920 con la tessera n° 16 e diviene il delfino di Hitler. Vi è una 'strettissima amicizia tra Hitler e Hess; l'unico a cui Hitler dia del tu e non del voi, e che sceglie di internarsi volontariamente a Landsberg, dopo il Putsch del 9 novembre 1923, pur di stare vicino al suo Führer. In quei mesi d’assiduità quotidiana, Hess spiega ad Hitler le teorie di Haushofer, e gli parla dei suoi interessi di occultismo ed esoterismo. Hess è vegetariano come Hitler, e fa preparare i suoi cibi con particolari procedimenti bio-dinamici, secondo i precetti della medicina omeopatica.

Hitler ed Hess nutrono un altro interesse in comune: quello per le culture dell'Asia orientale, e per l'astrologia. Hess ha una cerchia d’amici, tutti affascinati dalla conoscenza segreta ariana, ed approfondisce questi argomenti con appassionati studi personali sui testi. A Landsberg Hess e Haushofer aiutano Hitler, che sta scrivendo il suo "Mein Kampf": Dottrina politica, ed espressionr exoterica di una Weltangschauung che ha le sue radici nell'esosterismo ariosofico.

Hitler preferisce stendere un velo di riserbo e di segretezza, sulle proprie attività esoteriche: sul fatto che condivide l'ideologia intervirile di von Lebennfels, e che si è fatto ordinare da lui confratello dell'O.N.T. Mantiene il silenzio anche sulle dottrine Odhiniche e ariosofiche che egli stesso diffonde, traducendole nelle azioni del suo partito, durante il III Reich. A queste Dottrine e prassi ariane, Adolf Hitler vuole dare il crisma della legalità e della piena visibilità; in nome della Civiltà e di una razza ariana superiore, e di una parte "nordica" della Nazione che può essere tale, per qualità e carattere morale ebiologico, solo in virtù del sangue. Il tipo perfetto dell'uomo "nordico" può essere solo il suo dio: Odino.

 


 

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ODHINN IN ASIA MINORE

 

Le antiche Saghe germaniche narrano che "Sigge", capo della tribù asiatica degli Azer, nel sec. I d.C. ha portato la sua gente dalle rive del Mar Caspio fino al nord dell'Europa. Dopo essere giunto al Mar Nero, si è spostato in Russia, dove ha lasciato uno dei suoi figli quale governante; in seguito ha fatto lo stesso in Sassonia ed in Franconia, la parte nord dell'attuale Baviera. Poi è passato in Danimarca, dove è stato accolto come Re il suo quinto figlio, Skold, e da lì è andato in Svezia, dove il Re Hilf lo ha ricevuto con grandi onori. Sigge si è fermato in Svezia, ed ha proclamato Sigtuna quale sua capitale. Poi ha stilato un codice di leggi, fondato i suoi Misteri, e, assunto il nome di Odhinn ha organizzato un gruppo di dodici sacerdoti, detti "Drottar" per celebrare delle cerimonie magiche segrete.

Se il "Paese di Azer" è situato fra il Mar Caspio ed il Mar Nero, vuoi dire che si trova nel Caucaso. È proprio questo territorio che, nella saga islandese dell’"Edda" diviene "Asghard", cioè la "Giardino degli Dèi Asi", situata sulle montagne meridionali "al di là del Don". Da Asghard gli Asi sono emigrati in Germania ed in Scandinavia: dunque è nel Caucaso che si trova il mitico giardino da cui si è diffusa la razza ariana "nordica", che si identifica geneticamente con i propri antenati divinizzati. Diviene allora chiaro che cosa Hitler cerchi veramente sul Caucaso, oltre al petrolio per le sue armate. Si svela così anche il motivo di un’incomprensibile impresa alpinistica in tempo di guerra!

 

Il 23 luglio del 1942 Adolf Hitler emana la direttiva "Edelweiss” in cui dà ordine al gruppo di armate "A", che ha invaso la parte meridionale dell'Unione Sovietica, di iniziare l'avanzata verso il Caucaso, per conquistare le raffinerie di Baku, in Azerbajdian.

Approfittando dell'avanzata, il 21 Agosto 1942, tre alpinisti ss si.arrampicano sulla cima dell'El'brus, il monte più alto del Caucaso (m. 5.629) e la montagna sacra degli ariani. Essi piantano la bandiera di guerra con la svastica, benedicendo il luogo secondo il rito dell'Ordine Nero delle ss. La benedizione della bandiera sulla cima dell'El'brus segna l'inizio della nuova Era".

 

Tutto il mondo viene a sapere dell'impresa, ma Hitler è furibondo: come se tutti i suoi piani di battaglia fossero stati Rovinati da quell'impresa. Grida che l'onore del suo esercito consiste nel vincere i russi, e non nel salire sulle cime dei monti. Quegli “alpinisti pazzi” meritano la corte marziale, si lasciano trascinare dalle loro sciocche vanità, e vanno alla conquista di una montagna, nonostante che egli abbia ordinato che tutti gli sforzi siano concentrati su Suchumi. Ecco una prova lampante di come si eseguono i suoi ordini.

Per scatenare l’ira del Führer l'episodio deve avere un importante significato simbolico. Forse l'ordine è venuto da Heinrich Himmler, il "Reichsfuhrer ss", e forse la cerimonia non doveva avvenire in quel momento e in quel modo. Hitler le attribuisce un significato funesto e decisivo, ed effettivamente, questo sarà l'ultimo atto significativo, prima della ritirata.

La parola "Caucaso" in russo suona "Kavkaz", in arabo "Qaf, "Qabh", "Qabk" Questo termine deriva dalla radice"qf", che significa "fine", "estremità", "compimento". Già per gli antichi navigatori fenici questo termine indicava l'estremo limite settentrionale delle terre abitate, ed il "Paese di Qaf" era per loro il luogo dove dimorava la divinità più antica, Baal- Qafon. Il Signore della Montagna Polare, ovvero “Lucifero”.

I Persiani ritenevano che Il "Paese di Qaf" fosse il limite estremo del mondo, anche se sapevano che al nord del Caucaso c'erano altre terre. Un limite "occulto" e non geografico, dunque. Questo èè anche il luogo da cui, secondo il Corano, partiranno prima del Giorno del Giudizio i terribili Yadzoudz e Madzoudz per sterminare l'Umanità.

Tuttavia, il Caucaso non è legato solo alla fine dell'Umanità, ma anche all'inizio di quella stirpe a cui Prometeo portò il Fuoco divino. I Greci ritenevano che qui Prometeo fosse incatenato, e che un’aquila, per ordine di Zeus, gli divorasse il fegato, e secondo le leggende cecene, sul Caucaso è incatenato il grande "nart" Pch'armat, a cui il "Re di tutti gli Uccelli", Idu, divora il fegato.


Ciò conferma che nelle antiche tradizioni il Caucaso è sacro, perché è il luogo dove è rinata l'Umanità dopo la catastrofe del Diluvio, e dove ha mosso i primi passi verso la nuova civilizzazione, grazie al fuoco donatole da Prometeo. Qui inizieranno gli eventi che, secondo la tradizione islamica, faranno da preludio al Giorno del Giudizio. Qaf è anche il centesimo nome di Allah, il suo nome segreto, e dal Monte Qaf si innalza l’Axis Mundi che raggiunge il Polo.


Il Caucaso è quindi la Montagna “Polare” dell’Ascesa al Nord: Perno spirituale degli Iperborei, e limite geografico e mistico fra il Nord e il Sud, e l’Est e l’Ovest. Esso è quindi il Centro mistico e geografico di inizio e di fine dell'attuale umanità, il mozzo della ruota dei tempi, e, sul pianeta, il luogo di incontro e di scontro delle forze Luminose e di quelle Ottenebranti. Probabilmente è per questo che Hitler si infuriò. La conquista dell'El'brus segnava, per coloro che ne avevano violato la sacralità, l’inizio della Fine. Un'ulteriore chiarimento proviene dagli studi del grande antropologo tedesco Johann Friedrich Bliimenbach (1752-1840), che per primo ha definito la razza bianca, ariana, od indoeuropea, come "caucasica. Secondo gli attuali studiosi russi V. P. Alekseev e V. I. Abaev, nel Caucaso si distinguono quattro tipi umani: pontico, caspico, iberico e caucasico. Gli unici rappresentanti del tipo caucasico rimasti allo stato puro, sono attualmente i Ceceni, come afferma anche l'antica opera storica georgiana "Kartlis Cchovreba", in cui il mitico "Caucaso" è detto antenato dei Ceceni.


Il tipo antropologico Ceceno è costityito da ersone alte, coi capelli, gli occhi e la pelle di colore chiaro, e con la corporatura robusta. Il linguista N. Ja Marr, già negli anni '20, aveva concluso che questi popoli, a cui aveva dato il nome di “jafetici”, ovverosia di proto-ariani, parlavano le lingue più antiche del pianeta. Gli Hurriti sono gli antenati linguistici dei Ceceni. A. P. Novosel'cev ha scritto:

"La lingua uranica, come pure quella hurrita, apparteneva ad una particolare famiglia linguistica, a cui più vicine fra tutte sono alcune lingue del Caucaso settentrionale: la lingua cecena e la lingua ingusda".

Lo studioso B. Brent'es ha notato che i nomi delle città sumere sono quasi tutti pre-sumeri. Questo significa che, nonostante si ritenga comunemente che la civiltà sumerica sìa la più antica del pianeta, qualcuno ha preceduto i Sumeri in Mesopotamia. Brent'es ha determinato che questi termini presumeri sono Hurriti, cioè appartenenti a quella lingua che ha dato origine alle lingue cecena e ìnguscia.I Ceceni si autodefiniscono "Nazi", termine che deriva dalla parola "naz" che significa "gente". Ora, il nome di Noè in arabo è "Nuzh". In Turchia e nel Caucaso ci sono vari luoghi denominati "Nazhcevan" o "Nazhicevan" ; che è una parte della Repubblica dell'Azerbajdzan. Esistono termini paleoiranici e paleoarmeni correlati all'idea di "gente" o "popolazione" in cui compare la radice "Nazh". Il nome egiziano dell'antico impero hurrita di Mitanni era "Nazharin". Ancora nel medioevo un principato dell'antico regno armeno si chiamava "naze". Insomma, nel Caucaso vivrebbero i popoli più arcaici, i più antichi rappresentanti della razza bianca discesi da Jafet, figlio di Noè.

Hitler fonda una religione del "Sangue Puro", il cui Dio sarà Odino/Wotan, e la cui ideologia verrà custodita ed applicata da un'aristocrazia guerriera: le ss. Queste idee devono essere attuate da uomini come Richard Walter Darre, un agronomo incaricato, nel 1933, di fondare un'associazione di produttori-agricoli.

In seguito,    Hitler    lo    nomina    "Reichsbauenfùhrer" e "Reichsernerungsministr", ovvero, "Dirigente dell'agricoltura" e "Ministro degli approvvigionamenti" del Reich, ma lo nomina anche "Gruppenfuhrer ss": Generale luogotenente delle SS. In questa veste, Darre divenne il capo della "Direzione Centrale delle ss per i problemi della razza e dell'emigrazione". Egli scrive molti libri sulla dottrina della razza, sul marxismo, e sull'agricoltura. Darre deve selezionare la nuova razza ario-germanica usando i sistemi dell’agricoltura e e della biologia, adoperati per la selezione delle piante e degli animali. Con l'approvazione di Himmler, egli raccoglie una cartoteca con i dati biologici ed ereditati dell'aristocrazia nazista, a cominciare dalle ss. Darrè afferma: "Qui nasce la nuova aristocrazia. Raccogliamo il sangue migliore. Certamente, è ben difficile che riusciamo a purificare il sangue di tutto il popolo tedesco. Ma la nuova aristocrazia germanica sarà di razza pura nel senso letterale della parola" .

Quali siano caratteristiche che qualificano l’Ariano puro, lo dice lo stesso Adolf Hitler:

Gli Ariani puri devono essere i portatori del "carattere nordico". "In tutte le nazioni, anche in quelle più antiche e solidamente organizzate, si svolgono processi di decadenza e di ridistribuzione. La parte attiva della nazione, nordica e pronta alla lotta, si solleverà nuovamente e sarà l'elemento che dominerà questi spregevoli commercianti e pacifisti, questi puritani e faccendieri".


Hitler cerca perciò la terra d'origine della razza ario-germanica, e la patria dell'archetipo Wotan/Odino. Non è un mistero che, prima delle grandi invasioni barbariche che fecero crollare l'Impero Romano, i Visigoti e gli Ostrogoti, due gruppi del popolo dei Goti, sono vissuti in Ucraina e nella Russia meridionale, tant'è vero che in Crimea si è conservata, sino al XVI secolo la lingua Crimeo-Gotica, derivante dal dialetto ostrogoto. Secondo i risultati della scienza storica ufficiale, i Goti sono arrivati in Ucraina, e nella Russia meridionale, dalla foce della Vistola, dove si erano stabiliti all'inizio dell'era cristiana. Ma da quale luogo sono giunti alle foci della Vistola? L'autore medioevale Saxo Grammaticus e le saghe irlandesi ed islandesi indicano nel Caucaso la patria primigenia dei Vichinghi, e dei popoli germanici. Appunto per ritrovare le tracce perdute dell'eredità ariana, Darre fonda, già nel 1933, la "Ahnenerbe"o "Eredità degli antenati", un gruppo incaricato di cercare e studiare i reperti della "razza nordica indogermanica".
Hitler ritiene che i Ceceni siano indoeuropei, e si esprime così al riguardo:

"Là, in Oriente, si è conservato un resto dell'antica germanizzazione del Caucaso settentrionale. I Ceceni sono una tribù ariana".

Nel 1931, lo storico J. Karst scrive che i Ceceni sono un ramo della "grande tribù iperborico- paleoasiatica", che ha occupato gli spazi dal Turan: Asia centrale e Turkestan cinese, fino a Canaan; attraverso la Mesopotamia settentrionale. Per Hitler il tipo "ariano-nordico" e quello "ebraico" sono non solo due tipi caratteriali o biologici, ma, sopratutto, due “qualità” psichiche, mentali, e spirituali, antitetiche ed incompatibili.

Per questo, le due vette più alte del Caucaso: l'El'brus e il Kazbek, vengono proclamate montagne sacre agli Ariani. Il ritorno alla terra sacra del Caucaso, diventa, per i Tedeschi, un atto di enorme significato simbolico, ed i Ceceni vengono ritenuti non solo custodi di questa terra sacra, ma anche portatori del sangue ariano primordiale.

L'esploratore norvegese, Thor Heyerdahl lavorerà, in anni recenti e fino alla sua morte, sulla stessa linea di pensiero e convinzione di AdolfHitler. Con l'archeologo russo Sergei Lukyashko, Heyerdahl ha trovato nei pressi del Mar Nero, proprio grazie alla saga dell'"Edda", degli insediamenti antichi attribuibili ai precursori dei Vichinghi nordici. Il suo scopo dichiarato, era proprio quello di trovare la patria di Odino/Wotan. La sua scomparsa, e gli eventi bellici in corso attualmente nella zona, rendono oggi difficili le ulteriori verifiche.


 

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KARL MARIA WILGUT: WEISTHOR

 

 

KARL MARIA WILGUT ( 1866-1946), Nasce a Vienna, il 10 dicembre 1886, da una famiglia di tradizioni militari, e combatte contro i Russi nei Carpazi, durante la Prima Guerra Mondiale. Trasferito sul fronte italiano, diventa colonnello nel 1917, e viene decorato per eroismo in battaglia. Nel 1919, esce dal servizio militare, dopo 35 anni di carriera. Wilgut, ha un impressionante talento occulto: una memoria ancestrale, che gli permette di ripercorrere tutta la storia del popolo germanico. Egli sostiene, che questa dote di veggenza gli viene da una linea genealogica, ininterrotta, che affonda le sue radici nei millenni passati.


Wilgut è stato iniziato ai segreti delle Rune e della stirpe ariana dal padre; nel 1890. Egli appartiene alla linea di sangue degli Adler-Wiligoten, legati al Dio Thor, che fondarono, 80.000 anni fa la grande città di Arval- Joruvallar, o GOSLAR, il luogo sacro principale dell’antica Germania.

Verso il 12.500 a.C, i Germani condividevano una fede comune nella Religione Irminista. I Partigiani di Wotan combatterono allora contro i fedeli di Thor e scoppiarono dei conflitti che sconvolsero civiltà oggi perdute. Poi anche il centro Irminista di Goslar venne distrutto. I superstiti si rifugiarono nelle foreste, e costruirono un loro tempio ad EXTERSNTEINE, vicino a Detmold. Preso dai Wotanisti nel 460 d.C, il santuario Irminista di Extersteine, fu distrutto da Carlo magno nel IX secolo, nella sua lotta contro i Sassoni, rimasti fedeli al loro antico culto.


Weisthor, sostiene che in seguito, la sua Stirpe à dovuta fuggire, prima alle Isole Faröer, e poi in Russia; per sfuggire alle persecuzioni di un Carlo Magno asservito alla Chiesa di Roma, e chiaramente filo ebraico- cristiano. Secondo Wilgut, questa persecuzione, contro i portatori delle linee di sangue Ariano, in Europa, continua ancora: ad opera della Chiesa Cattolica, degli Ebrei, e dei Massoni; tutti corresponsabili della sconfitta Germanica, nella Prima Guerra Mondiale.

Wilgut, viene presentato ad Heinrich Himmler da Richard Anders, un ufficiale delle ss, membro dell’ONT, l’Ordine del Nuovo Tempio di Lanz von Lebenfels. Il 9 Novembre 1933, a 66 anni, entra nell’Ordine Nero di Himmler, con il nome di Weisthor. Wilgut-Weisthor dirige, in seno all’ufficio centrale delle ss di Monaco, per la Razza e la Popolazione, il suo dipartimento di Preistoria e Storia contemporanea, occupandosi di tutte le questioni mitologicher ed esoteriche.

Qui egli mette per iscritto gli eventi che le sue veggenze gli rivelano, e il suo lavoro è un tale successo che nel 1934 Himmler lo promuove SS Oberfuhrer. È proprio Wilgut a scegliere i siti più propizi ai Castelli dell’Ordine Nero. Weisthor profezza apertamente la sua fede neo-pagana di Thor- Irmin. Nelle sue ricerche, Weisthor ritrova un manoscritto in cui è contenuta una antica profezia germanica: Una gigantesca battaglia avrà luogo fra le potenze asiatiche e gli stati dell’Europa occidentale.

Il Veggente è persuaso che il combattimento finale avrà luogo in Westfalia, nella regione attorno a Paderborn e Lippstad, che ha già visto, nel 9 d.C, la grande battaglia del Teutoburger Wald, finita con la completa sconfitta delle legioni romane. Sua è perciò la scelta di Wevelsburg, vicino a Paderborn, in Westfalia; un castello situato presso il complesso megalitico di Extersteine, e che diventa la roccaforte magica dell’Ordine, e l’Istituto per la formazione ideologica degli ufficiali delle SS.


Weisthor, elabora le forme date ai Rituali Irministi, che si svolgono a Wevelsburg e disegna anche il Totenkopfring, l’anello con la testa di morto, che simboleggia la scomparsa delle ego personalità parassite, del suo portatore, postosi al servizio del suo Io essenziale e di una missione “impersonale” superiore. L’anello viene consegnato da Himmler stesso, accompagnato da un certificato, e dalla descrizione del suo significato.

Vi si vede una testa di morto, la doppia runa SIG ss, una swastika e quattro segni runici di cui Guido von List ha dato questa interpretazione: Lo Spirito creatore deve vincere. Che l’Uomo formi un Unità con il Dio Eterno. La forza del tuo spirito ti rende libero. Abbi cura del Tutto in te, e padroneggerai il Tutto. L’anello del Totenkopf resta legato a Wewelsburg e all’appartenenza permanente all’Ordine delle ss. Nel 1938, Himmler chiede che tutti gli anelli delle ss morti siano restituiti al Castello, per essere posti in un forziere. Questa è l’espressione simbolica dell’appartenenza all’Ordine, anche al di là della morte.

 

 

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Wewelsburg sarà la “piazzaforte magica della Germania”, nel conflitto che opporrà l’Europa agli invasori dell’Est. Il Castello dell’Ordine Nero di Himler si modella allora su quello dei Cavalieri Teutonici di Mariemburg, e sulla Tavola Rotonda dei Dodici. All’inizio del 1935 Weistor lascia Monaco per Berlino, e lavora al fianco del futuro generale ss Karl Wolff, capo di Stao Maggiore di Himmler. A Berlino egli incontra Otto Rahn, autore dei libri: “Crociata contro il Grazhal” e “La Corte di Lucifero” Imprigionato dalle forze di occupazione britanniche, alla fine del conflitto, internato a Velden, e rilasciato in seguito ad un Ictus, si spegne a d Arolsen il 3 gennaio del 1946.

Visionari ed occultisti come Von List, Liebenfels, Wilgut, Dieter Eckart, Rudolf von Sebottendorf, Otto Rahn, Eick Hanussen, Sven Hedin, Alfred Schuler, apportano conoscenze e valori esoterici tradizionali germanici all’ideologia nazionalsocialista. Essi hanno una grande influenza sulle idee e sulla weltangshauung hitleriana, orientata a far risorgere in Germania una comunità nazionale e sociale omogenea, di tipo etnico e razziale, purificata da ogni elemento estraneo.

 

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HIMMLER E l’ORDINE NERO

 

L'universo Magico ed esoterico del nazionalsocialismo hitleriano, si sviluppa all'interno dell'ordine delle SS grazie al suo organizzatore e capo, Heinrich Himmler. Nato nel 1900 da famiglia benestante, Himmler trascorre una giovinezza assolutamente normale, per un giovane dell'epoca. Educato dalla famiglia agli ideali di fierezza guerriera, tipicamente prussiani. Himmler entra nell'esercito nel 1917, ma un anno dopo ne esce, in seguito all'armistizio, e si iscrive all'Università di Monaco, dove si laurea in agraria nel 1922.

Il suo desiderio più grande è quello di entrare a far parte di un corpo militare alla guida della Germania e l'occasione gli viene data nel 1923 quando si iscrive al partito Nazionalsocialista e partecipa come portabandiera al fallito tentativo di Hitler di prendere il potere a Monaco. L'anno successivo, dopo la liberazione di Hitler da Landsberg, Himmler per la sua fedeltà riceve la nomina a vicecomandante delle Schutzstaffeln, la guardia del corpo di Hitler che ha giurato di difenderlo o morire.

Nel 1929 viene nominato Reichsfiihrer ss e comincia ad organizzarle secondo la sua personale visione esoterica ed ariosofica. Attento studioso della spiritualità e della filosofia indiana, frequenta circoli esoterici, e condivide con Walter Darre esperienze di tipo mistico di fronte a monumenti antico-germanici. Himmler pensa di essere la reincarnazione di Enrico I di Sassonia, alla cui tomba si reca spesso in pellegrinaggio, rifiuta le terapie mediche ortodosse per avvicinarsi a quelle omeopatiche, olistiche ed orientali, che gli appaiono più legate al concetto di forza cosmica.

Himmler legge molto e si forma una vastissima cultura, relativa alle scienze botaniche e naturali, per sostenere le teorie ariosofiche a cui aderisce completamente. Inoltre, progetta di creare una sezione delle sue ss che studi l'omeopatia, in modo che i medici tradizionali siano costretti a tornare al buon senso e a praticare le cure naturali. Studia la "Bhagavad-Gita", e la sua concezione della storia è quella degli Yuga indiani, per cui l’attuale periodo è quello del "KaliYuga", l'età oscura che deve essere rigenerata tramite un olocausto totale, che salvi il popolo ariano dalla distruzione derivata dalla commistione con le razze inferiori.

Himmler è affascinato dalle tradizioni cavalieresche medioevali, e si circonda di elementi fidati: 12 iniziati, ufficiali superiori, che condividono i suoi ideali e seguono le pratiche spirituali da lui promosse a Wewelsburg. Nella norma di ammissione alle SS viene richiesto un certificato attestante la non contaminazione, con razze ritenute inferiori, risalente alle generazioni dell'anno 1750. Himmler desidera che le idee di Von List e Lanz von Liebenfels sulle qualità semidivine latenti nella razza ariana ricevano un apporto scientifico, e, attraverso l'Ufficio per la Razza e ilRegolamento: Rasse und Siedlunghauptampt, R.U.S.H.A., vengono stabilite le misure antropometriche per poter diventare un membro delle SS.

I vertici ss praticano una meditazione che ha come scopo il pieno controllo della volontà. L'Ordine Nero ha una sua struttura simile a quella dei Gesuiti, perché Himmler ha studiato la storia della Compagnia di Gesù che ai vertici della propria organizzazione praticava esercizi particolari di contemplazione e visualizzazione. La struttura di comando ed iniziazione delle SS, oltre agli esercizi di meditazione, riprende le norme di ammissione alla Compagnia di Gesù, così come vengono riportate nei "Vera acta gesuitica", un testo settecentesco il cui autore, gesuita pentito, rivelava aspetti oscuri dell'elite gerarchica della Compagnia.

I Gesuiti sono studiosi di astrologia, geometria sacra, geomanzia, e simbolismo cosmico. Le ss studiano a fondo le stesse materie, e sono strutturate allo stesso modo della Compagnia di Gesù. Al livello più basso della gerarchia, ci sono coloro che hanno preso voti senza particolari restrizioni o incarichi, le Waffen ss, i semplici soldati. Alla guida della Compagnia, e dell’Ordine Nero, vi sono gli eletti, che hanno giurato fedeltà all'Ordine professando voti speciali. Nelle SS questo gruppo è formato dalla Allgemeine ss. L'iter è quello di un Ordine religioso: il 9 novembre il candidato di 18 anni viene accettato come richiedente; il 30 gennaio diventa cadetto; il 20 aprile ss permanente. In questa fase della sua crescita militare e psichica, l'aspirante assorbe gli ideali e le regole, e se le fissa nella mente e nel cuore. Il ruolo messianico di Adolf Hitler è un messaggio semplice e diretto che viene comunicato al Neofita cerimonia di iniziazione.

L’Organizzazione iniziatica ss è formata da fratelli semplici, sacerdoti e sommi sacerdoti o lerofanti. Nell'Ordine Nero di Himmler, che può certamente definirsi ORDO, ci sono insegne corrispondenti ai gradi: l'anello d'argento con simboli runici e la firma di Himmler per il primo gradino, la daga per gli Obersturmfuhrer, cioè gli adepti. Per i vertici viene creata una élite di 12 fédelissimi, o discepoli con privilegi particolari. Agli ufficiali superiori viene insegnato il significato occulto della croce uncinata, come concepita dall'ariosofia. I 12 formano un cenacolo esoterico. Il quartier generale del comando dei cavalieri teutonici e quello delle SS sono entrambe, allo stesso tempo, centri militari e religiosi.

Castel del Monte in Italia per Federico II di Svevia e Wewelsburg per Himmler, sono fortezze determinate dalla geomanzia come sedi favorevoli, e qui deve costituirsi il nucleo spirituale del Nuovo Ordine mondiale; come Centro di irradiazione della nuova religione germanica. Nel castello si ricercano le origini della razza ariana anche nella musica, utilizzando gli antichi strumenti germanici come l'antica tromba LUDR.

Alcune delle sedute di meditazione hanno lo scopo di controllare la volontà; esse sono praticate dal gruppo di Karl Maria Wiligut, detto Weisthor, l'uomo che crea il centro spirituale di Wewelsburg. Nell'archivio del castello sono conservate alcune sue carte in cui egli stabilisce le regole delle celebrazioni del calendario pagano, e delle forme cultuali a Wewelsburg. Sia lo posizione del castello che la sua forma assumono, nella visione di Himmler, un significato che va ben oltre a quello di castello dell'Ordine.

 

 

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Secondo il concetto del Reich millenario, il Maniero deve diventare un Omphalos o centro del mondo; un ombelico che lega l'uomo ariano, purificato dalla commistione con le razze inferiori, alla madre terra e al ciclo. Il legame cosmo-uomo-terra a cui i teorici vólkisch anelano deve realizzarsi con una struttura templare, in cui grazie ad esercizi runici si canalizzerà la forza cosmica che lega l'uomo al suo ambiente biologico, sociale, e spirituale.

La particolare forma, a freccia, ortogonale rispetto ai tradizionali assi est-ovest, orientata cioè verso nord con asse sud-nord, affascina Himmler. Nel progetto definitivo notiamo la costruzione di edifici che devono circondare il castello. Tutto il progetto, del Castello rivela un aspetto esoterico, ermetico, che replica la Heilighe Lanze, o Lancia di Longino, la cui punta è costituita dalla torre nord, ed è centrata sulla cripta.

Il meridiano sud-nord e l'orientamento verso il Polo indicano, come nel caso del nome della Società Thule, una volontà di ritorno alla patria iperborea, con un preciso orientamento; difatti, il progetto a forma di Lancia è un vettore indicante il Nord, circondato da un grande cerchio esterno di edifici. Si tratta della rappresentazione grafica e realizzativa della Reversio ad Centrum.

La lancia individuante penetra nel nucleo della Terra madre, che rappresenta l'’Origine, e genera una nuova razza spirituale, determinando un rinnovamento e un Nuovo Ordine Ariano: biologico e spirituale. La torre nord, rivela una struttura studiata e realizzata dagli architetti di Himmler con un intento esoterico. Al piano terra vi è la “Gruppenfuhrersaar”, una stanza circolare con dodici colonne e una ruota solare al centro, dalla quale si partono dodici raggi formati dalle runa "Sieg", cioè "Vittoria", le stesse che si ritrovano nel simbolo ss e nello swastika.

Esattamente al di sotto di questa sala, c'è un piano interrato con una cripta chiamata "Walhallah", con dodici sedili di pietra ed una zona circolare centrale, limitata da un muretto circolare di diametro maggiore. Nel soffitto, uno swastika direttamente sulla perpendicolare del cerchio interno, presenta dei fori che creano un particolare effetto d’eco percepibile solo da chi parla stando all'interno del cerchio, replicando quanto gli antichi facevano nei loro luoghi sacri. Come vuole l'ariosofia, anche da Wewelsburg centro esoterico ed ombelico di un Nuovo Mondo, un nucleo di iniziati, dirige esotericamente il Nuovo Ordine ariano, formato dalla aristocrazia genetica del III Reich.

Si tratta di un regno teocratico, guidato da una élite di lerofanti o di Arconti. Adolf Hitler assume il ruolo di grande catalizzatore, grazie al quale si realizzano le speranze e gli sforzi di tutti coloro che lavorano per il successo delle teorie ariosofiche, e che agisce per la resurrezione spirituale di una nuova Germania. Hitler è il polo di aggregazione che, come lo zodiaco e il Polo celeste, rappresenta l’asse verticale ascendente, su cui si imperniano tutti gli altri 12 Reggenti zodiacali.

Il castello di Wewelsburg è anch’esso un Centro Assiale e lo swastika a dodici braccia della cripta e della Torre Nord assume qui il valore di Polo nord o Thule terrestre: replica attualizzata del centro originario della stirpe ariana. Qui, le cerimonie scandite dal calendario sacro germanico rinnovano, ad ogni scadenza ciclica, il legame tra l'uomo superiore e il suo Dio.

Weisthor consiglia Himmler di trasformare Wewelsburg in un centro cultuale ed in una accademia di studi superiori, e il castello viene acquistato nel 1934 ed fu attrezzato per divenire un centro di ricerca ariano. All'interno della struttura c’è anche la sede della SS Ahnenerbe, un istituto indipendente, che ha il compito di pianificare e realizzare delle    missioni    archeologiche,    antropologiche, od esplorative; e degli studi scientifici che confermino la validità delle teorie ariosofiche.

A Wewelsburg anche gli oggetti d’uso comune, come le posate o una teiera sono istoriate co Rune e simboli magici a testimoniare la completa adesione all’universo magico-alchemico, e la volontà di trasformare l'homo germanicus in homo-deus ariano. La SS Ahnenerbe si serve delle doti medianiche di Weisthor per localizzare luoghi e vestigia antico-germaniche dimenticate da tempo, che dovranno venire riedificate grazie alla Società per la Promozione e il mantenimento dei monumenti germanici, fondata da Himmler nel 1936.

qui vengono decise e pianificate le missioni ss Ahnenerbe in Tibet, nel deserto di Gobi, e in Sud-America, alla ricerca delle entrate al regno sotterraneo di Agartha, dove si spera di rintracciare gli ultimi semidei della civiltà ariana. Nel 1939 Schaefer spedisce alcune fotografie in Germania, con una lettera in cui dice;

"Lo studio della strada da percorrere non squarcia il mistero di questo interrogativo: raggiungeremo le porte invisibili dell'Himalaya, espressione della mistica più profonda, che conducono al regno divino?".

Ulteriori ricerche vengono svolte per determinare se le misure antropometriche dei tibetani siano assimilabili a quelle ariane, e si trova la conferma che i Proto-Germani provengono dal Tibet. Wiligut crea a Wewelsburg un sistema cultuale a cui aderisce anche il supremo Reichsfiihrer SS. Abbiamo quindi una struttura iniziatica, una liturgia, un castello come centro dell'universo che prima che materiale e politico è spirituale e “religioso”: l'Ordine Nero è perciò un Ordo a tutti gli effetti.

 

 

 

 

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WEWELSBURG

AXIS MUNDI DEL REICH MILLENARIO

 

La Westfalia è stata teatro delle imprese degli Eroi germanici. Nella Foresta di Teutoburgo, non lontano da Detmold, vi sono le Externsteine, un insieme di rocce che, per l’Ordine Nero sono le vestigia dell’antica civiltà ariana, che data dorzzine di migliaia d’anni, ed è la madre di tutte le culture europee. Secondo Weisthor, le Externsteine, in cui il culto solare veniva celebrato da tempi immemorabili, rimontano all’epoca di Atlantide.

Il nome di Arminius, Armin o Hermann, il capo dei Ceruschi che ha sconfitto Publio Quintilio Varo nella selva di Teutoburgo, riporta ad Irmin, che significa Grande Signore, ed è uno degli epiteti di Thor. Irminsul è il gigantesco albero che sostiene il mondo, che le leggende germeniche situano non lontano di qui; ad Eresburg.

Dato che le Chiese Cristiane sono orientate sull’asse Est-Ovest, il Castello di Wewelsburg, orientato sull’asse Nord-Sud, presenta un carattere nettamente anticristiano, ed è quindi geomanticamente e magicamente adatto a diventare il centro dell’Ordine Nero. La sua forma triangolare a forma di lancia, ha anch’essa degli impliciti poteri occulti, relativi al Dio Thor e alla runa Tyr. Himmler vuole farne il Centro simbolico del Nuovo Mondo ario-germanico.


Attorno alle sale cultuali, si costruiranno in seguito, in cerchi concentrici degli edifici che prolungheranno in tutte le direzioni i raggi della ruota solare, rappresentata sul suolo della Obergruppenführersaal. Himmler ha deciso di fare di Wewelsburg il suo Castello del Grahal, il supremo centro spirituale dei Cavalieri dell’Ordine Nero.

Il restauro viene iniziato nel 1934. Gigantesche tapezzerie ricoprono i muri, e biblioteche di quercia massiccia contengono 16.000 libri, riviste, e manoscritti antichi, che trattano di antiche tradizioni ariane, di magia, e d’esterismo. Ogni stanza del castello viene decorata a ricordo ed effigie di un famoso personaggio od eroe della storia tedesca o del ito ariano: Enrico l’Uccellatore, Barbarossa, Ottone il Grande, Arthù, e così via. Ognuna contiene autentici oggetti d’epoca; spade, armature, vesti, gioielli. Il Castello ospita anche un osservatorio astronomico e dei laboratori di ricerca; altre sale sezrcono alla meditazione e allo studio. Sul pavimento della grande sala dei 12, spicca la Ruota solare composta dalle dodici Rune Sig : il mitico Sole Nero di Thule.

Sotto l’immensa sala degli Obergruppenführer, si trova il “Gruft”; una Cripta con volte ad ogiva, e i muri spessi 2 metri. Vi si trova un altare di marmo nero, ornato da due segni runici ss in marmo bianco, e sormontati dalla testa di morto. Dai piedi di questo altare inizia un pozzo con due scalini di granito. Al centro del cerchio più interno, la presenza di un tubo del gas affogato nel cemento, dimostra che qui veniva accesa la fiamma sacra di Thor o di Freya. L'architettura della cripta sotterranea riprende i modelli dell'architettura tombale micenea.

Nella cripta vi sono dodici posti equidistanti l'uno dall'altro, adiacenti al muro circolare. I pochi documenti ritrovati, fanno pensare ad una cerimonia in cui le ceneri delle SS contenute in urne, venivano poste sui seggi di pietra, mentre al centro bruciava la fiamma sacra. Regolarmente nel corso dell'anno Himmler convocava i dodici cavalieri per sedute di aggiornamento tecnico- spirituale. È provato che praticassero una meditazione e un rituale basato sugli insegnamenti di Weisthor, allo scopo di padroneggiare la volontà.

Le finestre della cripta sono realizzate in modo da convogliare la luce al centro della sala, nel cerchio centrale, e questo indipendentemente dalla posizione del sole. La sala è buia e un piccolo tunnel obliquo, concepito con un preciso angolo, indirizza la luce al centro del cerchio. Gli architetti di Himmler progettarono la torre nord secondo i consigli di Weisthor. Le quattro cavità di forma quadrata presenti sullo swastica nel soffitto della cripta servivano a "potenziare" un effetto d’eco, per cui entrando nel cerchio sacro, all'interno di una zona circolare più bassa del pavimento, e cominciando a parlare, si percepisce una foltissima amplificazione delle onde sonore che avvolgono e rimbombano come se i muri entrassero in risonanza. L'effetto è un suggestivo eco a pioggia, che tuttavia viene percepito solo da chi si trova al centro del cerchio.

Il fatto che l'eco non sia udibile da nessun altro, anche ad un metro di distanza, indica che qualcuno doveva porsi sotto lo swastica del soffitto, che in questo caso simboleggia l'irradiamento del centro di energia solare divina, a cui ci si collega a livello vibratorio. Chi si pone nel centro di convergenza della luce proveniente dalle finestre, del suono riverberato dalla swastica e dello spazio, al centro della struttura, si trova nel “luogo” esatto in cui è possibile canalizzare la forza cosmica. Se pensiamo allo yoga runico, di cui Weisthor era sicuramente un esperto, possiamo ipotizzare che chi si poneva al centro vibrasse le Rune di cui assumeva la Posizione, potenziandone l’effetto per mezzo dell’eco.

La cripta rivela chiaramente il suo uso di Spazio Rituale. Se si osserva il progetto finale di Wewelsburg del 1944, notiamo che la torre nord rappresenta la punta della Heilige Lame, la Lancia di Longino che ha il suo culmine nel centro di un Kosmos, o mondo definito, l'edificio circolare intorno al castello. Il centro è orientato a nord, verso Thule, e simboleggia il punto di contatto tra cielo, nucleo ariano, e terra; fra umano e Divino. Si tratta perciò di un “Luogo Alto” in cui è possibile entrare in comunione con gli Dei, nri Tempi precisi stabiliti dal Calendario sacro. Il significato simbolico di Wewelsburg è quello di una costruzione sacra, che indica un ritorno alla patria ariana.

La Heilige Lanze, o Lancia di Longino entra nel costato del Cristo, che è, secondo gli Ariosofi, un ariano divino, e fa sgorgare il sangue purissimo del volk ariano: il Sang Real o San Graal. In pratica, qui si ottiene il vero ritorno a Thule, alla patria ed alla razza originaria, sia tramite il culto esoterico che attraverso le ricerche dell'accademia ss Ahnenerbe, che studia il metodo scientifico per riportare il mondo all'età dell'oro ariana.

A Wewslsburg l’insegnamento SS affonda le sue radici nelle Società segrete di Thule, del Vril, del Germanen Orden, e nelle pratiche della Magia runica Òdhinica. Questo luogo è il nuovo Omphalos del mondo ariano, l’ombelico il cui il cordone di collegamento, reciso nell’Era cristiana e ora rigenerato e riconnesso, veicola il flusso di energie che permettono la realizzazione ario-germanica. Si realizza qui, quell'unità politica e spirituale di natura, individuo, e forza vitale che il movimento pangermanista vólkish ricercava da più di due secoli.

 


 

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L'UOMO - DIO

 

"il sangue ariano è la sostanza stessa della divinità"

La ricerca delle proprie radici ancestrali, e la purificazione fisica, psicoloogica, e spirituale, che induce una selezione biologica, caratteriale, e qualitativa, diviene l'imperativo assoluto del Nuovo Reich germanico, e del popolo tedesco in generale. La purificazione del sangue si ottiene mediante la non commistione con le razze qualitativamente inferiori, mediante la nuova prassi eugenetica della razza germanica, che prevede leggi razziali estremamente selettive nei matrimoni in generale, e in quelli delle delle ss, che costituiscono la Nuova aristocrazia di Sangue e suolo, in particolare.

Il Recupero genetico ottimale, si ottiene anche mediante i "lebensborn", Le cliniche in cui delle giovani donne ariane vengono incoraggiate ad unirsi a dei puri ariani ss per "dare un figlio al Fuhrer". La purificazione si ottiene anche eliminando gli individui subnormali, che sono un abominio dovuto al caos razziale. È questa rigenerazione biologica e spirituale, del Völk germanico, lo scopo prioritario del nazionalsocialismo, che postula la presenza materiale degli Dei Ancestrali nel sangue stesso e nella carne viva della stirpe umano divina ariana: Il sangue e la carne del Graal.


Il Nazionalsocialismo è quindi una religione esoterica, segreta, nota solo ad Hitler, l’Avatar Odhinico, al suo sommo jerofante, Heinrich Himmler, ai dodici arconti-iniziati che seguono da vicino i rituali magici all'interno del castello di Wewelsburg, e a pochi altri. Con i loro discorsi, Adolf Hitler e i capi nazionalsocialisti adempiono ad una funzione sia ideologica che liturgica, perché la parola da essi pronunciata pubblicamente, nel mandala esterno ed ufficiale della celebrazione di massa, si integra perfettamente con i riti del culto segreto agli Dei ancestrali, praticati nel cerchio interno degli Adepti.

Hitler utilizza le cerimonie, il simbolismo runico, le bandiere, i cori, e l'apparato architettonico, per creare nel popolo tedesco una catarsi emotiva, che porti quella folla a sentire la propria unità di Popolo sotto l’influsso divino, al di là di ogni possibile barriera razionale, per poi proiettarne l’energia complessiva sull’Egregoro Ariano in via di ricostituzione. In questo modo, egli proietta l’energia ed il dinamismo popolare nel “Progetto Spirituale e religioso Ariano” che soppianterà, con le proprie valenze puramentegermaniche, e con una ritualità “pagana” ritrovata, lo spiritualismo giudaico-cristiano, elemento ostile ed alieno, del tutto estraneo all’arianesimo.

Cerimonie apparentemente politiche, come il "Battesimo delle Bandiere", in cui Hitler battezza con la Blutfahné, la bandiera macchiata del sangue dei primi martiri nazionalsocialisti, gli stendardi delle cerimonie collettive, restando al momento del contatto in alcuni istanti di profonda meditazione, sono in realtà Cerimonie rituali e magiche. Il sangue sacro del sacrificio, purifica e benedice gli stendardi, che vengono così “caricati”, potenziat,i e dinamizzati affinchè la Germania passi dal sopore al risveglio spirituale della propria vera identità ariana, come invita a fare il motto "Deutschland Erwache!";"Germania, svegliati!" impresso sugli stendardi. Nel 1936 le bare dei caduti del putsch di Monaco vengono rimosse dal terreno della loro inumazione, e portate nel Tempio dell'Onore nella Konigplatz di Monaco, per sottrarre questi morti alla falsità e all’estraneità della Religione cristiana.

Nei cimiteri SS la crux latina, o croce tradizionale della cristianità, viene sostituita dalle Rune z e k, ad indicare nascita e morte. Hitler presenzia in effigie al battesimo pagano dei bambini SS; uomini e donne nuovi, nati da genitori ariani. e Hitler, invece di Cristo, benedice questo evento tramite una fotografia su un tavolo. Nella Weltangschauung Nazionalsocialista, come in quella tradizionale ariana, gli oroscopi, le prassi geomantiche, e quelle radiestetiche hanno una grande importanza. Hitler ed Himmler si servono difatti di un maestro del pendolo per scoprire l'ubicazione della prigione in cui è segregato Mussolini. Hess, Gobbels, e molti altri gerarchi seguono le istruzioni dei loro oroscopi, preparati da specialisti autorizzati da Hitler, dopo che il N.S.D.A.P. ha messo fuori legge tutti i medium e gli astrologi non empatici; assieme alle loro molteplici pubblicazioni.

Lo scopo di questi provvedimenti restrittivi, è, ancora una volta, quello di assumere il controllo totale in questo campo. La nuova Germania risvegliata a sé stessa, accoglie Hitler come un salvatore divino, oltre che comeun eminente politico, e lo riveste di una valenza sacrale. Simultaneamente alle estasi collettive, prodotte nelle cerimonie di Norimberga, l'elite degli iniziati combatte una guerra occulta per ristabilire l'ordine celeste in un universo immerso nel Caos razziale.

 

 

 

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LA HEILIGE LANZE

E LA RICERCA DEL GRAHAL

 

Uno dei Misteri del nazionalsocialismo esoterico, riguarda la ricerca del Graal, che coinvolge anche la Lancia del destino o "Heilige Lanze". Gaio Cassio Longino è il nome dato dalla tradizione cristiana al centurione romano che trafisse Gesù nel costato. La rielaborazione del racconto evangelico porta alla leggenda della Lancia, secondo cui il centurione Longino, ormai quasi cieco, viene guarito miracolosamente dal sangue del Cristo, il SanGraal, che scendendo dalla Lancia giunge sino ai suoi occhi.

È chiaro che si tratta di una tradizione leggendaria. Una versione della leggenda ci riporta alla Lancia conservata al Museo Hofburg di Vienna come parte della collezione del tesoro degli Asburgo, detta anche Lancia di S. Maurizio. La sua storia ci parla della Legione Tebana, che nel III sec. era di stanza in Egitto ed era formata esclusivamente da cristiani. Per ordine dell'Imperatore Massimiano fu trasferita in Gallia nel 286, e le fu comandato di compiere un sacrificio generale agli Dei per propiziare le guerre contro i cristiani, e di giurare fedeltà all'imperatore.

I soldati si opposero a questo giuramento e rimasero saldi nella loro decisione di non partecipare al sacrificio. Maurizio era il comandante della legione e con discorsi pieni di passione rafforzò i cuori dei compagni che affrontarono la pena capitale. Di fronte alla determinazione della legione, Massimiano ne ordinò lo sterminio e Maurizio entrò nelle file dei santi della Chiesa. Da quel momento vari miracoli connessi alla sua figura cominciarono ad accadere. Della legione tebana non rimase traccia se non nel nome della città svizzera di S. Moritz che fu fondata nel luogo dell'esecuzione. La Lancia passò di mano in mano, e giunse a Costantino, Teodosio, Alarico, Teodorico, Giustiniano, Carlo Martello. Lo stesso Carlo Magno, il fondatore del Reich germanico, ne venne in possesso; e si dice che, grazie ad essa, vinse 47 battaglie.

Anche gli imperatori Hohenstaufen la possedettero e tra questi Barbarossa, Federico II, e il Kaiser Wilhelm. Napoleone cercò di appropriarsene come bottino di guerra, dopo la battaglia di Austerlitz, ma in seguito alla sua successiva sconfitta la Lancia tornò a Vienna, dove fu conservata all''Hofburg Museum dal 1912 al 1938. Fin qui il mito si mescola alla storia, ma da questo punto in avanti abbiamo in mano i documenti della storia effettiva.

Il 14 marzo 1938 Hitler riporta l’Austria nel Reich tedesco, secondo il desiderio espresso al plebiscito austriaaco, e porta la Lancia del destino su un treno corazzato a Norimberga, la capitale spirituale del Reich. Hitler ha visto la Lancia per la prima volta durante gli anni del suo soggiorno givanile a Vienna, e ne ha ricevuto ta impressione tale da rimanere per vari minuti in contemplazione estatica.

La Heilige Lanze resta per ordine del Fuhrer a Norimberga, nella chiesa di S. Caterina, guardata a vista da un gruppo scelto di SS Lì rimane fino al 30 aprile 1945 quando l'esercito USA ne prende ufficialmente possesso alle ore 14:10. Lo stesso giorno, alle 15:30, Hitler si toglie la vita nel bunker di Berlino. Nonostante i dubbi relativi alla storia della lancia, il generale statunitense Gorge S. Patton, pensava che la lancia di S. Maurizio fosse autentica.

Patton s’interessava di reincarnazione e occultismo e provò egli stesso una morbosa attrazione verso la Heilige Lanze. Chretien de Troyes racconta che Parsifal, diventato guardiano sia della Lancia Longino che del Graal, tenne con sé le due reliquie custodendole per sempre. Se colleghiamo il simbolismo della Lancia, al cristianesimo vólkisch e germanico di Wagner, Lagarde, Langbehn e degli ariosofi di Vienna, in cui Cristo viene considerato un essere di pura razza ariana, e perciò vicino alle caratteristiche divine degli antichi ariani di Thule, che possedevano poteri simili ai suoi, ecco che Il suo sangue assume il significato di "SIEG HEIL" VITTORIA sui nemici e SALVEZZA dal peccato.

Questo Peccato è, per gli ariosofi, la caduta nell’imperfezione a causa dell'unione con le razze inferiori. Il Graal è l'istanza biologica, cioè il corpo razziale che è il contenitore del sangue e del genio ariano,e la salvezza viene raggiunta con la purificazione biologica e spirituale del sangue; ovvero della razza. Hitler autorizza la Cerca del Graal portata avanti da Otto Rahn, lo storico, amico di Himmler e di Weisthor, che studia le leggende connesse al Graal. Rahn è presente al castello di Wewelsburg, centro religioso dell'Ordine Nero, anch’esso a forma di lancia, dato che le ss finanziano alcune sue missioni alla ricerca del Graal. L'interesse comune di Himmler, Weisthor e Rahn si realizza nella convinzione che esista una chiave di lettura segreta, in grado di dischiudere la cultura pagano-germanica, e che questa chiave sia occultata dalla chiesa Cattolica. Graal e Lancia coincidono nel doppio significato salvifico, in cui la lancia assicura la vittoria sulle razze inferiori, ed il Graal la purezza del sangue ariano, che garantisce la salvezza spirituale.


Mauro Likar

 


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